Herba Torogas

Era particolarmente indicata per la cicatrizzazione di piaghe e vecchie ferite. In seguito le vennero riconosciute particolari proprietà contro le patologie polmonari. Contiene nella parte aerea una piccola quantità di glucosidi ad azione digitalinica, , esperidinasaponina, una sostanza  amara caratteristica (scrofularina), acido cafetannico, cinamico, butirrico, manganese ed altro, e viene usata per uso interno, in infuso, come emetico e purgante, contro le manifestazioni del morbo di Basedow e patologie cardiache. Esternamente è impiegata sotto forma di cataplasmi e impacchi.

L’infuso è efficace in caso di ferite e leggere scottature. Nel campo omeopatico il rimedio è ottenuto dai germogli appena sbocciati ed è indicato in casodi malattie cutanee, infiammazione dei linfonodi e patologie delle mucose.

Jangina

Posted on Novembre 14, 2008 by jangina

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Herba tormentilla

E’ un’erba medicinale multiuso che cresce nei boschi e nelle zone umide alpine. La raccola è consigliata nei mesi compresi fra giugno e agosto (periodo di fioritura), mentre la radice viene raccolta nel periodo autunnale.

In antichità veniva consigliata per le ulcere maligne e per la cura della tubercolosi oltre che per le proprietà astringenti,  cicatrizzanti ed emostatiche.

E’ particolarmente indicato in caso di dissenteria, ove si consiglia di assumere il decotto preparato con 20 grammi in un litro d’acqua bollente. Far bollire 10 minuti, filtrare e bere fino a 5 tazze al giorno.

In caso di afte o stomatiti  si può usare il decotto o l’infuso per uso esterno sotto forma di risciacqui. E’ indicato anche per infiammazioni vaginali o in caso di scottature.

Posted on Novembre 8, 2008 by jangina

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Herba Cristofanaria

o Geum urbanum, sidice che potrebbe trattarsi dell’erba benedetta. In antichità era utilizzata contro la febbre e come tonico del sistema digestivo. Cresce spesso nei terreni abbandonati e la farmacopea antica suggeriva la raccolta nel mese di marzo.
Il nome Urbanum deriva da una particolarità: cresce infatti anche nei pressi delle abitazioni.
La pianta ha un largo uso anche nel campo alimentare, è infatti utilizzata come condimento (si usano le foglie, raccolge in primavera senza recidere la pianta).
Tutta la pianta, in modo particolare il suo rizoma, emana un profumo particolare che richiama i chiodi di garofano.
Uso interno: infuso con 40-60g di rizoma o foglie tritatein un litro d’acqua. Assumere 4 volte al giorno.
Uso esterno: lo stesso infuso si usa per risciacqui o gargarismi, lavaggi oculari, impacchi per ferite o piaghe. Se utilizzato come collirio si consigliano 3-5 gocce ogni 6 ore.
jangina

Posted on Ottobre 30, 2008 by jangina

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Herba Sancta Maria

Detta anche chrysanthemum balsamita o erba della Madonna, il suo utilizzo risale all’epoca medievale (soprattutto in forma di olio).

E’ una pianta particolarmente polivalente, da sempre utilizzata in caso di patologie delle vie respiratorie (tosse, bronchite), dello stomaco e nel caso di depressione (è un ottimo sedativo). Favorisce la secrezione biliare e per questa virtù è impiegata  frequentemente nelle affezioni della cistifellea.

Cresce nei prati di zone pianeggianti -collinari in tutta Italia e viene coltivata frequentemente nel nostro paese per via del suo gradevolissimo aroma. Mentre i fiori vengono raccolti durante il periodo estivo, le foglie vengono raccolte da fine primavera ad inizio estate.

E’ molto frequente l’utilizzo di questa pianta in cucina aggiungendo alcune foglie nelle frittate.

Jangina

Posted on Ottobre 20, 2008 by jangina

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Herba Rondella

Detta anche rondella o malva silvestris, in antichità era chiamata omnimorbia perchè si riteneva che curasse tutti i mali.

Per i tumori del fegato, della milza e della madrice veniva consigliato un composto di radice, seme e foglie.

Per la tosse o le malattie delle vie respiratorie era consigliato l’infuso.

Ha spiccate proprietà antinfiammatorie, antisettiche e lenitive. Trova applicazione in caso di ascesso dentario, afte e stomatite e si rivela un ottimo emolliente della bocca e della gola.

Se utilizzata in cucina (le parti impiegate sono le foglie e i germogli) insaporisce i piatti affiancando a un piatto gustoso le virtù terapeutiche.

Jangina

Posted on Ottobre 16, 2008 by jangina

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