Chi protegge noi italiani nel diritto alla salute sessuale?

Chi protegge noi italiani nel diritto alla salute sessuale?
L’AIDASS (Associazione Italiana per il Diritto alla Salute Sessuale) è un’associazione che si prefigge l’obbiettivo di promuovere quelle iniziative culturali e politiche per modificare l’arretratezza scientifica e culturale correlata alla salute sessuale.
Un’associazione senza fini di lucro, nata per fare in modo che questo diritto attualmente negato venga recepito nelle leggi e nei codici, per avere un peso e non essere “trasparenti” rispetto alla classe politica, per diffondere l’informazione scientifica e tradurre in cultura le informazioni scientifiche ormai consolidate.
«La sessualità è un aspetto fondamentale della vita dell’essere umano e avere una sessualità sana e soddisfacente è un diritto universale che va tutelato anche dal punto di vista legislativo
Il nostro obiettivo è promuovere il concetto di una salute sessuale ottimale e una visione affermativa della sessualità nelle donne, negli uomini e nei giovani attraverso iniziative culturali e politiche A livello culturale si scontano ancora gravi ritardi e molteplici tabù, ed a livello politico ancora non si è acquisita la sensibilità per promuovere leggi e mettere a disposizione risorse e strutture affinché la società si faccia carico di questo bisogno a tutte le età, dall’adolescenza alla vecchiaia, e senza discriminazioni di genere o di condizione patologica, come nel caso dei disabili o dei portatori di handicap».
«I cittadini hanno bisogno di assistenza e non sempre sanno a chi rivolgersi per questo motivo è nostra intenzione sollecitare l’opinione pubblica e le istituzioni affinché si faccia un’informazione capillare e allo stesso tempo, vengano messe a disposizione di tutti le strutture sanitarie e le acquisizioni scientifiche».
Queste sono parole del presidente Giuseppe La Pera proferite in uno dei molti convegni da loro organizzati.
Ogni persona può gratuitamente contattarli e loro sapranno sempre consigliare la via migliore.
Nel loro sito web sono presenti numerosi test e questionari oltre ad un ottimo forum seguito dal presidente stesso.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Rischi della salute sessuale maschile: le Infezioni sessualmente trasmissibili

Rischi della salute sessuale maschile: le Infezioni sessualmente trasmissibili.
Essere maschio o femmina condiziona profondamente il comportamento sessuale e la probabilitĂ  di contrarre una Infezione sessualmente trasmissibile.
Per l’uomo infatti esistono alcuni motivi di infezione quali
I motivi biologici come il fatto di non essere circoncisi poiché il prepuzio trattiene più facilmente i batteri e microrganismi.
I motivi culturali quale la raritĂ  di incontri con il medico e la segretezza del loro stato clinico quale la malattia. Molti uomini considerano poco virile preoccuparsi della propria salute e utilizzare i preservativi.
I motivi comportamentali come il fatto di cambiare un numero maggiore di partner e con molta frequenza : questo aumenta la possibilitĂ  di incontrare una persona infetta.
Lo stesso sesso orale, molto frequente, non viene mai protetto da preservativo e ciò non ti protegge da molte infezioni.
L’uomo di per se ha un rischio 10 volte maggiore della donna di incorrere in complicanze infatti le Infezioni sessualmente trasmissibili possono risalire dal pene fino al canale urinario e questo può provocare infiammazioni interne.
Altro problema solamente maschile è rappresentato nei rapporti anali infatti se non si usa il preservativo sono molto frequenti infezioni come la sifilide l’herpes e la gonorrea.
Nel caso di persona che cambia sesso gli organi sessuali ricostruiti sono molto sensibili alle infezioni a causa di cure ormonali.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Introduzione alla salute sessuale

Nel 1974 l’Organizzazione Mondiale della SanitĂ  (OMS) ha stabilito che:
“La salute sessuale risulta dall’integrazione degli aspetti somatici affettivi, intellettivi e sociali dell’essere sessuato che consentono la valorizzazione della personalitĂ , della comunicazione e dell’amore. La salute si compone di tre elementi principali: - essere capace di gioire, avendone la piena padronanza, di un comportamento sessuale e riproduttivo in armonia con un’etica sociale e personale; - essere esenti da sentimenti di odio, di vergogna, di colpevolezza, di false credenze e altri fattori psicologici che inibiscono la risposta sessuale e turbano la relazione sessuale; - essere esenti da turbe, malattie e deficienze organiche che interferiscono con le funzioni sessuali e riproduttive.”
Questa definizione mondialmente accettata ha però nel suo interno dei concetti tradizionalisti e retrogradi , nonostante ciò contiene aspetti innovativi come il considerare oltre all’assenza di disfunzioni anche l’amore e i sentimenti importanti per la salute sessuale.
In questa definizione si utilizza come parametro della salute la procreazione cosa che cancella l’omosessualità e crea per cosi dire un collegamento con la cosiddetta etica sociale.
Ma la salute sessuale può essere solo in presenza di sentimenti?
Può una organizzazione stabilire cosa sia giudicato “sano” o meno?
Io personalmente credo che ognuno debba trovare le proprie risposte e che per avere una sessualitĂ  sana si debba sentirsi sereno e libero di decidere ; sempre.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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IL VARICOCELE, UN PROBLEMA MASCHILE DA NON SOTTOVALUTARE

Tra i tanti casi che riguardano la salute sessuale maschile, c’è un malattia poco conosciuta e per questo sottovalutata; il varicocele, ovvero la dilatazione varicosa delle vene nello scroto. E’ un problema che si presenta soprattutto nei giovani tra i 15 e i 25 anni, raramente prima e molto di rado nell’età avanzata. Si scopre di solito durante le visite medico-sportive oppure in quelle di leva. Per capire meglio di cosa si tratta, vediamo il funzionamento degli organi interessati. I testicoli ricevono il sangue dall’arteria testicolare, posizionata dentro all’addome, a sua volta il sangue viene dislocato grazie a delle vene che sono delimitate nello scroto, da qui il sangue risale nella vena testicolare che contemporaneamente riporta il sangue indietro fino al cuore. Le vene che si dilatano, sono appunto chiamate varicocele. La maggioranza dei casi è localizzata nella parte sinistra, più moderata nella parte bilaterale e molto poco nella parte destra.
Le conseguenze di questa patologia, soprattutto se sottovalutato e non curate in tempo, possono provocare dei problemi. Innanzitutto le vene dilatate determinano un innalzamento della temperatura del testicolo che a lungo andare può causare infertilità, ovvero ostacolo alla riproduzione. Ciò perché gli spermatozoi sono molto sensibili alla variazione della temperatura, quindi se la loro produzione viene in qualche modo disturbata, la loro efficienza e il numero possono patire molte modificazioni. Il varicocele può essere curato sia chirurgicamente, che radiologicamente e a quel punto la funzionalità e la densità degli spermatozoi tornano a svilupparsi, rendendo più probabile la possibilità di gravidanza. Un altro problema che può causare il varicocele, è l’atrofia del testicolo. I sintomi sono molto rari, per questo molte persone che soffrono di questo disturbo, non sentono nulla che possa indurli a pensare a questa malattia. Spesso chi soffre di varicocele se ne accorge perché non può avere figli. C’è da dire che se il problema è abbastanza grande oltre ai problemi di infertilità, si accusa anche dolore, causato dalla pressione del sangue all’interno delle vene dilatate, che risulta essere molto abbondante. Solitamente questo dolore si sente o quando si sollevano pesi, o quando si fa un’attività sportiva, oppure durante lunghi momenti passati in piedi.
Fortunatamente questa affezione è facilmente diagnosticata, basta infatti farsi visitare da un urologo, che con molta semplicità potrà scoprire la malattia. In seguito per capire la gravità del problema e le cause, è dovere svolgere un esame del liquido seminale e un eco-doppler, un esame simile all’ecografia che viene svolto con il paziente in piedi, in quanto cosi è possibile osservare meglio la pressione del sangue. Dura solitamente 20 minuti, non è affatto doloroso e neanche invasivo, in quanto non usa raggi. La cura migliore, è quella Mininvasiva con ScleroEmbolizzazione, quasi sempre efficace, mentre nei casi più complicati si usa la terapia chirurgica. A questo proposito, nel caso venga consigliato vivamente l’intervento chirurgico, è sempre bene chiedere prima se non è possibile la terapia Minivasiva. L’importante è comunque accorgersi in tempo di questa malattia, assolutamente curabile se presa nei tempi giusti.

Chiara Lanari

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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