Cos’e’ l’eiaculazione precoce?

E’ un problema difficile da comunicare all’esterno, spesso e’ sinonimo di vergogna e causa disturbi a livello della psiche oltre che quelli fisici; e’ l’eiaculazione precoce, ma vediamo di conoscere meglio di cosa si tratta: L’eiaculazione precoce (in latino ejaculatio praecox) consiste nella difficolta’ o incapacita’ da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione ed e’ considerata il disturbo sessuale maschile piu’ diffuso, in quanto affligge il 25%-40% degli uomini (alcune stime parlano di circa 4 milioni di italiani che ne sono affetti).

Si puo’ dire che un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in piu’ della meta’ dei rapporti sessuali. A questa definizione, si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno, che correlano la precocita’ dell’eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull’eiaculazione, disgiungendo la diagnosi del fenomeno dalla soddisfazione della partner e dalla sua possibilita’ di raggiungere l’orgasmo (anche perche’ nelle coppie stabili entrambi i partner possono essere affetti da disturbi della sessualita’, che nella donna possono ritardare e/o inibire l’eccitazione o l’orgasmo).

Ma si puo’ curare l’eiaculazione precoce?  Si, si possono utilizzare due tecniche, lo “stop star” e lo “squeeze”; con la prima l’interruzione puo’ essere praticata desistendo dalla stimolazione genitale, finche’ viene meno il bisogno imperioso di eiaculare; con la seconda lo stesso scopo puo’ essere raggiunto con una compressione del glande da parte della partner sessuale, quando l’orgasmo si avvicina.

Comunque alle coppie dovrebbe essere detto che l’eiaculazione precoce non e’ un disturbo della personalita’ o una nevrosi, quindi si puo’ risolvere con l’aiuto della  partner, quindi il problema cessera’ se entrambi seguiranno un programma di allenamento.

 Bianchi Fabio

Posted on Aprile 18, 2008 by fabiobianchi

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Il fumo e la gravidanza

Tutti sanno che il fumo nuoce alla salute, sia di chi fa uso delle sigarette, sia di chi gli sta accanto (il cosiddetto fumo passivo), ma c’e’ una categoria ancora piu’ a rischio, ed e’ quello delle donne in gravidanza.

E’ importante infatti sottolineare che il fumo durante la gravidanza nuoce gravemente alla salute ed aumenta il rischio d’aborto o di parto prematuro moltiplicando il pericolo di morte improvvisa del bambino ed esponendolo ad una maggiore percentuale di rischio di ammalarsi di tumore.  Inoltre fumare riduce di oltre il 30 per cento le probabilita’ di rimanere incinte. Nelle donne le cui madri erano giĂ  fumatrici la fertilità e’ risultata ridotta addirittura di quasi il 50 per cento. Le sostanze tossiche inalate pregiudicano il controllo ormonale ed influenzano la maturazione ovulare della donna come la produzione di sperma nell’uomo nonche’  una maggiore difficolta’  nel concepimento causata da un’alterazione dell’endometrio che ostacola la risalita degli spermatozoi.  Durante la gravidanza le tossine del fumo del tabacco che la madre assorbe volontariamente o involontariamente passano tramite i vasi del cordone ombelicale e la placenta direttamente al bambino che si trova nel grembo della madre. La nicotina provoca una diminuzione dell’irrorazione sanguigna dell’utero e della placenta e quindi anche un minore apporto di sostanze vitali al nascituro. Il monossido di carbonio assunto con il fumo riduce l’apporto d’ossigeno nella circolazione materna e del bambino, rimuovendo gia’ in deboli concentrazioni l’ossigeno dal suo vettore di trasporto, i globuli rossi.

Infine, ma non meno importante, occorre ricordare che il rischio e’ maggiore anche se la madre rinuncia al fumo durante la gravidanza ma espone il neonato al fumo del tabacco.

 Bianchi Fabio

Posted on Aprile 18, 2008 by fabiobianchi

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LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE.

E’ di fondamentale importanza adottare delle precauzioni durante l’attivitĂ  sessuale. Si previene in questo modo l’AIDS, una sindrome da immunodeficienza acquisita, cioè una malattia che lascia il corpo privo di difese. In presenza di questa grave malattia il sistema immunitario non può svolgere nĂ© l’immunitĂ  umorale nĂ© quella mediata da cellule: si instaurano quindi altre infezioni o forme di cancro che conducono alla morte del paziente. L’AIDS è tuttora incurabile: le nuove terapie, che consistono in combinazioni di diversi farmaci, sembrano però in grado di rallentare la progressione della malattia. Un’altra possibilitĂ  è usare farmaci legati ad anticorpi che distruggano selettivamente le cellule infettate. Sono allo studio anche diversi tipi di vaccini, ma l’alta variabilitĂ  genetica del virus costituisce un grosso ostacolo. L’arma piĂą efficace contro l’AIDS, quindi, rimane la prevenzione.
L’AIDS, tuttavia, non è che una delle tante malattie a trasmissione sessuale che potrebbero essere facilmente evitate con l’uso di profilattici in lattice.
Le malattie a trasmissione sessuale hanno caratteristiche epidemiche in tutti i paesi del mondo. Molte di esse, se non vengono curate, causano anche problemi a lungo termine. Per esempio, le infezioni batteriche vaginali possono provocare una condizione infiammatoria a livello pelvico che spesso coinvolge anche l’utero, le tube e le ovaie, provocando dolori acuti, danni permanenti a parte dei tessuti e sterilitĂ .
Le seguenti sono la maggior parte delle malattie a trasmissione sessuale piĂą comuni nei paesi occidentali:
-infezioni da clamidia: si manifestano attraverso secrezioni genitali, prurito, cistite, infiammazione pelvica. Il trattamento migliore è quello antibiotico;
-gonorrea: i sintomi sono analoghi a quelli della clamidia, anche in questo caso è necessaria una cura a base di antibiotici;
-sifilide: nelle prime fasi vi è la comparsa di ulcere genitali, può diffondersi in tutto il corpo e, se non curata, può essere letale. Gli antibiotici sono efficaci solo nelle prime fasi;
-herpes genitale: compaiono vescicole sui genitali, cistite, infiammazione cutanea. L’agente antivirale aciclovir può abbreviare la durata dei sintomi durante la guarigione;
-tricomoniasi: è caratterizzata da irritazioni, prurito e secrezioni vaginali, mentre negli uomini i sintomi non sono evidenti. Sono indicati farmaci antiprotozoici;
-candidosi: i sintomi sono simili a quelli della tricomoniasi, può essere contratta anche per via non sessuale. Ottimi sono i farmaci antimicotici.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 17, 2008 by raffaella

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LE FASI DELL’AMORE.

Sappiamo che la maggior parte delle femmine dei mammiferi è ricettiva nei confronti dei maschi solo in determinati periodi. In molte specie tali periodi sono brevi e sono limitati, in un anno, a pochissime occasioni oppure a una sola. Ad esempio, le femmine del cervo e dell’orso accettano di accoppiarsi soltanto durante alcune settimane del periodo autunnale. In questi particolari periodi si dice che la femmina è in estro, intendendo che essa è al massimo della sua recettivitĂ  sessuale. E’ solo in questi periodi che ha luogo l’ovulazione e che l’utero è pronto per l’impianto.
Gli esseri umani e diversi altri primati fanno eccezione a questa regola; essi non hanno periodi specifici per l’accoppiamento e le femmine sono potenzialmente recettive in tutti i momenti dell’anno.
Nell’uomo il comportamento sessuale si è probabilmente evoluto come un modo per rinforzare i legami tra due partner, nonchĂ© per favorire l’incontro tra l’ovulo e lo spermatozoo. La nostra sessualitĂ  è sia fisica sia emotiva e viene espressa in una grande varietĂ  di modi. Gli eventi fisici che accompagnano le risposte sessuali umane avvengono con una sequenza formata da quattro fasi.
Durante la fase dell’eccitazione la tensione sessuale cresce, il pene e il clitoride vanno incontro all’erezione, mentre i testicoli, le grandi e piccole labbra e i capezzoli si gonfiano. La vagina produce un liquido lubrificante e i muscoli delle braccia e delle gambe si tendono.
Queste risposte continuano fino a raggiungere una fase stazionaria caratterizzata da un notevole aumento della frequenza della respirazione e del battito cardiaco.
A questi eventi segue la terza fase, quella dell’orgasmo, caratterizzata da contrazioni ritmiche delle strutture riproduttive, da un estremo piacere per entrambi i partner e dall’eiaculazione da parte del maschio.
Nella fase di rilassamento le risposte descritte si invertono: le strutture anatomiche ritornano alle dimensioni iniziali, i muscoli si rilassano e l’eccitazione diminuisce fino a scomparire.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 17, 2008 by raffaella

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QUANDO LO STRESS E’ NEMICO DELL’EROS

Lo stress e le relazioni amorose, sono molto legate. Nella vita di coppia, lo stress causato da ritmi di lavoro intenso e mancanza di tempo, danno un colpo mortale all’eros tra le coppie con conseguente crisi coniugale. Molti studi hanno affermato che tante coppie soffrono o hanno sofferto di problemi legati alla sessualità. In particolare si da la colpa allo stress, ad un ritmo ed uno stile di vita sempre più pressante che costringe gli individui ad un carico di responsabilità che blocca del tutto la carica emotiva. Non è da escludere, che anche fattori legati alla fisiologia possono contribuire ad un calo di desiderio. Spesso è la mancanza di tempo e di attenzioni da dedicare al partner la causa di problemi di coppia, che non di rado incide sulla relazione non solo dal punto di vista emotivo ma anche sessuale e fisico. Molti danno la colpa alla depressione, agli incidenti, a problemi di salute più o meno gravi che possono incidere sulla vita di coppia. Si viene cosi a sapere che mentre gli uomini contano molto sui primi approcci, le donne ritengono più fondamentale la fase del corteggiamento, dimostrando cosi che il rapporto sessuale di per sé non ha tutta questa pregnanza nelle persone. Le persone, ritengono importante affinché la coppia vada bene, che ci sia un vero dialogo, una forte complicità e la capacità di gestire le problematiche. Importante ma non fondamentale una buona intesa sessuale e gli interessi comuni. Le coppie tendono un po’ a dare per scontata la vita di coppia e far ricadere le colpe su problemi personali o sulla depressione nel caso ci sia una crisi. Lo stress rimane molto legato al fattore eros, però poche coppie decidono di rivolgersi ad uno specialista per chiedere un consulto, molti attendono che la crisi passi da se. C’è molta diffidenza nei confronti dei problemi sessuali, molte donne nell’apprendere che il proprio compagno ha fatto ricorso ad un farmaco per risolvere dei problemi legati all’intesa di coppia, restano sbalordite o offese. Ciò dimostra come fondamentalmente c’è poco dialogo nella coppia, soprattutto sul fattore eros. Nonostante la maggioranza delle persone, considera il rapporto di coppia fondamentale o almeno importante, declassando cosi il mito dei single, c’è un’ alta insoddisfazione tra le coppie, questo spiega il numero di divorzi e separazioni sempre più frequenti anche nel nostro tradizionale paese. La sessualità ha un ruolo molto importante tutto questo, perché comunque i tempi e le esigenze sono cambiate, si tende a pensare molto di più a se stessi, al proprio lavoro e a fuggire dai problemi di coppia subissandosi di cose da fare, col tempo però non solo il nostro sistema nervoso può crollare, ma anche la vita di coppia può subirne delle gravi conseguenze. Quindi attenti allo stress, per salvaguardare il matrimonio e le relazioni.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 16, 2008 by chiara

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ATTENZIONE ALLA PROSTATA

La prostata è una ghiandola che hanno solo gli uomini, grande come una castagna e situata sotto la vescica, cioè la sacca che contiene le urine. La funzione della prostata consiste nel produrre il liquido seminale, nel quale gli spermatozoi trovano l’ambiente adatto per sopravvivere.
Questa ghiandola può infiammarsi per vari motivi. Nelle persone in età l’infiammazione sopraggiunge quando, in seguito al normale ingrossamento della prostata stessa, si verifica una maggiore difficoltà a espellere le urine. In questo modo la vescica si svuota solo parzialmente e quindi l’urina che ristagna nella vescica può dare luogo a una infezione batterica che, a sua volta, determina l’infiammazione. Un’altra causa possibile va cercata nei rapporti non protetti. Infatti, durante i rapporti intimi, può avvenire una risalita di batteri del partner lungo l’uretra, cioè il canale che collega sia la prostata sia la vescica verso l’esterno. Così, se e quando i batteri risalgono, possono aggredire la prostata e causare la sua infiammazione.
Tuttavia anche alcune abitudini di vita possono facilitare la comparsa di questo fastidioso problema. Una vita sedentaria, cui magari si associa una scarsa idratazione, fa sì che la prostata schiacci la vescica. Lo scarso ricambio di urine, provocato da questa parziale strozzatura dell’uretra dovuta alla posizione seduta, favorisce il ristagno delle urine, con le conseguenze indicate in precedenza.
Quindi, se si fa un lavoro sedentario, è necessario alzarsi e fare una camminata almeno una volta ogni ora, anche solo per fare due passi. Se non si sono verificati episodi di ingrossamento prostatico il consiglio è quello di bere un litro e mezzo di acqua al giorno per avere un frequente ricambio di urine.
Una prostatite acuta è talmente dolorosa e debilitante che costringe chi ne soffre a recarsi subito dal medico, meglio se specialista urologo, per avere una diagnosi esatta e per impostare la terapia il più presto possibile. Se la prostatite non è trattata a dovere fin dai primi tempi è più facile che da acuta diventi cronica.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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SESSUALITA’ E TIMIDEZZA

Spesso la sessualità e la timidezza sono correlate tra loro. Per capire meglio come conosciamo un po’ cosa si intende per timidezza. Essa si manifesta come una modalità esistenziale in cui l’essere-con non si palesa solo nel trovare un equilibrio stabile di relazione, ma nello stare fermi mentre è l’altro a venire verso di noi, invadendo il nostro spazio. La timidezza è data soprattutto da un vissuto invasivo e alterato, in cui l’altro è visto come essere giudicante che è capace di spiazzarci e farci rimanere come paralizzati. Spesso i timidi vedono le altre persone, come capaci di scavare nelle proprie debolezze e da ciò consegue quel senso di vergogna che li caratterizza . L’altro, diventa interlocutore dominante, uno specchio nello specchio nel quale si è quasi obbligati a vedere un sé che non ci piace e si vuole negare. Il modo di relazionarsi del timido, non è mai determinato a priori, esso si modifica secondo la prospettiva dell’altro, che diventa il giudicatore, quello che osserva e immancabilmente questo giudizio è molto temuto. L’equilibrio interiore, subisce uno spostamento, non è più il “me” che predomina, ma “ciò che si pensa di me”.
Il timido rimane cosi senza difese, in quanto la sua realtà si sviluppa secondo ciò che gli altri pensano di lui. La sua interiorità appare trasparente e manipolabile, lascia indifesi e privi di riferimenti. Se tutta questa prospettiva, viene inserita in un contesto sessuale, è chiaro che la dimensione esistenziale dell’incontro si colloca davanti a quella fisica, su cui si riflettono poi tutte le caratteristiche di “quell’essere con”. Le relazioni sessuali, diventano per questo inautentiche e soprattutto disfunzionali. Il fine della sessualità, è senza dubbio quello del piacere, ma nell’universo del timido esso cambia completamente e non è più questo lo scopo, ma altro come ad esempio la ricerca della propria identità. Il timido si da all’altro senza una sua identità, perché crea se stesso a seconda del giudizio dell’altro, diventando ciò che l’altro vorrebbe. In sostanza si omologa secondo un modello accettato, traendo da ciò le rassicurazioni di cui ha bisogno. In realtà poi egli non si sentirà affatto rassicurato, perché a questo comportamento segue l’attesa del giudizio e una costante tensione. Tutto ciò porta ad un senso di inadeguatezza che annulla completamente la possibilità di eccitazione sessuale. Insomma la timidezza svuota del tutto la finalità vera della sessualità per portarla verso la compensazione di sbilanciamenti interni, ovvero riempire il proprio mondo indeciso e disorientato. Per risolvere questo problema, bisognerebbe far riemergere i propri vissuti in modo da arrivare alla radice profonda di quel senso di smarrimento e vergogna che caratterizza i timidi. - CHIARA LANARI-

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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Linfogranuloma venereo

Linfogranuloma venereo

Cause

Questa infezione è causata da una variante della Chlamidia trachomatis che provoca una malattia cronica; è rara in Europa ma può essere decisamente più diffusa in Sud America, in Asia ed in Africa. Negli ultimi anni sono stati rilevati solo due casi a Torino ed uno a Milano.

Trasmissione

Il contagio avviene attraverso piccoli abrasioni o taglietti della pelle e delle mucose durante i rapporti anali, vaginali ed orali.

Sintomi e segni

La malattia può avere tre stadi. Nello stadio iniziale compaiono un gonfiore simile ad un foruncolo oppure una piccola ulcera; talvolta i sintomi sono quelli di un’infiammazione delle vie urinarie. Questi disturbi, che guariscono rapidamente tanto da passare spesso inosservati, sono accompagnati da un piccolo rigonfiamento delle ghiandole inguinali. Dopo un periodo variabile tra 10 giorni e sei mesi, comincia il secondo stadio: compare una grossa ghiandola inguinale dolente al punto che talvolta obbliga il paziente a camminare curvo per il dolore; ci sono febbre, malessere generale, tosse e mal di testa. Dopo poche settimane la ghiandola scoppia facendo uscire pus e lentamente la ferita guarisce lasciando profonde cicatrici. In altri casi questa seconda fase avviene nell’ano e quindi ci sono prurito, ulcere anali, dolore e perdite di liquido o pus, febbre, disturbi intestinali. Se la malattia non viene curata con antibiotici entriamo nel terzo stadio dove si osserva la ricomparsa di ulcere genitali accompagnate da cicatrici che portano, dopo anni, a gonfiore cronico degli organi genitali e restringimenti dell’ano.

Diagnosi e Cura

Per fare la diagnosi i medici usano diversi test di sangue o test eseguiti sul liquido che trasuda dalle ulcere. La malattia ha un decorso cronico; si cura con cicli di antibiotici per tempi lunghi e, in qualche caso, si deve ricorrere alla chirurgia per le complicanze.

Prevenzione

Il sesso sicuro previene il contagio e il preservativo, in particolare, offre una protezione discreta anche se non totale.

Posted on Aprile 8, 2008 by admin

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Menopausa: la Salvia aiuta

La menopausa è per tutte le donne un passaggio, un momento di cambiamento radicale, di svolta, essa segna la fine della fertilitĂ  ed inizia un momento nuovo in cui la donna deve ritrovare la sua identitĂ . Nella maggioranza dei casi questo evento non è indolore: vampate di calore, tachicardia, iper sudorazione a volte anche dolori alle ovaie e alle ossa. Si possono palesare addirittura situazioni rimaste latenti, come l’osteoporosi. La fitoterpia viene in aiuto con la Salvia (Salvia Officinalis) la cui foglia ha delle proprietĂ  inaspettate per il trattamento dei disturbi da menopausa. L’organismo femminile va incontro ad una lenta e progressiva diminuzione degli estrogeni che rende instabile l’equilibrio ormonale nella sua totalitĂ . La Salvia, contenendo in alta percentuale degli ormoni vegetali (fitoestrogeni), contribuisce a regolarizzare tutte le funzioni dell’organismo regolate dagli ormoni. Per questa sua azione equilibrante è usata anche nei casi di flusso mestruale irregolare nelle giovani donne. Oltre a questo la Salvia allevia in particolare le vampate di calore e l’eccessiva traspirazione. Le foglie della Salvia vanno raccolte prima della fioritura, si possono comunque usare anche i fiori, e fatte essiccare all’ombra; si conservano in vasi a chiusura ermetica.
Con le foglie essiccate, si possono usare tuttavia anche le foglie fresche pestate, si può preparare un infuso con acqua bollente che adeguatamente filtrato si dovrà bere per 3 volte al giorno nella quantità di una tazza. In commercio si trova anche la tintura madre di cui se ne usano 30 gocce da mettere in poca acqua, sempre per tre volte al giorno.
Per i Latini la Salvia era una pianta sacra, ma non solo per loro infatti essa è conosciuta ed usata da migliaia di anni anche dai medici cinesi e dai medici ayurvedici. Anche i guaritori degli Indiani d’America da sempre impiegano la Salvia per il trattamento dell’insonnia, delle turbe dell’apparato digerente e della febbre alta.
Infatti questa pianta oltre a contenere fitoestrogeni in abbondanza, è ricca di flavonoidi ed il suo caratteristico odore è dato da un olio essenziale che, grazie alle sue proprietà antisettiche, le conferisce grande efficacia nei disturbi digestivi: fermentazioni intestinali, spasmi gastrici, meteorismo ecc.
Grazie alla presenza di questo olio essenziale, la Salvia è usata moltissimo anche in Aromoterapia come rimedio per la depressione e la stanchezza mentale.

Posted on Aprile 8, 2008 by admin

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Herpes genitale

Herpes genitale

Cause

L’infezione è causata dal virus HSV-2. L’herpes genitale è in netto aumento nel mondo industrializzato. Dopo essere entrato nel corpo, il virus può causare un primo episodio di malattia che di solito è il piĂą forte e sparisce nel giro di 15 giorni. Il virus rimane poi nel corpo allo stato dormiente ma, nel 50-60% dei casi, può risvegliarsi periodicamente provocando sintomi simili alla prima volta anche se piĂą lievi. Il risveglio del virus è provocato da stress, dalla febbre o può avvenire in seguito alle mestruazioni, a causa di altre infezioni, di esposizione alla luce solare e attraverso il trauma anche minimo provocato dai rapporti sessuali. Per fortuna la maggior parte delle persone infette non avranno mai una manifestazione clinica evidente: tuttavia, non essendo consapevoli di avere contratto l’infezione, possono diffonderla.

Trasmissione

Avviene sia tramite rapporti sessuale (vaginali, anali e orali) sia attraverso baci o carezze. La percentuale di trasmissione è del 15%. La contagiosità è molto capricciosa e varia nel tempo: ci sono periodi in cui il virus viene eliminato sulla pelle e sulle mucose e periodi in cui è dormiente. Pertanto non si può escludere la presenza di momenti transitori di contagiosità tra due episodi acuti, anche se non ci sono sintomi o lesioni e l’individuo è in pieno benessere. Questo alternanza può durare tutta la vita. Le donne hanno un rischio di infettarsi triplo rispetto agli uomini.

Sintomi e segni

I sintomi sono : prurito e bruciore precedono la comparsa di vesciche tondeggianti nella zona genitale; rapidamente le vesciche si rompono lasciando il posto a piccole ulcere superficiali dolorose. In seguito compaiono croste bruno-giallastre destinate a sparire in pochi giorni.Se l’infezione coinvolge l’ano si possono avere dolori anali, perdite e sanguinamento modesto.

Diagnosi e cura

La diagnosi è semplice e si potrebbe fare anche senza alcun esame. Per stabilire se una persona è già stata esposta al virus è possibile eseguire un test di sangue per la ricerca degli anticorpi specifici. Non esiste una cura che debelli definitivamente questo virus. A seconda della situazione, il medico potrà decidere se e come usare farmaci antivirali. L’efficacia delle cure locali con creme antivirali non è mai stata stabilita scientificamente.

Prevenzione

E’ preferibile astenersi da rapporti sessuali quando sono presenti vesciche sui genitali. L’uso del preservativo riduce di oltre il 50% il rischio di contagio nei periodi in cui c’è l’eliminazione del virus dalla pelle ma non ci sono manifestazioni acute.

Posted on Aprile 8, 2008 by admin

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