L’ANICE E TUTTI I SUOI USI NELLA MEDICINA NATURALE

Già dall’antichità, ai tempi di Carlo Magno, si parla già di anice e del suo estratto, l’anetolo. Gli antichi, ne avevano già scoperto le sue proprietà ed i suoi effetti benefici, non solo per il palato, ma anche per alcuni problemi di salute, tanto da volerlo importare dall’oriente. Viene dalla famiglia delle Ombrellifere, è un erba che ha origini orientali ma coltivata da molto tempo anche in Italia, dove è naturalizzata. Ha le foglie inferiori arrotondate, dentate e con rami lunghi. Ha fiori bianchi e frutti ovoidei, lunghi circa 4mm e compressi ai lati. I frutti, hanno un sapore dolce e aromatico grazie all’essenza naturale che contengono. Da sempre, l’anice è famoso per i suoi usi in cucina, oppure come liquore. Se in pasticceria e nell’industria dei liquori, esso è molto conosciuto e apprezzato, pochi sanno che l’anice si può usare anche nell’ambito della medicina naturale. L’anice, possiede virtù terapeutiche analoghe a quelle del finocchio selvatico, ma molto più energico, soprattutto se la pianta cresce in paesi caldi. I suoi semi, sono diuretici, eccitanti, carminativi e vengono usati con vantaggio per combattere le debolezze del sistema digestivo, come la dispepsia, ma anche vertigini e dolore al ventre non associato al sistema digestivo. Quante volte, capita di sentirsi pesanti dopo mangiato? Be, basta prendere una tisana a base di anice per sentirsi subito meglio. Preparare l’infuso di semi, è davvero facile, basta usare 15 grammi di semi, 30 grammi di foglie e mettere il tutto in un litro di acqua bollente, l’infuso è consigliato per combattere le indigestioni. Un’ottima tisana digestiva, molto gradevole e rinfrescante si prepara con anice e semi di finocchio selvatico. Molto nota, è anche l’anisetta digestiva, in questo caso, si fanno macerare per 6 settimane 30 grammi di semi di anice, in un litro di acquavite, si uniscono in seguito 15 grammi di coriandolo, 1 grammo di cannella, 500 grammi di zucchero, questa tisana è utilissima contro i gas intestinali. I semi di anice in polvere, servono per calmare il singhiozzo, buon uso, possono farlo anche gli asmatici, respirandone l’aroma. Contro l’acidità di stomaco, la digestione difficile, le flatulenze, le coliche, i crampi al tubo digerente o semplicemente per il mal di testa, è bene utilizzare la tintura di anice, che si prepara con 25 grammi in 100 grammi di alcool, bisogna però lasciarlo in infuso per almeno una decina di giorni. Prendendo almeno 15 gocce al giorno, anche 4 volte al giorno, si noterà un notevole miglioramento nella digestione e chi soffre di gonfiori o bruciori dopo i pasti. Troverà un assoluto miglioramento. Chi soffre di insonnia, o difficoltà nel dormire, può prendere una trentina di gocce di tintura di anice, che regala un senso di torpore e di benessere, ciò aiuta molto il corpo a rilassarsi e quindi a prendere sonno con più facilità. Utile, è anche l’estratto di anice, ottenuto per distillazione dall’infuso di semi, che si usa come correttivo per alcuni preparati farmacologici, ma in questo caso, è meglio utilizzare l’anice che viene dai paesi caldi. Insomma l’anice, è si un gustoso liquore, o un aromatico per tanti dolci sulle nostre tavole, ma è anche un ottimo rimedio per molti problemi che riguardano la digestione e in genere tutto l’apparato digerente. Nei casi di problemi non gravi, è meglio curarsi con le erbe, quindi perché non usare i semi di anice a scopo salutare?

Chiara Lanari

Posted on Giugno 9, 2008 by chiara

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LE PROPRIETA’ DELL’ALLORO

Chi non conosce l’alloro? Esso ha moltissime proprietà benefiche. L’antichità classica, l’aveva assunto a simbolo di gloria e di vittoria. Era consacrato da Apollo. La leggenda dice che in alloro fu trasformata Dafne quando volle fuggire da Apollo. Insomma dall’antichità, l’alloro rappresenta il protagonista di molte leggende e racconti. Ma l’alloro, non è solo un decoro, esso è da sempre usato anche per molti rimedi contro le malattie. Se i racconti, parlano della sua bellezza come elemento decorativo, non bisogna dimenticare tutti i suoi molteplici usi. L’alloro, è il piu conosciuto della famiglia delle lauracee, cresce spontanea in tutta l’aria del mediterraneo ed è caratterizzato per la bellezza delle foglie. E’ anche usato nell’arte culinaria per quell’aroma che comunica ai cibi. In medicina, è molto amato da sempre, perché con le sue foglie, si possono fare moltissime cose e risolvere molti problemi di medicina generale. Le foglie, si raccolgono  a marzo, quando è in piena fioritura, mentre le bacche si raccolgono a maturazione. Possiede spiccate proprietà stomatiche, carminative, stimolanti, risolventi, diuretiche ed eccitanti. Contiene acido laurico, cioè una materia grassa e  l’aurostearina, che ne costituisce il più importante principio attivo. Il popolo applica le foglie peste sulle punture delle api e delle vespe, per mitigarne il dolore. In pochi minuti, il dolore e il gonfiore scompaiono. Dalle drupe mature, si estrae per pressione a caldo, un olio verde, l’olio di lauro, leggermente grasso, è di odore gradevole che oltre a trovare impiego in profumeria, viene utilizzato per frizioni stimolanti e come sedativo nelle malattie nervose. Buon uso, viene anche per le convulsioni, nelle paralisi e per uso esterno, nei dolori, nella debolezza degli arti, nelle otalgie, nei tumori e molto altro. Detto olio, entra anche nella composizione del famoso balsamo di Fioravanti. La polvere delle bacche dissecate, si usa con efficacia contro l’influenza e i raffreddori. L’infuso, fatto con 10 grammi di foglie in un litro d’acqua, si usa come stomatico e digestivo. Il decotto, di bacche schiacciate, usato in pediluvi, è molto efficace contro i sudori abbondanti ai piedi e il conseguente eritema. Il famoso e specifico di Landers, contro l’alopecia, si compone di olio di garofano. Un decotto con spirito di lavanda, foglie di alloro, è molto utile come digestivo. Con le foglie e con le bacche, si possono fare anche bagni aromatici e corroboranti, bastano circa 500 grammi ogni volta. Trovare l’alloro, non è difficile, certo sarebbe meglio prenderlo fresco in modo da poter essiccare le foglie, o usare le bacche lavorate personalmente, ma nel caso non sia possibile raccoglierlo, è semplice trovarlo nelle erboristerie, per uso curativo, mentre nelle profumerie, si possono trovare alcune essenze a base di alloro, che servono soprattutto a scopo estetico. E’ difficile trovare in natura, una pianta che ha tutte queste qualità. L’alloro è bello esteticamente, ha un buon odore, serve per profumarsi, per decorarsi ( almeno anni or sono), in cucina regala quel tocco in più, ma è soprattutto nella medicina che esso trionfa, come rimedio per quelle malattie non gravi, che dall’alloro prendono un valido aiuto.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 7, 2008 by chiara

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TUTTI I BENEFICI DELL’AGLIO

Già dall’antichità, l’aglio presenta delle virtù terapeutiche molto importanti, anche gli egizi lo annoveravano tra le piante sacre. A scopo medicinale, si adoperano soprattutto i bulbi che vengono raccolti nei mesi di giugno e luglio a perfetta maturazione ed essiccati all’aria aperta. Contiene un enzima, l’allisina, e un glucoide solforato, che sono principi attivi, energici stimolanti, sia del sistema digestivo, che circolatorio e respiratorio. E’ anche un potente anti batterico, si somministra alle persone malate in un infuso di vino, oppure bollito nell’acqua o nel latte. Certo, a prima vista non ha un buon sapore, ma ha davvero degli effetti benefici per tutto l’organismo, come antibatterico, si prepara una tintura di alcool da prendere a gocce. Prendendone almeno 20-30 gocce al giorno, si possono combattere i vermi presenti soprattutto nell’intestino. Possiede spiccate proprietà antisettiche, tanto che, già da tempi antichi, veniva usato per combattere gravi malattie infettive. L’aglio, ha anche degli effetti per i reumatismi cronici, in questo caso, si prepara una tintura e la si spalma nella zona dolente, tutto cio deve essere fatto per almeno un mese, dopo di che, si noteranno dei miglioramenti a livello del dolore. Le sue proprietà antisettiche ed eccitanti, lo fanno conoscere come un efficace rimedio per combattere tutte quelle malattie virali o per eliminare batteri. Quante volte, vi sarà capitato di avere il raffreddore e non sapere come fare a curarlo? L’aglio, è un buon rimedio. Basta farlo bollire, uno spicchio, con un po’ di latte, dopo di che sorseggiarlo caldo e in poco tempo, il raffreddore sparisce. Oggi, è di moda anche come cura per l’ipertensione arteriosa e quale regolatore del ritmo cardiaco. Molte sono le specialità in farmacia a base di aglio. Che sicuramente, tolgono quel fastidioso odore, ma solo l’impiego dell’aglio fresco, ha potenti effetti sulla nostra salute. E’ controindicato a chi soffre di problemi di stomaco ed intestinali, a coloro che soffrono di malattie della pelle e alle mamme che allattano. Chi lo usa, può anche eliminare il cattivo odore, masticando qualche fogliolina di prezzemolo. Ad uso esterno, si applicano cataplasmi rubefacienti, fatti di spicchi di aglio pestati, questi si usano per lenire i dolori reumatici, mentre invece pestati e mescolati con l’olio di oliva o di noce, è molto utile per combattere le scottature. Si dice, che abbia effetti per prevenire i tumori. In questi casi, la tradizione dice che masticando uno spicchio d’aglio ogni giorno, non solo aiuta a combattere tutti i batteri presenti nel nostro corpo, ma aiuta anche a prevenire i tumori. Bisogna essere costanti, in quanto solo cosi, l’aglio può dare i suoi frutti. Non bisogna pensare che esso agisca in pochi giorni. Solo una somministrazione costante e prolungata, può essere efficace per curare o prevenire molte malattie. L’aglio, è davvero una pianta dalle mille proprietà, quindi si può ben dire che, uno spicchio d’aglio al giorno, toglie il medico di torno.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 7, 2008 by chiara

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LA DIETA OMEOPATICA

Quanti di noi, vorrebbero dimagrire quanto basta, senza più aver problemi di peso, rispettando la struttura del nostro organismo e della nostra psiche? Tutto questo, è possibile correlando un regime alimentare equilibrato, che si basi su cibi naturali all’omeopatia. Dimagrire, non vuol dire rinunciare al cibo o perdere peso in modo drastico e rapido. E’ necessario modificare il proprio comportamento alimentare, perché solo cosi, è possibile eliminare i chili di troppo e ristabilire il modo duraturo l’equlibrio dell’organismo. Innanzitutto, bisogna capire cos’è l’omeopatia, essa si basa, sul riequilibrio energetico dell’organismo, partendo dal sunto che quando esiste un disturbo, sia di origine mentale, che fisico, si è anche in presenza di uno squlibrio interiore. Per guarire, bisogna ricorrere ad alcuni rimedi molto precisi, che all’inizio hanno il compito di ingrandire il problema, con lo scopo di incitare l’organismo a far partire le sue difese. L’omeopatia insomma, mette in moto un meccanismo di autoguarigione, dove i sintomi vengono combattuti usando la stessa sostanza che li ha provocati. Chiaramente, per seguire un regime omeopatico, è doveroso eseguire prima una visita medica, questo perché anche se è un rimedio naturale, esso ha effetti diversi a seconda dell’individuo. Innanzitutto quindi, è necessario che ogni persona segua un regime individuale. Ci sono però delle premesse comuni, l’omeopatia, è convinta che ogni persona ha il suo modo di ingrassare, quindi per capire bene quale cura è adatta è necessaria una visita preliminare che studierà le nostre caratteristiche fisiche, psicologiche ed il nostro atteggiamento nei confronti delle situazioni quotidiane. Quindi, insieme ad una dieta appropriata, gli specialisti, prescrivono una cura personalizzata che agisce a livelli diversi sull’organismo, per dimagrire dolcemente senza risentire di effetti secondari. Tra i vari rimedi omeopatici, ne esistono quattro, che in linea generale, corrispondono a dei tipi fisici, che si differenziano tra loro, per avere il peso localizzato in punti diversi del corpo. La Calcara carbonica, estratta dal guscio dell’ostrica serve a ritrovare il proprio equilibrio ponderale, il Sulfur, che regola i sistemi di eliminazione e disintossicazione dell’organismo, la Thuya, il cui ruolo, è riequilibrare i disordini organici causati da stress e ritmi irregolari e il Natrum sulfuricum, solfato di sodio, che ha la capacità di mobilizzare i liquidi organici e di riequilibrare l’energia. Il tipo che corrisponde al Calcarea carbonica, è di taglia media, ben proporzionato e i chili di troppo sono distribuiti in modo uniforme, non ama lo sport ed a tavola predillige tutto ciò che è base di latte, caratterialmente razionali, meticolosi e riflessivi. Il tipo Thuya, ha la parte superiore del corpo snello, i chili di troppo, sono concentrati sulle anche e sulle cosce. Il fisico, rileva la presenza di cellulite, stress e fumo. E’ un tipo ansioso, freddoloso e ossessionato dagli impegni quotidiani. Il tipo Natrum sulfuricum, ha il problema della ritenzione idrica, è spesso gonfia, adora i sapori salati, formaggi, salumi e beve poca acqua. E’ romantica e malinconica. Infine, il tipo Sulfur, è una persona dal corpo atletico, alta, robusta non è grassa, ma appensantita, ama i piatti elaborati, il vino i salumi e i dolci. E’ generosa, intellettuale, brillante e competitiva. Chiaramente, questi tipi, sono solo in linea teorica, servono per stabilire una cura, che di solito, usa alcune sostanze, che aiutano a sopportare meglio il regime dietico con basso apporto di calorie. Ci sono infatti dei granuli, che aiutano a moderare l’appetito, stabilizzare l’umore, contrastare gli attacchi irrefrenabili di gola e combattere le crisi depressive. Un consiglio di massima, bere sempre molta acqua durante il giorno e usare poco sale.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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LA DIETA CON LE ERBE

Da sempre, le erbe ci aiutano a combattere molti problemi di salute. La fitoterapia, è un ottimo aiuto anche per la dieta. Erbe, piante e fiori, sono un ottimo supporto nella vita quotidiana per riequilibrare l’organismo e per seguire un regime alimentare dimagrante. Certo, da sole non bastano, per dimagrire e recupare il peso forma, è necessario ridurre le calorie e muoversi di più. Le erbe, intervengono per correggere i disturbi che possono essere all’origine del sovrappeso, come la ritenzione idrica, disturbi al fegato, intestino pigro, ansia e molto altro. Le piante, spesso hanno anche un effetto diuretico e disintossicante. Certo, non si può seguire una dieta a base di erbe senza consiglio del medico. Esse sono salutari, ma vanno prese a seconda del nostro organismo, quindi, prima di intraprendere una dieta a base di erbe, bisogna sottoporla al controllo del medico curante. In linea generale, la dieta a base di fitoterapia, è sostanzialmente questa: in circa due settimane, è necessario un apporto calorico di circa 1200 calorie al giorno. In circa un mese, si possono perdere fino a 4 chili e mezzo, anche se il dimagrimento, dipende anche dalla propria costituzione fisica. E’ anche sconsigliato, seguire questo tipo di dieta per più di 3 settimane. Se si vuole seguirla per più tempo, è necessario fare una pausa di una settimana rimanendo però sempre costanti nel non assumere grassi e dolci. La cosa più importante, è prendere sempre le tisane e i decotti indicati nel periodo giornaliero prescritto. Il mattino appena svegli, è bene bere una tisana diuretica, prima di pranzo, una tisana per il fegato, mentre dopo cena, bisogna bere una tisana di erbe digestiva e prima di dormire un decotto per eliminare le scorie. La ricetta per preparare la tisana diuretica è molto semplice: 30 grammi di foglie di betulle, 20 grammi di radice di bardana, 20 grammi di gramigna, 20 grammi di radice di tarrassaco e 10 grammi di dulcamara. Per preparare la tisana, basta procurarsi le erbe indicate nella giusta composizione in un negozio di erboristeria o una farmacia. Versare un cucchiino della tisana in una quantità di acqua, fate in seguito bollire per dieci minuti, filtrare e berla quando è tiepida. La tisana per il fegato, anche è molto semplice, servono i semi di cardo mariano che servono ad aiutare il fegato, la dose è di un cucchiaio di semi di cardo mariano tritati da versare per ogni tazza d’acqua. L’infuso di erbe per la digestione si prepara invece con fiori di camomilla, semi di anice, semi di finocchio, semi di cardi. Versare 4 grammi della miscela per ognio tazza di acqua molto calda, lasciando in infusione per circa 15 minuti. Questo infuso, è utile per assimilare i principi nutritivi, combatte anche i problemi di meteorismo. Infine, il decotto antiscorie, le erbe vanno versate a freddo, un cucchiaino abbondante da tè, per ogni tazza di acqua, lasciare bollire per circa 10 minuti, e in seguito lasciare raffreddare. Bisogna berlo freddo. Per questo decotto, ci vogliono 30 grammi di radice di tarassaco, 20 grammi di carciofo, 10 grammi di radice di rabarbaro, 10 grammi di liquirizia, 10 grammi di rosmarino e 10 grammi di asparago. In sintesi, le erbe che aiutano a dimagrire sono, il focus, che è un’alga marina che ha molto iodio, il tè verde, il bacello di fagiolo e la radice di asparago, vengono utilizzati come supporto alle diete, menttre l’ananas, la papaia e il pompelmo, sono indicati per combattere la cellulite. Molto utili, sono le tisane a base di betulla ed equiseto che stimolano la circolazione sanguigna e rinforzano i capillari venosi deboli.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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IL LIEVITO DI BIRRA

Il lievito di birra, è usato sin dall’antichità come integratore. Già greci e romani, ne facevano uso in quanto possiede proteine, lipidi, glucidi, Sali minerali, fosforo ecc. E’ un integratore che può essere preso in modo illimitato e non farà mai male alla nostra salute, anzi preso 3 volte al giorno, prima dei pasti principali, è un modo del tutto naturale per mantenerci in salute. Finora, il lievito di birra, non ha mai presentato controindicazioni, quindi non ha effetti collaterali che possono compromettere il corpo. In particolare, questo integratore ha effetti superbi sull’intestino, esso opera sulla mucosa intestinale aumentando la formazione della flora batterica, quindi si presenta come un’ottima arma per difendere l’intestino. La flora batterica, regola tutta l’attività digestiva a livello intestinale, quindi è chiaro che il lievito di birra, aiuta questa attività a funzionare nel migliore dei modi. Il lievito di birra, ha un effetto barriera e difende da moltissime patologie intestinali. Ad esempio, una su tutti la fastidiosa stitichezza, che è un male comune, se si assume giornalmente una dosa di lievito di birra, si potrà davvero dire addio a questo problema, cosi come a tutte quelle patologie fastidiose, come la colite, la diarrea ecc. Il lievito di birra, agisce anche come depuratore della pelle. Problemi di acne, foruncoli, e tutte le lesioni cutanee, possono venir sconfitte dal lievito di birra. Spesso infatti, l’acne o altri problemi della pelle, possono derivare da problemi digestivi o degli organi che coinvolgono l’apparato digerente. Assumendo giornalmente, 3 volte al giorno, un cucchiaino di lievito di birra, l’acne tenderà progressivamente a scomparire e non solo giorno per giorno, si vedrà che la pelle sarà molto più liscia e pulita. Il lievito di birra, si può anche usare per la pelle ruvida, le labbra screpolate, i capelli secchi e per la cura delle unghie. Chi ha problemi di peso, troverà nel lievito un valido alleato. Questo ha un chiaro effetto dimagrante, perché aiuta a normalizzare il metabolismo dei grassi, soprattutto a livello intestinale, dove avviene l’assorbimento dei lipidi. Il lievito, apporta anche molta vitamina B, quindi è adatto in tutte quelle patologie del metabolismo, esso aiuta a regolare l’organismo. Chi soffre di ipertensione, può prendere ogni giorno il lievito di birra, questo agisce sempre tramite l’intestino che attiva dei sistemi difensivi, utili contro l’ipertensione. L’apporto della vitamina B, aiuta anche il sistema neurovegetativo, insomma aiuta a combattere il dolore. Esempi lampanti, sono, tutte le nevralgie acute e croniche, la sciatica, la nevralgia del trigemino e tutti quei problemi legati ad i nervi. Aiuta anche il sistema endocrino, in particolare è ottimo contro il diabete perché aiuta l’intestino nella sua funzione digestiva, togliendo lavoro al pancreas. E’ molto consigliato anche alle donne incinta e a quelle che allattano. Insomma è davvero un integratore unico. Lo si può trovare in tutte le erboristerie, in bustine o compresse. Di solito la modalità di assunzione viene indicata nella confezione, ma nella norma va preso 3 volte al giorno e volendo può essere preso anche quello a dadi, che si vende negli alimentari. Come già accennato, non risulta che il lievito di birra, possa provocare intolleranze, al massimo può causare dei problemi intestinali in quei soggetti che hanno intestini molto sensibili. Per il resto, una dose di lievito di birra al giorno, non può che salvarci da tante patologie.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 20, 2008 by chiara

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La cromoterapia

Curarsi con i colori; dal nome cromoterapia, di origine greca (kromos, colore e teraphia, cura), nasce questa pratica di medicina alternativa, che cercheremo di conoscere un po’ meglio.

La cromoterapia ha origini antichissime, poiché le medicine tradizionali hanno sempre attribuito grande importanza all’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo dell’uomo.
Egizi, Romani e Greci praticavano l’elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi. In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino l’equilibrio dei chakra, i centri di energia sottile che vengono associati alle principali ghiandole del corpo. Anche i Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all’azione delle varie tinte: il colore giallo serviva a rimettere in sesto l’intestino, il violetto ad arginare gli attacchi epilettici. In Cina, addirittura, le finestre della camera del paziente venivano coperte con teli di colore adeguato e il malato doveva indossare indumenti della stessa tinta. Negli ultimi anni la cromoterapia ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi studi scientifici che evidenziano l’influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e metabolico.

L’effetto terapeutico del colore sull’organismo umano è legato alla natura oscillatoria delle nostre cellule: il malessere o la malattia, infatti, non sono altro che una disarmonia del ritmo vibratorio cellulare su cui i colori hanno potere armonizzante (le frequenze dei colori interagiscono con le vibrazioni del nostro organismo riequilibrandole nel caso di malattie o malesseri). Dal punto di vista terapeutico (trattamento di disturbi relativi al nostro organismo), la cromoterapia è considerata una “terapia dolce” in quanto non è invasiva, generalmente non presenta particolari effetti collaterali e fornisce immediatamente un effetto benefico a chi si sottopone ad un trattamento, senza crearne dipendenza. Con poche eccezioni la cromoterapia può essere utile a tutti, anche a livello preventivo. Infatti, vi sono particolari trattamenti che servono a dare la “messa a punto” individuale, in modo da rendersi più forti e preparati per affrontare i disagi quotidiani. La cromoterapia può essere applicata da sola oppure come potenziamento delle altre cure, essendo un “catalizzatore” formidabile per stimolare processi naturali di autoguarigione.
Le persone che soffrono a livello fisico o psicologico possono associare con profitto la cromoterapia a qualsiasi cura (allopatica, omeopatica, fisioterapica, riflessologica, ecc.) perché essa stimola lo smaltimento naturale delle tossine mobilitate dai principi attivi dei prodotti, pulendo e proteggendo tutto l’organismo. Ogni applicazione può essere vista a sé stante, quindi anche una sola volta ogni tanto può fornire un buon giovamento, ovviamente però i risultati migliori si ottengono con una serie di sedute: prima settimanali, poi mensili, infine si hanno i tipici “richiami” ai cambi stagionali.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 20, 2008 by fabiobianchi

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CURARSI CON IL BIANCOSPINO

Il biancospino, è da sempre conosciuto come la pianta del cuore. Leggende antiche raccontano che esso nacque dal bastone viandante di San Giuseppe. E’ un ottimo regolatore della pressione arteriosa, in quanto normalizza sia la pressione alta, che quella bassa. Insomma il biancospino si conferma come un normotensivo. Da varie ricerche condotte, risulta che questa pianta non ha nessun tipo di effetto collaterale, quindi sia chi soffre di alta pressione, sia chi soffre di bassa pressione, può star tranquillo, perché il biancospino ha tutte le caratteristiche di pianta naturale senza contro effetti. Il modo migliore per assumere il biancospino, è preparare una tisana con esso. La metodologia migliore della preparazione della tisana è la seguente; far bollire l’acqua per almeno 10 minuti, dopo di che aggiungere un cucchiaio colmo di biancospino e dopo 5 minuti filtrare il tutto. Si consiglia di preparare una dose alta di tisana perché questa va bevuta per lunghi periodi di tempo. Anche chi non ha nessun tipo di problema, può servirsi della tisana di biancospino per la regolazione sanguigna, quindi in ogni caso esso è utilissimo a tutti, anche per prevenire alcune malattie o semplicemente mantenere il nostro corpo sano. L’importante è berne un quarto la mattina e un quarto la sera, lontano dai pasti in modo che faccia più effetto. Le malattie per cui il biancospino è indicatissimo, sono tante, innanzitutto tutti i disturbi a carico del cuore, soprattutto per quelle malattie dovute allo stress, quindi è particolarmente indicato per tutti quegli individui in carriera che spesso possono subire colpi al cuore e problemi di origine nervosa. Anche i disturbi cardiaci dovuti alla vecchiaia vanno messi in questa lista. Nell’età avanzata, i disturbi al cuore possono essere frequenti, quindi servirsi di questa pianta, potrebbe dare una mano a mitigare i problemi di cuore senili. Altri disturbi che vanno messi nella lista del biancospino sono la miocardite e l’arteriosclerosi, per non parlare di tutte quelle patologie del cuore che hanno origine nervosa come l’angina pectoris. Questa pianta, aiuta anche chi ha vizi valvolari, chi soffre di coronaropatie, cardiodilatazione, cuore adiposo e anche chi ha l’edema polmonare. Insomma tutte quelle patologie legate al cuore, trovano nel biancospino un validissimo alleato. Un altro modo per servirsi del biancospino, è miscelarlo con altre piante. In particolare si usa mescolarlo con la melissa e convola cardiaca. Si mette 50 grammi di biancospino, 25 grammi di cardiaca e 25 grammi di melissa. Prima si fa bollire l’acqua, dopo circa 10 minuti spegnere e aggiungete 2 cucchiai della miscela e dopo circa 3 minuti filtrare il tutto. Di questa miscela, berne sempre un quarto la mattina e un quarto la sera, possibilmente a sorsi e sempre lontano dai pasti per permettere una migliore assimilazione. Buona cosa sarebbe aggiungere del miele alla tisana, che ha effetti addolcenti. Una cosa da sapere, è che questa pianta può aiutare il malato che soffre di certe malattie, ma nel caso di cardiopatici ad esempio, è d’obbligo tenersi sotto controllo da un cardiologo, il suo solo uso non serve. Esso oltre alla tisana, si trova in capsule, compresse e gocce che vanno prese tranquillamente anche 2 o 3 volte al giorno. Un’unica avvertenza: non assumere il biancospino se è in corso una terapia farmacologica contro le aritimie. Per il resto il biancospino è un rimedio provato anche dalla scienza.

Chiara Lanari 

Posted on Maggio 15, 2008 by chiara

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LA SALVIA, ERBA DAI MOLTEPLICI USI

La salvia, è una di quelle erbe, già usata nel medioevo per curare tante malattie, da sempre apprezzata per i suoi effetti terapeutici del tutto naturali. Gia da tempi remoti, i suoi principi ed i suoi effetti sono talmente apprezzati che ancora oggi risulta come una delle erbe curative più importanti e più in voga.  La grande efficacia della salvia, nella cura delle più svariate malattie dipende dal fatto che essa rilascia fattori attivi soprattutto sul sistema endocrino, cioè sulle ghiandole che producono e rilasciano ormoni. I suoi effetti, sono del tutto regolatori, nel senso che influenza nello stesso momento tutte le ghiandole endocrine, dando come risultato finale l’equilibrio ormonale che è indissolubilmente legato alla salute del nostro organismo. La salvia, è un rimedio naturale e non presenta nessun effetto collaterale. Il miglior modo per fare uso di salvia, è bere una tisana che si può preparare in modi diversi. Il primo modo consiste nel far bollire l’acqua e dopo aggiungere un cucchiaio abbondante di salvia per ogni quarto d’ora e far filtrare dopo 5 minuti. L’altro modo, è quello di far bollire acqua e salvia insieme per tre minuti, perché in questo modo, durante la bollitura essa rilascia tutti i principi attivi. Dopo la bollitura, filtrare dopo 10 minuti di infusione. Entrambi i metodi sono ottimi, anche se il primo è consigliato nei casi in cui si mischi la salvia ad altre erbe medicinali, mentre il secondo metodo è adatto anche nell’uso singolo della salvia. La salvia, serve per curare davvero molte patologie, innanzitutto essa è utilissima in tutte le patologie neoplastiche, ovvero nella lotta contro i tumori, bere mezzo litro di tisana al giorno, è davvero un toccasana per il nostro corpo. Le affezioni in cui ella mostra i suoi principi attivi sono vari, innanzitutto è un buon rimedio naturale contro la sudorazione sia che questa si presenti eccessiva, sia che nel caso sia scarsa. E’ un ottimo purificante, purifica il sangue ed ha un ottimo effetto disintossicante per il corpo in generale. La salvia decongestiona le vie respiratorie e anche le mucose gastriche, quindi aiuta a liberare il naso dalle infiammazioni e fa tornare l’appetito nel caso esso sia scarso. E’ adatta anche nel trattamento del diabete, però in questo caso andrebbe miscelata con l’achillea, un’altra erbe utilissima. E’ un toccasana per l’intestino, il fegato e per le vie urinarie, in questi casi ha dei potenti effetti antinfiammatori contro le affezioni di questi organi. A livello ginecologico, essa ha dei poteri disinfettanti, nel caso di leucorrea, la salvia può far guarire del tutto da questo disturbo e anche per delle semplici irritazioni vaginali è un buon rimedio. Bere una tisana di salvia, è utile anche per le affezioni del cavo orale. In questi casi si vedranno effetti sorprendenti per gengiviti e stomatiti, mentre nei casi tonsilliti, laringiti e faringiti, si usa fare dei gargarismi. Comunque sia la salvia, è utilissima per tutte le malattie legate al metabolismo, di natura reumatica e anche nella gotta. Anche chi non presenta particolari problemi, può trovare nella salvia un’ottima alleata per mantenere il nostro corpo in salute. I suoi poteri sugli ormoni, non potrà che salvaguardarci dai più svariati problemi.  La salvia non fa mai male, quindi assumerla sarà solo un vantaggio per prevenire patologie più o meno serie. Questa erba, si può trovare in tutte le erboristerie, ma per chi ha la fortuna di poterle raccogliere, non deve lasciarsi sfuggire l’occasione, perché è davvero un’erba dai mille usi.

Chiara Lanari  

Posted on Maggio 14, 2008 by chiara

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Virtu’ salutistiche dell’Avocado

Frutto esotico per eccellenza, l’avocado è saltato alla ribalta per alcune scoperte circa le sue virtĂą in campo salutistico.

Secondo una ricerca effettuata in Giappone l’avocado non solo fa bene come tutti gli altri frutti, ma addirittura aiuta il nostro fegato a mantenersi sano.
I ricercatori del dipartimento di biochimica applicata e della facoltĂ  di agricoltura dell’UniversitĂ  di Shizuoka, in Giappone, hanno somministrato una sostanza tossica per il fegato, la galattosamina, a ratti da esperimento e poi li hanno nutriti con vari tipi di frutti mescolati al mangime usuale. Il frutto che ha mostrato maggiore capacitĂ  nel rallentare il danno epatico da tossina è risultato proprio l’avocado. A quanto pare l’avocado in qualche modo blocca l’azione tossica della galattosamina, la tossina somministrata agli animali nell’esperimento, sul metabolismo delle cellule epatiche sane. Ancora non sappiamo però quali siano le singole sostanze responsabili di questa benefica azione”, i ricercatori giapponesi sono ancora molto prudenti sui risultati di questi studi.

Essendo ricco di grassi monoinsaturi l’avocado e potrebbe contenere molti antiossidanti, quindi che bloccano i danni da ossigeno. Poi dobbiamo aggingere che l’avocado è ricco non solo di questi grassi, che sono quelli buoni che abbassano il colesterolo, ma anche di vitamina E e vitamina C (antiossidanti), di potassio e di fibre, che migliorano la funzione intestinale.

Infine vi è ancora una proprietà benefica di questo frutto esotico; questo frutto è infatti ricco di acido folico, che è necessario assumere in quantità ottimali soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza per ridurre il rischio di malformazioni a carico del sistema nervoso del bambino.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 14, 2008 by fabiobianchi

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