BASTA CON LA RABBIA!
Arrabbiarsi fa male. La conferma a ciò che era già ipotizzabile arriva da uno studio inglese, che ha appurato come la rabbia intensa e cronica col tempo faccia ammalare i soggetti che non riescono a contenerla.
In passato questo disturbo non era conosciuto nĂ© diffuso, i ritmi di vita erano altri: in armonia con la natura dell’uomo, piĂą rispettosi del nostro corpo. La fretta, la frenesia che contraddistingue la nostra giornata è nemica della salute. L’ansia, come disturbo psicologico, è la prima manifestazione di un malessere che non si riesce a definire, che non ha i contorni chiari. L’ansia è talmente subdola che chi ne soffre non si accorge di averla a meno che sia talmente cronica da avere giĂ dato origine a manifestazioni fisiche tipo palpitazioni, sudorazioni improvvise, ipocondria ecc. Come si diceva, la fretta, ma anche l’alienazione che oggi viviamo quotidianamente ci portano a perdere il contatto con noi stessi. L’ansia in effetti è una preoccupazione, cioè un sentimento che precede qualcosa che di fatto però non c’è, è un proiettarsi nel futuro in modo continuo, è come disconoscere il proprio corpo nel presente. E’ chiaro che se viviamo proiettati nel futuro, viviamo sempre nell’incertezza del domani, di quello che sarĂ , ecco che automaticamente le nostre certezze svaniscono e proprio qui si insinua quello stato d’animo ansioso che ci impedisce di vivere appieno il presente. L’ansia non trova spazio in una persona equilibrata, una persona che vive e pensa nel presente, magari sì progettando il futuro, ma con i mezzi dell’esperienza, della concretezza. L’ansia è paura, spesso paura di perdere il controllo, a volte anche paura di noi stessi. Molti a causa di queste paure si fanno condizionare la vita e quindi impostano i loro bisogni ed i loro schemi di vita sul desiderio di una sicurezza in tutto, che se per caso viene a mancare crolla tutto il castello su essa costruito. Negli ansiosi le fondamenta della propria esistenza, non sono pietre, cioè esperienza vissuta, concretezza, ma proiezioni nel futuro.
E’ molto difficile consigliare una terapia naturale ad una persona ansiosa, che spesso cade vittima di dipendenza da psicofarmaci, perchĂ© è molto difficile far capire che il suo stile di vita influisce tantissimo nel determinare il disturbo. É molto piĂą difficile ammettere con se stessi di sbagliare in qualchecosa piuttosto che pensare di essere stata vittima di una malattia e quindi del destino. L’ansia è un male di oggi perchĂ© è la vita che conduciamo che ci porta a questo, ne sono colpite soprattutto le donne (due donne per un uomo) perchĂ© forse sono le piĂą sensibili e quelle su cui la frenesia e i ritmi convulsi hanno portato piĂą scompensi: al ruolo di madre si è aggiunto anche il ruolo di lavoratrice fuori casa e chi ne ha piĂą ne metta, ed essa non può accantonare qualcosa, non può scegliere, deve potere fare tutto, sì ma perchĂ©? Se ogni donna ansiosa si fermasse un istante a rispondere a questa domanda, sarebbe immediatamente chiaro che l’ansia non è un diktat imposto dall’esterno, ma è una conseguenza del nostro modo di vivere, delle scelte che facciamo. Non nascondiamoci dietro al solito dito, dicendo “sai soffro d’ansia”, ma consapevolizziamo la nostra ansia dicendo “sai vivo talmente al di fuori di me che non sono in grado di apprezzare il presente, tanto vivo nel futuro…” E’ come se si immaginasse di vivere sulla Luna e su di essa si costruisse tutto il nostro avvenire, sì bellissimo, peccato che siamo ancora con i piedi sulla Terra, e nel momento che ci accorgiamo di questo ci sembra tutto così brutto, sai la Luna in fondo era così bella! Sai che ansia vedere che tutto quello su cui c’eravamo basati era solamente a qualche milione di chilometri…
Arrabbiarsi fa male. La conferma a ciò che era già ipotizzabile arriva da uno studio inglese, che ha appurato come la rabbia intensa e cronica col tempo faccia ammalare i soggetti che non riescono a contenerla.
In questo inizio di primavera lo stress colpisce gran parte della popolazione provocando ansia, insonnia, incubi e risvegli notturni. Se a questo aggiungiamo depressione, irritabilità , disturbi psicosomatici, bhé allora dobbiamo correre ai ripari e velocemente.
Vediamo quali sono le situazioni che possono contribuire ad accentuare lo stress e l’ansia
ď‚§ Lavoro: mole e ritmo di lavoro, ambiente (rapporti conflittuali con il capo o con i colleghi).
ď‚§ Scadenze (bollette, rate del mutuo, tasse).
ď‚§ Preoccupazioni familiari (malattie di parenti, conflitti coniugali, crisi adolescenziali dei figli).
ď‚§ Malattie (spesso piĂą che una causa sono una conseguenza dello stress).
 Inquinamento dell’aria e acustico (la città è notoriamente l’ambiente stressante per antonomasia).
 Cattivo rapporto con sé stessi (frustrazioni, delusioni, scarsa autostima).
Come porvi rimedio? Una lunga vacanza ai Tropici sarebbe consigliabile ma vediamo di scovare metodi più alla portata che ci eviti di aprire un prestito per una vacanza altrimenti impossibile…
 Evitare diete drastiche che non possono che aumentare i livelli di stress e frustrazione, senza contare che nell’80% dei casi il peso perso viene recuperato rapidamente.
 Rilassarsi con lo yoga o per chi ama il fai-da-te, ritagliarsi 20 minuti di tempo, sdraiarsi su un tappeto lasciandosi andare a pensieri che ci invitino alla calma (lunghe distese di prati soleggiati con passerotti cinguettanti a fare da contorno o in alternativa oceani possibilmente non in tempesta); utile è accompagnare semplici esercizi di respirazione (inspirare dal naso gonfiando la pancia e aspirare dalla bocca sgonfiando la pancia). Consiglio la musica new- age indicata per creare un’atmosfera di quiete.
 Fare sport preferendo le attività all’aria aperta come lunghe pedalate in compagnia dell’amica del cuore.
ď‚§ Trovarsi un hobby rilassante come il giardinaggio o semplicemente la lettura (da preferire in momenti cupi sono i libri scritti da comici di cui sono pieni gli scaffali delle librerie).
ď‚§ Trovare il tempo di tanto in tanto per un bagno ristoratore possibilmente con sottofondo musicale e candele.
 Dormire, dormire, dormire! Coricarsi possibilmente alla stessa ora dopo un bagno caldo, una tisana, un pediluvio…
Ci sono tanti modi per allontanare lo stress e l’ansia ma il primo passo è cercare di prendere la vita così come viene, cercando, dove possibile, di sdrammatizzare… perché la vita (e aggiungerei la salute) è una sola…. insomma CARPE DIEM…!
Link:
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Il primo attacco di panico solitamente lascia di stucco.
Improvvisamente proviamo una paura inspiegabile, un’ansia incontrollabile, il nostro cuore comincia a battere all’impazzata e il respiro diviene sempre più affannoso. Poi, trascorso qualche minuto, tutto torna come prima.
Ma permane una sensazione di disagio e il timore che possa manifestarsi nuovamente, ciò che viene definita ansia anticipatoria.
La paura di rivivere quelle sensazioni di terrore porta a vivere in uno stato di allerta continua e, spesso, è proprio quest’ansia a determinare i successivi attacchi.
Se, ad esempio, il primo attacco si è manifestato tra la folla o nel traffico, appena ci si ritrova in una situazione analoga, iniziamo a temere di sentirci male. Di conseguenza presteremo attenzione al battito cardiaco, al ritmo del respiro, all’equilibrio, per verificare se abbiamo o no vertigini. Ma è proprio questo meccanismo che fa sì che la nostra ansia aumenti, è proprio questa attenzione esasperata che determina l’aumento del ritmo del nostro cuore e la respirazione affannosa fino a giungere al temuto panico. E’ il controllo eccessivo che, di fatto, ci fa perdere il controllo.
Per combattere questo stato bisogna affrontare la paura con l’irrazionalità , con la tecnica della fantasia peggiore. Per circa una settimana ci isoliamo in casa per mezz’ora e immaginiamo tutto ciò che di terribile ci potrebbe accadere nel tentativo di farsi venire una vera e propria crisi di ansia. Trascorso questo tempo, ci laviamo il viso e riprendiamo le normali attività .
Attraverso questa tecnica non si riesce mai a procurare un vero attacco, ma si comprende che esasperando la paura, questa se ne va. Bisogna usare di nuovo questo espediente nelle situazioni che riteniamo più a rischio. Ad esempio, in mezzo alla folla, concentriamoci per un po’sul nostro cuore e il nostro respiro nel tentativo di procurarci i sintomi. Noteremo che la paura non si manifesta poiché essa si presenta quando la si evita, e non quando la si affronta. Quando proviamo a combatterla svanisce.
Provare per credere.
Raffaella Calemme