Gambe senza riposo

Vi stendete a letto e avete la necessità di muovere le gambe? Non riuscite a restar fermi? Vi svegliate per questo durante la notte?
E’allora probabile che soffriate della “sindrome delle gambe senza riposo”. Il paziente affetto da questa patologia, durante la fase in cui si addormenta o durante il sonno, avverte la necessità di muovere le gambe, spesso in maniera incontrollata e violenta. Generalmente le sensazioni sono tre: sorta di scossa elettrica, formicolio, idea che degli insetti corrano lungo le gambe.
Ciò provoca, ovviamente, delle ripercussioni sulla qualità della propria vita. La sindrome peggiora la qualità del sonno notturno, caratterizzato da risvegli veri o microrisvegli che durano solo pochi secondi. Di conseguenza, il paziente è impossibilitato a riposare in modo efficace e al mattino seguente si sentirà stanco, avvertirà sonnolenza diurna, ansia. Spesso si manifestano anche forme di depressione, stanchezza cronica e il forte timore delle ore notturne, ossia quelle in cui il disturbo si manifesta.
Questo problema è avvertibile di notte poiché, in quelle ore, cala il livello di dopamina presente nel cervello. La dopamina è la sostanza che regola i nostri movimenti: un suo calo, in persone predisposte, causa questi movimenti incontrollati e involontari.
La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e su diversi esami. E’necessario un esame del sangue per controllare i livelli di ferritina e di sideremia poiché è possibile che la sindrome sia causata da anemia. E’opportuna, inoltre, una elettromiografia o una neurografia che consentono di comprendere se gli scatti alle gambe sono dovuti a un problema di tipo muscolare o neurologico.
Tra le cure più indicate ci sono soprattutto i cosiddetti farmaci dopaminagonisti, che assicurano la giusta concentrazione di dopamina nel cervello anche di notte, quando tende a produrne una minore quantità. Tali farmaci agiscono velocemente e si rivelano efficaci anche a dosaggi molto bassi, senza causare particolari effetti collaterali. Si possono assumere sia per bocca sia attraverso un cerotto da applicare sulla pelle.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Ascolta il tuo corpo

Da qualche parte, nelle profondità del tuo corpo, risuona una voce trascurata, ignorata. E’ la voce di un medico. E ti parla in continuazione, facendo diagnosi, raccomandando cure e a  volte consigliando visite specialistiche.                                                                                  Per esmpio, ti ricordi quel dolore al molare destro che hai cominciato ad avvertire il mese scorso? E’ peggiorato. E la voce ti ha avvertito: “Ehi, questo dente si sta sfaldando.” E tu l’hai ignorata consapevolmente. Speravi che il dolore fosse passato. E ricordi quando decidesti di fare sul serio in palestra, caricando sempre di più i bilanceri ed arrivando ad allenarti fino a cinque volte alla settimana? Dopo i primi tre giorni eri pieno di dolori e avevi il petto e le braccia incredibilmente induriti. La voce ti consigliò: “Ehi amico mio, meglio prenderti un paio di giorni di riposo.” Anche li hai ignorato quella voce. Sperando che i dolori sarebbero passati.

Dobbiamo imparare ad ascoltare quel medico dentro di noi. I segnali del corpo: quando rilassarsi, quando preoccuparsi e quando andare immediatamente dal dottore.

Di regola gli uomini tendono quasi sempre a minimizzare. Una domenica mattina avvertono un dolore al petto, pur non avendo fatto attività fisica e cercando di ignorarlo, pensando che passerà. Ma dentro di loro sanno che c’è qualcosa che non va. E che hanno paura.

Fidati di te stesso

Il medico dentro di te usa il linguaggio dei sintomi per parlarti quando c’è qualcosa che non va. Secrezioni nasali più abbondanti del solito. Un dolore al gomito. Un mal di testa lancinante. A volte il messaggio è inequivocabile, come il bruciore che avverti sulla pelle dopo essere rimasto troppo a lungo esposto al sole. E’ il modo in cui la voce interna ti consiglia di rimanere all’ombra per un pò. Altre volte invece, le comunicazioni in arrivo dal tuo corpo possono essere ambigue. Un giramento di testa, per esempio, può essere un dilemma. Potrebbe indicare che stai avendo un ictus. O che forse non hai mangiato abbastanza  a pranzo. Prova a considerare i sintomi come indizi in un misterioso caso da risolvere, e immaginati di essere il maldestro tenente Colombo, impegnato a mettere insieme i pezzi del puzzle prima che il cattivo torni a colpire. L’unica differenza è che il tenente Colombo raccoglie gli indizi per risolvere casi di omicidio, mentre tu li usi per risolvere i tuoi problemi di salute. Lui non è che un personaggio televisivo, di fantasia. Tu sei uno che risolve i sintomi. Per imparare a interpretare meglio i messaggi nviati dal tuo corpo, segui questi consigli.

Studia. Sei già ben  avviato da questo punto di vista. Infatti stai leggendo questo sito. Più impari a proposito della tua salute, meglio sarai in grado di capire il tuo corpo.

Presta attenzione. Puoi anche essere uno studente di medicina, in grado d’interpretare tutti i sintomi riportati nei libri di testo. Ma se non dai ascolto al tuo corpo, tutte le tue conoscenze non ti serviranno a nulla. Più ti fermerai ad ascoltare il medico dentro di te, più ti renderai conto di sapere esattamente cosa non va nel tuo corpo, e scoprirai come rimediarvi.

Se hai dubbi fidati della tua voce. Potranno esserci momenti in cui il tuo lato razionale dice: ” E’ solo un mal di gola, niente di preoccupante”. Ma la tua voce interna ribatte: ” Questo mal di gola non mi convince. C’è qualcosa che non va “. Accadrà sempre più spesso con l’avanzare dell’età, in primo luogo perchè lo stesso sintomo, avvertito a 24 anni, non può non avere un significato diverso avvertito a 54 anni. I dolori allo stomaco, per esempio possono avere una miriade di cause. A 22 anni probabilmente indicano un’infezione da virus o un’indigestione.

Controllati. Il miglior momento per farlo è sotto la doccia. Rifletti. Fai il punto sul tuo stato di salute. Come ti senti? Che aspetto hai? Per sviluppare le capacità di osservazione, occorre essere consapevoli. “Non puoi dare per scontato che se la questione è seria, te ne accorgerai”. Puoi percorrere sempre lo stesso tragitto per andare a lavoro, infinite volte. Poi un giorno, mentre sei fermo al semaforo, ti guardi attorno e vedi qualcosa che non avevi mai notato prima. E’ lo stesso con il tuo corpo. Se te ne vai in giro distratto, con il pilota automatico inserito, è pressochè certo che prima o poi finirai per non fare caso a yun cartello  stradale molto importante.

Diventa un reporter in missione del tuo corpo. Anche Jimmi Olsen, l’aspirante giornalista amico di Superman, sa quali sono le sei domande fondamentali che un reporter deve porsi:  chi, cosa, dove, quando, perchè e come. E tu dovresti fare lo stesso con il tuo corpo. Poniti qualche domanda sui tuoi sintomi. La risposta alla domanda “Chi?” è evidente. Dopotutto, il corpo è il tuo. Ma altre domande sono meno scontate nel momento in cui dovesse presentarsi un sintomo. Da quanto tempo si manifesta? Quando si acuisce? Da che cosa è provocato? Dov’è localizzato? Queste domande non ti permetteranno solo di entrare più in sintonia con il tuo corpo: ti aiuteranno anche a descrivere i tuoi sintomi . ti permetteranno di capire se il malessere è tale da rendere consigliabile rivolgerti a un medico. Non si può pretendere che i pazienti siano loro stessi dei medici, ma non c’è nulla di peggio di un paziente che si presenta in ambulatorio e dichiara: “Provo un malessere diffuso”. Non vuol dire nulla. I medici non sono veterinari. 

 

Posted on Febbraio 29, 2008 by admin

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