CONOSCERE LA DISIDROSI
La disidrosi, è una dermatite infiammatoria, che di solito si manifesta con vescicole alle mani e ai piedi. Queste vescicole, si diffondono abbastanza rapidamente fino a divenire sparse ovunque. Colpisce il 10 per cento delle persone, uomini e donne indistintamente, l’età più prolifica è tra i 30 e i 50 anni, anche se non rari i casi in cui appare prima o dopo. Non è una malattia contagiosa e guarisce da sola, dopo anche due mesi dalla sua apparizione. Di solito quindi, non deve destare alcuna preoccupazione, ma essendo una patologia diffusa, è bene conoscerla per capirne di più. Di solito, compare 2 volte all’anno, in modo puntuale, quasi fosse un orologio, l’autunno e la primavera, sono le stagioni in cui essa si manifesta di più. E’ una malattia cronica della pelle e non guarisce mai, infatti può non comparire anche per anni, ma prima o poi ritorna sempre in modo periodico. La causa più frequente di questa malattia, è la chiusura delle ghiandole sudoripare, ovvero il sudore invece di uscire, resta bloccato, per questo la pelle si irrita. In altri casi, le vescicole, sono dovute ad un’infezione dermatologica, infatti sembra che gli individui che soffrono del disturbo denominato piede d’atleta, sono più colpite. Ci sono anche casi, in cui la disidrosi, colpisce le persone già predisposte, in questo caso, il contatto con gli agenti allergici, oppure uno stress prolungato, possono provocare questo disturbo. I sintomi iniziali, sono solitamente delle bollicine che ricoprono i bordi laterali delle mani e dei piedi, queste bollicine, sono larghe come una punta di spillo e fanno male, oltre al prurito abbastanza elevato. In seguito, le vescicole si riempiono di un liquido denso e limpido e si uniscono formando tante chiazze molto larghe, che dopo un po’ si rompono. Chiaramente, esistono cure a base di farmaci che vanno dosati a seconda della gravità del disturbo. Di solito, la cura più usata, è quella di fare per 2 settimane, dei bagni disinfettanti sia alle mani, che ai piedi con acqua piena di euclorina o ammonio. In seguito al bagno, si possono applicare alla pelle, delle creme antinfiammatorie e cheratolitiche, queste ultime, servono a favorire il distacco delle cellule della pelle ormai morte, mentre quelle antinfiammatorie, bloccano il progredire del disturbo. Nel caso in cui, le vescicole si infettano, è necessario mettere delle creme antibiotiche, mentre nel caso in cui, il prurito diventi insopportabile, si può applicare la crema antistaminica. Chiaramente, questa malattia si può prevenire, basta farsi vedere da un dermatologo, che con un patch-test, ovvero un’indagine diagnostica che consiste nel mettere sulla pelle un cerotto imbevuto delle sostanze incriminate, mostrerà se questa effettivamente è responsabile dell’affezione. In questo caso infatti, la pelle si irrita. Grazie a questo test molto semplice, si può capire se siamo o meno allergici a qualcosa, si possono anche evitare malattie della pelle come la disidrosi e la dermatite. In ogni modo, se sospettate di avere questo disturbo dal nome poco conosciuto, non esitate a farvi vedere dal dermatologo.
Chiara Lanari