LE EMORROIDI, CONOSCERE I SINTOMI E CURARLE

Con il termine emorroidi, si intende la dilatazione varicosa dei vasi, appartenenti ai cuscinetti artero-venosi situati nella parte terminale del retto. La patologia, è caratterizzata dalla seguenti evidenze: i vasi emorroidali risultano ingrossati, si formano noduli blu e duri, sensazione di dolore, prurito e di corpo estraneo, infiammazione e sanguinamento. A seconda del grado di progressione, le emorroidi si caratterizzano in questi modi: di primo grado, quando i vasi sono debolmente dilatati, non prolassano ma sanguinano, di secondo grado, i vasi dilatati prolassano in seguito a sforzi eccessivi, ritornano poi in modo spontaneo, di terzo grado, i vasi prolassati non ritornano naturalmente, ma possono essere ridotti manualmente, infine di quarto grado, il prolasso non dipende da nessuno sforzo, non è possibile ridurlo e può causare trombosi. Il più delle volte, questa malattia, rimane per mesi silente, alternata a periodi acuti, quindi il soggetto colpito pensa che il problema si sia risolto spontaneamente, mentre non è cosi. C’è da chiedersi perché si formano. Molte volte le emorroidi, sono legate a fattori genetici, all’alimentazione e allo stile di vita. Nei soggetti che sono propensi alle emorroidi, la parete dei vasi del retto, sono talmente fragili che finiscono per assottigliarsi e sanguinare. La prolungata posizione eretta, lo stare troppo seduti, gli sforzi eccessivi, possono solo peggiorare la situazione. Pur essendo un problema che può colpire chiunque, esse colpiscono di più le donne, soprattutto durante i periodi del cambiamento ormonale. Anche sport come l’equitazione, il motociclismo, ciclismo, indeboliscono a lungo andare il canale anale. Per  quanto riguarda la dieta, alimenti come il caffé, cioccolato, carni suine, caricano di super lavoro l’intestino e tutti gli organi addetti alla digestione, limitando quindi l’efficienza circolatoria. Curare le emorroidi, è possibile, sono disponibili farmaci da banco, per il trattamento locale delle emorroidi, supposte o pomate ad azione sintomatica, che contengono cortisonici e antinfiammatori. Spesso però, queste soluzioni, trattano il sintomo senza agire sulla causa, provocando a lungo andare l’aggravamento della patologia. Per evitare le emorroidi, è necessaria un’alimentazione sana, spesso i soggetti che soffrono di stitichezza e coliti, soffrono anche di crisi emorroidali, quindi ciò fa capire come i cibi raffinati e la vita sedentaria siano protagonisti di questa malattia. La soluzione possibile, deve quindi partire dal riequilibrio intestinale attraverso un attenzione particolare alla dieta. Si, ai cibi ricchi di fibre, che contrastano lo sforzo alla defecazione, attenzione ai cibi raffinati e trattati, zucchero bianco, dolci e latte di mucca, dovrebbero essere del tutto eliminati. Bere molta acqua, fare molto movimento, sono solo i consigli basilari per evitare le emorroidi. Un aiuto particolare, può derivare dall’utilizzo di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo, con funzione specifica per il benessere del microcircolo della zona anale. Oltre ad un’assunzione orale, sono previsti anche applicazioni locali sulla zona anale infetta con funzioni sia di alleviare i sintomi, che di coadiuvare l’integrazione dell’integratore, migliorando la tonicità e la resistenza dei vasi. In questo modo, è possibile intervenire sulle emorroidi in modo globale, arrivando alla sua risoluzione definitiva.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 8, 2008 by chiara

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CONOSCERE LA DISIDROSI

La disidrosi, è una dermatite infiammatoria, che di solito si manifesta con vescicole alle mani e ai piedi. Queste vescicole, si diffondono abbastanza rapidamente fino a divenire sparse ovunque. Colpisce il 10 per cento delle persone, uomini e donne indistintamente, l’età più prolifica è tra i 30 e i 50 anni, anche se non rari i casi in cui appare prima o dopo. Non è una malattia contagiosa e guarisce da sola, dopo anche due mesi dalla sua apparizione. Di solito quindi, non deve destare alcuna preoccupazione, ma essendo una patologia diffusa, è bene conoscerla per capirne di più. Di solito, compare 2 volte all’anno, in modo puntuale, quasi fosse un orologio, l’autunno e la primavera, sono le stagioni in cui essa si manifesta di più. E’ una malattia cronica della pelle e non guarisce mai, infatti può non comparire anche per anni, ma prima o poi ritorna sempre in modo periodico. La causa più frequente di questa malattia, è la chiusura delle ghiandole sudoripare, ovvero il sudore invece di uscire, resta bloccato, per questo la pelle si irrita. In altri casi, le vescicole, sono dovute ad un’infezione dermatologica, infatti sembra che gli individui che soffrono del disturbo denominato piede d’atleta, sono più colpite. Ci sono anche casi, in cui la disidrosi, colpisce le persone già predisposte, in questo caso, il contatto con gli agenti allergici, oppure uno stress prolungato, possono provocare questo disturbo. I sintomi iniziali, sono solitamente delle bollicine che ricoprono i bordi laterali delle mani e dei piedi, queste bollicine, sono larghe come una punta di spillo e fanno male, oltre al prurito abbastanza elevato. In seguito, le vescicole si riempiono di un liquido denso e limpido e si uniscono formando tante chiazze molto larghe, che dopo un po’ si rompono. Chiaramente, esistono cure a base di farmaci che vanno dosati a seconda della gravità del disturbo. Di solito, la cura più usata, è quella di fare per 2 settimane, dei bagni disinfettanti sia alle mani, che ai piedi con acqua piena di euclorina o ammonio. In seguito al bagno, si possono applicare alla pelle, delle creme antinfiammatorie e cheratolitiche, queste ultime, servono a favorire il distacco delle cellule della pelle ormai morte, mentre quelle antinfiammatorie, bloccano il progredire del disturbo. Nel caso in cui, le vescicole si infettano, è necessario mettere delle creme antibiotiche, mentre nel caso in cui, il prurito diventi insopportabile, si può applicare la crema antistaminica. Chiaramente, questa malattia si può prevenire, basta farsi vedere da un dermatologo, che con un patch-test, ovvero un’indagine diagnostica che consiste nel mettere sulla pelle un cerotto imbevuto delle sostanze incriminate, mostrerà se questa effettivamente è responsabile dell’affezione. In questo caso infatti, la pelle si irrita. Grazie a questo test molto semplice, si può capire se siamo o meno allergici a qualcosa, si possono anche evitare malattie della pelle come la disidrosi e la dermatite. In ogni modo, se sospettate di avere questo disturbo dal nome poco conosciuto, non esitate a farvi vedere dal dermatologo.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 5, 2008 by chiara

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IL DOLORE ALLE GAMBE

A chi non capita mai, di avere dei dolori alle gambe? La funzionalità delle gambe, può essere messa in pericolo da molti disturbi di vario genere. Essi possono manifestarsi in modo occasionale, in quel caso si tratta di disturbi di poco rilievo che spariscono nel giro di poco tempo. Altre volte, possono essere di natura degenerativa che potrebbero essere il campanello di allarme di un disturbo più serio. Spesso, dopo n trauma, ci si può ritrovare con una distorsione alle gambe, dopo un movimento brusco, le superfici delle articolazioni, si allontanano causando dolore, il più delle volte, la distorsione è localizzata a livello della caviglia. Più seria, è la frattura, che può essere di tipo chiuso, quando l’osso fratturato non esce dalla sua sede, o esposta quando esce. In questo caso, si avverte un dolore molto acuto nell’osso o nell’articolazione, la zona si gonfia molto ed è quasi impossibile toccarla. In questo caso, la cosa migliore da fare è correre al pronto soccorso. Ancora più serio, è la frattura del femore, ovvero della continuità dell’osso della coscia. Può dipendere da un trauma o da una malattia più seria dell’osso. La frattura, può interessare o la parte intermedia, dovuta ad incidenti, oppure al collo del femore, che in particolare, colpisce gli anziani. Più spesso, i dolori alle gambe, sono dovuti a semplici crampi muscolari, ovvero uno spasmo che colpisce momentaneamente una zona e provoca dolore intenso e difficoltà di movimento. Spesso, questo succede perché non si muove abbastanza la gamba. Anche gli strappi muscolo-tendinei, che riguardano il danneggiamento dei legamenti che tengono uniti i muscoli alle ossa, sono conseguenti a movimenti bruschi. In questo caso, è bene tenere la gamba a riposo.  Altre cause di dolori alla gambe, possono essere la sciatica, un dolore che parte dalla parte bassa della schiena, fino a coinvolgere tutta la coscia e la gamba. E’ dovuta, alla compressione o all’infiammazione del nervo sciatico. In questo caso, si possono avvertire anche formicolii alla parte inferiore degli arti ed un irrigidimento della colonna vertebrale. Il più delle volte, la sciatica è dovuta all’ernia del disco o l’artrosi vertebrale. Non sono rari i casi, in cui il male alle gambe, è sintomo di problemi osteo-articolari come l’artrosi, una malattia degenerativa che coinvolge le articolazioni, in particolare delle ginocchia o dell’anca, oppure l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica, che colpisce le articolazioni e si dice, sia provocata da un virus sconosciuto. In questi casi, la malattia si manifesta con dolore e rigidità delle articolazioni soprattutto il mattino. Altre cause del dolore alle gambe, possono riguardare problemi circolatori, come l’arteriopatia, una malattia cronica causata dal deposito di grassi sulle pareti delle arterie delle gambe, l’insufficienza venosa, cioè la tendenza delle vene a dilatarsi e la trombosi, una malattia molto pericolosa, che va curata tempestivamente. Per mantenere sane le gambe, è necessario privilegiare un’alimentazione con pochi grassi, zuccheri e poco sale, evitare il fumo e troppo alcool, non fare docce o bagni troppo caldi, che potrebbero dilatare i vasi, fare sempre una buona attività fisica, evitare tacchi troppo alti, o calze e pantaloni molto aderenti. Infine, bere sempre tanta acqua e cambiare spesso posizione. Seguendo queste semplici regole base, le gambe rimarranno di sicuro in buona salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 21, 2008 by chiara

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La lombalgia

Quando ci svegliamo e sentiamo forti dolori in fondo alla schiena, oppure alla sera, dopo una faticosa giornata di lavoro, potremmo trovarci davanti ad un problema di salute chiamato lombalgia, quindi vediamo di scoprirne cause e cure.

Per chi svolge un lavoro prevalentemente sedentario il dolore si manifesta dopo essere stati seduti a lungo o nel momento in cui ci si alza dalla sedia. Al contrario per alcuni il dolore si manifesta acutamente dopo uno forzo o un movimento incongruo, con un irrigidimento muscolare che blocca i movementi della schiena.

La lombalgia è un problema molto diffuso tanto da rappresentare una delle più frequenti cause di consultazione medica. La lombalgia inoltre è la principale causa ed è la principale causa di assenteismo dal lavoro. Da recenti statistiche risulta che in Italia il 40% della popolazione soffra di lombalgia.
E’ importante comunque rilevare che generalmente a questi dolori non si associano problemi specifici alla colonna vertebrale.
Ma come fare per curare il problema? Per la lombalgia l’armamentario terapeutico è ampio, ma la scelta della terapia più adeguata è legata alla intensità delle manifestazioni ed allo scopo terapeutico. Dolori acuti, intensi e violenti, devono essere trattati innanzitutto con i farmaci antinfiammatori. La scelta è piuttosto ampia, ma molti sono gastrolesivi. Quelli più recenti sono meglio tollerati a livello gastrico. Dolori continui e persistenti richiedono un trattamento più complesso e polimodale, a seconda della costituzione e delle condizioni della colonna vertebrale. In genere si associano antinfiammatori non gastrolesivi con la fisioterapia ed un adeguato programma di attivita fisica riabilitativa. Quando sia ben individuabile un danno strutturale (instabilità delle faccette, stenosi lombare, bulging discale) la chirurgia può essere l’alternativa migliore. Il trattamento fisioterapico della lombalgia include laser-terapia, ionoforesi, stretching, ginnastica posturale e, se non è presente dolore, mobilizzazione attiva e ginnastica (preferibilmente in acqua calda) per il rinforzo dei muscoli e dei legamenti paravertebrali (intorno alla colonna vertebrale).

Infine la prevenzione; il mal di schiena si evita soprattutto mantenendo un buon tono posturale ed osteo-muscolare. Vanno evitati atteggiamenti viziati sul lavoro ed è fondamentale un’attività fisica di base in palestra. La menopausa può essere un notevole fattore aggravante e predisponente per via dell’osteoporosi, del decadimento muscolare e della lassità legamentosa.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 20, 2008 by fabiobianchi

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IL MAL DI GOLA, SAPERLO RICONOSCERE

 

Chi almeno una volta nella vita, non ha mai sofferto di mal di gola? Di certo, è il male più diffuso, che può colpire chiunque a prescindere da età, anche più volte durante l’anno. Spesso basta un colpo d’aria, o prendere freddo, oppure altre volte è causato da delle infiammazioni specifiche che colpiscono una parte della gola. Non sono rari i casi, in cui il mal di gola ci viene attaccato da qualcun’altro che a sua volta l’ha preso da altri, fino a creare un giro infinito. Spesso però, il termine mal di gola, è troppo generico, in realtà vi sono diversi tipi di mal di gola che possono colpire le parti più alte o quelle più basse. E’ molto importante saper riconoscere i tipi di mal di gola per saperli curare in modo adatto. Il più delle volte il mal di gola è sintomo di una serie di disturbi che possono colpire la faringe, la laringe, le tonsille e la trachea. Non sono rari i casi, in cui questo male, è dovuto all’uso esagerato della voce che provoca stress alle corde vocali. La faringite, è di sicuro il tipo di mal di gola più frequente, si tratta di un’infiammazione delle mucose della faringe, il condotto che va alla base del cranio fino al margine inferiore della sesta vertebra cervicale. La faringe, costituisce il tipo di incontro delle vie respiratorie e di quelle che portano il cibo allo stomaco. Di solito la malattia, è dovuta all’attacco di batteri o virus e si manifesta con dolore alla gola, difficoltà a deglutire, febbre e malessere generale. Non di rado, è proprio il dolore alla faringe il campanello di allarme della trachea. La faringite, può presentarsi, anche in forma cronica, cioè il dolore alla gola è quasi sempre presente, questo accade perché il disturbo è causato da ripetuti attacchi di faringite o all’esposizione a sostanze irritanti come il fumo, l’alcool, le polveri, sostanze chimiche ecc. Per curare l’infiammazione della faringite, occorre prima di tutto risalire alle cause primarie che l’hanno determinata e di sicuro buona cosa è assumere degli antinfiammatori. La laringite, è invece l’infiammazione della laringe, il canale semirigido che comunica con la faringe e con la trachea. La laringe, è la sede delle corde vocali, qui si separano le vie respiratorie da quelle che portano all’esofago. L’infiammazione della laringe, oltre al dolore alla gola, procura la raucedine, quest’affezione può essere causata da sostanze irritanti, come il fumo, i gas e le polveri. Non di rado anche l’uso spropositato della voce può portare a raucedine, ad esempio chi urla troppo. La tonsillite, è invece l’infiammazione delle tonsille, che sono delle formazioni ovoidali situate ai lati della gola che servono come barriera per difendere la bocca dai batteri. La tonsillite, si manifesta con l’ingrossamento delle stesse e anche l’arrossamento. Spesso si possono rivestire di macchie giallastre ed è accompagnata da febbre alta, ingrossamento delle ghiandole del collo e dolore accentuato. La tracheite, è invece l’infiammazione della mucose che riveste interamente la trachea, il canale che collega i bronchi alla laringe. I sintomi classici, sono tosse, bruciore, respiro affannoso, catarro, febbre e un malessere diffuso. Spesso la tracheite, è il primo sintomo di un’infezione generale di tutto l’apparato respiratorio come la bronchite e la polmonite. Per guarire dal mal di gola, è necessario rimanere a letto, umidificare gli ambienti, evitare fumo e alcol, assumere bevande fredde e molte vitamine.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 19, 2008 by chiara

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La Sinusite

Spesso viene confusa con il raffreddore, in quanto presenta gli stessi simoli, ma dura l’arco di un giorno e poi sparisce, per ripresentarsi nuovamente dopo qualche giorno o settimana…viene chiamata sinusite, ma vediamo di capire che cos’è e cosa possiamo fare per alleviarne i sintomi.

La sinusite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, che può essere accompagnata spesso da un processo infettivo primario o secondario. In caso di sinusite, la mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e Cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all’interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione. Questa patologia può colpire soltanto persone in cui i seni paranasali siano ben sviluppati; per questo motivo i bambini in età pediatrica, nei quali i seni non si sono ancora formati, non contraggono la malattia.

Ma si puo’ curare la sinusite, e in che modo?

La sinusite non deve essere trascurata perché non guarisce da sola e di conseguenza deve essere trattata adeguatamente. Per risolvere l’infezione il medico procederà alla prescrizione di antibiotici specifici mentre per alleviare la sintomatologia potrà ritenere utile ricorrere all’utilizzazione (per limitati periodi di tempo) di antinfiammatori, di decongestionanti locali somministrati con gocce nasali o mediante aerosol terapia, di corticosteroidi. Per i pazienti affetti da sinusite provocata da fattori allergici può essere rivelarsi utile anche l’assunzione di antistaminici. Per alleviare i disturbi e facilitare la risoluzione del problema è consigliabile evitare gli ambienti molto secchi ed affollati, (l’umidificazione dell’ambiente favorisce il drenaggio nasale), il fumo, le correnti d’aria e le temperature molto rigide. Per risolvere quelle forme di sinusite che non rispondono alla terapia antibiotica può rendersi necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per rimuovere il materiale purulento, ripristinare il drenaggio e migliorare la ventilazione.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 18, 2008 by fabiobianchi

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L’ EMICRANIA, IL MAL DI TESTA DELLE DONNE

L’emicrania, è il classico mal di testa femminile, l’incidenza indica che c’è un rapporto di 5 a 1 rispetto al sesso maschile. Solitamente, le motivazione che possono provocare l’emicrania sono di ordine ormonale, la brusca caduta degli estrogeni, che si manifesta precedentemente l’arrivo delle mestruazioni e ancora di più con la menopausa. Chi viene colpito una prima volta dall’emicrania, purtroppo è destinato a doverci convivere, infatti sembra che una volta che essa si presenta, poi lo farà sempre, magari con incidenza sequenziale. Le donne in menopausa, spesso riscontrano forti attacchi di emicrania, questo perché gli ormoni cadono progressivamente e in modo irreversibile. Può anche essere che l’emicrania, sia in un certo senso familiare, ovvero può colpire chi ha un vicino parente, come i genitori che ne soffrono già. Da tantissime ricerche, risulta che l’emicrania colpisce il 16% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. L’età peggiore, è quella tra i 30 e i 40 anni, mentre dopo i 60 anni, la malattia tende a migliorare. Non è chiaro cosa scateni questo mal di testa, non è una malattia legata ad anomalie o problemi particolari, ciò che scatena questo mal di testa, è una variazione momentanea della circolazione extracelebrale, cioè della circolazione che viene garantita dai vasi esterni alle meningi. I vasi, prima si restringono e poi si dilatano, la loro variazione, fa alterare le terminazioni nervose, soprattutto quelle del trigemino. L’emicrania, non è per forza ereditaria, anche se come già detto prima, avere un famigliare con questo problema, può portare maggiori possibilità di soffrirne. L’emicrania, di solito si manifesta solo in una parte della testa, su metà della fronte fino a dietro l’occhio, fino ad arrivare alla tempia. Il dolore, si manifesta improvviso e pulsante, quasi una sorta di martellamento che nei casi peggiori può portare a stringersi la testa tra le mani. Con il movimento o l’attività fisica, tende a peggiorare, mentre con il sonno, tende a migliorare o scomparire del tutto. La durata del dolore è abbastanza variabile, solitamente si parte da un minimo di 4 ore, fino a casi in cui il mal di testa dura anche 3 giorni. Purtroppo, durante gli attacchi, si manifestano altri sintomi molto fastidiosi, come la fotofobia, cioè l’insofferenza verso la luce, la fotofobia, insofferenza verso i suoni e molti altri disturbi come, il vomito, la nausea, le vertigini ecc. Spesso, le crisi emicraniche, sono annunciate, nel senso che i giorni precedenti all’attacco, possono manifestarsi sintomi accompagnatori come nervosismo, irritabilità, depressione o al contrario qualcuno manifesta una sorta di euforia. Spesso, ci si sente gonfi, tesi, di malumore e perennemente stanchi. I fattori scatenanti, sintetizzando un po’, possono essere la pillola anticoncezionale, il ciclo mestruale, lo stress, terapie ormonali che possono alterare il nostro organismo, l’affaticamento fisico e la mancanza di aria quando si permane in luoghi poco areati. Anche il sole, può causare l’emicrania. Durante le crisi, è necessario rimanere distesi, evitare di guidare, non lavorare e soprattutto rimanere soli per rilassarsi. L’emicrania si può curare, ci sono farmaci indicati per l’emicrania leggera, come gli analgesici, i fans il paracetamolo e i salicilati, poi ci sono quelli per l’emicrania più forte,come gli ergotaminici ecc. Comunque sia, nel caso soffriate di frequenti attacchi di emicrania, è sempre bene effettuare visite specialistiche per farvi prescrivere la cura migliore ed effettuare esami per analizzare il vostro caso. L’emicrania si può guarire.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 16, 2008 by chiara

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La colite

Almeno il 15% della popolazione soffre di questo disturbo chiamato anche colon irritabile, quindi un disturbo piuttosto diffuso.

I sintomi più comuni sono i dolori o crampi addominali, la diarrea o la stipsi, mentre le forme più gravi sono associate a manifestazioni più severe, come emissioni di feci liquide, nausea e vomito, senso di spossatezza generale, febbre elevata, abbassamento della pressione arteriosa e sete intensa.

Vi sono varie forme di colite: vi è la colite spastica, la più comune e meno grave, causata da un colon facilmente irritabile con sintomi banali, ma spesso molto fastidiosi (dolori addominali, stipsi o, al contrario diarrea): le coliti infettive sono provocate da un agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, yersinia, sighella, ameba, Cytomegalovirus, schistosomiasi ecc.: le coliti ischemiche sono causate da un deficit dell’apporto di sangue al colon. Sono maggiormente diffuse tra gli anziani, a causa della notevole diffusione di patologie cardiovascolari tra questi pazienti: le coliti da antibiotici o di origine chimica (mercurio): la colite speudomembranosa, causata da un germe, il Clostridiumm difficile, responsabile della produzione di una tossina, attivata dalla reazione a una terapia antibiotica che provoca la distruzione della flora intestinale: la colite ulcerosa o morbo di Crohn è una seria patologie di cui non sono ancora note completamente le cause.

Nelle forme meno gravi, il cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione, volto ad eliminare le fonti di stress e i disordini alimentari, è già una buona terapia efficace, accanto ad altri interventi di supporto, come ripristinare la flora batterica con l’assunzione di fermenti lattici Per le forme con febbre occorre eseguire una terapia a base di antibiotici. Per la forma di colite ulcerosa si associano agli antibiotici anche i cortisonici. Nei casi più gravi del morbo di Crohn si interviene chirurgicamente o si somministrano immunosoppressori.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 12, 2008 by fabiobianchi

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GUIDA AL MAL DI TESTA

Chi non ha mai sofferto di mal di testa? Credo nessuno, almeno una volta nella vita. Il mal di testa è sicuramente uno dei disturbi più comuni, ma nonostante tutto spesso è difficile capirne le cause, perché può dipendere da moltissimi fattori. Le cause si possono trovare nelle malattie degli occhi, del naso, delle orecchie, delle strutture che rivestono il cervello ecc. spesso, la cefalea è dovuto allo stress o situazioni in cui l’organismo si trova ad affrontare situazioni emotivamente pesanti. Non è raro che anche l’ereditarietà gioco il suo bel ruolo nella predisposizione del mal di testa. Solitamente i 4 tipi di mal di testa più comuni sono; le cefalee tensive, le cefalee sintomatiche, le cefalee vasomotorie e la nevralgia del trigemino. Distinguere questi tipi di mal di testa l’uno dall’altro è fondamentale per una corretta diagnosi e per la eventuale cura da affrontare. Le cefalee tensive, solitamente sono causate da una tensione muscolare, oppure da difetti di postura. Spesso infatti lo stile di vita sedentario e in particolar modo le posizioni scorrette che si assumono stando seduti possono riflettere sulla testa. Anche l’ansia ha un ruolo in questo tipo di mal di testa. Spesso per curarlo si ricorre alla ginnastica o ai massaggi, anche se il più delle volte esso ha delle origine psicosomatiche. Questo tipo di cefalea, usa spesso dei farmaci che tendono a lenire la tensione muscolare. La cefalea sintomatica, è invece causata da infiammazioni o malattie infettive, in particolar modo la meningite o l’insolazione. Non sono rari i casi, in cui essa è il sintomo di disturbi gravi come l’aneurisma, tumori, cisti e molto altro. In questo caso è dovere rivolgersi ad uno specialista nel caso i dolori siano particolarmente forti. Il medico prescriverà una tac o un elettroencefalogramma. Le cefalee vasomotorie, comprende anche l’emicrania, questi mal di testa sono caratterizzate dalla presenza di dolore forte alternato a momenti di benessere, che si può manifestare in poche ore o in pochi giorni. Il dolore è martellante soprattutto se si muova avanti o dietro la testa, peggiora con il calore e con la luce. Non sono rari i casi in cui questo mal di testa provoca nausea, vomito, sudorazione e macchie rosse nel viso. Questo mal di testa, predilige le donne, ma nel caso della cefalea a grappolo, essa colpisce per di più maschi. Spesso la cefalea vasomotoria, è accompagnata da problemi di natura visiva o deficienze neurologiche. Per prevenire questa fastidiosa cefalea bisognerebbe evitare lo stress, dormire bene e mangiare sano. Le diete eccessive sono uno dei fattori scatenanti di questa cefalea. Ultima è la nevralgia del trigemino, chiamata cosi appunto perché coinvolge questi nervi cranici; il nervo mascellare, il nervo mandibolare e quello oftalmico. Questo tipo di cefalea colpisce soprattutto persone di età avanzata e nei momenti di crisi il paziente è incapace di muoversi, quasi come se ha un tic facciale molto doloroso. Questa cefalea infatti, colpisce la sensibilità facciale e si irradia causando dolore intermittente. Solitamente colpisce solo una parte della faccia, ma può anche colpire entrambi i lati. Di solito inizia da uno dei nervi sopraccitati fino a diffondersi in tutti gli altri. Non sono ancora chiari i motivi di questa cefalea, gli stimoli possono essere anche minimi scatenati dall’aria o da un semplice tocco nelle parti facciali più sensibili. Purtroppo questa cefalea, col tempo peggiora, ecco perché i farmaci non servono molto e spesso bisogna ricorrere alla chirurgia che usa prima delle infiltrazioni e poi si agisce sul nervo. Non sono rari i casi in cui dopo anni la nevralgia del trigemino rifaccia la sua comparsa. Insomma il mal di testa nelle sue varie forme, è un problema cosi comune che è necessario saperne di più per curarlo.

Chiara Lanari  

Posted on Aprile 23, 2008 by chiara

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Riconoscere un neo da un melanoma

Molte volte ci e’ venuto un dubbio osservando la nostra pelle e vedendo quel punto nero che ci sembra sempre piu’ grosso; ma e’ un neo oppure e’ un melanoma? Vediamo di conoscerne le differenze.

Il neo (o nevo) e’ una alterazione pigmentata della pelle, di diverse dimensioni, piu’ o meno rilevata sul piano cutaneo, di colore variabile (rosa, marrone chiaro e/o scuro, blu, nero). 

Il melanoma invece e’  il tumore che prende origine dalle cellule pigmentarie (melanociti) e puo’ insorgere su cute sana o su neo preesistente; e’ un tumore di particolare gravita’, ma e’ completamente curabile se riconosciuto precocemente. Il melanoma, rarissimo prima della puberta’, e’ piu’ frequente tra i 35 e i 50 anni.

I nei piu’ a rischio sono quelli neri o con colore disomogeneo, piani, con margini irregolari. Tali nei sono definiti atipici o displastici.  Soprattutto i nei congeniti giganti devono essere considerati a rischio.

Importante e’ effettuare l’autoesame, un controllo attento della tua pelle puo’ segnalare precocemente  quando consultare il medico. Va ricordato inoltre che il sole e’ dannoso per la pelle e quindi puo’ favorire l´insorgenza del melanoma, in ogni caso sono da evitare le scottature, specialmente in eta’ pediatrica. Ma e’ pericoloso asportare un neo? Assolutamente no, un neo con caratteristiche a rischio deve essere asportato chirurgicamente. Il conseguente esame istologico, confermera’ la diagnosi e la radicalita’ dell´intervento. L´asportazione chirurgica dei nei e’ una procedura quasi sempre ambulatoriale.

 Bianchi Fabio

Posted on Aprile 18, 2008 by fabiobianchi

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