La colite

Almeno il 15% della popolazione soffre di questo disturbo chiamato anche colon irritabile, quindi un disturbo piuttosto diffuso.

I sintomi più comuni sono i dolori o crampi addominali, la diarrea o la stipsi, mentre le forme più gravi sono associate a manifestazioni più severe, come emissioni di feci liquide, nausea e vomito, senso di spossatezza generale, febbre elevata, abbassamento della pressione arteriosa e sete intensa.

Vi sono varie forme di colite: vi è la colite spastica, la più comune e meno grave, causata da un colon facilmente irritabile con sintomi banali, ma spesso molto fastidiosi (dolori addominali, stipsi o, al contrario diarrea): le coliti infettive sono provocate da un agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, yersinia, sighella, ameba, Cytomegalovirus, schistosomiasi ecc.: le coliti ischemiche sono causate da un deficit dell’apporto di sangue al colon. Sono maggiormente diffuse tra gli anziani, a causa della notevole diffusione di patologie cardiovascolari tra questi pazienti: le coliti da antibiotici o di origine chimica (mercurio): la colite speudomembranosa, causata da un germe, il Clostridiumm difficile, responsabile della produzione di una tossina, attivata dalla reazione a una terapia antibiotica che provoca la distruzione della flora intestinale: la colite ulcerosa o morbo di Crohn è una seria patologie di cui non sono ancora note completamente le cause.

Nelle forme meno gravi, il cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione, volto ad eliminare le fonti di stress e i disordini alimentari, è già una buona terapia efficace, accanto ad altri interventi di supporto, come ripristinare la flora batterica con l’assunzione di fermenti lattici Per le forme con febbre occorre eseguire una terapia a base di antibiotici. Per la forma di colite ulcerosa si associano agli antibiotici anche i cortisonici. Nei casi più gravi del morbo di Crohn si interviene chirurgicamente o si somministrano immunosoppressori.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 12, 2008 by fabiobianchi

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ATTENTI AI BATTERI NELLA TASTIERA DEL PC

Anche se non si direbbe, la tastiera del pc è un covo di batteri, almeno cosi è emerso da uno studio condotto da un biologo britannico. Secondo questa ricerca, risulta più pericolosa  per prendere infezioni, la tastiera del computer che un wc e la porta della toilette. La colpa sembra sia della poca igiene e del fatto che spesso le persone usano mangiare davanti al computer, con il rischio che batteri si annidino sulla tastiera. Il biologo che ha fatto questa scoperta, ha esaminato una cinquantina di tastiere di uffici britannici e ha riscontrato che molte presentano dei batteri pericolosi che potrebbero portare alcune malattie a chi utilizza la tastiera. Dalla ricerca è emerso che alcune tastiere si sono presentate pericolose per la salute, una addirittura era più sporca di una tavoletta del water. Alcune tastiere avevano dei batteri pericolosi, superiori di oltre cento volte il limite di batteri possibili, altre a causa di batteri presenti, potrebbero divenire strumenti per un’intossicazione alimentare. Il fatto che molte persone pranzano o fanno spuntini davanti alla tastiera del pc, è la causa principale di tutti questi batteri, in quanto i resti del cibo, anche minimo oppure le briciole sono terreno fertile per i batteri nocivi. Anche l’igiene personale ha il suo ruolo, molti vanno in bagno e una volta tornati davanti al computer non si lavano le mani. Il fatto peggiore, è che spesso le tastiere dei pc vengono usate da più persone, quindi si rischia di contaminare di batteri anche altri malcapitati. Le malattie che potrebbero colpire vanno dalle intossicazioni alimentari, alla diarrea e al vomito. Il punto è che la gente non crede che da una tastiera possano sorgere certe malattie, oggigiorno l’uso massiccio del computer e il fatto che quasi tutti, lavorano davanti ad esso, porta le persone a passare sempre più tempo in compagnia della tastiera, ci si mangia anche davanti e inconsapevolmente i batteri si sviluppano tra le fessure dei tasti, dove cadono le briciole. Intervistati sull’argomento, molte persone hanno dichiarato di non pulire mai la tastiera, poche di più quelle che a mala pena la strofinano ogni tanto, davvero pochi i patiti della pulizia che puliscono il mouse e la tastiera con l’alcool. Per uscire dal rischio di beccarsi certi batteri, bisognerebbe pulire la tastiera del computer ogni giorno, dopo aver mangiato per evitare cosi che le briciole si accumulino nelle fessure. Almeno una volta a settimana poi, è necessario pulirla a fondo con un disinfettante e l’alcool. Quasi tutti ignari del pericolo batteri probabilmente. Tanto per fare un paragone, mangiare davanti ad una tastiera sporca, è quasi come mangiare davanti ad un water, se si arriva al punto che i germi presenti superano la soglia consentita, è necessario buttare la tastiera e sostituirla con una nuova. La cosa migliore da fare, oltre a pulire la tastiera, è evitare di mangiare, se possibile, davanti al computer in modo che i resti del cibo non sviluppino i batteri ed i germi cattivi. Un’altra cosa da fare, è lavarsi sempre le mani prima di usare la tastiera e cosa ancora più importante, è fare in modo che essa sia il più personale possibile. Il multiuso da parte della tastiera rende più difficile tenerla pulita, col rischio che tanti germi facciano capolino da essa e si attacchino a più persone. Insomma, da oggi in poi attenti alla tastiera del pc! Potrebbe nascondere dei germi pericolosi per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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TROPPO ALCOOL DELETERIO PER IL CUORE

 

Troppo alcool è deleterio per il nostro cuore. Troppe volte si è parlato dei danni dell’abuso di bevande alcoliche sul nostro cuore, quindi la notizia non è nuova, ma secondo una recente ricerca pubblicata su un giornale americano di cardiologia; Journal of the American College of Cardiology, mezza bottiglia di vino, peggiora i danni al nostro cuore causati dall’infarto. Tutto ciò accade perché troppo alcool, blocca le difese naturali che il cuore usa per prevenire il suo danneggiamento. Solitamente prima che un paziente abbia un infarto, può capitare che si manifestino degli episodi di angina pectoris,ovvero dei dolori a volte leggeri a volte più intensi, che si manifestano al centro del petto. Questo fatto può aiutare a diminuire gli effetti negativi dell’infarto, in quanto il manifestarsi dell’angina pectoris, provoca la morte di meno cellule. Questo meccanismo difensivo che si chiama precondizionamento ischemico, può venir bloccato dall’assunzione di alcool. Chi beve troppo, può avere doppie possibilità di morire di infarto, ma si è anche appurato che questo effetto deleterio del troppo alcool è il blocco del precondizionamento ischemico, quindi abusare di alcolici, fa in modo che l’angina pectoris con il conseguente meccanismo difensivo non si manifesti, raddoppiando cosi la mortalità per attacco di cuore. Lo studio si è svolto più o meno cosi; si sono esaminati circa trenta pazienti, comprese una decina di donne di età media sui 60 anni. A tutti i pazienti è stata fatta un angioplastica, ovvero un esame che viene effettuato per dilatare le arterie quando queste sono chiuse. In seguito, i medici hanno provocato un’ischemia non dannosa, che è servita per vedere gli effetti sui pazienti che avevano assunto una dose eccessiva di alcool. A metà degli individui è stata somministrata semplicemente dell’acqua, mentre all’altra metà quasi 200 ml di gin. Mezz’ora dopo i medici hanno provocato l’ischemia controllata e si è appurato che solo nei pazienti a cui era stato somministrato l’alcool, si perdeva il potere di attivare quel meccanismo di precondizionamento come reazione all’ischemia. Questa ricerca, ha quindi messo in luce come l’alcool se bevuto in dosi eccessive non è affatto amico del nostro cuore. Esso crea una barriera, che impedisce alle difese del cuore di avviarsi. I ricercatori, hanno anche invitato le persone dai 50 anni in poi ad effettuare periodiche visite di controllo, per accertarsi che sia tutto a posto a livello coronario. Comunque sia, anche i più giovani devono stare attenti, anche se si ha 20 anni, non bisogna comunque esagerare col bere, perché questo può causare seri problemi a prescindere dall’età.  Certo, questi studi non vogliono dire che non bisogna bere o diventare astemi, ma solo di non esagerare con l’assunzione di bevande alcoliche. Bere al massimo due bicchieri di vino durante i pasti non è pericoloso, cosi come bere un bicchierino di superalcolici. Se non si superano le barriere consigliate, si può bere tranquillamente senza la paura di danni al nostro organismo, nel caso contrario è bene sapere che l’alcool eccessivo, non è solo deleterio per il cuore e tutte le attività coronarie, ma può anche causare molti altri problemi. Quindi occhio a non esagerare con il vino, e soprattutto tenete sempre sotto controllo il vostro cuore.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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Il peperoncino

Dentro un piatto di spaghetti, oppure come condimento per la carne o ad aromatizzare un olio da mettere sulla pizza, il peperoncino uno degli alimenti piu’ presenti nella cucina meditarranea, quindi anche in quella italiana; vediamo di conoscere meglio questo piccolo e piccante ortaggio.

Il Peperoncino rosso (Capsicum annuum) appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il pomodoro, il tabacco; è una pianta annuale e fu importata dall’America da Cristoforo Colombo subito dopo la sua scoperta.

Pianta dal fusto eretto,foglie ovato lanceolate, fiori bianchi solitari, frutto oblungo che dal verde passa al giallo poi al rosso. La droga è costituita dal frutto che contiene capsicina, sostanza oleosa rubefacente, e la capsaicina, responsabile del sapore brucente.
Inoltre 100 grammi di peperoncino contengono: 15g di sostanze azotate, 1.2g di olio essenziale, 12.5g di olio fisso, 20g di cellulosa, 35g di sostanze non azotate, 0.05g di capsaicina, oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, erodietina, acido malonico, citroflavonoidi, lecitina, vitamina C, vitamina PP, vitamina E, vitamina K, vitamina P, vitamina A, sali minerali (potassio, rame, ferro, etc…)Pertanto da questa breve e semplice analisi del peperoncino si deduce la ricchezza di vitamine e di importanti enzimi che esso contiene. Le vitamine in particolare sono importanti stimolatori della vitalità dei tessuti e di tutto l’organismo, ma per poter essere assimilate dagli alimenti innanzi tutto bisogna che questi siano consumati crudi, infatti una temperatura superiore ai 70′C danneggia irrimediabilmente qualsiasi vitamina. Inoltre se le vitamine sono contenute nei semi dei frutti bisogna che questi vengano essiccati ad una temperatura che non superi i 30′C, poi devono essere polverizzati per poter permettere agli agenti digestivi di assimilare le sostanze in esso contenute. Ecco di seguito un breve riepilogo delle proprietà delle principali vitamine contenute nel peperoncino. La vitamina C previene le infezioni soprattutto quelle che colpiscono l’apparato respiratorio. Riduce gli indici di colesterolo nel sangue ed ostacola la sua formazione sulle arterie ritardando e prevenendo una delle malattie della terza età: l’arteriosclerosi.
Le persone che hanno bisogno di una dose supplementare di vit.C sono: i fumatori, i forti bevitori, i diabetici, inoltre la vit.C svolge un’azione protettiva correlata principalmente al suo ruolo antiossidante nei riguardi di altre vitamine quali la D e la E. La vitamina A e i suoi derivati,i retinoidi, svolgono un’importante ruolo nel metabolismo cellulare mantenendone l’integrità morfologica e funzionale; inoltre aumenta la resistenza alle infezioni batteriche, è efficace per i problemi della vista. La vitamina E è un antiossidante naturale, riduce il consumo di ossigeno nei muscoli di oltre il 40%,agisce a favore delle vie respiratorie. Le preziose qualità protettive del peperoncino vengono però a manifestarsi solo a patto di osservare alcune regole precise. Innanzi tutto le vitamine devono essere assunte crude in quanto sono termolabili ed una temperatura superiore a 70 le distrugge, quindi per assimilarle dai frutti ed altri cibi bisogna che questi siano crudi.

Poassiamo quindi dedurre che utilizzare il peperoncino per i nostri piatti aiuta non solo a prevenire eventuali problemi e disturbi dovuti da un’alimentazione disordinata e carente, ma garantisce il buon funzionamento degli organi e di tutto il metabolismo.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 9, 2008 by fabiobianchi

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LO YOGURT, TOCCASANA PER IL CORPO

Ormai è un alimento che fa parte appieno della nostra cultura gastronomica. Lo yogurt, nato e sviluppatosi in Grecia, è un cibo che ha riscoperto le sue proprietà benefiche. Questa crema di latte fermentata, concentrato di elementi nutrizionale, utili anche per coloro che non tollerano il latte, in quanto è assente l’enzima che ne metabolizza il lattosio, era fino a pochi anni fa un prodotto per molti sconosciuto. Veniva apprezzato solo dai salutisti che ne amavano il gusto acidulo, poi col passare degli anni, le industrie alimentari ne hanno variato il sapore creando tanti gusti diversi, che spaziano dalla frutta, al cioccolato, al caffè ecc. Ormai il mercato dello yogurt, è talmente ricco che ogni supermercato che si rispetti ha il suo denso scaffale con questa crema amatissima. Lo yogurt, non è solo apprezzato per il suo sapore e per il gusto gastronomico, ma anche per le tante proprietà benefiche che col tempo sono state studiate. A dire il vero già dall’antichità ci sono leggende che confermano i suoi poteri salutistici e di lungavita, esso nacque tra il Medio-Oriente e l’Europa dell’est, in modo del tutto casuale, infatti sembra che la sua creazione fu dovuta ad fermentazione del latte strana, da cui è venuta fuori questa crema originariamente dal sapore acido. In seguito, grazie ai due batteri lactobacillus bulgaricus e streptococcus thermophilus, si è arrivati all’attuale conformazione che oggi caratterizza questo prodotto. Oltre ad essere buono, esso ha dei principi attivi che aiutano a proteggere la flora batterica dell’intestino, quindi è molto utile per le enteriti, le coliti e per tutti quei problemi che colpiscono l’intestino. Questo perché lo yogurt contiene dei batteri positivi e fermenti attivi che riescono ad eliminare i batteri cattivi presenti nell’intestino. In seguito ad alcune ricerche sulle sue proprietà, è emerso che egli ha anche la capacità di spingere le difese immunitarie del corpo, quindi aiuta a prevenire e bloccare certe malattie e virus. Ha la proprietà di combattere alcune infezioni ginecologiche come la candidosi e altre infiammazioni a carico dell’apparato riproduttivo. Sembra che abbia poteri anche sui denti, grazie ai suoi principi, aiuta a tenere alla larga la placca dentale e quindi evita le tanto famigerate carie. Questo alimento è talmente decantato, che anche i fautori della dieta lo esaltano. Secondo gli esperti dietologi, una confezione di yogurt, racchiude pochissime calorie, il tipo più magro solo 36 calorie per vasetto, quelli più “pesanti†alla frutta o al caffè 88, gli altri intermedi si aggirano intorno alle 40/60 calorie per confezione. Insomma un prodotto leggero e altamente digeribile. Contiene tantissimo fosforo, calcio e potassio, che aiutano a prevenire malattie delle ossa, come l’osteoporosi e il rachitismo. Il colesterolo è davvero poco, quindi non c’è pericolo di ingrassare, mentre le vitamine abbondano, vitamina A, B2 E B12. lo yogurt contiene inoltre molte proteine. Le persone che soffrono di problemi di obesità o sovrappeso può scegliere lo yogurt in tutta tranquillità, per non rischiare è bene mangiare quello magro o scremato. L’importante è mangiarlo fresco, perché maggiore è la freschezza maggiori sono i principi attivi che esso contiene. Si può mangiare a tutte le ore del giorno, meglio se metà mattinata, comunque sia è digeribile a qualunque ora e grazie alle sue proprietà, aiuta ad evitare molti problemi e malattie. quindi tenete sempre delle confezioni di yogurt in frigo, oltre ad essere un ottimo alimento è anche un toccasana per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 8, 2008 by chiara

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I cibi liofilizzati

Spesso quando facciamo tardi al lavoro, oppure quando non abbiamo voglia di lavorare, oppure semplicemente perchè ci piacciono, apriamo una busta ad esempio di risotto, la versiamo nell’acqua, mescoliamo qualche minuto e il piatto è bello e pronto da consumare; si tratta dei cibi liofilizzati, parola difficile, spesso sconosciuta, vediamo quindi di conoscerla meglio.

La liofilizzazione è un processo industriale di preparazione di prodotti alimentari che consiste nell’estrarre l’acqua da alimenti naturali. L’acqua costituisce l’elemento chimico più diffuso anche negli alimenti (nella carne raggiunge il 70-80%, percentuale che sale decisamente in frutta e verdura). Togliendo l’acqua si bloccano i principali processi di degradazione; lo stesso principio è alla base dell’essiccazione mediante sale o esposizione al sole, uno dei primissimi metodi di conservazione dei popoli primitivi. Nel processo industriale la disidratazione è effettuata in condizioni di bassa temperatura e di bassissima pressione, per perfezionare il processo dal punto di vista del profilo igienico e per assicurare la conservazione dei principi nutritivi. A differenza di quello che accade con altri processi (come la pastorizzazione), i prodotti liofilizzati conservano intatte proteine e vitamine, elementi che maggiormente si degradano con l’esposizione al calore e alla luce.

Un tempo la liofilizzazione era riservata all’industria farmaceutica e ai prodotti per la prima infanzia. Oggi invece il mercato propone al consumatore piatti pronti liofilizzati, dalle più tradizionali zuppe e minestroni, ai primi a base di pasta e riso. Il loro utilizzo è particolarmente pratico perché l’uso del prodotto liofilizzato è costituito dall’aggiunta della componente acquosa tolta nella fase di produzione. Quindi è sufficiente aggiungere il prodotto all’acqua in ebollizione, senza aggiunta di altri ingredienti. I tempi di cottura dipendono dal piatto, ma generalmente sono molto rapidi (nel caso dei primi a base di riso e pasta alcuni componenti sono precotti). Inoltre l’offerta di questi prodotti è generalmente in buste o vasetti, facilmente modulabili a seconda della porzione che si vuole preparare, senza sprechi o “avanzi” da consumare rapidamente: è sufficiente conservare il prodotto ben chiuso, lontano dall’umidità.

Dal punto di vista della salute alimentare siamo ancora lontani dai livelli validi per il nostro corpo, molte grandi marche non raggiungono lo standar salutistico, spesso sono presenti conservanti e antiossidanti sospetti, quindi si consiglia di non esagerare nel consumare tali prodotti.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 8, 2008 by fabiobianchi

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Pesce, alimento salutare

Il pesce e’ un alimento che fa bene alla nostra salute, ricco di sali e proteine.

Viene consumato dall’uomo da tempo immemorabile, assieme alla carne. Negli ultimi tempi in Italia il consumo di carne e’ aumentato notevolmente; le preferenze vanno alla carne bovina (51 kg all’anno pro capite), mentre il consumo di pesce e’ nettamente inferiore (11 kg all’anno pro capite). Tuttavia dal punto di vista alimentare il pesce e’ un ottimo alimento. Innanzitutto i suoi grassi hanno una funzione molto importante per l’organismo umano, in particolare l’acido eicosapentaenoico. Inoltre il grasso del pesce e’ differente da quello contenuto nelle carni bovine e suine; quest’ultimo e’ infatti ricco di colesterolo, mentre quello del pesce ha la capacita’ di indurre una diminuzione del livello di colesterolo nel sangue ed e’ dunque molto utile per la prevenzione delle patologie dell’apparato cardiovascolare. Bisogna poi mettere in evidenza il fatto che il pesce e’ piu’ facilmente masticabile rispetto alla carne, vantaggio non secondario specialmente nell’alimentazione degli anziani. Dunque il pesce e’ un ottimo sostituto della carne come fonte di proteine e puo’ inoltre essere consumato a qualsiasi eta’ (ai bambini può essere dato fin dal primo anno). Ma e’ meglio mangiarlo fresco o surgelato? Nonostante i pregiudizi, bisogna dire che dal punto di vista alimentare il pesce surgelato ha lo stesso valore nutritivo di quello fresco, appena pescato. Chi intende consumare pesce appena pescato deve tenere presente la necessita’ di conservarlo in frigorifero dopo averlo lavato e privato delle interiora, in modo da ridurre il rischio sempre presente di contaminazione da inquinanti chimici, oggi purtroppo presenti in larga misura nei nostri mari, e da germi patogeni. C’e’ poi l’alternativa del pesce d’allevamento; in questo caso si ha un prodotto igienicamente piu’ controllato e paragonabile a quello pescato in mare aperto. Un’ultima nota riguarda il costo di questo alimento; certamente alcuni pesci hanno un costo piuttosto elevato, soprattutto a causa della difficolta’ di reperimento, ma ce ne sono altri, forse oggi troppo sottovalutati (come il pesce azzurro) che hanno costi inferiori e valore nutritivo ottimale. Quindi bisogna cercare di valorizzare il consumo di questo alimento, mangiare piu’ pesce e meno carne bovina aiutera’ a preservare la nostra salute.

Bianchi Fabio

Posted on Aprile 30, 2008 by fabiobianchi

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La menta

La menta è una delle piante aromatiche più belle e diffuse qui in Italia, come in molte zone d’Europa, essa si presenta rigogliosa in tutte le sue varietà, delle quali citiamo solo quelle più conosciute: la piperita, la acquatica, la romana, la mentuccia ecc. Cresce spontaneamente sia nei nostri giardini, che nelle grandi distese verdi pianeggianti, fino alle zone collinari; persino ad una altitudine di 700-800 metri, la possiamo trovare facilmente in rovi o cespugli, oppure ai bordi di una strada asfaltata; la menta viene largamente utilizzata in cucina per dare gusto e corpo a diversi piatti, in particolare a certi tipi di carne, e a molte varietà di verdure; con i suoi estratti si producono bevande leggere e rinfrescanti, e dissetati; inoltre guarnisce con successo una infinità di pietanze, anche solo con la sua presenza scenica, e con il suo inconfondibile aroma. Questa profumatissima pianta assume grande importanza soprattutto in campo medico; le sue proprietà digestive e antinfiammatorie fanno sì che la sua applicazione medicamentosa contro i problemi gastrointestinali, e nel colon irritabile, sia molto diffusa; in virtù della sua azione balsamica e fluidificante, rappresenta un valido aiuto anche per l’apparato respiratorio, ed in particolare nel combattere il catarro denso, e difficile da espellere; questo avviene anche semplicemente attraverso la preparazione di una buona tisana; proseguendo, si riscontrano benefici anche contro i mal di testa, e i mal d’auto, in più arresta brevemente gli attacchi di vomito dovuti appunto ad insofferenze da viaggio. E’ un vero e proprio toccasana per alcuni tipi di dermatiti, eczemi, eruzioni cutanee ecc., per la sua azione antinfiammatoria e curativa; nelle sue innumerevoli virtù c’è da annoverare anche il valido contributo nel far diminuire i dolori dovuti al ciclo mestruale, e la regolarizzazione del suo andamento; gli oli essenziali di menta piperita, dove è presente il famoso mentolo, inoltre, aiutano a combattere l’ansia, la depressione, l’insonnia, ed altre patologie inerenti l’apparato neurovegetativo, c’è da dire, di contro, che l’uso eccessivo provoca invece l’esatto opposto, come disturbi e difficoltà nel prendere sonno; l’effetto pruriginoso dovuto alle punture d’insetto, viene in gran parte lenito se si usano subito delle foglie di menta fresca sulla parte colpita. E non finisce qui, perché l’applicazione frequente come componente importante delle attuali maschere di bellezza, tanto in uso nell’universo femminile, ed efficace soprattutto nel distendere ed ammorbidire la pelle del viso, anche dopo una prolungata esposizione solare, rende stupefacente la duttilità della menta; citando infine l’azione purificante che si ha dell’alito, semplicemente masticando alcune foglie di menta, o utilizzando dei dentifrici che ne sfruttano tutte le potenzialità, avremo un quadro abbastanza completo, di questo grande alleato della nostra salute, e della nostra bellezza.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 28, 2008 by michelea

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Footing mattutino

Quante volte ci capita di vedere in mezzo al traffico cittadino gente che corre, cercando di mantenersi in forma nei momenti liberi della giornata; questa abitudine, oltre ad essere pericolosa per la sicurezza propria e degli altri, sarebbe assolutamente da cancellare anche per gli effetti negativi che ha sui nostri polmoni, assetati di aria fresca e sana in virtù dello sforzo profuso, e costretti invece a respirare lo smog esalato dai tubi di scappamento dei veicoli che ci circondano. Andiamo nei parchi a correre di buon mattino, e non di sera, quando le piante smettono di produrre ossigeno, ne otterremo un pieno di energia e di ossigeno allo stato puro, senza agenti inquinanti, e senza l’anidride carbonica rilasciata dagli alberi dal tardo pomeriggio in poi; certo nell’impossibilità di scegliere le prime ore del giorno, per farci la nostra corsetta quotidiana, è senz’altro preferibile la sera al parco piuttosto che la gimcana tra un autobus ed uno scooter. Basta organizzarsi, cercare di non andare a letto tardi la sera, per potersi svegliare la mattina un’ora prima del solito, e trovare un posto ricco di vegetazione il più possibile vicino a casa; correre e fare una buona ginnastica per una buona mezz’ora , avendo cura di respirare profondamente acquisendo tutti i benefici che la natura ci mette a disposizione, ci farà tornare a casa felici del sacrificio sostenuto svegliandoci prima; una veloce doccia ed una abbondante colazione, ci faranno affrontare la giornata lavorativa nel modo migliore; la costanza sarà fondamentale, ma meno dura di quanto crediamo, visto che presto ci renderemo conto che ci peserà sempre meno. Non dovendoci preparare per delle maratone professionistiche, e adottando questo stile di vita solo per stare meglio col nostro corpo, ed avere magari la possibilità di partecipare a qualche corsa dilettantistica senza pretese, non riveste alcuna importanza il fatto di dover spingere fino al raggiungimento dei nostri limiti; anzi diventa importante agire sempre in scioltezza, e rimettersi in macchina dopo l’allenamento mai stanchi ma sempre con una buona dose di energie addosso, che poi verranno ritemprate con la doccia e con la colazione che ci aspettano. E’ fondamentale farlo per almeno tre o quattro giorni a settimana, magari alternati; se poi siamo così bravi da farlo tutti i giorni, anche se al footing alterniamo il jogging, ovvero la camminata svelta, sarà un lavoro ancora più benefico per il nostro stato di forma e di salute. Le cuffiette o altre forme di distrazione sono più indicate per gli allenamenti di un certo tipo, che richiedono tempi lunghi e magari noiosi; per corsette ed esercizi che prendono poco tempo come quelli di cui stiamo parlando, è sicuramente meglio ascoltare la voce della natura e lasciare che i nostri pensieri vengano assorbiti dalla bellezza che essa ci offre; infine ricordiamo, che è ormai sfatata da tempo, la vecchia credenza che diceva di respirare, sotto sforzo, unicamente con il naso, ormai è consolidato il concetto che più aria immettiamo nei nostri polmoni e meglio è; visto poi, che il percorso nasale, oltre ad essere più tortuoso consente di introdurre molta meno aria, respiriamo pure, e a pieni polmoni, sia con la bocca che con il naso.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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Terapie prestagionali per le vie respiratorie

Molto spesso ci troviamo a convivere con dei problemi respiratori, chiaramente non gravi, ma ai quali non riusciamo a porre fine, o per pigrizia nel rivolgersi ad uno specialista, oppure perché si pensa erroneamente ad una cura fai da te che, inesorabilmente, porta quasi sempre al fallimento dell’obiettivo; se questi problemini si concentrano soprattutto nel periodo invernale e nelle ore deputate al sonno notturno, é opportuno eseguire tutti percorsi consigliati in questi casi, come appunto delle prove allergiche, la visita da uno pneumologo, o altri esami specifici, come la spirometria ecc. Se, a valle di tutte queste verifiche, non vengono riscontrate delle patologie particolari, o delle allergie di una certa rilevanza, ma delle lievi ostruzioni respiratorie, e continuiamo ad avere delle difficoltà respiratorie notturne, che ci portano spesso a delle vere e proprie apnee, allora potrebbe essere il caso di intervenire in tempi non sospetti. Le impercettibili ostruzioni, rilevate dallo specialista attraverso l’ausculto dei nostri polmoni, o attraverso lo strumento spirometrico, che misura, tra l’altro, anche la nostra capacità polmonare in base ad alcuni parametri come altezza e peso, possono essere su insindacabile giudizio del dottore, combattute con successo adottando una semplicissima terapia. Innanzitutto, è utile chiarire che se siamo, o siamo stati dei fumatori, questo incide per una grandissima percentuale sulla diagnosi; già, anche se si è smesso di fumare, potrebbero non bastare cinque anni per liberarsi completamente dai residui lasciati da questo pessimo vizio, dieci nei casi più gravi. E’ importante cominciare la terapia prima dell’arrivo dei sintomi, quindi nei mesi autunnali; di solito, ottobre e novembre, sono i preferiti dagli specialisti; in questi sessanta giorni di preparazione all’inverno, si cercherà con dei farmaci non invasivi, a base ad esempio di formoterolo e budesonide, opportunamente assunti con dei modernissimi regolatori di inalazione, di combattere le broncopneumopatie, agendo proprio sulle ostruzioni alle vie respiratorie. Dopo questo ciclo bimestrale, si dovrà tornare dallo pneumologo che provvederà a ripetere l’esame della spirometria per verificare proprio se ci sono stati dei miglioramenti nei valori che determinano la sindrome ostruttiva. In caso positivo, si vedranno i primi benefici effetti, nel corso della stagione invernale ormai alle porte; l’altro consiglio che verrà dal medico sarà quello di bere molto, in base al nostro fisico, minimo 1 litro e mezzo di acqua al giorno, ed in tutte le stagioni. Se lo ritenesse opportuno, quest’ultimo ci farà ripetere la terapia anche per la stagione successiva, altrimenti, come nella maggioranza dei casi, si riterrà risolta la questione. La cosa più importante è rivolgersi sempre ad uno specialista, e non inventarsi dottori solo perché la medesima terapia ha funzionato nei confronti di un amico o di un parente; l’unica cosa che possiamo cominciare a fare autonomamente, e che sicuramente apporterà dei miglioramenti alla nostra situazione respiratoria e non solo, è quella di iniziare da subito a bere molta acqua, e se ancora non lo abbiamo fatto, smettere di fumare.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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