LE EMORROIDI, CONOSCERE I SINTOMI E CURARLE

Con il termine emorroidi, si intende la dilatazione varicosa dei vasi, appartenenti ai cuscinetti artero-venosi situati nella parte terminale del retto. La patologia, è caratterizzata dalla seguenti evidenze: i vasi emorroidali risultano ingrossati, si formano noduli blu e duri, sensazione di dolore, prurito e di corpo estraneo, infiammazione e sanguinamento. A seconda del grado di progressione, le emorroidi si caratterizzano in questi modi: di primo grado, quando i vasi sono debolmente dilatati, non prolassano ma sanguinano, di secondo grado, i vasi dilatati prolassano in seguito a sforzi eccessivi, ritornano poi in modo spontaneo, di terzo grado, i vasi prolassati non ritornano naturalmente, ma possono essere ridotti manualmente, infine di quarto grado, il prolasso non dipende da nessuno sforzo, non è possibile ridurlo e può causare trombosi. Il più delle volte, questa malattia, rimane per mesi silente, alternata a periodi acuti, quindi il soggetto colpito pensa che il problema si sia risolto spontaneamente, mentre non è cosi. C’è da chiedersi perché si formano. Molte volte le emorroidi, sono legate a fattori genetici, all’alimentazione e allo stile di vita. Nei soggetti che sono propensi alle emorroidi, la parete dei vasi del retto, sono talmente fragili che finiscono per assottigliarsi e sanguinare. La prolungata posizione eretta, lo stare troppo seduti, gli sforzi eccessivi, possono solo peggiorare la situazione. Pur essendo un problema che può colpire chiunque, esse colpiscono di più le donne, soprattutto durante i periodi del cambiamento ormonale. Anche sport come l’equitazione, il motociclismo, ciclismo, indeboliscono a lungo andare il canale anale. Per  quanto riguarda la dieta, alimenti come il caffé, cioccolato, carni suine, caricano di super lavoro l’intestino e tutti gli organi addetti alla digestione, limitando quindi l’efficienza circolatoria. Curare le emorroidi, è possibile, sono disponibili farmaci da banco, per il trattamento locale delle emorroidi, supposte o pomate ad azione sintomatica, che contengono cortisonici e antinfiammatori. Spesso però, queste soluzioni, trattano il sintomo senza agire sulla causa, provocando a lungo andare l’aggravamento della patologia. Per evitare le emorroidi, è necessaria un’alimentazione sana, spesso i soggetti che soffrono di stitichezza e coliti, soffrono anche di crisi emorroidali, quindi ciò fa capire come i cibi raffinati e la vita sedentaria siano protagonisti di questa malattia. La soluzione possibile, deve quindi partire dal riequilibrio intestinale attraverso un attenzione particolare alla dieta. Si, ai cibi ricchi di fibre, che contrastano lo sforzo alla defecazione, attenzione ai cibi raffinati e trattati, zucchero bianco, dolci e latte di mucca, dovrebbero essere del tutto eliminati. Bere molta acqua, fare molto movimento, sono solo i consigli basilari per evitare le emorroidi. Un aiuto particolare, può derivare dall’utilizzo di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo, con funzione specifica per il benessere del microcircolo della zona anale. Oltre ad un’assunzione orale, sono previsti anche applicazioni locali sulla zona anale infetta con funzioni sia di alleviare i sintomi, che di coadiuvare l’integrazione dell’integratore, migliorando la tonicità e la resistenza dei vasi. In questo modo, è possibile intervenire sulle emorroidi in modo globale, arrivando alla sua risoluzione definitiva.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 8, 2008 by chiara

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CONOSCERE LA DISIDROSI

La disidrosi, è una dermatite infiammatoria, che di solito si manifesta con vescicole alle mani e ai piedi. Queste vescicole, si diffondono abbastanza rapidamente fino a divenire sparse ovunque. Colpisce il 10 per cento delle persone, uomini e donne indistintamente, l’età più prolifica è tra i 30 e i 50 anni, anche se non rari i casi in cui appare prima o dopo. Non è una malattia contagiosa e guarisce da sola, dopo anche due mesi dalla sua apparizione. Di solito quindi, non deve destare alcuna preoccupazione, ma essendo una patologia diffusa, è bene conoscerla per capirne di più. Di solito, compare 2 volte all’anno, in modo puntuale, quasi fosse un orologio, l’autunno e la primavera, sono le stagioni in cui essa si manifesta di più. E’ una malattia cronica della pelle e non guarisce mai, infatti può non comparire anche per anni, ma prima o poi ritorna sempre in modo periodico. La causa più frequente di questa malattia, è la chiusura delle ghiandole sudoripare, ovvero il sudore invece di uscire, resta bloccato, per questo la pelle si irrita. In altri casi, le vescicole, sono dovute ad un’infezione dermatologica, infatti sembra che gli individui che soffrono del disturbo denominato piede d’atleta, sono più colpite. Ci sono anche casi, in cui la disidrosi, colpisce le persone già predisposte, in questo caso, il contatto con gli agenti allergici, oppure uno stress prolungato, possono provocare questo disturbo. I sintomi iniziali, sono solitamente delle bollicine che ricoprono i bordi laterali delle mani e dei piedi, queste bollicine, sono larghe come una punta di spillo e fanno male, oltre al prurito abbastanza elevato. In seguito, le vescicole si riempiono di un liquido denso e limpido e si uniscono formando tante chiazze molto larghe, che dopo un po’ si rompono. Chiaramente, esistono cure a base di farmaci che vanno dosati a seconda della gravità del disturbo. Di solito, la cura più usata, è quella di fare per 2 settimane, dei bagni disinfettanti sia alle mani, che ai piedi con acqua piena di euclorina o ammonio. In seguito al bagno, si possono applicare alla pelle, delle creme antinfiammatorie e cheratolitiche, queste ultime, servono a favorire il distacco delle cellule della pelle ormai morte, mentre quelle antinfiammatorie, bloccano il progredire del disturbo. Nel caso in cui, le vescicole si infettano, è necessario mettere delle creme antibiotiche, mentre nel caso in cui, il prurito diventi insopportabile, si può applicare la crema antistaminica. Chiaramente, questa malattia si può prevenire, basta farsi vedere da un dermatologo, che con un patch-test, ovvero un’indagine diagnostica che consiste nel mettere sulla pelle un cerotto imbevuto delle sostanze incriminate, mostrerà se questa effettivamente è responsabile dell’affezione. In questo caso infatti, la pelle si irrita. Grazie a questo test molto semplice, si può capire se siamo o meno allergici a qualcosa, si possono anche evitare malattie della pelle come la disidrosi e la dermatite. In ogni modo, se sospettate di avere questo disturbo dal nome poco conosciuto, non esitate a farvi vedere dal dermatologo.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 5, 2008 by chiara

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LA DERMATITE, RICONOSCERE I VARI TIPI E CURARLA

Esistono diversi tipi di dermatite, quella atopica è senz’altro la più diffusa, colpisce soprattutto i bambini dai 3 mesi di vita e non ha una precisa localizazzione. Di solito, il bambino ammalato di dermatite atopica, è irrequieto e non riesce a dormire, si gratta molto e il prurito è intenso. La zona più colpita è il viso, dove la malattia, si diffonde a maschera, sulla fronte, sulle guance e sul mento. Solitamente, la dermatite atopica, si attenua dopo i 2 anni, sparisce del tutto entro i 10 anni di vita, ma non sono rari i casi in cui si protrae. Le cause della dermatite atopica, sono ancora dubbi, di sicuro è collegata ad una predisposizione congenita alle allergie, basti pensare che chi ha genitori allergici, ha più probabilità di essere a sua volta allergico.  Quindi, chi da bambino ha sofferto di dermatite atopica del lattante, è quasi sicuramente allergico a qualcosa, in questo caso è molto importante che il bambino cresca in un’ambiente privo di allergeni. Comunque sia, i sintomi comuni della dermatite, sono un forte prurito, l’arrossamento della pelle e la comparsa di piccole vescicole piene di liquido, alla rottura delle vescicole, la pelle si copre di un liquido sieroso, più denso dell’acqua. La dermatite, non è una malattia pericolosa, ma è bene curarla tempestivamente, onde evitare delle infezioni. Le pomate a base di antistaminici servono ad attenuare il dolore, si possono anche usare delle pomate da cortisone e nei casi di infezioni si ricorre agli antibiotici. Un’altra dermatite molto diffusa, è quella da contatto, un disturbo che colpisce sempre più persone ed è molto insidiosa, perché è una reazione molto individuale ed imprevedibile. Non è sempre facile capire le cause della dermatite da contatto in quanto ogni pelle è diversa. Anche i sintomi, sono abbastanza strani, spesso compare in modo improvviso, nonostante la stessa sostanza per anni, non ha causato problemi. Dopo la prima volta, l’eczema, tende a complicarsi ogni volta che si verifica il contatto a rischio. Anche la localizzazione è strana, compare soprattutto nella parte che è stata a contatto con la sostanza provocatrice, ma in seguito può estendersi anche ad altre parti del corpo. C’è poi la dermatite seborroioca, di cui si conoscono meno le cause. Questo tipo non da prurito, non è provocata da un eccesso di attività delle ghiandole sebacee, anche se è vero che quando si rompono, le vescicole sono piene di grasso. La dermatite seborroica nell’adulto, può colpire dai 18 ai 45 anni, colpisce soprattutto il cuoio capelluto, il volto, il torace e il dorso. Non è facile da curare, anche se la cura più usata è quella a base di alludekina. C’è infine la dermatite da pannolino, che colpisce i neonati, soprattutto quando viene cambiato il pannolino per azione della fermentazione dei batteri, presenti nell’urina. Le sostanze che provocano sulla pelle un eczema, sono davvero molte. Anelli, bracciali, contengono dei metalli da bigiotteria che possono causare la dermatite da contatto. Anche i detersivi, i saponi, i prodotti per la pulizia della casa sono causda della dermatite, che colpisce soprattutto le mani. C’è poi la dermatite da cosmetici, che deriva da quei prodotti per la pulizia del corpo, la dermatite da costume, che si riscontra dopo i bagni di mare e deriva dall’abitudine a portare per tanto tempo lo stesso costume. Ci sono poi, dermatiti causate dalle erbe o da fiori come il geranio, quelle causate da certi indumenti e stoffe. Infine, c’è la dermatite causata dal sudore e dai farmaci, soprattutto il cortisone. L’unica vera cura per la dermatite, è quella di tenersi lontani da quegli agenti che scatenano il problema.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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L’ORTICARIA SOLARE

Questa malattia, non va confusa con l’eritema, che per certi aspetti, è abbastanza simile all’orticaria solare. Mentre l’eritema, è una forma molto più leggera di irritazione, dovuta ai raggi solari, che provocano un prurito nella zona colpita e un arrossamento, l’orticaria solare, è una vera e propria macchia della pelle, caratterizzata da gonfiore e dalla comparsa di piccole vescicole. Questa malattia, può colpire soprattutto le persone predisposte, in questo caso, l’orticaria solare compare sistematicamente, dopo poco che si è esposti al sole. Chiaramente, può cambiare l’intensità, ma è sempre accompagnata da prurito, mal di testa, vertigini e nei casi gravi, può portare allo svenimento. Appena si va via dall’esposizione al sole, essa scompare, dura di solito un’oretta, ma può durare a seconda della persona. Le creme che impediscono ai raggi di raggiungere l’epiderrmide, possono aiutare le persone predisposte ad ovviare il problema. Le creme antistaminiche invece, oltre che a curarla, possono anche prevenirla. L’orticaria solare, può avere diverse cause, ad esempio alcune essenze profumate, o deodoranti che contengono sostanze fotosensibili, che possono generare sulla pelle semplici eritemi, ma anche macchie scure possono essere i primi fattori del problema. In particolare con l’arrivo dell’estate, sarebbe meglio evitare di profumarsi di giorno e usare solo quei deodoranti senza odore. Sempre in estate, sarebbe meglio evitare quei prodotti da peeling, che spesso possono favorire la comparsa delle macchie solari. Altre cause, possono essere i farmaci, quelli che provocano le macchie sono molti, ad esempio gli antibiotici, gli antimicotici, gli antistaminici, ma anche la pillola contraccettiva. Quindi, in estate è doveroso evitare certi farmaci fotosensibilizzanti e sostituirli con altri che non causano problemi. Nel caso in cui, non sia possibile evitare l’uso di questi farmaci, si può spalmare sulla pelle uno schermo totale molto potente, che può aiutare la pelle. Anche i vegetali, possono causare l’ìorticaria da sole, questa è chiamata orticaria da erba, perché alcuni vegetali contengono sostanze che interagendo con i raggi solari, possono provocare fotodermatite. Soprattutto nell’erba che si trova sui prati, si trova una sostanza, che provoca il disturbo da fotocumarine, in questo caso quando l’erba si spezza, la sostanza lascia sulla pelle dei segni rossi simili ad una strisciata. Con l’arrivo dell’estate, è bene proteggersi dai raggi solari, per evitare tutte quelle malattie della pelle che sono causate dal sole e che danneggiano la nostra cute.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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L’ALOPECIA, UN PROBLEMA DI MOLTI

L’alopecia, detta anche calvizia, non è una malattia vera e propria, non porta danni all’organismo, ma solo danni estetici. Quanti uomini anche giovani, hanno questo problema che causa un danno estetico per molti irrisolvibile? Le cause, possono essere moltissime. Le più comuni, sono congenite, ma ci sono anche quelle ormonali, psichiche dovute allo stress, ma anche secondarie a cicatrici, malattie infettive o cure farmacologiche. Esiste anche l’alopecia ereditaria, che rappresenta quasi per certo, la forma maggiore di caduta dei capelli, dovuta dal patrimonio biologico ereditato da genitori o nonni. Infatti, chi ha un genitore che soffre dello stesso problema, ha possibilità maggiori di soffrirne a sua volta. Il 30% degli uomini, è colpito dall’alopecia, che sono vittime della nota stempiatura, mentre le donne, ne vengono colpite in casi più rari e in misura minore. L’età più prolifica per lo svilupparsi dell’alopecia, va dai 40 anni in su, ma non sono rari i casi, in cui si manifesta prima e in età giovanile. La perdita dei capelli, risulta lenta e progressiva, raramente si perdono tutti, più spesso ne rimangono una piccola parte. C’è anche l’alopecia areata, una malattia dei bulbi piliferi, che provoca la caduta dei capelli a chiazze. Nonostante non sia diffusa come quella genetica, colpisce il 3 per cento della popolazione, indipendentemente dal sesso e dall’età. Possono soffrirne, in misura uguale donne e uomini, bambini ed anziani e con l’avanzare dell’età tende a diminuire. La zona che interessa l’alopecia areata, può essere grande come una moneta, ma anche molto più estesa. Il progredire della malattia, risulta anche molto strano. A volte si iniziano a formare piccole chiazze in pochi giorni, altre volte, questa si allarga fino a portare ad una perdita generalizzata dei capelli, fortunatamente, questi in molti casi ricrescono spontaneamente. In particolare, quando l’alopecia areata è causata da uno stato di debolezza generalizzata dell’organismo, da malattie infettive della pelle, dalla gravidanza dallo stress e dai farmaci. In tutti questi casi, i capelli ricrescono. L’alopecia areata, può essere curata, il dermatologo, deve però deva capirne le cause. Esso deve escludere che la malattia sia provocata da una necrosi del cuoio capelluto, che porta alla distruzione del bulbo pilifero. In questo caso, ogni cura è inutile. In molti casi, essa è provocata da anticorpi, che l’organismo scatena contro il bulbo pilifero e la cura sarà efficace, se verrà compresa la causa dell’anomalia. Spesso a scatenare questa malattia, può essere anche il diabete, problemi alla tiroide, un granuloma dentario e la tonsillite cronica. Le cure generali, per risolvere il problema dell’alopecia, sia che essa sia areata, sia che genetica, sono a base di farmaci. In particolar modo, si usa somministrare il cortisone e l’acido retinoico, che attivano la circolazione del sangue, quindi aiutano a risolvere il problema, in modo naturale. In casi molto più rari, la malattia, viene curata chirurgicamente, di solito si usano tecniche, molto avanzate che aiutano a migliorare del tutto la situazione. Un’altra soluzione, è quella di fare un infoltimento a microsole, realizzato con il trapianto di una striscia di capelli prelevata dalla zona sana del cuoio capelluto, oppure una riduzione dello scalpo, cioè l’avvicinamento tra loro dei lembi sani del cuoio capelluto. Nonostante sia un problema comune a molti, esso si può risolvere o migliorare, l’importante, è tenere sotto controllo la patologia e capirne le cause.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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IL MAL DI GOLA, SAPERLO RICONOSCERE

 

Chi almeno una volta nella vita, non ha mai sofferto di mal di gola? Di certo, è il male più diffuso, che può colpire chiunque a prescindere da età, anche più volte durante l’anno. Spesso basta un colpo d’aria, o prendere freddo, oppure altre volte è causato da delle infiammazioni specifiche che colpiscono una parte della gola. Non sono rari i casi, in cui il mal di gola ci viene attaccato da qualcun’altro che a sua volta l’ha preso da altri, fino a creare un giro infinito. Spesso però, il termine mal di gola, è troppo generico, in realtà vi sono diversi tipi di mal di gola che possono colpire le parti più alte o quelle più basse. E’ molto importante saper riconoscere i tipi di mal di gola per saperli curare in modo adatto. Il più delle volte il mal di gola è sintomo di una serie di disturbi che possono colpire la faringe, la laringe, le tonsille e la trachea. Non sono rari i casi, in cui questo male, è dovuto all’uso esagerato della voce che provoca stress alle corde vocali. La faringite, è di sicuro il tipo di mal di gola più frequente, si tratta di un’infiammazione delle mucose della faringe, il condotto che va alla base del cranio fino al margine inferiore della sesta vertebra cervicale. La faringe, costituisce il tipo di incontro delle vie respiratorie e di quelle che portano il cibo allo stomaco. Di solito la malattia, è dovuta all’attacco di batteri o virus e si manifesta con dolore alla gola, difficoltà a deglutire, febbre e malessere generale. Non di rado, è proprio il dolore alla faringe il campanello di allarme della trachea. La faringite, può presentarsi, anche in forma cronica, cioè il dolore alla gola è quasi sempre presente, questo accade perché il disturbo è causato da ripetuti attacchi di faringite o all’esposizione a sostanze irritanti come il fumo, l’alcool, le polveri, sostanze chimiche ecc. Per curare l’infiammazione della faringite, occorre prima di tutto risalire alle cause primarie che l’hanno determinata e di sicuro buona cosa è assumere degli antinfiammatori. La laringite, è invece l’infiammazione della laringe, il canale semirigido che comunica con la faringe e con la trachea. La laringe, è la sede delle corde vocali, qui si separano le vie respiratorie da quelle che portano all’esofago. L’infiammazione della laringe, oltre al dolore alla gola, procura la raucedine, quest’affezione può essere causata da sostanze irritanti, come il fumo, i gas e le polveri. Non di rado anche l’uso spropositato della voce può portare a raucedine, ad esempio chi urla troppo. La tonsillite, è invece l’infiammazione delle tonsille, che sono delle formazioni ovoidali situate ai lati della gola che servono come barriera per difendere la bocca dai batteri. La tonsillite, si manifesta con l’ingrossamento delle stesse e anche l’arrossamento. Spesso si possono rivestire di macchie giallastre ed è accompagnata da febbre alta, ingrossamento delle ghiandole del collo e dolore accentuato. La tracheite, è invece l’infiammazione della mucose che riveste interamente la trachea, il canale che collega i bronchi alla laringe. I sintomi classici, sono tosse, bruciore, respiro affannoso, catarro, febbre e un malessere diffuso. Spesso la tracheite, è il primo sintomo di un’infezione generale di tutto l’apparato respiratorio come la bronchite e la polmonite. Per guarire dal mal di gola, è necessario rimanere a letto, umidificare gli ambienti, evitare fumo e alcol, assumere bevande fredde e molte vitamine.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 19, 2008 by chiara

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L’ EMICRANIA, IL MAL DI TESTA DELLE DONNE

L’emicrania, è il classico mal di testa femminile, l’incidenza indica che c’è un rapporto di 5 a 1 rispetto al sesso maschile. Solitamente, le motivazione che possono provocare l’emicrania sono di ordine ormonale, la brusca caduta degli estrogeni, che si manifesta precedentemente l’arrivo delle mestruazioni e ancora di più con la menopausa. Chi viene colpito una prima volta dall’emicrania, purtroppo è destinato a doverci convivere, infatti sembra che una volta che essa si presenta, poi lo farà sempre, magari con incidenza sequenziale. Le donne in menopausa, spesso riscontrano forti attacchi di emicrania, questo perché gli ormoni cadono progressivamente e in modo irreversibile. Può anche essere che l’emicrania, sia in un certo senso familiare, ovvero può colpire chi ha un vicino parente, come i genitori che ne soffrono già. Da tantissime ricerche, risulta che l’emicrania colpisce il 16% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. L’età peggiore, è quella tra i 30 e i 40 anni, mentre dopo i 60 anni, la malattia tende a migliorare. Non è chiaro cosa scateni questo mal di testa, non è una malattia legata ad anomalie o problemi particolari, ciò che scatena questo mal di testa, è una variazione momentanea della circolazione extracelebrale, cioè della circolazione che viene garantita dai vasi esterni alle meningi. I vasi, prima si restringono e poi si dilatano, la loro variazione, fa alterare le terminazioni nervose, soprattutto quelle del trigemino. L’emicrania, non è per forza ereditaria, anche se come già detto prima, avere un famigliare con questo problema, può portare maggiori possibilità di soffrirne. L’emicrania, di solito si manifesta solo in una parte della testa, su metà della fronte fino a dietro l’occhio, fino ad arrivare alla tempia. Il dolore, si manifesta improvviso e pulsante, quasi una sorta di martellamento che nei casi peggiori può portare a stringersi la testa tra le mani. Con il movimento o l’attività fisica, tende a peggiorare, mentre con il sonno, tende a migliorare o scomparire del tutto. La durata del dolore è abbastanza variabile, solitamente si parte da un minimo di 4 ore, fino a casi in cui il mal di testa dura anche 3 giorni. Purtroppo, durante gli attacchi, si manifestano altri sintomi molto fastidiosi, come la fotofobia, cioè l’insofferenza verso la luce, la fotofobia, insofferenza verso i suoni e molti altri disturbi come, il vomito, la nausea, le vertigini ecc. Spesso, le crisi emicraniche, sono annunciate, nel senso che i giorni precedenti all’attacco, possono manifestarsi sintomi accompagnatori come nervosismo, irritabilità, depressione o al contrario qualcuno manifesta una sorta di euforia. Spesso, ci si sente gonfi, tesi, di malumore e perennemente stanchi. I fattori scatenanti, sintetizzando un po’, possono essere la pillola anticoncezionale, il ciclo mestruale, lo stress, terapie ormonali che possono alterare il nostro organismo, l’affaticamento fisico e la mancanza di aria quando si permane in luoghi poco areati. Anche il sole, può causare l’emicrania. Durante le crisi, è necessario rimanere distesi, evitare di guidare, non lavorare e soprattutto rimanere soli per rilassarsi. L’emicrania si può curare, ci sono farmaci indicati per l’emicrania leggera, come gli analgesici, i fans il paracetamolo e i salicilati, poi ci sono quelli per l’emicrania più forte,come gli ergotaminici ecc. Comunque sia, nel caso soffriate di frequenti attacchi di emicrania, è sempre bene effettuare visite specialistiche per farvi prescrivere la cura migliore ed effettuare esami per analizzare il vostro caso. L’emicrania si può guarire.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 16, 2008 by chiara

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GENI E FUMO

 

Secondo alcune recenti ricerche, alcuni geni e la dipendenza da nicotina sono indissolubilmente legate, questo porta allo sviluppo di malattie legate al fumo molto pericolose. Da tempo si parla di come si potrebbe risolvere il problema del fumo e di evitare che troppe persone si ammalino perché non si riesce ad uscire dal tunnel della nicotina. Questo studio, ha aperto la strada a nuove cure personalizzate, che hanno lo scopo di combattere la dipendenza da nicotina e di prevenire il consumo di sigarette. La ricerca, svolta da un medico islandese, è stata effettuata inizialmente su un campione di islandesi, da molto tempo studiati da tanti genetisti con lo scopo di determinare una serie di cure e di capire il tipo di legame che c’è tra un particolare gruppo di geni e la dipendenza da fumo. Secondo i riscontri emersi dalle suddette ricerche, i geni in questione sono: il CHRNA3, CHRNA5 CHRNB4, questi geni si collocano su un cromosoma detto 15q24. questi geni, hanno il potere di ordinare alcuni recettori nicotinici, ovvero molecole che sono normalmente localizzate sul cervello, nei vasi sanguigni e nelle vie urinarie. Questi recettori, reagiscono alla nicotina delle sigarette. Secondo lo studio, i fumatori divisi per numero di sigarette fumate al giorno, ha confermato che chi dipende dalla nicotina, presenta una variazione di alcuni geni. Chiaramente questo riguarda i fumatori accaniti e non chi fuma soltanto poche sigarette. Le ricerche, hanno inoltre messo in evidenza come la dipendenza dal fumo può provocare patologie legate all’apparato cardiovascolare come l’occlusione delle arterie delle gambe, per non parlare del rischio di tumore al polmone che in questi casi quadruplicano. L’associazione di certi geni con il consumo di nicotina, è stato studiato mettendo a confronto più di mille pazienti provenienti da paesi diversi e paragonandoli a persone che invece non hanno problemi legati al fumo. Per il riscontro sull’arteriopatia arteriosa, sono invece stati studiati più di tremila pazienti, comunque sia i risultati sono stati molto convincenti. Nei casi dei malati di arteriopatia, si sono analizzati i casi di quasi duecento pazienti, mettendo a confronto i loro dati genetici scoprendo cosi che anche in questo caso, la differenza genetica era molto rilevante. La credibilità di questa scoperta, sta tutta nel fatto che l’origine dei pazienti è diversa, non sono stati analizzati solo individui provenienti da un paese, ma da più paesi in parte europei, inoltre i campioni studiati sono molto ingenti, tutto questo da molta credibilità alla ricerca, tanto da essere stata pubblicata sulle maggiori riviste scientifiche. Si pensa, che ben presto certe tipologie di studi e scoperte possano coinvolgere anche pazienti italiani, in modo da allargare il campo di ricerca sulla dipendenza da nicotina e fattori genetici anche al nostro paese. Grazie a queste importanti scoperte, si possono sviluppare e creare nuove cure per ovviare alla dipendenza da nicotina per tutti coloro che sono portatori di questi particolari geni variabili. Lo scopo di tutte ricerche, è istituire una cura o più cure personalizzate per ogni tipologie di paziente, a seconda appunto di che portatore si tratta. Comunque sia, per prevenire il rischio di malattie legate al fumo, quali in primis il tumore al polmone, è bene evitare nettamente il fumo. Le campagne che si svolgono ogni anno non bastano mai, ma forse grazie a questa innovativa scoperta un passo avanti per combattere la dipendenza si è fatto.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 13, 2008 by chiara

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La colite

Almeno il 15% della popolazione soffre di questo disturbo chiamato anche colon irritabile, quindi un disturbo piuttosto diffuso.

I sintomi più comuni sono i dolori o crampi addominali, la diarrea o la stipsi, mentre le forme più gravi sono associate a manifestazioni più severe, come emissioni di feci liquide, nausea e vomito, senso di spossatezza generale, febbre elevata, abbassamento della pressione arteriosa e sete intensa.

Vi sono varie forme di colite: vi è la colite spastica, la più comune e meno grave, causata da un colon facilmente irritabile con sintomi banali, ma spesso molto fastidiosi (dolori addominali, stipsi o, al contrario diarrea): le coliti infettive sono provocate da un agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, yersinia, sighella, ameba, Cytomegalovirus, schistosomiasi ecc.: le coliti ischemiche sono causate da un deficit dell’apporto di sangue al colon. Sono maggiormente diffuse tra gli anziani, a causa della notevole diffusione di patologie cardiovascolari tra questi pazienti: le coliti da antibiotici o di origine chimica (mercurio): la colite speudomembranosa, causata da un germe, il Clostridiumm difficile, responsabile della produzione di una tossina, attivata dalla reazione a una terapia antibiotica che provoca la distruzione della flora intestinale: la colite ulcerosa o morbo di Crohn è una seria patologie di cui non sono ancora note completamente le cause.

Nelle forme meno gravi, il cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione, volto ad eliminare le fonti di stress e i disordini alimentari, è già una buona terapia efficace, accanto ad altri interventi di supporto, come ripristinare la flora batterica con l’assunzione di fermenti lattici Per le forme con febbre occorre eseguire una terapia a base di antibiotici. Per la forma di colite ulcerosa si associano agli antibiotici anche i cortisonici. Nei casi più gravi del morbo di Crohn si interviene chirurgicamente o si somministrano immunosoppressori.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 12, 2008 by fabiobianchi

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ATTENTI AI BATTERI NELLA TASTIERA DEL PC

Anche se non si direbbe, la tastiera del pc è un covo di batteri, almeno cosi è emerso da uno studio condotto da un biologo britannico. Secondo questa ricerca, risulta più pericolosa  per prendere infezioni, la tastiera del computer che un wc e la porta della toilette. La colpa sembra sia della poca igiene e del fatto che spesso le persone usano mangiare davanti al computer, con il rischio che batteri si annidino sulla tastiera. Il biologo che ha fatto questa scoperta, ha esaminato una cinquantina di tastiere di uffici britannici e ha riscontrato che molte presentano dei batteri pericolosi che potrebbero portare alcune malattie a chi utilizza la tastiera. Dalla ricerca è emerso che alcune tastiere si sono presentate pericolose per la salute, una addirittura era più sporca di una tavoletta del water. Alcune tastiere avevano dei batteri pericolosi, superiori di oltre cento volte il limite di batteri possibili, altre a causa di batteri presenti, potrebbero divenire strumenti per un’intossicazione alimentare. Il fatto che molte persone pranzano o fanno spuntini davanti alla tastiera del pc, è la causa principale di tutti questi batteri, in quanto i resti del cibo, anche minimo oppure le briciole sono terreno fertile per i batteri nocivi. Anche l’igiene personale ha il suo ruolo, molti vanno in bagno e una volta tornati davanti al computer non si lavano le mani. Il fatto peggiore, è che spesso le tastiere dei pc vengono usate da più persone, quindi si rischia di contaminare di batteri anche altri malcapitati. Le malattie che potrebbero colpire vanno dalle intossicazioni alimentari, alla diarrea e al vomito. Il punto è che la gente non crede che da una tastiera possano sorgere certe malattie, oggigiorno l’uso massiccio del computer e il fatto che quasi tutti, lavorano davanti ad esso, porta le persone a passare sempre più tempo in compagnia della tastiera, ci si mangia anche davanti e inconsapevolmente i batteri si sviluppano tra le fessure dei tasti, dove cadono le briciole. Intervistati sull’argomento, molte persone hanno dichiarato di non pulire mai la tastiera, poche di più quelle che a mala pena la strofinano ogni tanto, davvero pochi i patiti della pulizia che puliscono il mouse e la tastiera con l’alcool. Per uscire dal rischio di beccarsi certi batteri, bisognerebbe pulire la tastiera del computer ogni giorno, dopo aver mangiato per evitare cosi che le briciole si accumulino nelle fessure. Almeno una volta a settimana poi, è necessario pulirla a fondo con un disinfettante e l’alcool. Quasi tutti ignari del pericolo batteri probabilmente. Tanto per fare un paragone, mangiare davanti ad una tastiera sporca, è quasi come mangiare davanti ad un water, se si arriva al punto che i germi presenti superano la soglia consentita, è necessario buttare la tastiera e sostituirla con una nuova. La cosa migliore da fare, oltre a pulire la tastiera, è evitare di mangiare, se possibile, davanti al computer in modo che i resti del cibo non sviluppino i batteri ed i germi cattivi. Un’altra cosa da fare, è lavarsi sempre le mani prima di usare la tastiera e cosa ancora più importante, è fare in modo che essa sia il più personale possibile. Il multiuso da parte della tastiera rende più difficile tenerla pulita, col rischio che tanti germi facciano capolino da essa e si attacchino a più persone. Insomma, da oggi in poi attenti alla tastiera del pc! Potrebbe nascondere dei germi pericolosi per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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