La dieta per l’estate

La stagione calda e’ ormai alle porte e come ogni anno ci ritroviamo dopo il lungo inverno con qualche chilo di troppo, da smaltire prima di indossare il costume in spiaggia, allora vediamo qualche consiglio per riacquistare la forma.
Una dieta equilibrata deve essere variata e prevedere un’adeguata distribuzione delle calorie giomaliere a cominciare dalla prima colazione del mattino. Anche se per alcuni “uscire senza fare colazione” e’ pratica comune, in realta’ la prima colazione e’ un pasto importante.
Una colazione a base di latte, parzialmente scremato o yogurt magro, con l’aggiunta di cereali, meglio se integrali, sotto forma di fiocchi o bastoncini, poveri di grassi e colesterolo, consente di assicurare un adeguato apporto in calcio e proteine, garantisce la giusta quantita’ di carboidrati a lento assorbimento, nonche’ di fibre e vitamine. Per completare la colazione si possono consumare caffe’ o the che, grazie alle sostanze eccitanti, facilitano il risveglio mattutino.
Il pranzo e la cena dovrebbero prevedere sempre un secondo piatto cercando di variare le scelte tra carni magre (manzo, maiale, vitello, pollo, tacchino) o pesce (sogliola, nasello, orata, bramino, ecc.) uova o piatti freddi tra cui prosciutto crudo e cotto, bresaola, tonno sgocciolato dall’olio e formaggi in quantitĂ  limitata. Un abbondante contorno di verdura cruda o cotta (meglio se al vapore), condita con poco olio d’oliva, sale e, se graditi, aceto e limone,che permettono di assicurare un adeguato apporto di vitamine, minerali e fibre, contribuendo a dare un senso di sazieta’. Sara’ possibile consumare pane, meglio se integrale, in quantita’ controllata e concludere il pasto con un frutto di stagione. E’ importante bere molta acqua, preferibilmente naturale, durante e fuori pasto, perche’, andando incontro alla stagione estiva, la sudorazione e’ piĂą abbondante. Per accontentare i piu’ golosi riguardo i dolci e i gelati in particolare, data la stagione che si avvicina, tutti sanno che sono alimenti piuttosto calorici, tuttavia un gelato piccolo di crema o di frutta potrebbe essere consumato una volta alla settimana in sostituzione del pane e della frutta di quel pasto senza compromettere il risultato ottenuto.
E non dimentichiamo di fare sempre attivita’ fisica, in ogni stagione.

Posted on Aprile 16, 2008 by admin

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La ciliegia e la salute.

La primavera e’ la stagione delle primizie, frutta e verdura non mancano mai, e la ciliegia e’ senza dubbio uno dei simboli della stagione, ma vediamo di conoscere meglio questo frutto. 
I tipi di ciliegie che solitamente si mangiano sono due: la classica ciliegia dolce e l’amarena (piu’ aspra e acidula). Quest’ultima viene piu’ spesso utilizzata per cucinare e per produrre, con il suo succo, uno sciroppo utilizzato come bevanda o come base per la preparazione di dolci e gelati.  
Le ciliegie dolci vengono di solito consumate fresche, ma si usa anche conservarle sotto spirito o utilizzarle per la preparazione di marmellate e di liquori, come ad esempio il maraschino.  
Le ciliegie sono coltivate in Europa, Asia occidentale e America. In Italia le varieta’ maggiormente diffuse sono le Burlat e Moreau (tra le prime a maturare), Giorgia, Van, Durone Nero, Ferrovia (la piu’ apprezzata in Italia) e Lapins. 
La stagione di raccolta della ciliegia e’ piuttosto breve e va, in Italia, all’incirca da maggio a luglio (ogni anno si sperimentano nuove varieta’ per cercare di prolungare il piĂą possibile il periodo di raccolta). Una curiosita’, in Australia e’ tipico mangiare le ciliegie nel periodo natalizio (nell’emisfero opposto al nostro a Natale inizia l’estate).
Chi segue una dieta ipocalorica può consumare le ciliegie piu’ volte al giorno: come quasi tutta la frutta, la ciliegia e’ saziante e ipocalorica ed inoltre e’ ricca di vitamine e di antiossidanti (non e’ pero’ il caso di amplificare a dismisura gli effetti benefici di alcune sostanze presenti nelle ciliegie, come ad esempio i flavonoidi, spingendosi fino a paragonare la ciliegia ad un potente farmaco antinfiammatorio).
Non ci rimane che gustarci questi rossi e succosi frutti.

Posted on Aprile 16, 2008 by admin

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La dieta equilibrata

Vogliamo metterci a dieta per vivere piu’ sani e non solo per dimagrire? Allora affidiamoci alla dieta equilibrata, ma prima impariamo a conoscerla.
Con il termine dieta si intende non una restrizione alimentare, ma un sano stile di vita costituito da regole fondamentali.
Queste regole sono: fare movimento, seguire delle buone abitudini igieniche e soprattutto mangiare correttamente per stare bene e prevenire le malattie. Le quantita’ devono corrispondere ai fabbisogni di energia.
La quantita’ dei cibi deve essere varia, i pasti ben distribuiti nell’arco della giornata.  Occorre non concentrare le calorie e i nutrienti dell’intera giornata nel pranzo o nella cena, ma distribuirli in più pasti.
A causa del poco tempo spesso non si cura la prima colazione; essa e’ molto importante perche’ ci aiuta a iniziare meglio la giornata, e permette, di non arrivare a l’ora di pranzo con la fame.  La dieta deve essere quantitativamente equilibrata per mantenere un buono stato di salute.
Il fabbisogno energetico, da persona a persona, varia in base al sesso, all’attivita’ fisica svolta, al tipo di struttura corporea, all’eta’ e a situazioni come allattamento, gravidanza e crescita, etc.  
Non basta seguire una dieta solo quantitativamente adeguata, ma e’ importante che siano rappresentati tutti i cinque gruppi alimentari.
La colazione del mattino e’ il migliore inizio di una giornata di proficuo lavoro.  Essa deve assicurare alI’organismo un’adeguata provvista di elementi nutritivi per le ore in cui esplica la maggiore attivita’ lavorativa.
Una colazione poco nutriente, quale ad esempio un solo caffe’ nero, solo un frutto o un succo di frutta, determina ben presto senso di fatica e inquietudine. 
Il pranzo non deve essere consumato in fretta.
In tali condizioni esso riuscirebbe dannoso quanto un pasto eccessivo.
La cena deve essere leggera; il lavoro e’ finito e I’organismo ha bisogno di riposo generatore.  
Percio’ I’apparato digerente non dovra’ essere sottoposto a sforzo.
L’osservanza di tale precauzione sara’ di vantaggio anche per il sistema circolatorio e per il sistema nervoso

Posted on Aprile 16, 2008 by admin

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La mela e la salute

Tutti conosceranno il proverbio “una mela al giorno leva il medico di torno”; ma la mela aiuta davvero la salute? Cerchiamo di conoscere meglio questo frutto.
Le mele sono tra i frutti piu’ conosciuti e consumati in tutta Italia. Si conservano molto facilmente, sono molto compatte e resistenti (nessun problema di trasporto) e sono disponibili tutto l’anno ad un prezzo molto contenuto.
In base alle numerose varieta’ la buccia delle mele può essere gialla, verde o rossa. La polpa e’ invece quasi sempre di colore bianco o giallo chiaro, e il gusto puo’ essere più o meno acidulo. La consistenza della polpa e’ di solito molto compatta, ma in alcune varieta’ come le mele rosse può essere piuttosto morbida e farinosa.
In certi paesi come la Francia alcune varieta’ di mele vengono coltivate esclusivamente per la preparazione del sidro, bevanda praticamente sconosciuta in Italia, dove le mele vengono utilizzate principalmente per il consumo diretto. Oltre ad essere mangiate fresche possono essere utilizzate per preparare marmellate, succhi di frutta, torte, come la classica torta di mele della nonna, e dolci vari. Grazie all’elevato contenuto di fibre e al gusto “neutro”, le mele possono essere utilizzate per rendere piu’ consistenti alcune marmellate: ad esempio si puo’ aggiungere una parte di mele durante la preparazione di una marmellata di fragole o lamponi, che altrimenti potrebbe risultare troppo liquida.
Le mele, rispetto ad altri frutti, sono mediamente caloriche; d’altra parte sono piuttosto sazianti quindi, per chi e’ a dieta, generalmente non costituiscono un problema: il loro utilizzo ideale e’ come spuntino per “rompere la fame” tra un pasto e l’altro (ovviamente non bisogna esagerare, le calorie ci sono e vanno conteggiate).
Naturalmente la mela da sola non basta per garantire una buona salute, e’ importante tutta la nostra alimentazione, perche’ il nostro corpo sia sempre salvaguardato.

Posted on Aprile 16, 2008 by admin

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I sali minerali

Nelle bevande o in quello che mangiamo sono sempre presenti, sono molto utili al nostro organismo, vengono chiamati sali minerali, ma cosa sono?
I sali minerali sono sostanze inorganiche che, pur rappresentando complessivamente solo il 6,2% del peso corporeo, svolgono funzioni essenziali per la vita dell’uomo: partecipano infatti ai processi cellulari come la formazione di denti e ossa, sono coinvolti nella regolazione dell’equilibrio idrosalino, nell’attivazione di numerosi cicli metabolici e costituiscono fattori determinanti per la crescita e lo sviluppo di tessuti e organi.
A differenza di carboidrati, lipidi e proteine, i sali minerali non forniscono direttamente energia, ma la loro presenza permette di realizzare proprio quelle reazioni che liberano l’energia di cui abbiamo bisogno.
Gli esseri viventi non sono in grado di sintetizzare autonomamente alcun minerale: i sali vengono assimilati attraverso l’acqua e gli alimenti, oppure sotto forma di condimento aggiunto al cibo, come il sale da cucina.
Ai fini di una dieta corretta, bisogna tener conto che la quantita’ di sali minerali introdotta nel nostro organismo spesso non coincide con quella “biodisponibile”, e cioè con la quota che viene effettivamente assorbita e metabolizzata.
Diversamente dalle vitamine, i sali minerali non si alterano ne’ si disperdono durante la cottura o il riscaldamento degli alimenti, anche se in parte possono sciogliersi nell’acqua utilizzata per la cottura.
Rispetto ad altre sostanze vitali (lipidi, proteine e carboidrati in particolare), il fabbisogno giornaliero di sali minerali è minimo. Ma, dal momento vengono continuamente eliminati con il sudore, le urine e le feci, devono essere assunti con una corretta ed equilibrata alimentazione.
Possiamo suddividere i sali minerali in due gruppi; i macroelementi, che sono presenti nell’organismo in quantita’ discrete, ed il cui fabbisogno giornaliero e’ dell’ordine dei grammi o dei decimi di grammo, ed gli oligoelementi, chiamati anche microelementi, che sono presenti solo in tracce nell’organismo e il cui fabbisogno giornaliero va da qualche microgrammo ad alcuni milligrammi.

Posted on Aprile 16, 2008 by admin

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LA DIETA DELLE CALORIE.

                                   

La dieta delle calorie è rivolta a donne e uomini di normale corporatura con un’etĂ  compresa tra i 18 e i 60 anni e che godono di buona salute. Con essa si perde da 500 grammi a un chilo a settimana, secondo il proprio metabolismo e sempre se si segue un principio fondamentale che è alla base di questa dieta.
Il principio base è che una donna e un uomo, per perdere questi chili, devono ingerire, attraverso questa dieta, non piĂą di 1.800 calorie al giorno. Ora, tenendo presente che un uomo consuma leggermente piĂą di una donna, può abbondare un po’con le proporzioni. Se per una donna sono previsti 80 grammi di pasta, un uomo può mangiarne circa 20 in piĂą.
Un individuo deve mangiare cinque volte al giorno: colazione, spuntino di metĂ  mattina, pranzo, merenda, cena. Deve scegliere dunque dal suo buffet cibi per 1800 calorie, variando il tipo di alimenti.
Ecco un chiaro esempio:
-colazione= una tazza di latte scremato (90 calorie) con due fette biscottate e marmellata (122 calorie);
-spuntino= un’arancia (51 calorie);
-pranzo= piatto di penne al pomodoro (463 calorie) con un contorno di carciofi saltati in padella (156 calorie) piĂą mezza fetta di pane (70 calorie);
-merenda= un kiwi (37 calorie);
-cena= una porzione di pollo arrosto al forno (490 calorie) con una insalata mista fresca (100 calorie), una fetta di pane (140 calorie) e un’arancia (51 calorie).
Bisogna sempre bere almeno un litro e mezzo, due, di acqua al giorno. L’acqua non è calorica e aiuta a smaltire le tossine, oltre a depurarci. Per le altre bevande dobbiamo comportarci moderatamente, stessa cosa per il sale. Il sale non contiene calorie, però se si esagera con la sua assunzione non solo si rischia l’ipertensione, ma si danneggia anche la nostra estetica poichĂ©, trattenendo i liquidi, facilita l’insorgere della cellulite. Anche con l’olio extravergine di oliva, eccezionale perchĂ© contiene vitamina A ed E, non si deve esagerare perchĂ©, sebbene sia ricco di qualitĂ , esso apporta circa 90 calorie a cucchiaio. Stesso discorso vale per lo zucchero che apporta 20 calorie a cucchiaio.
Questa dieta va seguita almeno per un mese. Ma se si desidera, la si può protrarre per due o tre mesi, sino a che non si raggiunge il peso desiderato.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 11, 2008 by raffaella

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Pancia gonfia: via quell’aria dall’intestino

Flatulenza e meteorismo sono situazioni legate alla presenza di gas intestinali in quantitĂ  superiori alla norma. Durante il giorno questo disturbo causa molti disagi portando spesso all’insorgenza di dolorosi spasmi intestinali. Un’alimentazione frettolosa associata ad una masticazione altrettanto veloce, l’uso eccessivo di bevande gassate, una digestione problematica a causa di una carenza di enzimi digestivi o l’uso di cibi scarsamente digeribili sono fra le cause piĂą frequenti di questi due disturbi. Non dimentichiamo inoltre che spesso il problema si accompagna all’altrettanto fastidioso disturbo dell’alito pesante. La fitoterapia consiglia sostanzialmente due composti per trattare il fenomeno. In primis il Carbone Vegetale attivo che è in grado di adsorbire i gas grazie ad uno specifico trattamento a cui sono sottoposti i gusci di noce di cocco dopo la carbonizzazione; il trattamento favorisce l’aumento della porositĂ  del carbone. I gas intestinali in eccesso vengono adsorbiti con facilitĂ  insieme ai batteri che li producono. Altri disturbi dell’apparato digerente possono essere ugualmente trattati con successo: dolori addominali, crampi, bruciori. Il Carbone Vegetale elimina l’alito pesante dovuto ad un’eccessiva fermentazione intestinale e contrasta efficacemente la diarrea. E’ una sostanza assolutamente innocua, senza effetti collaterali.
L’altro rimedio fitoterapico è l’Angelica (Angelica archangelica), una pianta di uso popolare ritenuta “angelica” in virtĂą delle sue straordinarie proprietĂ , da cui appunto il nome. Si utilizza la radice che racchiude sostanze alcaloidi responsabili delle sue proprietĂ : è antispastica ed agisce molto efficacemente contro i bruciori di stomaco e le gastriti; inoltre attenua i dolori e gli spasmi intestinali. Contro il meteorismo ha un’azione preventiva in quanto la sua assunzione evita il formarsi dei gas intestinali in eccesso. Da notare che la pianta deve essere somministrata con cautela, ad es. non è consigliata in gravidanza ed in allattamento. Alte dosi della stessa possono essere velenose e fotosensibilizzanti.
In commercio esistono dei preparati che sono una miscela di Carbone Vegetale, Angelica, Finocchio e Menta; questi ultimi contribuiscono all’efficacia del trattamento con la loro azione calmante e rilassante sull’intestino.
Del Finocchio vengono usati i semi ricchi di anetolo (responsabile del caratteristico aroma), olio essenziale dalle numerose proprietĂ  medicamentose.
Studi clinici hanno dimostrato che il Finocchio, associato alla Menta, si oppone con grande efficacia ai disturbi della digestione tra cui appunto i gonfiori e l’areofagia.

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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BOOM DEI FUNCTIONAL FOOD.

La lista dei “functional food”, quelli che da un po’ a questa parte vengono definiti cibi funzionali, sembra allungarsi di giorno in giorno e con questa anche la confusione per chi, di fronte agli scaffali del supermercato, non sa che cosa comprare. Anche perché i claim sulle confezioni sono invitanti e sembrano avere sul serio funzioni indispensabili: abbassare il colesterolo, rallentare l’invecchiamento, contrastare la formazione di radicali liberi, potenziare le difese immunitarie, riequilibrare la flora intestinale…
Bisogna capire innanzitutto perché e con quali finalità questi alimenti sono stati creati. La legislazione europea in materia è ancora poco chiara, bisogna quindi ragionare sulla definizione data dal ministero della Salute, secondo cui si tratterebbe di alimenti che non hanno finalità terapeutiche, ma che possono essere in grado di produrre effetti benefici su una o più funzioni naturali dell’organismo. Quindi non cibi migliorati per il tipo di apporto nutrizionale, ma per la funzionalità aggiunta. Servono a promuovere azioni protettive e di rinforzo a favore dell’organismo. Il criterio per acquistarli e assumerli sta, come per gli integratori, nel chiedere il parere di uno specialista o del proprio medico, che potrà indicare il prodotto più adatto da usare come aiuto preventivo o protettivo per un certo periodo. Per esempio: è stato riscontrato un valore di colesterolo alto? Si esce da un periodo di ricadute influenzali? L’intestino fa i capricci? Allora questi prodotti possono essere utili, ma va ricordato che non rappresentano la soluzione unica al problema, soprattutto non bisogna pensare che sostituiscano le cure mediche.
Tra i prodotti piĂą in voga vi sono le patate con selenio, le uova con omega 3, zucchero e pane con fibra prebiotica, biscotti con fibra, margarina e latticini con fitosterone. E ancora, yogurt e snack arricchiti da priobiotici, latte fermentato con peptidi bioattivi o acidi grassi e omega 6.
E’ importante comunque chiedere sempre consigli ad uno specialista in scienze dell’alimentazione che sicuramente saprà darci la dritta giusta su come sceglierli e consumarli.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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Diabete, una malattia del nostro millennio

Il diabete è una malattia che ormai colpisce moltissime persone, i sintomi utili per riconoscerlo sono molteplici; fame eccessiva, sete eccessiva, diuresi eccessiva, stanchezza, vista offuscata, perdita di peso, glicemia molto alta e zuccheri nelle urine. Spesso nelle donne si riscontra anche un’infezione vaginale causata da miceti e non sono rari i casi in cui durante la gravidanza, in esse si sviluppi un tipo di diabete detto transitorio. I fattori di rischio del diabete sono molti; innanzitutto la familiarità, il peso corporeo, la sedentarietà e lo stile di vita. I soggetti che rischiano di più, sono individui che hanno più di 45 anni, parenti di diabetici, in particolare figli o fratelli, sedentari e in sovrappeso, soffrono di ipertensione e di variazioni del metabolismo dei grassi. Il diabete si distingue anche per tipologia, il numero 1 è quello più riconoscibile, di solito i sintomi sono appunto la sete e la fame eccessiva e un continuo stimolo ad urinare, in questo caso la cosa migliore è quella di andare dal medico per farsi misurare la glicemia. Il diabete numero 2 si presenta invece in maniera più subdola, cioè quasi esente da sintomi o nei casi peggiori varia con una sintomatologia non facile da riconoscere. Spesso capita che ci si accorge di avere il diabete di tipo 2, solo dopo essere usciti da un’altra malattia, ad esempio dopo l’infarto o l’ictus, che inevitabilmente portano a delle complicanze della malattia. L’asintomatologia del diabete numero 2 può durare anche fino a 7 anni, a quel punto sarebbe inevitabile evitare complicazioni, per questo si consiglia sempre di farsi controllare in modo tempestivo. Basta effettuare un esame pressoché semplice, detto anche screening del diabete, per tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue, che nella norma devono essere inferiori a 100 mg, possibilmente a digiuno. Quando i valori superano i 125 mg vi è la certezza di avere il diabete. I valori intermedi compresi tra 100 e 125 mg, non considerati ancora diabete, ma comunque lasciano pensare ad una possibile malattia. I controlli periodici, devono essere effettuati nei soggetti dai 40 anni in poi, soprattutto nel caso del diabete di tipo 2. E’ bene recarsi dal proprio medico appena si ha un piccolo sospetto di malattia, a quel punto il medico farà le dovute indagini preliminari e nel caso queste risultino positive, basta andare in un centro specializzato di diabetologia, dove verranno prescritte le prime indicazioni per conoscere e curare la malattia. Curare il diabete si può, innanzitutto bisogna adottare delle buone abitudini nello stile di vita. Basta fare passeggiate almeno 5 giorni a settimana per 45 minuti, questo aiuta l’utilizzazione del glucosio e il suo assorbimento, inoltre è bene mangiare pochi grassi e molti fibre e cereali.

CHIARA LANARI

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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DISTURBI ALIMENTARI, SINTOMI E CURE

Ormai i disturbi alimentari, non sono più solo un problema giovanile, donne mature vengono colpite ogni giorno da anoressia, mentre la bulimia colpisce in prevalenza donne giovani e residenti in grandi città. Attualmente i disturbi alimentari colpiscono soprattutto la popolazione femminile, al contrario del passato in cui erano anche gli uomini molto colpiti. Mentre un tempo si tendeva a considerare più a rischio donne e uomini di ceto medio-alto, oggi i disturbi alimentari colpiscono chiunque senza distinzione di classe. Secondo alcuni studi recenti, sembra ormai certo che donne di oltre 40 anni, ma anche di 55-60 anni vengono colpite da anoressia, causata da un cattivo rapporto con il cibo e il proprio corpo. Quando questo problema colpisce le donne mature, solitamente è perché già nel periodo adolescenziale vi era stato un certo disequilibrio e un cattivo rapporto con l’alimentazione. Quello che si sa, è che questi disturbi alimentari sono correlati a delle inquietudini interiori, difficilmente comprensibili se non quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi veri e propri.
I sintomi dell’anoressia sono più riconoscibili, la pelle risulta giallognola e disidratata, gli occhi arrossati, i capelli opachi e soprattutto una magrezza eccessiva. La bulimia invece non ha sintomatologie specifiche, apparte un desiderio irrefrenabile di mangiare. Questo impulso può manifestarsi a qualsiasi ora del giorno, anche di notte, anche tutti i giorni o magari solo poche volte a settimana, intervallate da giorni di digiuno per bilanciare ciò che si è mangiato. Si cade in un vortice senza via di scampo, infatti le abbuffate danno piacere e soddisfazione nel momento in cui le si compie, ma subito dopo lasciano sensi di colpa e paure di ingrassare, allora prende piede il meccanismo di dover buttare fuori ciò che causa sofferenza. Centrale nella bulimia sono i pensieri disfunzionali, ossia pensieri di controllo del cibo e di modificazione del corpo che vanno contro le funzioni normali dell’organismo. I segnali comuni di entrambi i problemi, sono legati al culto dell’esercizio fisico, cioè la pratica esagerata e ossessiva della ginnastica. Di solito bastano infatti 2 o 3 giorni a settimana di esercizio fisico per mantenersi in forma, chi soffre di questi problemi invece passa la maggior parte del tempo in palestra, andando in crisi se per un giorno non è possibile fare sport. Altro sintomo comune è quello del vomito, chi è anoressico, vomita quando è costretto a mangiare, chi è bulimico invece lo fa dopo le grandi abbuffate in modo da eliminare il cibo ingerito. Non sono pochi gli individui che abusano di sostanze lassative e diuretiche, che nel caso della bulimia servono a eliminare ciò che è stato ingerito con le abbuffate, mentre nel caso dell’anoressia ad affrettare la perdita di peso. Solitamente chi soffre di disturbi alimentari, tende anche ad isolarsi socialmente, a sentirsi giudicato ed osservato da tutti perché grasso, a vestirsi in maniera larga con abiti più ampi della propria misura e ciò perché si pensa comunque di essere corpulenti, inoltre non è difficile scorgere persone che usano colori scuri, nero in particolare. Chi è anoressico ed eccessivamente magro tende a vedersi finalmente in forma, quasi che lo specchio fosse il riflesso della propria mente. Non rari sono coloro che fanno un uso spropositato di rimedi naturali, come tisane lassative, crusca, fibre. E’ necessario quindi rivolgersi a specialisti come lo psicologo o il dietista per riuscire ad affrontare e risolvere il problema, prima che esso diventi grave ed irremidiabile.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 8, 2008 by admin

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