LA DERMATITE, RICONOSCERE I VARI TIPI E CURARLA

Esistono diversi tipi di dermatite, quella atopica è senz’altro la più diffusa, colpisce soprattutto i bambini dai 3 mesi di vita e non ha una precisa localizazzione. Di solito, il bambino ammalato di dermatite atopica, è irrequieto e non riesce a dormire, si gratta molto e il prurito è intenso. La zona più colpita è il viso, dove la malattia, si diffonde a maschera, sulla fronte, sulle guance e sul mento. Solitamente, la dermatite atopica, si attenua dopo i 2 anni, sparisce del tutto entro i 10 anni di vita, ma non sono rari i casi in cui si protrae. Le cause della dermatite atopica, sono ancora dubbi, di sicuro è collegata ad una predisposizione congenita alle allergie, basti pensare che chi ha genitori allergici, ha più probabilità di essere a sua volta allergico.  Quindi, chi da bambino ha sofferto di dermatite atopica del lattante, è quasi sicuramente allergico a qualcosa, in questo caso è molto importante che il bambino cresca in un’ambiente privo di allergeni. Comunque sia, i sintomi comuni della dermatite, sono un forte prurito, l’arrossamento della pelle e la comparsa di piccole vescicole piene di liquido, alla rottura delle vescicole, la pelle si copre di un liquido sieroso, più denso dell’acqua. La dermatite, non è una malattia pericolosa, ma è bene curarla tempestivamente, onde evitare delle infezioni. Le pomate a base di antistaminici servono ad attenuare il dolore, si possono anche usare delle pomate da cortisone e nei casi di infezioni si ricorre agli antibiotici. Un’altra dermatite molto diffusa, è quella da contatto, un disturbo che colpisce sempre più persone ed è molto insidiosa, perché è una reazione molto individuale ed imprevedibile. Non è sempre facile capire le cause della dermatite da contatto in quanto ogni pelle è diversa. Anche i sintomi, sono abbastanza strani, spesso compare in modo improvviso, nonostante la stessa sostanza per anni, non ha causato problemi. Dopo la prima volta, l’eczema, tende a complicarsi ogni volta che si verifica il contatto a rischio. Anche la localizzazione è strana, compare soprattutto nella parte che è stata a contatto con la sostanza provocatrice, ma in seguito può estendersi anche ad altre parti del corpo. C’è poi la dermatite seborroioca, di cui si conoscono meno le cause. Questo tipo non da prurito, non è provocata da un eccesso di attività delle ghiandole sebacee, anche se è vero che quando si rompono, le vescicole sono piene di grasso. La dermatite seborroica nell’adulto, può colpire dai 18 ai 45 anni, colpisce soprattutto il cuoio capelluto, il volto, il torace e il dorso. Non è facile da curare, anche se la cura più usata è quella a base di alludekina. C’è infine la dermatite da pannolino, che colpisce i neonati, soprattutto quando viene cambiato il pannolino per azione della fermentazione dei batteri, presenti nell’urina. Le sostanze che provocano sulla pelle un eczema, sono davvero molte. Anelli, bracciali, contengono dei metalli da bigiotteria che possono causare la dermatite da contatto. Anche i detersivi, i saponi, i prodotti per la pulizia della casa sono causda della dermatite, che colpisce soprattutto le mani. C’è poi la dermatite da cosmetici, che deriva da quei prodotti per la pulizia del corpo, la dermatite da costume, che si riscontra dopo i bagni di mare e deriva dall’abitudine a portare per tanto tempo lo stesso costume. Ci sono poi, dermatiti causate dalle erbe o da fiori come il geranio, quelle causate da certi indumenti e stoffe. Infine, c’è la dermatite causata dal sudore e dai farmaci, soprattutto il cortisone. L’unica vera cura per la dermatite, è quella di tenersi lontani da quegli agenti che scatenano il problema.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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CURARE LE CONTUSIONI

Le contusioni, sono causate da un forte impatto, di solito con un oggetto solido, nel migliore dei casi, questa può provocare lividi e gonfiori molto dolori, nel peggiore dei casi ferite che richiedono subito una medicazione. Nei casi in cui la contusione provochi solo dei lividi, risultato della rottura dei capillari, il sangue fuoriesce dai tessuti e si accumula in corrispondenza del trauma, formando una piccola chiazza rosso scura. Si sa, che i lividi cambiano colore con il passare dei giorni, inizialmente si presentano con una colorazione rosso scura, questo perché il sangue all’inizio è ricco di ossigeno, in seguito i lividi diventano sempre più scuri, passando da un colore violaceo, fino al giallo scuro o marroncino, segnale che simboleggia la guarigione. Di solito i lividi causati dalle contusioni, durano circa 10 giorni. Curare da soli le contusioni si può, il primo rimedio di base è il ghiaccio che va subito messo nella parte gonfia, in alternativa al ghiaccio, si può mettere una garza bagnata nell’acqua gelida. Il ghiaccio infatti, provoca la costrizione dei vasi sanguigni. E’ bene tenere l’impacco di ghiaccio, per almeno venti minuti, dopo di che va applicata una pomata antinfiammatoria che impedisce la formazione di grumi di sangue. L’applicazione della pomata, andrebbe ripetuta almeno 3 volte al giorno e ogni volta, bisogna ricoprire con una garza, che aiuta la penetrazione della pomata. Quando si manifestano i gonfiori, probabilmente la situazione è più seria, in questo caso infatti, la contusione provoca la rottura dei vasi arteriosi, nei tessuti si accumula il sangue e si presenta una macchia abbastanza grande di colore viola con un gonfiore dolorante diffuso. Anche questo tipo di contusioni è però curabile da soli, innanzitutto è necessario tenere a riposo la parte malata, evitando ogni tipo di sforzo. In questi casi, andrebbe evitato anche l’esposizione della parte colpita al calore, in quanto quest’ultimo, può provocare la fuoriuscita del sangue. In seguito, vanno applicati gli stessi rimedi detti precedentemente, borsa del ghiaccio e pomata antinfiammatoria. In questo caso, il ghiaccio, ha anche una specie di potere antidolorifico. Può anche capitare, che oltre al gonfiore e al livido, si manifestino le ferite o abrasioni di varia natura. Certo, nel caso in cui la ferita sia di grave entità l’unica cosa da fare, è correre al pronto soccorso, altrimenti anche in questi casi, si può ricorrere all’autocura. Prima di tutto, bisogna pulire e disinfettare la parte con acqua ossigenata, ma non prima di aver lavato la ferita solo con acqua. In seguito, la parte va coperta con una garza e tenuta coperta con cerotto, che permette alla pelle di respirare e di ricomporre i tessuti lacerati più in fretta. Molto buoni, sono anche i farmaci cicatrizzanti all’olio di fegato di merluzzo che aiutano la ferita a rimarginarsi molto più in fretta. In certi casi, è bene però ricorrere al pronto soccorso, ad esempio quando il dolore è molto forte e non si riesce a muovere la gamba, in questo caso, potrebbe trattarsi si una frattura quindi l’autocura risulta inutile. Infine, anche nei casi in cui ci siano ferite profonde, difficili da disinfettare, è bene ricorrere al medico. Le contusioni, possono anche capitare nella zona dell’occhio, in questo caso, essendo esso una struttura molto delicata, potrebbe verificarsi la rottura di un capillare, quindi è necessario fare subito una visita, per escludere problemi visivi. Nei casi non gravi, anche nell’occhio, si possono applicare i rimedi già detti.

Chiara Lanari  

Posted on Maggio 22, 2008 by chiara

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Il computer ed i nostri occhi

Tutti sappiamo che passare troppo tempo davanti al monitor del computer provoca bruciore e stanchezza ai nostro occhi, anche se oggi i nuovi monitor in circolazione hanno ridotto questo problema; vediamo quindi qualche piccolo consiglio per preservare la nostra vista.

Possiamo utilizzare la rotella di scorrimento del mouse, mentre teniamo premuto il tasto CTRL della tastiera, per ingrandire immagini e testi nelle pagine web. La lettura di testi minuscoli è infatti una delle principali fonti di stress per gli occhi.

Quando leggiamo o scriviamo testi lunghi  utilizziamo la visualizzazione a schermo intero dei documenti, che può risultare un vero toccasana contro il disturbo degli occhi dovuto ad elementi estranei visualizzati sullo schermo mentre si esegue un determinato lavoro.

Zoommiamo il testo e le immagini dei documenti;  come per le pagine web, anche nei documenti come quelli di Office, le e-mail, i PDF e tanti altri, è un’ottima idea quella di ingrandire testi ed elementi grafici con il fine di non stressare troppo gli occhi.

Invece di cambiare tipo o livello di illuminazione nella stanza in cui è usato, è buona cosa cambiare il livello di luminosità/contrasto del monitor del computer. In genere uno schermo troppo luminoso abbaglia gli occhi e li fa stancare in modo notevole.

Infine, manon meno importante, occorre  prendersi qualche breve momento di pausa frequentemente. Decisamente meglio staccare gli occhi dal monitor di tanto in tanto per qualche minuto piuttosto che farlo per qualche ora ma solo un paio di volte al giorno.

Seguendo questi piccoli accorgimenti eviteremo di arrecare danni alla nostra vista, e lavoreremo anche  meglio.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 15, 2008 by fabiobianchi

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La pennichella

Spesso dopo un lauto pranzo, oppure dopo la scuola o dopo il lavoro, ci capita di avere sonno, una voglia improvvisa di coricarci per un ‘oretta sul divano di casa o sul letto, qualche volta davanti al PC…ma la pennichella  aiuta veramente a riposare, oppure è deleteria?

La pennichella è l’abitudine di schiacciare un pisolino dopo il pasto di mezzogiorno. Ritenuta un sintomo di pigrizia tipico dei paesi caldi latini e mediterranei è provocata dalla sonnolenza che segue un pasto troppo abbondante e pesante o da un riposo notturno insufficiente. Nel primo caso è fortemente sconsigliata, mentre nel secondo diventa una vera e propria necessità per recuperare dalle fatiche mattutine ed acquisire nuove energie per poter affrontare il lavoro pomeridiano.

In Italia, i ritmi di lavoro sempre più alti, ne hanno ridimensionato la portata, mentre, in contro tendenza, negli USA alcune grandi aziende, nell’ambito di una strategia di miglioramento dell’efficienza del personale, hanno predisposto delle vere e proprie stanze destinate al riposo, da utilizzare durante la pausa. Il riposino non deve durare, però, più di 15-30 minuti, altrimenti si entra in una fase di sonno profondo, dal quale è difficile risvegliarsi in condizioni adatte a riprendere subito a pieno ritmo l’attività lavorativa.

La pennichella è vivamente consigliata in caso di sonno notturno scarso ed inadeguato, infatti, il corpo umano ha bisogno di dormire per un certo numero di ore, per potersi ricaricare. L’alternanza di veglia e sonno è definita ritmo circadiano, per coloro che svolgono mansioni con orari di lavoro che sconvolgono tale ritmo (turni notturni, rotazione degli orari), il ricorso al riposino pomeridiano è quasi un obbligo.

La pennichella per ovvie ragioni è vietata a chi soffre di insonnia notturna e di problemi della digestione.

Quindi facciamo pure una piccola pennichella, attenti pero’ a dove la facciamo, se siamo la volante, e sentiamo la voglia di dormire meglio fermasi in un autogrill o in una piazzola e riposare, un colpo di sonno potrebbe essere veramente pericoloso!

 Bianchi Fabio

Posted on Maggio 13, 2008 by fabiobianchi

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ATTENTI AI BATTERI NELLA TASTIERA DEL PC

Anche se non si direbbe, la tastiera del pc è un covo di batteri, almeno cosi è emerso da uno studio condotto da un biologo britannico. Secondo questa ricerca, risulta più pericolosa  per prendere infezioni, la tastiera del computer che un wc e la porta della toilette. La colpa sembra sia della poca igiene e del fatto che spesso le persone usano mangiare davanti al computer, con il rischio che batteri si annidino sulla tastiera. Il biologo che ha fatto questa scoperta, ha esaminato una cinquantina di tastiere di uffici britannici e ha riscontrato che molte presentano dei batteri pericolosi che potrebbero portare alcune malattie a chi utilizza la tastiera. Dalla ricerca è emerso che alcune tastiere si sono presentate pericolose per la salute, una addirittura era più sporca di una tavoletta del water. Alcune tastiere avevano dei batteri pericolosi, superiori di oltre cento volte il limite di batteri possibili, altre a causa di batteri presenti, potrebbero divenire strumenti per un’intossicazione alimentare. Il fatto che molte persone pranzano o fanno spuntini davanti alla tastiera del pc, è la causa principale di tutti questi batteri, in quanto i resti del cibo, anche minimo oppure le briciole sono terreno fertile per i batteri nocivi. Anche l’igiene personale ha il suo ruolo, molti vanno in bagno e una volta tornati davanti al computer non si lavano le mani. Il fatto peggiore, è che spesso le tastiere dei pc vengono usate da più persone, quindi si rischia di contaminare di batteri anche altri malcapitati. Le malattie che potrebbero colpire vanno dalle intossicazioni alimentari, alla diarrea e al vomito. Il punto è che la gente non crede che da una tastiera possano sorgere certe malattie, oggigiorno l’uso massiccio del computer e il fatto che quasi tutti, lavorano davanti ad esso, porta le persone a passare sempre più tempo in compagnia della tastiera, ci si mangia anche davanti e inconsapevolmente i batteri si sviluppano tra le fessure dei tasti, dove cadono le briciole. Intervistati sull’argomento, molte persone hanno dichiarato di non pulire mai la tastiera, poche di più quelle che a mala pena la strofinano ogni tanto, davvero pochi i patiti della pulizia che puliscono il mouse e la tastiera con l’alcool. Per uscire dal rischio di beccarsi certi batteri, bisognerebbe pulire la tastiera del computer ogni giorno, dopo aver mangiato per evitare cosi che le briciole si accumulino nelle fessure. Almeno una volta a settimana poi, è necessario pulirla a fondo con un disinfettante e l’alcool. Quasi tutti ignari del pericolo batteri probabilmente. Tanto per fare un paragone, mangiare davanti ad una tastiera sporca, è quasi come mangiare davanti ad un water, se si arriva al punto che i germi presenti superano la soglia consentita, è necessario buttare la tastiera e sostituirla con una nuova. La cosa migliore da fare, oltre a pulire la tastiera, è evitare di mangiare, se possibile, davanti al computer in modo che i resti del cibo non sviluppino i batteri ed i germi cattivi. Un’altra cosa da fare, è lavarsi sempre le mani prima di usare la tastiera e cosa ancora più importante, è fare in modo che essa sia il più personale possibile. Il multiuso da parte della tastiera rende più difficile tenerla pulita, col rischio che tanti germi facciano capolino da essa e si attacchino a più persone. Insomma, da oggi in poi attenti alla tastiera del pc! Potrebbe nascondere dei germi pericolosi per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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I cibi liofilizzati

Spesso quando facciamo tardi al lavoro, oppure quando non abbiamo voglia di lavorare, oppure semplicemente perchè ci piacciono, apriamo una busta ad esempio di risotto, la versiamo nell’acqua, mescoliamo qualche minuto e il piatto è bello e pronto da consumare; si tratta dei cibi liofilizzati, parola difficile, spesso sconosciuta, vediamo quindi di conoscerla meglio.

La liofilizzazione è un processo industriale di preparazione di prodotti alimentari che consiste nell’estrarre l’acqua da alimenti naturali. L’acqua costituisce l’elemento chimico più diffuso anche negli alimenti (nella carne raggiunge il 70-80%, percentuale che sale decisamente in frutta e verdura). Togliendo l’acqua si bloccano i principali processi di degradazione; lo stesso principio è alla base dell’essiccazione mediante sale o esposizione al sole, uno dei primissimi metodi di conservazione dei popoli primitivi. Nel processo industriale la disidratazione è effettuata in condizioni di bassa temperatura e di bassissima pressione, per perfezionare il processo dal punto di vista del profilo igienico e per assicurare la conservazione dei principi nutritivi. A differenza di quello che accade con altri processi (come la pastorizzazione), i prodotti liofilizzati conservano intatte proteine e vitamine, elementi che maggiormente si degradano con l’esposizione al calore e alla luce.

Un tempo la liofilizzazione era riservata all’industria farmaceutica e ai prodotti per la prima infanzia. Oggi invece il mercato propone al consumatore piatti pronti liofilizzati, dalle più tradizionali zuppe e minestroni, ai primi a base di pasta e riso. Il loro utilizzo è particolarmente pratico perché l’uso del prodotto liofilizzato è costituito dall’aggiunta della componente acquosa tolta nella fase di produzione. Quindi è sufficiente aggiungere il prodotto all’acqua in ebollizione, senza aggiunta di altri ingredienti. I tempi di cottura dipendono dal piatto, ma generalmente sono molto rapidi (nel caso dei primi a base di riso e pasta alcuni componenti sono precotti). Inoltre l’offerta di questi prodotti è generalmente in buste o vasetti, facilmente modulabili a seconda della porzione che si vuole preparare, senza sprechi o “avanzi” da consumare rapidamente: è sufficiente conservare il prodotto ben chiuso, lontano dall’umidità.

Dal punto di vista della salute alimentare siamo ancora lontani dai livelli validi per il nostro corpo, molte grandi marche non raggiungono lo standar salutistico, spesso sono presenti conservanti e antiossidanti sospetti, quindi si consiglia di non esagerare nel consumare tali prodotti.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 8, 2008 by fabiobianchi

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CONOSCERE I CAPELLI

Non tutti i capelli sono uguali, per conoscere e mantenere sani i nostri capelli, è bene saper riconoscere le tipologie varie di essi. I capelli grassi, sono solitamente unti, pesanti ed opachi, non di rado si ammassano sulla testa, mentre un bel capello dovrebbe essere lucido e morbido. Le ragioni per cui il capello risulta grasso sono varie. Innanzitutto fattori diversi come le variazioni dei lipidi o la secrezione di sebo eccessiva, tutto ciò porta al capello tendenzialmente grasso. Chiaramente, oltre al fattore estetico viene risaltato anche quello correlato alla salute del capello, infatti spesso i capelli grassi possono portare alla alopecia seborroica. Per ovviare a questo problema è bene agire con prodotti che contengono sostanze che agendo sul sebo, ne riequilibrano l’eccesso. Al contrario del capello grasso, esiste quello secco che se da una parte è preferibile al tipo grasso, anche questo ha i suoi svantaggi. Innanzitutto le cause dei capelli secchi possono risalire ad una produzione scarsa di sebo, che causa una mediocre lubrificazione del capello con conseguente aridità. A volte i capelli secchi possono essere anche ereditari o causati da gli acidi grassi mal collocati nel corpo. Il più delle volte però sono gli agenti esterni a causare i capelli aridi, il sole, il vento posso renderlo fragile e crespo. L’uso di shampoo sgrassanti, di lacche per capelli troppo aggressive, del phon troppo caldo, possono portare al capello secco e con quell’effetto elettrico fastidioso. Tra l’altro, oltre a problemi di ordine estetico i capelli secchi possono portare ad alterazioni della cute come: capelli sfibrati, dovuti alle troppe tinte per capelli o interventi aggressivi su di essi, capelli ruvidi che sono causati dall’abuso di lozioni e prodotti inadatti e da pettinature forti, capelli con punte doppie, causati dall’uso di spazzole con le setole dure, calore troppo forte o trattamenti che a lungo andare rovinano il cuoio. Oltre alle tipologie di capelli, esistono vari pregiudizi e conoscenze errate che spesso portano a trascurare o a non agire in modo esatto sui nostri capelli. Prima di tutto, non è vero che tagliando spesso i capelli questi ricrescono più in fretta, perché il taglio non riguarda la radice ma la punta che non ha funzioni particolari. Per tenere belli e curati i nostri capelli, bisogna prima di tutto spazzolarli come si deve, utilizzare una spazzola di nylon e setole morbide, che aiuta ad eliminare le cellule morte, la polvere, la sporcizia sul cuoio capelluto e soprattutto serve per stimolare la circolazione del sangue sulla radice. Inoltre usando bene la spazzola, questa aiuta a cacciare le impurità, forfora e grasso. Massaggiare i capelli e la zona del cuoio con le mani è buona cosa, un massaggio circolare aiuta il sangue a circolare meglio in tutta la zona interessata. Anche il lavaggio ha un ruolo fondamentale, dopo aver lavato i capelli e averli liberati da tutte le impurità, è bene fare uso di alcuni detergenti per evitare che i capelli non rimangano aridi. Chiaramente la frequenza del lavaggio dei capelli dipende dal tipo, chi ha i capelli grassi dovrebbe lavarli almeno 2 volte a settimana, chi ha i capelli secchi basta 1. Comunque sia per mantenere in salute i nostri capelli, è necessario evitare trattamenti sintetici come permanenti, colorazioni lunghe e soprattutto avere cura della nostra capigliatura con spazzolature quotidiane, massaggi, detersioni e lavaggi con prodotti adatti e in particolar modo conoscere i nostri capelli, per sapere quale rimedio fa per noi.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 6, 2008 by chiara

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L’acqua e i suoi benefici sulla salute

L’acqua riveste una importanza fondamentale per il nostro pianeta, tanto è vero che sulla terra non ci sarebbero forme di vita senza la sua presenza. Parliamo in particolare dell’acqua dolce e potabile, ovvero di quell’elemento che consente di vivere ad una quantità enorme di specie viventi, tra i quali gli esseri umani. Bere acqua con una certa costanza rappresenta non solo una assoluta necessità, ma anche un grandissimo aiuto nel prevenire tutta una serie di patologie anche gravi; l’acqua rappresenta circa il 60% del nostro corpo, quindi è necessario mantenere questo status, scongiurando il pericolo della disidratazione. Bere circa 1 litro e mezzo di acqua al giorno, ma anche di più in moltissimi casi, sintetizza efficacemente il fabbisogno quotidiano che abbiamo di assumere questo liquido. Attraverso i reni e le loro funzioni, si riesce ad espellere, per via urinaria, tutta l’acqua in eccesso. I sensori di cui è dotato questo organo, consentono di regolare automaticamente questa eventuale espulsione, quindi, tranne alcuni casi, come negli anziani, beviamo pure in abbondanza e senza timori. Il benefico apporto di un certo quantitativo di questo fantastico liquido trasparente, sia di rubinetto, che minerale, con caratteristiche naturalmente un po’ diverse tra loro, aiuta in modo efficace chi soffre di calcoli renali, ipertensione arteriosa, cardiopatie, abbassa la febbre, contribuisce alla fluidificazione del catarro, e molto altro ancora; inoltre, aiuta moltissimo la nostra pelle a mantenersi fresca ed idratata, a tutto vantaggio della bellezza. Continuando su questo tema, bere molto, è fondamentale anche per chi vuole diminuire il proprio peso in eccesso, infatti la sensazione di sazietà che provoca, e la presenza cospicua di acqua nella frutta e nella verdura, sono alla base di quasi tutte le diete. Le energie che vengono dal nostro corpo, possono venire bruscamente ridimensionate se non si è particolarmente idratati, e la stanchezza che avvertiamo è in parte imputabile proprio a questo processo; l’acqua è di basilare importanza anche nella corretta digestione, e nella cura della stitichezza, contribuendo ad eliminare tutte quelle tossine che, inevitabilmente, il nostro organismo accumula durante la giornata. Una recente scoperta attesta che una grande fetta delle cefalee, ovvero i classici mal di testa, è per lo più determinata da una certa disidratazione corporea; tutti questi motivi, uniti all’ultimo che vorrei menzionare, ovvero quello relativo all’accertato miglioramento del rendimento sportivo, fanno propendere per l’acquisizione di una sana abitudine nel nostro stile di vita, portiamo sempre con noi una bottiglietta d’acqua, possibilmente naturale, e come arriviamo a casa, facciamoci una bella bevuta di acqua di rubinetto, impareremo a conoscere tutti i benefici di questo magico elemento, uno dei pochi apporti al nostro organismo, senza reali controindicazioni.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 24, 2008 by michelea

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Il vino rosso

Le proprietà del vino, e le antichissime origini della sua prima produzione, sono sempre state al centro di studi e dibattiti. Oggi sappiamo che gli antichi egizi sono stati i primi a produrlo, ripresi poi dagli antichi romani, che ne hanno fatto addirittura uno status symbol; pare che ci si sia accorti in maniera accidentale delle potenzialità della vite, una antica leggenda racconta che alcuni grappoli di uva, lasciati per errore fermentare in un cesto, abbiano poi dato il via all’idea di produrre questo inimitabile nettare. Ci occuperemo in particolare del vino rosso e delle sue accertate caratteristiche: innanzitutto, sorseggiare lentamente un buon bicchiere a pasto, regala una leggerissima brezza di euforia che aiuta realmente a stare meglio, anche da un punto di vista psicologico; sempre con le stesse dosi, abbiamo una efficace protezione della mucosa gastrica, e una dura barriera contro i radicali liberi e le loro potenzialità di sviluppo infettivo, come ad esempio l’helicobacter. Più è elevata la qualità delle uve di provenienza, e di conseguenza il processo di lavorazione, maggiormente si evidenzia la prerogativa antiossidante del vino rosso. Di non secondaria importanza risulta poi essere la proprietà vasodilatatoria del vino rosso, unita all’apporto benefico cardiovascolare, antitumorale e antitrombotico. Pensiamo a tutti quei problemi legati alla cattiva circolazione sanguigna, che possono essere prevenuti bevendo un buon bicchiere di vino rosso a pasto; l’eccesso va invece assolutamente evitato, perchè a causa soprattutto dell’alcool presente nella bevanda, può portare ad una serie di patologie, oltre quello della dipendenza, che lentamente corrodono i nostri organi interni, ed invecchia inesorabilmente la nostra pelle; ci rende inoltre stanchi e facilmente irritabili, infatti i nostri neuroni risentono negativamente del troppo alcool, e l’amigdala (responsabile delle nostre emozioni e regolatore del nostro orologio biologico), fa sì che si abbiano frequenti disturbi del sonno, ed aumenti la dipendenza, che spesso sfocia nel vero e proprio alcolismo. Ricordiamo poi che il vino in più, appesantisce l’alito ed ingrassa il fisico, rendendoci poco lucidi nei ragionamenti. Purtroppo i danni che fa il vino assunto in dosi eccessive sono molto maggiori dei benefici apportati da un uso corretto; e allora, se ci rendiamo conto che il gusto del vino, in particolare quello rosso, attrae il nostro palato, facciamoci furbi e consumiamolo in modo giusto, non facciamoci coinvolgere da facili bevute per festeggiare questo o quell’altro evento, ma teniamo ben presente un antico detto che vuole il bicchiere mai pieno e mai vuoto. Un calice di buon rosso sorseggiato di tanto in tanto, durante un pasto a lume di candela, pare anche sia ricco di proprietà afrodisiache, e quindi aiuta anche la coppia in amore a costruire quella magia che rende unica una serata. Infine una menzione particolare va fatta agli antichi romani ed alla loro mitologia, che prevedeva addirittura un Dio del Vino e della vendemmia, Bacco, responsabile anche dei vizi dei comuni mortali; bene, noi abbiamo alcuni millenni di esperienza e conoscenza in più di loro, per stabilire che la felicità regalata dal vino così come dalla vendemmia, intesa come festa di lavoro tra canti e balli, va presa così com’è solo per la prima parte che dona a noi felicità e virtù, avendo l’accortezza di lasciare il vizio fuori dalla porta.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 22, 2008 by michelea

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Il pericolo merendine

L’attuale stile di vita della maggior parte degli occidentali, e non solo, porta ad assumere una serie di comportamenti e di abitudini alimentari, quantomeno poco sane; mi riferisco in particolare al fatto che si corre ogni giorno dietro ad una serie di impegni che non lasciano molto spazio da dedicare a cose che ne richiederebbero molto di più, come la preparazione di una buona merenda per i propri bambini; quando poi il tempo ci sarebbe pure, allora per pigrizia o per facilità si preferisce comunque appoggiarsi alle tanto comode merendine, che in due minuti risolvono il problema. Niente di più sbagliato, perchè l’assunzione quotidiana di questi insiemi di coloranti, conservanti, acidi vari, e magari una porzioncina di cioccolata, può portare ad una serie di problemi che purtroppo stanno proliferando da una quindicina di anni a questa parte; il primo tra tutti è il fenomeno dell’obesità, sempre crescente nei nostri bambini e negli adolescenti; sappiamo bene che l’idea di questi alimenti, per così dire sintetizzati, è stata importata da un paese come l’America, patria dell’obesità, che condivide con pochi altri paesi al mondo, il poco invidiabile primato del posto dove si mangia peggio. Alcune merendine, diciamo quelle più famose e costose adottano maggiori cautele, e sono più scrupolose nell’utilizzo della chimica per migliorare il gusto degli snack; in qualche caso c’è anche una buona dose di sostanze naturali come latte, cacao puro ecc. Nulla di tutto ciò, però, è lontanamente paragonabile ad una merenda come quelle che ci preparavano i nostri nonni, ed anche i nostri genitori, se non siamo troppo giovani; pensiamo soltanto all’apporto sano e nutriente che può venire da una buona fetta di pane fresco con un pomodoro altrettanto fresco spalmato sopra, insieme ad un po’ di ottimo olio, dell’origano e ad un pizzico di sale. Saporito e ricco di sostanze così come un bel panino con la marmellata preparata in casa, senza quindi aggiunte di nessun tipo, magari al gusto di castagna, o prugna o mela o albicocca. Se i nostri bambini sono golosi di dolci allora proviamo, un paio di volte a settimana, a preparagli una bella torta al cioccolato, o dei caldi e profumati biscotti; sono abitudini che richiedono un po’ più di tempo, ma nostro figlio sarà il primo ad apprezzarne la differenza, e questo sarà per noi uno stimolo fortissimo per continuare a nutrirlo bene. La merenda, così come gli altri pasti, deve essere vissuta come una ottima occasione per parlare in famiglia, i tempi più lunghi di preparazione, non faranno altro che aiutarci a stare ancor di più insieme, e quando il trillo del forno, o il profumo del pane fresco, richiameranno la nostra e la loro attenzione sul cibo, sarà una gioia condivisa da tutti. Riflettiamo sui benefici che può dare questo stile di vita ai nostri figli, ed utilizziamo le merendine solo ed esclusivamente per i casi in cui non se ne può fare a meno, miglioreremo il nostro corpo dentro e fuori, e daremo una bella spinta positiva alla convivialità del nostro nucleo familiare.

 

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 19, 2008 by michelea

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