IL DOLORE ALLE GAMBE

A chi non capita mai, di avere dei dolori alle gambe? La funzionalità delle gambe, può essere messa in pericolo da molti disturbi di vario genere. Essi possono manifestarsi in modo occasionale, in quel caso si tratta di disturbi di poco rilievo che spariscono nel giro di poco tempo. Altre volte, possono essere di natura degenerativa che potrebbero essere il campanello di allarme di un disturbo più serio. Spesso, dopo n trauma, ci si può ritrovare con una distorsione alle gambe, dopo un movimento brusco, le superfici delle articolazioni, si allontanano causando dolore, il più delle volte, la distorsione è localizzata a livello della caviglia. Più seria, è la frattura, che può essere di tipo chiuso, quando l’osso fratturato non esce dalla sua sede, o esposta quando esce. In questo caso, si avverte un dolore molto acuto nell’osso o nell’articolazione, la zona si gonfia molto ed è quasi impossibile toccarla. In questo caso, la cosa migliore da fare è correre al pronto soccorso. Ancora più serio, è la frattura del femore, ovvero della continuità dell’osso della coscia. Può dipendere da un trauma o da una malattia più seria dell’osso. La frattura, può interessare o la parte intermedia, dovuta ad incidenti, oppure al collo del femore, che in particolare, colpisce gli anziani. Più spesso, i dolori alle gambe, sono dovuti a semplici crampi muscolari, ovvero uno spasmo che colpisce momentaneamente una zona e provoca dolore intenso e difficoltà di movimento. Spesso, questo succede perché non si muove abbastanza la gamba. Anche gli strappi muscolo-tendinei, che riguardano il danneggiamento dei legamenti che tengono uniti i muscoli alle ossa, sono conseguenti a movimenti bruschi. In questo caso, è bene tenere la gamba a riposo.  Altre cause di dolori alla gambe, possono essere la sciatica, un dolore che parte dalla parte bassa della schiena, fino a coinvolgere tutta la coscia e la gamba. E’ dovuta, alla compressione o all’infiammazione del nervo sciatico. In questo caso, si possono avvertire anche formicolii alla parte inferiore degli arti ed un irrigidimento della colonna vertebrale. Il più delle volte, la sciatica è dovuta all’ernia del disco o l’artrosi vertebrale. Non sono rari i casi, in cui il male alle gambe, è sintomo di problemi osteo-articolari come l’artrosi, una malattia degenerativa che coinvolge le articolazioni, in particolare delle ginocchia o dell’anca, oppure l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica, che colpisce le articolazioni e si dice, sia provocata da un virus sconosciuto. In questi casi, la malattia si manifesta con dolore e rigidità delle articolazioni soprattutto il mattino. Altre cause del dolore alle gambe, possono riguardare problemi circolatori, come l’arteriopatia, una malattia cronica causata dal deposito di grassi sulle pareti delle arterie delle gambe, l’insufficienza venosa, cioè la tendenza delle vene a dilatarsi e la trombosi, una malattia molto pericolosa, che va curata tempestivamente. Per mantenere sane le gambe, è necessario privilegiare un’alimentazione con pochi grassi, zuccheri e poco sale, evitare il fumo e troppo alcool, non fare docce o bagni troppo caldi, che potrebbero dilatare i vasi, fare sempre una buona attività fisica, evitare tacchi troppo alti, o calze e pantaloni molto aderenti. Infine, bere sempre tanta acqua e cambiare spesso posizione. Seguendo queste semplici regole base, le gambe rimarranno di sicuro in buona salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 21, 2008 by chiara

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Tunnel carpale

Al centro delle nostre mani c’è un nervo in grado di gestire la sensibilità nella zona comprendente le prime tre dita, ovvero il pollice, l’indice e il medio. In seguito ad una serie di patologie, questo ipotetico tunnel si può restringere, causando la sindrome del tunnel carpale; questo problema si manifesta attraverso formicolii che, partendo dalla punta delle tre dita citate, o da una sola di esse, possono addirittura espandersi fino a risalire all’altezza della spalla, passando per il polso ed il braccio. Purtroppo il fastidio è prettamente notturno in quanto la posizione che assumiamo, da coricati, favorisce una certa flessione del polso che va a comprimere il nervo centrale della mano; il trattamento di questa patologia è nella maggioranza dei casi risolvibile con un semplice intervento chirurgico che dura una ventina di minuti al massimo, e che ha lo scopo di intervenire direttamente sul nervo mediano, liberandolo, e restituendolo ad una corretta posizione. A questo punto, a discrezione del medico, dopo una brevissima degenza ospedaliera, si provvederà ad una applicazione di un tutore per il polso in modo da immobilizzare l’arto correttamente, nelle prime settimane del post operatorio; la cicatrice risulterà al massimo di 3-4 cm e sarà ubicata alla base del palmo della mano, dove cioè è stata eseguita l’incisione. Se non ci si opera, purtroppo si rischia che il problema diventi permanente, e la carenza di forza esercitabile dall’arto interessato, potrebbe peggiorare in modo irreversibile, fino a non poter prendere e stringere in mano neppure un piccolo arnese. Rendiamoci conto che dopo l’intervento, seguito da una corretta ginnastica, dal tutore notturno, e dal giusto stile di vita, si potrà a riprendere le normali attività lavorative, dopo pochissime settimane; infatti, dopo una settimana si potrà tornare a guidare l’automobile, dopo 10-12 giorni si potranno togliere i 3-4 punti necessari alla sutura, e di li a poco, in base anche alla propria capacità di recupero, potranno essere possibili anche tutta una serie di lavori manuali che non richiedano sforzi eccessivi della mano. Sapere che l’intervento in se non è assolutamente doloroso, visto che con gli opportuni farmaci antalgici, non si avvertirà alcun fastidio, è oggi una grande conquista rispetto al passato, quando invece qualche remora poteva anche venire al paziente particolarmente sensibile al dolore. Cerchiamo quindi, di dare retta al nostro corpo, e se la notte, o al mattino presto, ci svegliamo con questi formicolii, rivolgiamoci con fiducia al nostro medico che saprà consigliarci al meglio. Non è raro, infatti, ottenere la completa soluzione del problema, semplicemente utilizzando degli speciali polsini, dalla efficacia dimostrata, che ripristinano la normale funzionalità del nervo mediale e dei tendini della mano; logicamente, tanto più utili sono questi metodi non invasivi, quanto più precoce è la diagnosi, che spesso porta ad utilizzare queste mini fasciature proprio allo scopo di prevenire il tunnel carpale; facilmente occultabili sotto il polsino di una camicia o di un maglione, usati per un tempo non eccessivamente lungo, notte e giorno in base alle indicazione mediche, non ci accorgiamo nemmeno di averli indosso, e possiamo contemporaneamente svolgere le comuni attività quotidiane.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 29, 2008 by michelea

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I crampi, dolore improvviso

Quando facciamo sport, oppure una lunga passeggiata o anche dopo un lavoro pesante, puo’ capitare di sentire dei dolori lancinanti quanto improvvisi ai muscoli delle gambe o delle braccia; in questo caso siamo davanti ai classici crampi. I crampi sono delle contrazioni muscolari violente, involontarie ed improvvise che solitamente si presentano durante uno sforzo, o perfino durante la notte, nel sonno. Queste contrazioni sono favorite dalla perdita di liquidi e sali minerali e che avviene con la sudorazione durante l’attivita’ fisica.
In soggetti sani non esistono cure contro i crampi che si manifestano piu’ o meno regolarmente in occasione di sforzi fisici prolungati. La ripetitivita’ del problema rende abbastanza evidente che non si tratta di uno squilibrio chimico legato alla sudorazione perche’ in genere il fenomeno si verifica anche in condizioni climatiche normali. È abbastanza inutile sovraccaricarsi di sali nella vana speranza che il crampo non si verifichi. È decisamente meglio adattare l’allenamento alla competizione che si vuole affrontare. Infatti il crampo si verifica con incidenza decisamente maggiore in soggetti poco allenati alla distanza. Generalizzando il soggetto tipico che soffre di crampi nelle corse di resistenza in modo costante e’ un soggetto in sovrappeso, leggero o marcato, oppure un soggetto non allenato.
Infatti il sovrappeso causa traumatismi che amplificano la fatica muscolare e rendono ancora piu’ evidenti le carenze di allenamento del soggetto. In genere l’atleta che soffre di crampi durante i suoi allenamenti non riesce a far coincidere sedute in cui siano presenti quantita’ e qualita’ o sceglie distanze troppo brevi rispetto a quella di gara oppure sceglie ritmi troppo blandi con distanze corrette con il risultato che il muscolo non si allena a sostenere una certa intensita’ a lungo e comunque va in tilt. Quindi cosa fare in presenza di un crampo?
Dobbiamo massaggiare la parte dolente, riscaldandola (niente ghiaccio, gia’ questa e’ una differenza fondamentale con le contratture, per cui e’ fondamentale la diagnosi che puo’ essere fatta banalmente in base al dolore: nel caso di contrattura il soggetto a riposo non avverte dolore, al massimo un leggero fastidio, mentre nel caso di crampo, anche interrompendo, il gesto atletico il dolore e’ molto vivo) e cercando di stirare il muscolo contratto.
Nel caso del polpaccio basta sdraiarsi a terra con la gamba tesa e afferrarsi le punte delle dita del piede, tirandole a forza verso di se’; se si tratta della coscia, con l’aiuto di un operatore, si alza la gamba e si spinge il ginocchio verso il basso. Importante e’ effettuare questi massaggi dolcemente.

 Bianchi Fabio

Posted on Aprile 24, 2008 by fabiobianchi

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Postura

La ginnastica posturale unita ad un corretto modo di camminare e ad un altrettanto giusto modo di sedersi, aiutano la nostra colonna vertebrale a sostenersi bene, e a prevenire dei fastidiosissimi mal di schiena che rischiano, se trascurati, di sfociare in patologie ben peggiori. Sicuramente le cattive abitudini alla quali siamo ormai avvezzi, come l’uso smodato dell’automobile, o le troppe ore passate davanti al computer con la schiena sempre curva, fanno si che anche quando facciamo una passeggiata, il nostro atteggiamento posturale ne risenta negativamente. Per ovviare a tutti questi comportamenti sbagliati, occorrerebbe innanzitutto abituarsi a seguire delle elementari regole che prevedono una sana e semplice ginnastica posturale, che possiamo facilmente eseguire da soli senza bisogno di un aiuto esterno. La cosa più importante è accompagnare tutti i movimenti del nostro corpo in maniera armonica e senza strappi; quando ad esempio solleviamo un peso da terra, ricordiamoci di piegare sempre le ginocchia e di tenere costante la curva della schiena, come se fossimo in piedi; camminiamo sempre a testa alta cercando di tenete una giusta tensione muscolare, ed evitando in tutti i modi di incurvarsi o piegarsi da una parte; il consiglio più importante riguarda quello della seduta, sia essa in automobile o in ufficio: anche fosse a scapito della produttività lavorativa, è assolutamente necessario adottare un cuscino di quelli anatomici da inserire sul sedile dell’auto, se si fa un uso smodato di questo mezzo di locomozione, sgranchirsi appena possibile, evitando così l’atrofia muscolare; per chi invece passa molte ore in ufficio davanti al computer, magari su quelle sedie a rotelle, che saranno sicuramente pratiche per spostarsi da una parte all’altra della stanza, ma che di solito sono dotate di uno schienale molto scarso da un punto di vista anatomico: in questo caso, non bisognerebbe mai appoggiare la schiena se non è presente il cuscino di cui parlavamo prima, e soprattutto tenere una giusta linea che non ci deve mai impegnare troppo nel tenerla eccessivamente diritta o, di contro, curvandola come una gobba. in questo tipo di esercizi riabilitativi o semplicemente educativi, è molto importante la propria percezione del movimento muscolare, infatti le tensioni muscolari che sono alla base dei nostri doloretti, possono spesso essere risolte con gesti dettati dall’istinto; un valido esempio di questo concetto appena espresso è rappresentato da quei movimenti comparativi, che quasi inavvertitamente compiamo quando sentiamo dei fastidi sul lato sinistro del tronco, facendo torsioni verso il lato destro, e viceversa. Un pratico consiglio per le problematiche delle tensioni muscolari relative al tronco, è quello di utilizzare un bastone, afferrarlo con entrambe le mani e porlo dietro la schiena, trovare un riferimento come può essere un quadro appeso ad un muro, e poi, con le gambe divaricate eseguire piegamenti a destra e a sinistra, avendo cura di rispettare il riferimento scelto, sia da un lato che dall’altro. In questo modo possiamo renderci conto se abbiamo le stesse percezioni, oppure se da una parte fatichiamo di più, in tal caso basterà concentrarsi con dei movimenti sul lato opposto a quello dolorante o comunque con dei deficit rispetto all’altro, ricordandoci sempre di respirare profondamente durante gli esercizi; al termine sciogliamo tutte le tensioni accumulate muovendo a piacimento tutto il corpo, gambe e braccia comprese, e sicuramente ci sentiremo meglio.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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DOLORI ALLA SCAPOLA

Se qualcuno di voi ha qualche problema alla spalla, è meglio farsi dare una controllatina. Potrebbe trattarsi della periartrite di spalla, una patologia diffusa, ne soffrono infatti tre persone su dieci.
E’ un problema che solitamente si manifesta dopo i cinquant’anni.
Si comincia con l’avvertire un dolore alla spalla e, se questo fastidio persiste almeno un mese, allora è il momento di farsi controllare con una risonanza magnetica. Le lastre, infatti, non evidenziano il danno.
Si tratta di un problema che colpisce i tendini che si trovano dentro la spalla e sfregano all’interno dell’osso provocando un’infiammazione. Alcuni soggetti sono maggiormente predisposti perché sono nati con un osso della spalla di maggiori dimensioni. Bisogna specificare che l’attrito dei tendini si evidenzia maggiormente quando il soggetto compie un’elevazione ripetuta dell’arto.
Nella vita di tutti i giorni possono innescarla alcuni movimenti, anche semplici gesti quotidiani come infilarsi la giacca, prendere qualche oggetto dalla credenza…
Tra gli sportivi, i soggetti più a rischio sono i giocatori di tennis, di baseball, i canoisti oppure i nuotatori di dorso.
Attenzione ai casi più gravi. Se il fastidio della spalla viene trascurato, alla fine, il continuo sfregamento porta alla rottura del tendine. Quando si rompe il tendine si ritira, si accorcia, al punto che diventa impossibile sollevare il braccio.
In questo caso farmaci antidolorifici non servono, anzi peggiorano il problema.
Si interviene invece effettuando un’operazione chirurgica in artroscopia.
E’ una nota tecnica moderna che viene eseguita in anestesia locale.
Praticando dei forellini, si arriva all’articolazione per ridurre lo spessore dell’osso dove sfregano i tendini. Se invece il tendine è rotto si può riattaccare.
Supponiamo di averne uno molto rovinato. Secondo le ultime scoperte si possono utilizzare sostanze prelevate dal sangue chiamate “fattore di crescitaâ€. Formano una sorta di collante che viene immesso nel tendine malandato e sul quale esercitano un’azione rigenerativa.

Raffaella Calemme

Posted on Aprile 10, 2008 by admin

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