TROPPO ALCOOL DELETERIO PER IL CUORE

 

Troppo alcool è deleterio per il nostro cuore. Troppe volte si è parlato dei danni dell’abuso di bevande alcoliche sul nostro cuore, quindi la notizia non è nuova, ma secondo una recente ricerca pubblicata su un giornale americano di cardiologia; Journal of the American College of Cardiology, mezza bottiglia di vino, peggiora i danni al nostro cuore causati dall’infarto. Tutto ciò accade perché troppo alcool, blocca le difese naturali che il cuore usa per prevenire il suo danneggiamento. Solitamente prima che un paziente abbia un infarto, può capitare che si manifestino degli episodi di angina pectoris,ovvero dei dolori a volte leggeri a volte più intensi, che si manifestano al centro del petto. Questo fatto può aiutare a diminuire gli effetti negativi dell’infarto, in quanto il manifestarsi dell’angina pectoris, provoca la morte di meno cellule. Questo meccanismo difensivo che si chiama precondizionamento ischemico, può venir bloccato dall’assunzione di alcool. Chi beve troppo, può avere doppie possibilità di morire di infarto, ma si è anche appurato che questo effetto deleterio del troppo alcool è il blocco del precondizionamento ischemico, quindi abusare di alcolici, fa in modo che l’angina pectoris con il conseguente meccanismo difensivo non si manifesti, raddoppiando cosi la mortalità per attacco di cuore. Lo studio si è svolto più o meno cosi; si sono esaminati circa trenta pazienti, comprese una decina di donne di età media sui 60 anni. A tutti i pazienti è stata fatta un angioplastica, ovvero un esame che viene effettuato per dilatare le arterie quando queste sono chiuse. In seguito, i medici hanno provocato un’ischemia non dannosa, che è servita per vedere gli effetti sui pazienti che avevano assunto una dose eccessiva di alcool. A metà degli individui è stata somministrata semplicemente dell’acqua, mentre all’altra metà quasi 200 ml di gin. Mezz’ora dopo i medici hanno provocato l’ischemia controllata e si è appurato che solo nei pazienti a cui era stato somministrato l’alcool, si perdeva il potere di attivare quel meccanismo di precondizionamento come reazione all’ischemia. Questa ricerca, ha quindi messo in luce come l’alcool se bevuto in dosi eccessive non è affatto amico del nostro cuore. Esso crea una barriera, che impedisce alle difese del cuore di avviarsi. I ricercatori, hanno anche invitato le persone dai 50 anni in poi ad effettuare periodiche visite di controllo, per accertarsi che sia tutto a posto a livello coronario. Comunque sia, anche i più giovani devono stare attenti, anche se si ha 20 anni, non bisogna comunque esagerare col bere, perché questo può causare seri problemi a prescindere dall’età.  Certo, questi studi non vogliono dire che non bisogna bere o diventare astemi, ma solo di non esagerare con l’assunzione di bevande alcoliche. Bere al massimo due bicchieri di vino durante i pasti non è pericoloso, cosi come bere un bicchierino di superalcolici. Se non si superano le barriere consigliate, si può bere tranquillamente senza la paura di danni al nostro organismo, nel caso contrario è bene sapere che l’alcool eccessivo, non è solo deleterio per il cuore e tutte le attività coronarie, ma può anche causare molti altri problemi. Quindi occhio a non esagerare con il vino, e soprattutto tenete sempre sotto controllo il vostro cuore.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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Il peperoncino

Dentro un piatto di spaghetti, oppure come condimento per la carne o ad aromatizzare un olio da mettere sulla pizza, il peperoncino uno degli alimenti piu’ presenti nella cucina meditarranea, quindi anche in quella italiana; vediamo di conoscere meglio questo piccolo e piccante ortaggio.

Il Peperoncino rosso (Capsicum annuum) appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il pomodoro, il tabacco; è una pianta annuale e fu importata dall’America da Cristoforo Colombo subito dopo la sua scoperta.

Pianta dal fusto eretto,foglie ovato lanceolate, fiori bianchi solitari, frutto oblungo che dal verde passa al giallo poi al rosso. La droga è costituita dal frutto che contiene capsicina, sostanza oleosa rubefacente, e la capsaicina, responsabile del sapore brucente.
Inoltre 100 grammi di peperoncino contengono: 15g di sostanze azotate, 1.2g di olio essenziale, 12.5g di olio fisso, 20g di cellulosa, 35g di sostanze non azotate, 0.05g di capsaicina, oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, erodietina, acido malonico, citroflavonoidi, lecitina, vitamina C, vitamina PP, vitamina E, vitamina K, vitamina P, vitamina A, sali minerali (potassio, rame, ferro, etc…)Pertanto da questa breve e semplice analisi del peperoncino si deduce la ricchezza di vitamine e di importanti enzimi che esso contiene. Le vitamine in particolare sono importanti stimolatori della vitalitĂ  dei tessuti e di tutto l’organismo, ma per poter essere assimilate dagli alimenti innanzi tutto bisogna che questi siano consumati crudi, infatti una temperatura superiore ai 70′C danneggia irrimediabilmente qualsiasi vitamina. Inoltre se le vitamine sono contenute nei semi dei frutti bisogna che questi vengano essiccati ad una temperatura che non superi i 30′C, poi devono essere polverizzati per poter permettere agli agenti digestivi di assimilare le sostanze in esso contenute. Ecco di seguito un breve riepilogo delle proprietĂ  delle principali vitamine contenute nel peperoncino. La vitamina C previene le infezioni soprattutto quelle che colpiscono l’apparato respiratorio. Riduce gli indici di colesterolo nel sangue ed ostacola la sua formazione sulle arterie ritardando e prevenendo una delle malattie della terza etĂ : l’arteriosclerosi.
Le persone che hanno bisogno di una dose supplementare di vit.C sono: i fumatori, i forti bevitori, i diabetici, inoltre la vit.C svolge un’azione protettiva correlata principalmente al suo ruolo antiossidante nei riguardi di altre vitamine quali la D e la E. La vitamina A e i suoi derivati,i retinoidi, svolgono un’importante ruolo nel metabolismo cellulare mantenendone l’integritĂ  morfologica e funzionale; inoltre aumenta la resistenza alle infezioni batteriche, è efficace per i problemi della vista. La vitamina E è un antiossidante naturale, riduce il consumo di ossigeno nei muscoli di oltre il 40%,agisce a favore delle vie respiratorie. Le preziose qualitĂ  protettive del peperoncino vengono però a manifestarsi solo a patto di osservare alcune regole precise. Innanzi tutto le vitamine devono essere assunte crude in quanto sono termolabili ed una temperatura superiore a 70 le distrugge, quindi per assimilarle dai frutti ed altri cibi bisogna che questi siano crudi.

Poassiamo quindi dedurre che utilizzare il peperoncino per i nostri piatti aiuta non solo a prevenire eventuali problemi e disturbi dovuti da un’alimentazione disordinata e carente, ma garantisce il buon funzionamento degli organi e di tutto il metabolismo.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 9, 2008 by fabiobianchi

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LO YOGURT, TOCCASANA PER IL CORPO

Ormai è un alimento che fa parte appieno della nostra cultura gastronomica. Lo yogurt, nato e sviluppatosi in Grecia, è un cibo che ha riscoperto le sue proprietà benefiche. Questa crema di latte fermentata, concentrato di elementi nutrizionale, utili anche per coloro che non tollerano il latte, in quanto è assente l’enzima che ne metabolizza il lattosio, era fino a pochi anni fa un prodotto per molti sconosciuto. Veniva apprezzato solo dai salutisti che ne amavano il gusto acidulo, poi col passare degli anni, le industrie alimentari ne hanno variato il sapore creando tanti gusti diversi, che spaziano dalla frutta, al cioccolato, al caffè ecc. Ormai il mercato dello yogurt, è talmente ricco che ogni supermercato che si rispetti ha il suo denso scaffale con questa crema amatissima. Lo yogurt, non è solo apprezzato per il suo sapore e per il gusto gastronomico, ma anche per le tante proprietà benefiche che col tempo sono state studiate. A dire il vero già dall’antichità ci sono leggende che confermano i suoi poteri salutistici e di lungavita, esso nacque tra il Medio-Oriente e l’Europa dell’est, in modo del tutto casuale, infatti sembra che la sua creazione fu dovuta ad fermentazione del latte strana, da cui è venuta fuori questa crema originariamente dal sapore acido. In seguito, grazie ai due batteri lactobacillus bulgaricus e streptococcus thermophilus, si è arrivati all’attuale conformazione che oggi caratterizza questo prodotto. Oltre ad essere buono, esso ha dei principi attivi che aiutano a proteggere la flora batterica dell’intestino, quindi è molto utile per le enteriti, le coliti e per tutti quei problemi che colpiscono l’intestino. Questo perché lo yogurt contiene dei batteri positivi e fermenti attivi che riescono ad eliminare i batteri cattivi presenti nell’intestino. In seguito ad alcune ricerche sulle sue proprietà, è emerso che egli ha anche la capacità di spingere le difese immunitarie del corpo, quindi aiuta a prevenire e bloccare certe malattie e virus. Ha la proprietà di combattere alcune infezioni ginecologiche come la candidosi e altre infiammazioni a carico dell’apparato riproduttivo. Sembra che abbia poteri anche sui denti, grazie ai suoi principi, aiuta a tenere alla larga la placca dentale e quindi evita le tanto famigerate carie. Questo alimento è talmente decantato, che anche i fautori della dieta lo esaltano. Secondo gli esperti dietologi, una confezione di yogurt, racchiude pochissime calorie, il tipo più magro solo 36 calorie per vasetto, quelli più “pesanti” alla frutta o al caffè 88, gli altri intermedi si aggirano intorno alle 40/60 calorie per confezione. Insomma un prodotto leggero e altamente digeribile. Contiene tantissimo fosforo, calcio e potassio, che aiutano a prevenire malattie delle ossa, come l’osteoporosi e il rachitismo. Il colesterolo è davvero poco, quindi non c’è pericolo di ingrassare, mentre le vitamine abbondano, vitamina A, B2 E B12. lo yogurt contiene inoltre molte proteine. Le persone che soffrono di problemi di obesità o sovrappeso può scegliere lo yogurt in tutta tranquillità, per non rischiare è bene mangiare quello magro o scremato. L’importante è mangiarlo fresco, perché maggiore è la freschezza maggiori sono i principi attivi che esso contiene. Si può mangiare a tutte le ore del giorno, meglio se metà mattinata, comunque sia è digeribile a qualunque ora e grazie alle sue proprietà, aiuta ad evitare molti problemi e malattie. quindi tenete sempre delle confezioni di yogurt in frigo, oltre ad essere un ottimo alimento è anche un toccasana per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 8, 2008 by chiara

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I cibi liofilizzati

Spesso quando facciamo tardi al lavoro, oppure quando non abbiamo voglia di lavorare, oppure semplicemente perchè ci piacciono, apriamo una busta ad esempio di risotto, la versiamo nell’acqua, mescoliamo qualche minuto e il piatto è bello e pronto da consumare; si tratta dei cibi liofilizzati, parola difficile, spesso sconosciuta, vediamo quindi di conoscerla meglio.

La liofilizzazione è un processo industriale di preparazione di prodotti alimentari che consiste nell’estrarre l’acqua da alimenti naturali. L’acqua costituisce l’elemento chimico piĂą diffuso anche negli alimenti (nella carne raggiunge il 70-80%, percentuale che sale decisamente in frutta e verdura). Togliendo l’acqua si bloccano i principali processi di degradazione; lo stesso principio è alla base dell’essiccazione mediante sale o esposizione al sole, uno dei primissimi metodi di conservazione dei popoli primitivi. Nel processo industriale la disidratazione è effettuata in condizioni di bassa temperatura e di bassissima pressione, per perfezionare il processo dal punto di vista del profilo igienico e per assicurare la conservazione dei principi nutritivi. A differenza di quello che accade con altri processi (come la pastorizzazione), i prodotti liofilizzati conservano intatte proteine e vitamine, elementi che maggiormente si degradano con l’esposizione al calore e alla luce.

Un tempo la liofilizzazione era riservata all’industria farmaceutica e ai prodotti per la prima infanzia. Oggi invece il mercato propone al consumatore piatti pronti liofilizzati, dalle piĂą tradizionali zuppe e minestroni, ai primi a base di pasta e riso. Il loro utilizzo è particolarmente pratico perchĂ© l’uso del prodotto liofilizzato è costituito dall’aggiunta della componente acquosa tolta nella fase di produzione. Quindi è sufficiente aggiungere il prodotto all’acqua in ebollizione, senza aggiunta di altri ingredienti. I tempi di cottura dipendono dal piatto, ma generalmente sono molto rapidi (nel caso dei primi a base di riso e pasta alcuni componenti sono precotti). Inoltre l’offerta di questi prodotti è generalmente in buste o vasetti, facilmente modulabili a seconda della porzione che si vuole preparare, senza sprechi o “avanzi” da consumare rapidamente: è sufficiente conservare il prodotto ben chiuso, lontano dall’umiditĂ .

Dal punto di vista della salute alimentare siamo ancora lontani dai livelli validi per il nostro corpo, molte grandi marche non raggiungono lo standar salutistico, spesso sono presenti conservanti e antiossidanti sospetti, quindi si consiglia di non esagerare nel consumare tali prodotti.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 8, 2008 by fabiobianchi

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L’ALOE E I SUOI PRINCIPI

 

L’aloe, è una pianta sempre più in voga, usata per i suoi tanti effetti benefici e curativi, tanto che ormai è prodotta e confezionata da molte aziende. Addirittura esiste una vecchia ricetta brasiliana, una specie di pozione popolare, che veniva data ai malati di cancro. Esistono diverse specie di aloe, tra cui la più conosciuta è l’aloe vera, poi ce ne sono altre meno conosciute ma comunque efficaci.

L’aloe vera, fa parte di una delle tante varietà di aloe presenti in natura. Questo tipo di pianta è molto facile da coltivare e se ben lavorata, avendo la foglia molto grande, è molto più efficace degli altri tipi di aloe, questo perché dalla foglia si estrae una quantità di liquido da mettere nei prodotti con un costo assolutamente minore. Gli studi e le ricerche effettuate sull’aloe vera, dimostrano che essa ha ottima efficacia in ambito cosmetico, e come lenitivo, mentre a scopo curativo sembra avere meno effetto. Ultimamente, è stata studiata un altro tipo di aloe volgarmente detta Aloe Arborescens, che sembra avere ottimi effetti curativi. In particolare ha un ottimo effetto come antinfiammatorio, antidolorifico e come regolatore cellulare. Questo tipo di aloe, si sviluppa soprattutto in Sudafrica e in Sudamerica e viene importata in tutto il mondo per le sue capacità. Dell’aloe, si possono usare molte parti, soprattutto la corteccia e il succo che risulta essere trasparente e appiccicosi, quasi come se fosse un gel. Per ottenere il meglio dalla pianta di aloe, è necessario che questa cresca al sole nel suo ambiente e deve maturare per almeno 5 anni prima dell’uso. Purtroppo spesso e volentieri i coltivatori non aspettano tutto questo tempo di maturazione e non di rado usano ormoni per farle crescere più in fretta, questo diminuisce tutte le proprietà dell’aloe. La pianta dell’aloe, deve essere estratta da foglie fresche e soprattutto deve avere 7 anni di vita, al di sotto di questa età, l’aloe possiede un effetto sedativo che può causare coliche addominali ed altri problemi intestinali. L’aloe arborescens, possiede anche degli effetti antitumorali e non causa nessun tipo di danno al corpo umano, tra l’altro risulta essere più economica dell’aloe vera, che si è molto più pubblicizzata, ma spesso in modo ingannevole. L’aloe vera, per avere gli stessi effetti di quella arborescens, deve essere ingerita in più quantità, sicuramente è di più facile coltivazione e avendo anche le foglie più grandi è quella più commercializzata. Anche in questo però bisogna stare molto attenti, spesso l’aloe venduto non è puro del tutto, il più delle volte viene diluita e liofilizzata, cioè disidratare la foglia di aloe e renderla quasi come polvere. Questo processo, priva la pianta di molti suoi effetti benefici come quelli immunomodulanti, cioè vaccini per capirci e anche gli effetti antivirali e antinfiammatori. Questo perché la liofilizzazione comporta l’azzeramento di uno zucchero utile a scopo curativo, quindi l’aloe liofilizzata ha proprietà curative minori, anche se comunque mantiene intatte certe proprietà benefiche per la pelle, lenitive, cicatrizzanti e protettive. In sostanza, l’aloe non trattata, ha degli effetti sulla crescita delle cellule antitumorali e addirittura è stato riscontrato un effetto immunizzante tanto da venire usato dall’Associazione per la lotta all’Aids. Quindi per avere un aloe con buoni effetti terapeutici, bisogna curare bene la foglia fresca. La foglia deve essere stata appena raccolta e vanno prese quelle migliori per poi lavorarle subito. Se la volete acquistare nelle erboristerie, bisogna stare molto attenti all’azienda e al prezzo, ma anche alla quantità, in quanto al giorno d’oggi, le aziende che si occupano di preparare l’aloe sono molte. Quindi attenzione ad acquistare un prodotto di buona qualità.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 7, 2008 by chiara

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La miopia

Ormai sempre piu’ italiani hanno problemi di vista, dovuti in parte all’uso del computer, all’aria delle citta’ e a vari fattori di stress. Vediamo in particolare che cos’e’ la miopia, forse il piu’ frequente problema degli occhi.

La miopia e’ dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un’altra causa puo’ essere un’alterata curvatura delle superfici rifrattive dell’occhio. Nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta oppure a seguito di alterazioni metaboliche si puo’ manifestare miopia a seguito di alterazione dell’ indice di rifrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino. Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva. La gravita’ della miopia si misura in diottrie (indicano il potere delle lenti correttive necessario a compensare il difetto) fino a quattro diottrie si tratta di miopia lieve e si considera un difetto visivo in un occhio altrimenti sano, da 4 a 9 diottrie si tratta di miopia media, mentre una miopia maggiore di 9 diottrie e’ considerata di grado elevato. questa viene definita anche patologica, poiche’ vi e’ un maggiore rischio di patologie corioretiniche o oculari quali distacco della retina o glaucoma.

Il miope vede bene da vicino: quanto maggiore e’ la miopia, tanto minore e’ la distanza cui il miope vede bene. Il problema del miope e’ la visione per lontano: spesso questi pazienti socchiudono le palpebre, strizzano gli occhi per cercare di mettere a fuoco un oggetto a distanza. La correzione di questo difetto consiste, tradizionalmente, nella prescrizione di lenti correttive. La lente per l’occhio miope e’ negativa: essa fa divergere i raggi che arrivano all’occhio dagli oggetti distanti e li fa cadere sulla retina rendendo cosi’ possibile la percezione di un’immagine nitida. Le lenti possono essere indicate sia come occhiali che come lenti a contatto. Spesso le lenti a contatto sono preferite sia per motivi estetici che per motivi funzionali.

Attualmente è possibile anche la correzione chirurgica tramite il trattamento con il laser che riesce ad ovviare i problemi, ma e’ consigliato soprattutto nei casi di grave miopia.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 7, 2008 by fabiobianchi

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CONOSCERE I CAPELLI

Non tutti i capelli sono uguali, per conoscere e mantenere sani i nostri capelli, è bene saper riconoscere le tipologie varie di essi. I capelli grassi, sono solitamente unti, pesanti ed opachi, non di rado si ammassano sulla testa, mentre un bel capello dovrebbe essere lucido e morbido. Le ragioni per cui il capello risulta grasso sono varie. Innanzitutto fattori diversi come le variazioni dei lipidi o la secrezione di sebo eccessiva, tutto ciò porta al capello tendenzialmente grasso. Chiaramente, oltre al fattore estetico viene risaltato anche quello correlato alla salute del capello, infatti spesso i capelli grassi possono portare alla alopecia seborroica. Per ovviare a questo problema è bene agire con prodotti che contengono sostanze che agendo sul sebo, ne riequilibrano l’eccesso. Al contrario del capello grasso, esiste quello secco che se da una parte è preferibile al tipo grasso, anche questo ha i suoi svantaggi. Innanzitutto le cause dei capelli secchi possono risalire ad una produzione scarsa di sebo, che causa una mediocre lubrificazione del capello con conseguente aridità. A volte i capelli secchi possono essere anche ereditari o causati da gli acidi grassi mal collocati nel corpo. Il più delle volte però sono gli agenti esterni a causare i capelli aridi, il sole, il vento posso renderlo fragile e crespo. L’uso di shampoo sgrassanti, di lacche per capelli troppo aggressive, del phon troppo caldo, possono portare al capello secco e con quell’effetto elettrico fastidioso. Tra l’altro, oltre a problemi di ordine estetico i capelli secchi possono portare ad alterazioni della cute come: capelli sfibrati, dovuti alle troppe tinte per capelli o interventi aggressivi su di essi, capelli ruvidi che sono causati dall’abuso di lozioni e prodotti inadatti e da pettinature forti, capelli con punte doppie, causati dall’uso di spazzole con le setole dure, calore troppo forte o trattamenti che a lungo andare rovinano il cuoio. Oltre alle tipologie di capelli, esistono vari pregiudizi e conoscenze errate che spesso portano a trascurare o a non agire in modo esatto sui nostri capelli. Prima di tutto, non è vero che tagliando spesso i capelli questi ricrescono più in fretta, perché il taglio non riguarda la radice ma la punta che non ha funzioni particolari. Per tenere belli e curati i nostri capelli, bisogna prima di tutto spazzolarli come si deve, utilizzare una spazzola di nylon e setole morbide, che aiuta ad eliminare le cellule morte, la polvere, la sporcizia sul cuoio capelluto e soprattutto serve per stimolare la circolazione del sangue sulla radice. Inoltre usando bene la spazzola, questa aiuta a cacciare le impurità, forfora e grasso. Massaggiare i capelli e la zona del cuoio con le mani è buona cosa, un massaggio circolare aiuta il sangue a circolare meglio in tutta la zona interessata. Anche il lavaggio ha un ruolo fondamentale, dopo aver lavato i capelli e averli liberati da tutte le impurità, è bene fare uso di alcuni detergenti per evitare che i capelli non rimangano aridi. Chiaramente la frequenza del lavaggio dei capelli dipende dal tipo, chi ha i capelli grassi dovrebbe lavarli almeno 2 volte a settimana, chi ha i capelli secchi basta 1. Comunque sia per mantenere in salute i nostri capelli, è necessario evitare trattamenti sintetici come permanenti, colorazioni lunghe e soprattutto avere cura della nostra capigliatura con spazzolature quotidiane, massaggi, detersioni e lavaggi con prodotti adatti e in particolar modo conoscere i nostri capelli, per sapere quale rimedio fa per noi.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 6, 2008 by chiara

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