L’ EMICRANIA, IL MAL DI TESTA DELLE DONNE

L’emicrania, è il classico mal di testa femminile, l’incidenza indica che c’è un rapporto di 5 a 1 rispetto al sesso maschile. Solitamente, le motivazione che possono provocare l’emicrania sono di ordine ormonale, la brusca caduta degli estrogeni, che si manifesta precedentemente l’arrivo delle mestruazioni e ancora di più con la menopausa. Chi viene colpito una prima volta dall’emicrania, purtroppo è destinato a doverci convivere, infatti sembra che una volta che essa si presenta, poi lo farà sempre, magari con incidenza sequenziale. Le donne in menopausa, spesso riscontrano forti attacchi di emicrania, questo perché gli ormoni cadono progressivamente e in modo irreversibile. Può anche essere che l’emicrania, sia in un certo senso familiare, ovvero può colpire chi ha un vicino parente, come i genitori che ne soffrono già. Da tantissime ricerche, risulta che l’emicrania colpisce il 16% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. L’età peggiore, è quella tra i 30 e i 40 anni, mentre dopo i 60 anni, la malattia tende a migliorare. Non è chiaro cosa scateni questo mal di testa, non è una malattia legata ad anomalie o problemi particolari, ciò che scatena questo mal di testa, è una variazione momentanea della circolazione extracelebrale, cioè della circolazione che viene garantita dai vasi esterni alle meningi. I vasi, prima si restringono e poi si dilatano, la loro variazione, fa alterare le terminazioni nervose, soprattutto quelle del trigemino. L’emicrania, non è per forza ereditaria, anche se come già detto prima, avere un famigliare con questo problema, può portare maggiori possibilità di soffrirne. L’emicrania, di solito si manifesta solo in una parte della testa, su metà della fronte fino a dietro l’occhio, fino ad arrivare alla tempia. Il dolore, si manifesta improvviso e pulsante, quasi una sorta di martellamento che nei casi peggiori può portare a stringersi la testa tra le mani. Con il movimento o l’attività fisica, tende a peggiorare, mentre con il sonno, tende a migliorare o scomparire del tutto. La durata del dolore è abbastanza variabile, solitamente si parte da un minimo di 4 ore, fino a casi in cui il mal di testa dura anche 3 giorni. Purtroppo, durante gli attacchi, si manifestano altri sintomi molto fastidiosi, come la fotofobia, cioè l’insofferenza verso la luce, la fotofobia, insofferenza verso i suoni e molti altri disturbi come, il vomito, la nausea, le vertigini ecc. Spesso, le crisi emicraniche, sono annunciate, nel senso che i giorni precedenti all’attacco, possono manifestarsi sintomi accompagnatori come nervosismo, irritabilità, depressione o al contrario qualcuno manifesta una sorta di euforia. Spesso, ci si sente gonfi, tesi, di malumore e perennemente stanchi. I fattori scatenanti, sintetizzando un po’, possono essere la pillola anticoncezionale, il ciclo mestruale, lo stress, terapie ormonali che possono alterare il nostro organismo, l’affaticamento fisico e la mancanza di aria quando si permane in luoghi poco areati. Anche il sole, può causare l’emicrania. Durante le crisi, è necessario rimanere distesi, evitare di guidare, non lavorare e soprattutto rimanere soli per rilassarsi. L’emicrania si può curare, ci sono farmaci indicati per l’emicrania leggera, come gli analgesici, i fans il paracetamolo e i salicilati, poi ci sono quelli per l’emicrania più forte,come gli ergotaminici ecc. Comunque sia, nel caso soffriate di frequenti attacchi di emicrania, è sempre bene effettuare visite specialistiche per farvi prescrivere la cura migliore ed effettuare esami per analizzare il vostro caso. L’emicrania si può guarire.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 16, 2008 by chiara

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CURARSI CON IL BIANCOSPINO

Il biancospino, è da sempre conosciuto come la pianta del cuore. Leggende antiche raccontano che esso nacque dal bastone viandante di San Giuseppe. E’ un ottimo regolatore della pressione arteriosa, in quanto normalizza sia la pressione alta, che quella bassa. Insomma il biancospino si conferma come un normotensivo. Da varie ricerche condotte, risulta che questa pianta non ha nessun tipo di effetto collaterale, quindi sia chi soffre di alta pressione, sia chi soffre di bassa pressione, può star tranquillo, perché il biancospino ha tutte le caratteristiche di pianta naturale senza contro effetti. Il modo migliore per assumere il biancospino, è preparare una tisana con esso. La metodologia migliore della preparazione della tisana è la seguente; far bollire l’acqua per almeno 10 minuti, dopo di che aggiungere un cucchiaio colmo di biancospino e dopo 5 minuti filtrare il tutto. Si consiglia di preparare una dose alta di tisana perché questa va bevuta per lunghi periodi di tempo. Anche chi non ha nessun tipo di problema, può servirsi della tisana di biancospino per la regolazione sanguigna, quindi in ogni caso esso è utilissimo a tutti, anche per prevenire alcune malattie o semplicemente mantenere il nostro corpo sano. L’importante è berne un quarto la mattina e un quarto la sera, lontano dai pasti in modo che faccia più effetto. Le malattie per cui il biancospino è indicatissimo, sono tante, innanzitutto tutti i disturbi a carico del cuore, soprattutto per quelle malattie dovute allo stress, quindi è particolarmente indicato per tutti quegli individui in carriera che spesso possono subire colpi al cuore e problemi di origine nervosa. Anche i disturbi cardiaci dovuti alla vecchiaia vanno messi in questa lista. Nell’età avanzata, i disturbi al cuore possono essere frequenti, quindi servirsi di questa pianta, potrebbe dare una mano a mitigare i problemi di cuore senili. Altri disturbi che vanno messi nella lista del biancospino sono la miocardite e l’arteriosclerosi, per non parlare di tutte quelle patologie del cuore che hanno origine nervosa come l’angina pectoris. Questa pianta, aiuta anche chi ha vizi valvolari, chi soffre di coronaropatie, cardiodilatazione, cuore adiposo e anche chi ha l’edema polmonare. Insomma tutte quelle patologie legate al cuore, trovano nel biancospino un validissimo alleato. Un altro modo per servirsi del biancospino, è miscelarlo con altre piante. In particolare si usa mescolarlo con la melissa e convola cardiaca. Si mette 50 grammi di biancospino, 25 grammi di cardiaca e 25 grammi di melissa. Prima si fa bollire l’acqua, dopo circa 10 minuti spegnere e aggiungete 2 cucchiai della miscela e dopo circa 3 minuti filtrare il tutto. Di questa miscela, berne sempre un quarto la mattina e un quarto la sera, possibilmente a sorsi e sempre lontano dai pasti per permettere una migliore assimilazione. Buona cosa sarebbe aggiungere del miele alla tisana, che ha effetti addolcenti. Una cosa da sapere, è che questa pianta può aiutare il malato che soffre di certe malattie, ma nel caso di cardiopatici ad esempio, è d’obbligo tenersi sotto controllo da un cardiologo, il suo solo uso non serve. Esso oltre alla tisana, si trova in capsule, compresse e gocce che vanno prese tranquillamente anche 2 o 3 volte al giorno. Un’unica avvertenza: non assumere il biancospino se è in corso una terapia farmacologica contro le aritimie. Per il resto il biancospino è un rimedio provato anche dalla scienza.

Chiara Lanari 

Posted on Maggio 15, 2008 by chiara

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Il computer ed i nostri occhi

Tutti sappiamo che passare troppo tempo davanti al monitor del computer provoca bruciore e stanchezza ai nostro occhi, anche se oggi i nuovi monitor in circolazione hanno ridotto questo problema; vediamo quindi qualche piccolo consiglio per preservare la nostra vista.

Possiamo utilizzare la rotella di scorrimento del mouse, mentre teniamo premuto il tasto CTRL della tastiera, per ingrandire immagini e testi nelle pagine web. La lettura di testi minuscoli è infatti una delle principali fonti di stress per gli occhi.

Quando leggiamo o scriviamo testi lunghi  utilizziamo la visualizzazione a schermo intero dei documenti, che può risultare un vero toccasana contro il disturbo degli occhi dovuto ad elementi estranei visualizzati sullo schermo mentre si esegue un determinato lavoro.

Zoommiamo il testo e le immagini dei documenti;  come per le pagine web, anche nei documenti come quelli di Office, le e-mail, i PDF e tanti altri, è un’ottima idea quella di ingrandire testi ed elementi grafici con il fine di non stressare troppo gli occhi.

Invece di cambiare tipo o livello di illuminazione nella stanza in cui è usato, è buona cosa cambiare il livello di luminosità/contrasto del monitor del computer. In genere uno schermo troppo luminoso abbaglia gli occhi e li fa stancare in modo notevole.

Infine, manon meno importante, occorre  prendersi qualche breve momento di pausa frequentemente. Decisamente meglio staccare gli occhi dal monitor di tanto in tanto per qualche minuto piuttosto che farlo per qualche ora ma solo un paio di volte al giorno.

Seguendo questi piccoli accorgimenti eviteremo di arrecare danni alla nostra vista, e lavoreremo anche  meglio.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 15, 2008 by fabiobianchi

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LA SALVIA, ERBA DAI MOLTEPLICI USI

La salvia, è una di quelle erbe, già usata nel medioevo per curare tante malattie, da sempre apprezzata per i suoi effetti terapeutici del tutto naturali. Gia da tempi remoti, i suoi principi ed i suoi effetti sono talmente apprezzati che ancora oggi risulta come una delle erbe curative più importanti e più in voga.  La grande efficacia della salvia, nella cura delle più svariate malattie dipende dal fatto che essa rilascia fattori attivi soprattutto sul sistema endocrino, cioè sulle ghiandole che producono e rilasciano ormoni. I suoi effetti, sono del tutto regolatori, nel senso che influenza nello stesso momento tutte le ghiandole endocrine, dando come risultato finale l’equilibrio ormonale che è indissolubilmente legato alla salute del nostro organismo. La salvia, è un rimedio naturale e non presenta nessun effetto collaterale. Il miglior modo per fare uso di salvia, è bere una tisana che si può preparare in modi diversi. Il primo modo consiste nel far bollire l’acqua e dopo aggiungere un cucchiaio abbondante di salvia per ogni quarto d’ora e far filtrare dopo 5 minuti. L’altro modo, è quello di far bollire acqua e salvia insieme per tre minuti, perché in questo modo, durante la bollitura essa rilascia tutti i principi attivi. Dopo la bollitura, filtrare dopo 10 minuti di infusione. Entrambi i metodi sono ottimi, anche se il primo è consigliato nei casi in cui si mischi la salvia ad altre erbe medicinali, mentre il secondo metodo è adatto anche nell’uso singolo della salvia. La salvia, serve per curare davvero molte patologie, innanzitutto essa è utilissima in tutte le patologie neoplastiche, ovvero nella lotta contro i tumori, bere mezzo litro di tisana al giorno, è davvero un toccasana per il nostro corpo. Le affezioni in cui ella mostra i suoi principi attivi sono vari, innanzitutto è un buon rimedio naturale contro la sudorazione sia che questa si presenti eccessiva, sia che nel caso sia scarsa. E’ un ottimo purificante, purifica il sangue ed ha un ottimo effetto disintossicante per il corpo in generale. La salvia decongestiona le vie respiratorie e anche le mucose gastriche, quindi aiuta a liberare il naso dalle infiammazioni e fa tornare l’appetito nel caso esso sia scarso. E’ adatta anche nel trattamento del diabete, però in questo caso andrebbe miscelata con l’achillea, un’altra erbe utilissima. E’ un toccasana per l’intestino, il fegato e per le vie urinarie, in questi casi ha dei potenti effetti antinfiammatori contro le affezioni di questi organi. A livello ginecologico, essa ha dei poteri disinfettanti, nel caso di leucorrea, la salvia può far guarire del tutto da questo disturbo e anche per delle semplici irritazioni vaginali è un buon rimedio. Bere una tisana di salvia, è utile anche per le affezioni del cavo orale. In questi casi si vedranno effetti sorprendenti per gengiviti e stomatiti, mentre nei casi tonsilliti, laringiti e faringiti, si usa fare dei gargarismi. Comunque sia la salvia, è utilissima per tutte le malattie legate al metabolismo, di natura reumatica e anche nella gotta. Anche chi non presenta particolari problemi, può trovare nella salvia un’ottima alleata per mantenere il nostro corpo in salute. I suoi poteri sugli ormoni, non potrà che salvaguardarci dai più svariati problemi.  La salvia non fa mai male, quindi assumerla sarà solo un vantaggio per prevenire patologie più o meno serie. Questa erba, si può trovare in tutte le erboristerie, ma per chi ha la fortuna di poterle raccogliere, non deve lasciarsi sfuggire l’occasione, perché è davvero un’erba dai mille usi.

Chiara Lanari  

Posted on Maggio 14, 2008 by chiara

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Virtu’ salutistiche dell’Avocado

Frutto esotico per eccellenza, l’avocado è saltato alla ribalta per alcune scoperte circa le sue virtù in campo salutistico.

Secondo una ricerca effettuata in Giappone l’avocado non solo fa bene come tutti gli altri frutti, ma addirittura aiuta il nostro fegato a mantenersi sano.
I ricercatori del dipartimento di biochimica applicata e della facoltà di agricoltura dell’Università di Shizuoka, in Giappone, hanno somministrato una sostanza tossica per il fegato, la galattosamina, a ratti da esperimento e poi li hanno nutriti con vari tipi di frutti mescolati al mangime usuale. Il frutto che ha mostrato maggiore capacità nel rallentare il danno epatico da tossina è risultato proprio l’avocado. A quanto pare l’avocado in qualche modo blocca l’azione tossica della galattosamina, la tossina somministrata agli animali nell’esperimento, sul metabolismo delle cellule epatiche sane. Ancora non sappiamo però quali siano le singole sostanze responsabili di questa benefica azione”, i ricercatori giapponesi sono ancora molto prudenti sui risultati di questi studi.

Essendo ricco di grassi monoinsaturi l’avocado e potrebbe contenere molti antiossidanti, quindi che bloccano i danni da ossigeno. Poi dobbiamo aggingere che l’avocado è ricco non solo di questi grassi, che sono quelli buoni che abbassano il colesterolo, ma anche di vitamina E e vitamina C (antiossidanti), di potassio e di fibre, che migliorano la funzione intestinale.

Infine vi è ancora una proprietà benefica di questo frutto esotico; questo frutto è infatti ricco di acido folico, che è necessario assumere in quantità ottimali soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza per ridurre il rischio di malformazioni a carico del sistema nervoso del bambino.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 14, 2008 by fabiobianchi

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GENI E FUMO

 

Secondo alcune recenti ricerche, alcuni geni e la dipendenza da nicotina sono indissolubilmente legate, questo porta allo sviluppo di malattie legate al fumo molto pericolose. Da tempo si parla di come si potrebbe risolvere il problema del fumo e di evitare che troppe persone si ammalino perché non si riesce ad uscire dal tunnel della nicotina. Questo studio, ha aperto la strada a nuove cure personalizzate, che hanno lo scopo di combattere la dipendenza da nicotina e di prevenire il consumo di sigarette. La ricerca, svolta da un medico islandese, è stata effettuata inizialmente su un campione di islandesi, da molto tempo studiati da tanti genetisti con lo scopo di determinare una serie di cure e di capire il tipo di legame che c’è tra un particolare gruppo di geni e la dipendenza da fumo. Secondo i riscontri emersi dalle suddette ricerche, i geni in questione sono: il CHRNA3, CHRNA5 CHRNB4, questi geni si collocano su un cromosoma detto 15q24. questi geni, hanno il potere di ordinare alcuni recettori nicotinici, ovvero molecole che sono normalmente localizzate sul cervello, nei vasi sanguigni e nelle vie urinarie. Questi recettori, reagiscono alla nicotina delle sigarette. Secondo lo studio, i fumatori divisi per numero di sigarette fumate al giorno, ha confermato che chi dipende dalla nicotina, presenta una variazione di alcuni geni. Chiaramente questo riguarda i fumatori accaniti e non chi fuma soltanto poche sigarette. Le ricerche, hanno inoltre messo in evidenza come la dipendenza dal fumo può provocare patologie legate all’apparato cardiovascolare come l’occlusione delle arterie delle gambe, per non parlare del rischio di tumore al polmone che in questi casi quadruplicano. L’associazione di certi geni con il consumo di nicotina, è stato studiato mettendo a confronto più di mille pazienti provenienti da paesi diversi e paragonandoli a persone che invece non hanno problemi legati al fumo. Per il riscontro sull’arteriopatia arteriosa, sono invece stati studiati più di tremila pazienti, comunque sia i risultati sono stati molto convincenti. Nei casi dei malati di arteriopatia, si sono analizzati i casi di quasi duecento pazienti, mettendo a confronto i loro dati genetici scoprendo cosi che anche in questo caso, la differenza genetica era molto rilevante. La credibilità di questa scoperta, sta tutta nel fatto che l’origine dei pazienti è diversa, non sono stati analizzati solo individui provenienti da un paese, ma da più paesi in parte europei, inoltre i campioni studiati sono molto ingenti, tutto questo da molta credibilità alla ricerca, tanto da essere stata pubblicata sulle maggiori riviste scientifiche. Si pensa, che ben presto certe tipologie di studi e scoperte possano coinvolgere anche pazienti italiani, in modo da allargare il campo di ricerca sulla dipendenza da nicotina e fattori genetici anche al nostro paese. Grazie a queste importanti scoperte, si possono sviluppare e creare nuove cure per ovviare alla dipendenza da nicotina per tutti coloro che sono portatori di questi particolari geni variabili. Lo scopo di tutte ricerche, è istituire una cura o più cure personalizzate per ogni tipologie di paziente, a seconda appunto di che portatore si tratta. Comunque sia, per prevenire il rischio di malattie legate al fumo, quali in primis il tumore al polmone, è bene evitare nettamente il fumo. Le campagne che si svolgono ogni anno non bastano mai, ma forse grazie a questa innovativa scoperta un passo avanti per combattere la dipendenza si è fatto.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 13, 2008 by chiara

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La pennichella

Spesso dopo un lauto pranzo, oppure dopo la scuola o dopo il lavoro, ci capita di avere sonno, una voglia improvvisa di coricarci per un ‘oretta sul divano di casa o sul letto, qualche volta davanti al PC…ma la pennichella  aiuta veramente a riposare, oppure è deleteria?

La pennichella è l’abitudine di schiacciare un pisolino dopo il pasto di mezzogiorno. Ritenuta un sintomo di pigrizia tipico dei paesi caldi latini e mediterranei è provocata dalla sonnolenza che segue un pasto troppo abbondante e pesante o da un riposo notturno insufficiente. Nel primo caso è fortemente sconsigliata, mentre nel secondo diventa una vera e propria necessità per recuperare dalle fatiche mattutine ed acquisire nuove energie per poter affrontare il lavoro pomeridiano.

In Italia, i ritmi di lavoro sempre più alti, ne hanno ridimensionato la portata, mentre, in contro tendenza, negli USA alcune grandi aziende, nell’ambito di una strategia di miglioramento dell’efficienza del personale, hanno predisposto delle vere e proprie stanze destinate al riposo, da utilizzare durante la pausa. Il riposino non deve durare, però, più di 15-30 minuti, altrimenti si entra in una fase di sonno profondo, dal quale è difficile risvegliarsi in condizioni adatte a riprendere subito a pieno ritmo l’attività lavorativa.

La pennichella è vivamente consigliata in caso di sonno notturno scarso ed inadeguato, infatti, il corpo umano ha bisogno di dormire per un certo numero di ore, per potersi ricaricare. L’alternanza di veglia e sonno è definita ritmo circadiano, per coloro che svolgono mansioni con orari di lavoro che sconvolgono tale ritmo (turni notturni, rotazione degli orari), il ricorso al riposino pomeridiano è quasi un obbligo.

La pennichella per ovvie ragioni è vietata a chi soffre di insonnia notturna e di problemi della digestione.

Quindi facciamo pure una piccola pennichella, attenti pero’ a dove la facciamo, se siamo la volante, e sentiamo la voglia di dormire meglio fermasi in un autogrill o in una piazzola e riposare, un colpo di sonno potrebbe essere veramente pericoloso!

 Bianchi Fabio

Posted on Maggio 13, 2008 by fabiobianchi

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IL MIELE, UN ALIMENTO DALLE MILLE PROPRIETA’

Il miele, è un prodotto alimentare che oltre alla sua bontà per il palato, ha numerose proprietà benefiche anche per la nostra salute. Esso è prodotto dalle api che producono dal nettare e poi lasciano maturare nell’alveare. Dal punto di vista alimentare, esso può essere considerato una risorsa di zuccheri non trattati, quindi naturali e si proclama come il cibo più energetico che c’è. Il miele, rende più forti i muscoli del corpo, aumenta la resistenza e aiuta il recupero dell’energia fisica. Chi fa sport o attività fisiche, non potrà che trarre giovamento dall’assunzione del miele. Chi soffre di ulcera gastrica o di problemi digestivi, può sostituire lo zucchero con il miele e ne trarrà certamente vantaggio, per la sua leggerezza e la facile digeribilità. Il miele, contiene acqua, zucchero, acidi, proteine, Sali minerali, vitamine, pigmenti, fosfati ed armi dei fiori, insomma è un alimento completo ed ottimo. Per i bambini, è un ottimo fissatore per i Sali minerali, è un ricco alimento per combattere l’anemia e utile anche contro la costipazione e le fermentazioni. Mangiare 100 grammi di miele, o spalmarlo sul pane la mattina, regala all’organismo 300 calorie facilmente digeribili. Esso è utile anche per le applicazioni esterne, aiuta a cicatrizzare ferite e bruciature e mangiando un cucchiaino di miele si migliora anche l’irritazione della gola. Anche se molti non lo sanno, ci sono moltissime tipologia di miele; il più noto è certamente il miele di acacia dal sapore fine e vellutato ha proprietà lassative, antinfiammatorie, disintossicanti per il fegato, corroborante e soprattutto è un valido aiuto per le patologie dello stomaco. Il miele di castagno, dal sapore forte e anche un po’ amaro, favorisce la circolazione sanguigna, disinfetta le vie urinarie, ha proprietà astringenti ed è altamente consigliato a bambini ed anziani. Il miele di girasole, ha un gusto di polline ed ha ottime proprietà per rafforzare le ossa, contro il colesterolo e antinevralgico. Il miele di erica, ha un sapore molto floreale, ha delle proprietà che agiscono contro l’anemia e contro i reumatismi. Il miele di arancio, ha un gustosità molto aromatica e acida, serve contro l’insonnia, per combattere il nervosismo e per cicatrizzare le ulcere. Il miele di eucalipto, ha un sapore dolce e caramellato, è utilissimo per la tosse e per tutte quelle forme di catarro e problemi bronchiali. Ha anche proprietà antibiotiche. Anche il miele di melata d’abete, nonostante il sapore resinoso è utile per le patologie polmonari e respiratorie, questo miele agisce anche come antisettico.  Il miele di bosco, ha un aroma fresca e zuccherata, è adatto per tutti gli stati influenzali. Il miele di erba medica, delicato e leggero è utile come tonificante e antinfiammatorio.  Il miele millefiori, molto famoso, dal sapore delicato ha delle ottime proprietà per disintossicare il fegato, mentre il miele di tarassaco e melo, ha effetti diuretici e depurativi soprattutto per i reni. Il miele di timo, dal sapore molto intenso, ha un generale effetto calmante e antitossico, mentre il miele di melata di quercia che contiene molti Sali minerali è utilissimo per chi fa sport. Il miele di tiglio, che ha un sapore molto balsamico, quasi di mentolo, è un forte sedativo contro i dolori mestruali ed ha anche effetti digestivi, diuretici, calmanti e sudoriferi. E’ indicato per chi soffre d’insonnia e di nervosismo. Infine, il miele di trifoglio e il miele di rododendro, uno dal sapore intenso l’altro delicato, hanno proprietà calmanti, antisettiche e contro la febbre. In generale il miele ha un ruolo molto importante per accelerare tutte le reazione metaboliche dell’organismo. Nonostante tutte le sue proprietà benefiche siano in esso contenute in dosi non eccessive, questo alimento ha delle capacità benefiche sia a livello dietetico che farmacologico davvero invidiabili.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 12, 2008 by chiara

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La colite

Almeno il 15% della popolazione soffre di questo disturbo chiamato anche colon irritabile, quindi un disturbo piuttosto diffuso.

I sintomi più comuni sono i dolori o crampi addominali, la diarrea o la stipsi, mentre le forme più gravi sono associate a manifestazioni più severe, come emissioni di feci liquide, nausea e vomito, senso di spossatezza generale, febbre elevata, abbassamento della pressione arteriosa e sete intensa.

Vi sono varie forme di colite: vi è la colite spastica, la più comune e meno grave, causata da un colon facilmente irritabile con sintomi banali, ma spesso molto fastidiosi (dolori addominali, stipsi o, al contrario diarrea): le coliti infettive sono provocate da un agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, yersinia, sighella, ameba, Cytomegalovirus, schistosomiasi ecc.: le coliti ischemiche sono causate da un deficit dell’apporto di sangue al colon. Sono maggiormente diffuse tra gli anziani, a causa della notevole diffusione di patologie cardiovascolari tra questi pazienti: le coliti da antibiotici o di origine chimica (mercurio): la colite speudomembranosa, causata da un germe, il Clostridiumm difficile, responsabile della produzione di una tossina, attivata dalla reazione a una terapia antibiotica che provoca la distruzione della flora intestinale: la colite ulcerosa o morbo di Crohn è una seria patologie di cui non sono ancora note completamente le cause.

Nelle forme meno gravi, il cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione, volto ad eliminare le fonti di stress e i disordini alimentari, è già una buona terapia efficace, accanto ad altri interventi di supporto, come ripristinare la flora batterica con l’assunzione di fermenti lattici Per le forme con febbre occorre eseguire una terapia a base di antibiotici. Per la forma di colite ulcerosa si associano agli antibiotici anche i cortisonici. Nei casi più gravi del morbo di Crohn si interviene chirurgicamente o si somministrano immunosoppressori.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 12, 2008 by fabiobianchi

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ATTENTI AI BATTERI NELLA TASTIERA DEL PC

Anche se non si direbbe, la tastiera del pc è un covo di batteri, almeno cosi è emerso da uno studio condotto da un biologo britannico. Secondo questa ricerca, risulta più pericolosa  per prendere infezioni, la tastiera del computer che un wc e la porta della toilette. La colpa sembra sia della poca igiene e del fatto che spesso le persone usano mangiare davanti al computer, con il rischio che batteri si annidino sulla tastiera. Il biologo che ha fatto questa scoperta, ha esaminato una cinquantina di tastiere di uffici britannici e ha riscontrato che molte presentano dei batteri pericolosi che potrebbero portare alcune malattie a chi utilizza la tastiera. Dalla ricerca è emerso che alcune tastiere si sono presentate pericolose per la salute, una addirittura era più sporca di una tavoletta del water. Alcune tastiere avevano dei batteri pericolosi, superiori di oltre cento volte il limite di batteri possibili, altre a causa di batteri presenti, potrebbero divenire strumenti per un’intossicazione alimentare. Il fatto che molte persone pranzano o fanno spuntini davanti alla tastiera del pc, è la causa principale di tutti questi batteri, in quanto i resti del cibo, anche minimo oppure le briciole sono terreno fertile per i batteri nocivi. Anche l’igiene personale ha il suo ruolo, molti vanno in bagno e una volta tornati davanti al computer non si lavano le mani. Il fatto peggiore, è che spesso le tastiere dei pc vengono usate da più persone, quindi si rischia di contaminare di batteri anche altri malcapitati. Le malattie che potrebbero colpire vanno dalle intossicazioni alimentari, alla diarrea e al vomito. Il punto è che la gente non crede che da una tastiera possano sorgere certe malattie, oggigiorno l’uso massiccio del computer e il fatto che quasi tutti, lavorano davanti ad esso, porta le persone a passare sempre più tempo in compagnia della tastiera, ci si mangia anche davanti e inconsapevolmente i batteri si sviluppano tra le fessure dei tasti, dove cadono le briciole. Intervistati sull’argomento, molte persone hanno dichiarato di non pulire mai la tastiera, poche di più quelle che a mala pena la strofinano ogni tanto, davvero pochi i patiti della pulizia che puliscono il mouse e la tastiera con l’alcool. Per uscire dal rischio di beccarsi certi batteri, bisognerebbe pulire la tastiera del computer ogni giorno, dopo aver mangiato per evitare cosi che le briciole si accumulino nelle fessure. Almeno una volta a settimana poi, è necessario pulirla a fondo con un disinfettante e l’alcool. Quasi tutti ignari del pericolo batteri probabilmente. Tanto per fare un paragone, mangiare davanti ad una tastiera sporca, è quasi come mangiare davanti ad un water, se si arriva al punto che i germi presenti superano la soglia consentita, è necessario buttare la tastiera e sostituirla con una nuova. La cosa migliore da fare, oltre a pulire la tastiera, è evitare di mangiare, se possibile, davanti al computer in modo che i resti del cibo non sviluppino i batteri ed i germi cattivi. Un’altra cosa da fare, è lavarsi sempre le mani prima di usare la tastiera e cosa ancora più importante, è fare in modo che essa sia il più personale possibile. Il multiuso da parte della tastiera rende più difficile tenerla pulita, col rischio che tanti germi facciano capolino da essa e si attacchino a più persone. Insomma, da oggi in poi attenti alla tastiera del pc! Potrebbe nascondere dei germi pericolosi per la salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 9, 2008 by chiara

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