LA DEPRESSIONE E I SUOI LEGAMI CON LO STRESS

Lo stress, può giocare un ruolo determinante nella comparsa della depressione, certo esso non è l’unico responsabile di questo disturbo, ma se ne possono sottolineare molti aspetti dannosi. La depressione, in tutte le sue forme, può anche presentarsi senza un motivo drammatico alle spalle, comunque sia, è doveroso ipotizzare che gli eventi significativi e negativi, che come tali provocano delle reazioni da stress, possono scatenare la depressione o comunque ampliarla se già presente. Per capire meglio tutto ciò, è essenziale capire quali modificazioni si verificano nell’organismo nel momento in cui, ci si trova di fronte un evento stressante. Quest’ultima, avviene di solito in una zona del cervello, chiamata ipotalamo e in una ghiandola detta ipofisi. Il cervello e l’ipofisi, in seguito allo stress, liberano varie sostanze utili per consentire al corpo e alla mente di gestire la situazione. Tra queste sostanze, ha un ruolo particolare l’ormone acth, che sollecita le ghiandole surrenali a liberare cortisone e adrenalina. All’inizio, queste due sostanze svolgono un’azione benefica, in quanto danno maggiore forza alle risorse psicofisiche. Il problema, consiste nel fatto che se la reazione da stress si protrae nel tempo si annullano i benefici immediati, mentre hanno inizio gli effetti negativi. Anche il cuore viene coinvolto in questo meccanismo, esso batte molto veloce e la pressione sanguigna aumenta cosi come i meccanismi della tiroide, che vanno incontro a più lavoro portando squilibrio nella sfera psico- fisica. Ad esempio, l’insonnia, l’irritabilità, la sensazione di spossatezza. Tra l’altro, le modificazioni prodotte dallo stress, agiscono negativamente sul sistema immunitario, rendendo l’organismo molto più vulnerabile nei confronti delle malattie. Un forte stress, prolungato nel tempo, può far comparire un disturbo dell’umore. La reazione allo stress, è influenzata anche dalla personalità e dal vissuto di ogni individuo. Ci sono persone, che accumulano una forte tensione anche solo per problemi banali, come ad esempio rimanere imbottigliati nel traffico, mentre ce ne sono altre, che non si lasciano turbare da niente. Poi ci sono degli effetti che sono oggettivamente stressanti per tutti. Secondo alcune ricerche, gli eventi stressanti più comuni, divisi anche a seconda del punteggio, sono: la morte del coniuge o di una persona molto vicina, il divorzio, separazione e la detenzione in carcere, le malattie, il licenziamento, la malattia di una persona cara, problemi sessuali, entrata di un nuovo membro della famiglia, morte di un amico intimo, problemi nell’ambito lavorativo, nuove responsabilità sul lavoro, un figlio che esce da casa e problemi con suoceri, cambiamenti nelle condizioni di vita e delle abitudini personali, cambiamento di residenza e cambiamento nelle abitudini alimentari.  Tutti questi fattori, sono le cause principali dello stress e sommate tra loro, possono portare a delle situazioni altamente problematiche. In alcuni casi, soffrire tanto di stress, oltre a portare alla depressione, può causare un disturbo dell’umore cronico. In questo caso, si possono provare le tante tecniche di rilassamento come l’ipnosi o il training autogeno. Nel caso invece, in cui la situazione è sotto il livello di guardia, anche lo yoga, può essere molto d’aiuto.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 27, 2008 by chiara

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LA CATARATTA E LA CONGIUNTIVITE, DUE MALATTIE DEGLI OCCHI DA NON SOTTOVALUTARE

Tra i tanti problemi che possono riguardare gli occhi, ne esistono due abbastanza diffusi, che se sottovalutati o curati male, possono portare dei problemi agli occhi ancora più seri. la prima malattia, è la cataratta, ovvero l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale posta dietro l’iride, la parte colorata degli occhi. Il cristallino, ha la funzione di far convergere i raggi luminosi provenienti dall’esterno e di proiettarli sulla retina. A causa della cataratta, il cristallino, diventa progressivamente opaco, lasciando cosi passare con difficoltà i raggi luminosi. Il risultato di questa malattia, è una visione sfocata e annebbiata che a lungo andare, può portare anche alla cecità. Il più delle volte, la causa della cataratta è di natura senile, l’invecchiamento progressivo dei tessuti,  oppure l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole. Ecco perché, chi fa lavori che necessitano di una lunga esposizione al sole, sono più a rischio. Anche gli incidenti e le ferite possono causare questa malattia, oppure un uso spropositato del cortisone. Chi soffre di diabete, anche se giovane, può venir colpito dalla cataratta e non sono rari i casi, in cui anche il glaucoma o la miopia elevata possono portare a questa patologia. Purtroppo, non è facile curarla, in quanto una volta che il cristallino si è annebbiato, non esistono medicine che possono riportarlo alla situazione iniziale. L’unica soluzione, è togliere il cristallino malato e sostituirlo con una lente artificiale, tramite un’operazione chirurgica che dura circa 40 minuti. La cataratta, può essere anche di origine secondaria, basta pensare, che il 15% delle persone operate di cataratta, soffrono in seguito di cataratta secondaria. In questo caso, l’opacizzazione, non riguarda il cristallino, ma la capsula in cui è stato appoggiato. Anche qui, si avvertono sintomi come quelli della cataratta normale, come la visione sfocata, contorni sfumati e la progressiva perdita della vista. La cataratta secondaria, colpisce soprattutto giovani e nasce da alcune infiammazioni presenti sull’occhio. Un’altra malattia pericolosa, è la congiuntivite, ovvero l’infiammazione della congiuntiva, che può essere di vari tipi: allergica, quindi causata da reazioni allergiche di alcune sostanze come i cosmetici, il polline ecc. in questo caso, la congiuntivite si manifesta con un forte prurito. Questo tipo di congiuntivite, va curata da un allergologo. La congiuntivite batterica invece, è quella causata da un attacco di un batterio, causa una secrezione purulenta e di colore giallo, la mattina risulta difficile aprire gli occhi. In questo caso, il medico prescriverà degli antibiotici e colliri. Chi viene colpito da questo tipo di congiuntivite, deve stare molto attento a non attaccarla ad altre componenti della famiglia, quindi è bene osservare buone norme igieniche. C’è poi la congiuntivite virale, causata da un virus, che si associa ad altre malattie. Questo tipo, può causare anche fotofobia e molto prurito. Essa può durare anche 2 settimane e spesso gli antibiotici non servono. Essendo molto contagiosa, è bene osservare norme igieniche doppie rispetto agli altri casi. Infine, c’è la congiuntivite tossica, causata dall’esposizione di sostanze irritanti come il fumo e lo smog. I sintomi, sono sempre gli stessi, ma in questo caso essa non è infettiva e non si può attaccare. Per combatterla, basta evitare il contatto con quegli elementi irritanti. Sia la cataratta, che la congiuntivite, non sono da sottovalutare, quindi bisogna curarle subito e bene.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 23, 2008 by chiara

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CURARE LE CONTUSIONI

Le contusioni, sono causate da un forte impatto, di solito con un oggetto solido, nel migliore dei casi, questa può provocare lividi e gonfiori molto dolori, nel peggiore dei casi ferite che richiedono subito una medicazione. Nei casi in cui la contusione provochi solo dei lividi, risultato della rottura dei capillari, il sangue fuoriesce dai tessuti e si accumula in corrispondenza del trauma, formando una piccola chiazza rosso scura. Si sa, che i lividi cambiano colore con il passare dei giorni, inizialmente si presentano con una colorazione rosso scura, questo perché il sangue all’inizio è ricco di ossigeno, in seguito i lividi diventano sempre più scuri, passando da un colore violaceo, fino al giallo scuro o marroncino, segnale che simboleggia la guarigione. Di solito i lividi causati dalle contusioni, durano circa 10 giorni. Curare da soli le contusioni si può, il primo rimedio di base è il ghiaccio che va subito messo nella parte gonfia, in alternativa al ghiaccio, si può mettere una garza bagnata nell’acqua gelida. Il ghiaccio infatti, provoca la costrizione dei vasi sanguigni. E’ bene tenere l’impacco di ghiaccio, per almeno venti minuti, dopo di che va applicata una pomata antinfiammatoria che impedisce la formazione di grumi di sangue. L’applicazione della pomata, andrebbe ripetuta almeno 3 volte al giorno e ogni volta, bisogna ricoprire con una garza, che aiuta la penetrazione della pomata. Quando si manifestano i gonfiori, probabilmente la situazione è più seria, in questo caso infatti, la contusione provoca la rottura dei vasi arteriosi, nei tessuti si accumula il sangue e si presenta una macchia abbastanza grande di colore viola con un gonfiore dolorante diffuso. Anche questo tipo di contusioni è però curabile da soli, innanzitutto è necessario tenere a riposo la parte malata, evitando ogni tipo di sforzo. In questi casi, andrebbe evitato anche l’esposizione della parte colpita al calore, in quanto quest’ultimo, può provocare la fuoriuscita del sangue. In seguito, vanno applicati gli stessi rimedi detti precedentemente, borsa del ghiaccio e pomata antinfiammatoria. In questo caso, il ghiaccio, ha anche una specie di potere antidolorifico. Può anche capitare, che oltre al gonfiore e al livido, si manifestino le ferite o abrasioni di varia natura. Certo, nel caso in cui la ferita sia di grave entità l’unica cosa da fare, è correre al pronto soccorso, altrimenti anche in questi casi, si può ricorrere all’autocura. Prima di tutto, bisogna pulire e disinfettare la parte con acqua ossigenata, ma non prima di aver lavato la ferita solo con acqua. In seguito, la parte va coperta con una garza e tenuta coperta con cerotto, che permette alla pelle di respirare e di ricomporre i tessuti lacerati più in fretta. Molto buoni, sono anche i farmaci cicatrizzanti all’olio di fegato di merluzzo che aiutano la ferita a rimarginarsi molto più in fretta. In certi casi, è bene però ricorrere al pronto soccorso, ad esempio quando il dolore è molto forte e non si riesce a muovere la gamba, in questo caso, potrebbe trattarsi si una frattura quindi l’autocura risulta inutile. Infine, anche nei casi in cui ci siano ferite profonde, difficili da disinfettare, è bene ricorrere al medico. Le contusioni, possono anche capitare nella zona dell’occhio, in questo caso, essendo esso una struttura molto delicata, potrebbe verificarsi la rottura di un capillare, quindi è necessario fare subito una visita, per escludere problemi visivi. Nei casi non gravi, anche nell’occhio, si possono applicare i rimedi già detti.

Chiara Lanari  

Posted on Maggio 22, 2008 by chiara

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IL DOLORE ALLE GAMBE

A chi non capita mai, di avere dei dolori alle gambe? La funzionalità delle gambe, può essere messa in pericolo da molti disturbi di vario genere. Essi possono manifestarsi in modo occasionale, in quel caso si tratta di disturbi di poco rilievo che spariscono nel giro di poco tempo. Altre volte, possono essere di natura degenerativa che potrebbero essere il campanello di allarme di un disturbo più serio. Spesso, dopo n trauma, ci si può ritrovare con una distorsione alle gambe, dopo un movimento brusco, le superfici delle articolazioni, si allontanano causando dolore, il più delle volte, la distorsione è localizzata a livello della caviglia. Più seria, è la frattura, che può essere di tipo chiuso, quando l’osso fratturato non esce dalla sua sede, o esposta quando esce. In questo caso, si avverte un dolore molto acuto nell’osso o nell’articolazione, la zona si gonfia molto ed è quasi impossibile toccarla. In questo caso, la cosa migliore da fare è correre al pronto soccorso. Ancora più serio, è la frattura del femore, ovvero della continuità dell’osso della coscia. Può dipendere da un trauma o da una malattia più seria dell’osso. La frattura, può interessare o la parte intermedia, dovuta ad incidenti, oppure al collo del femore, che in particolare, colpisce gli anziani. Più spesso, i dolori alle gambe, sono dovuti a semplici crampi muscolari, ovvero uno spasmo che colpisce momentaneamente una zona e provoca dolore intenso e difficoltà di movimento. Spesso, questo succede perché non si muove abbastanza la gamba. Anche gli strappi muscolo-tendinei, che riguardano il danneggiamento dei legamenti che tengono uniti i muscoli alle ossa, sono conseguenti a movimenti bruschi. In questo caso, è bene tenere la gamba a riposo.  Altre cause di dolori alla gambe, possono essere la sciatica, un dolore che parte dalla parte bassa della schiena, fino a coinvolgere tutta la coscia e la gamba. E’ dovuta, alla compressione o all’infiammazione del nervo sciatico. In questo caso, si possono avvertire anche formicolii alla parte inferiore degli arti ed un irrigidimento della colonna vertebrale. Il più delle volte, la sciatica è dovuta all’ernia del disco o l’artrosi vertebrale. Non sono rari i casi, in cui il male alle gambe, è sintomo di problemi osteo-articolari come l’artrosi, una malattia degenerativa che coinvolge le articolazioni, in particolare delle ginocchia o dell’anca, oppure l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica, che colpisce le articolazioni e si dice, sia provocata da un virus sconosciuto. In questi casi, la malattia si manifesta con dolore e rigidità delle articolazioni soprattutto il mattino. Altre cause del dolore alle gambe, possono riguardare problemi circolatori, come l’arteriopatia, una malattia cronica causata dal deposito di grassi sulle pareti delle arterie delle gambe, l’insufficienza venosa, cioè la tendenza delle vene a dilatarsi e la trombosi, una malattia molto pericolosa, che va curata tempestivamente. Per mantenere sane le gambe, è necessario privilegiare un’alimentazione con pochi grassi, zuccheri e poco sale, evitare il fumo e troppo alcool, non fare docce o bagni troppo caldi, che potrebbero dilatare i vasi, fare sempre una buona attività fisica, evitare tacchi troppo alti, o calze e pantaloni molto aderenti. Infine, bere sempre tanta acqua e cambiare spesso posizione. Seguendo queste semplici regole base, le gambe rimarranno di sicuro in buona salute.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 21, 2008 by chiara

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IL LIEVITO DI BIRRA

Il lievito di birra, è usato sin dall’antichità come integratore. Già greci e romani, ne facevano uso in quanto possiede proteine, lipidi, glucidi, Sali minerali, fosforo ecc. E’ un integratore che può essere preso in modo illimitato e non farà mai male alla nostra salute, anzi preso 3 volte al giorno, prima dei pasti principali, è un modo del tutto naturale per mantenerci in salute. Finora, il lievito di birra, non ha mai presentato controindicazioni, quindi non ha effetti collaterali che possono compromettere il corpo. In particolare, questo integratore ha effetti superbi sull’intestino, esso opera sulla mucosa intestinale aumentando la formazione della flora batterica, quindi si presenta come un’ottima arma per difendere l’intestino. La flora batterica, regola tutta l’attività digestiva a livello intestinale, quindi è chiaro che il lievito di birra, aiuta questa attività a funzionare nel migliore dei modi. Il lievito di birra, ha un effetto barriera e difende da moltissime patologie intestinali. Ad esempio, una su tutti la fastidiosa stitichezza, che è un male comune, se si assume giornalmente una dosa di lievito di birra, si potrà davvero dire addio a questo problema, cosi come a tutte quelle patologie fastidiose, come la colite, la diarrea ecc. Il lievito di birra, agisce anche come depuratore della pelle. Problemi di acne, foruncoli, e tutte le lesioni cutanee, possono venir sconfitte dal lievito di birra. Spesso infatti, l’acne o altri problemi della pelle, possono derivare da problemi digestivi o degli organi che coinvolgono l’apparato digerente. Assumendo giornalmente, 3 volte al giorno, un cucchiaino di lievito di birra, l’acne tenderà progressivamente a scomparire e non solo giorno per giorno, si vedrà che la pelle sarà molto più liscia e pulita. Il lievito di birra, si può anche usare per la pelle ruvida, le labbra screpolate, i capelli secchi e per la cura delle unghie. Chi ha problemi di peso, troverà nel lievito un valido alleato. Questo ha un chiaro effetto dimagrante, perché aiuta a normalizzare il metabolismo dei grassi, soprattutto a livello intestinale, dove avviene l’assorbimento dei lipidi. Il lievito, apporta anche molta vitamina B, quindi è adatto in tutte quelle patologie del metabolismo, esso aiuta a regolare l’organismo. Chi soffre di ipertensione, può prendere ogni giorno il lievito di birra, questo agisce sempre tramite l’intestino che attiva dei sistemi difensivi, utili contro l’ipertensione. L’apporto della vitamina B, aiuta anche il sistema neurovegetativo, insomma aiuta a combattere il dolore. Esempi lampanti, sono, tutte le nevralgie acute e croniche, la sciatica, la nevralgia del trigemino e tutti quei problemi legati ad i nervi. Aiuta anche il sistema endocrino, in particolare è ottimo contro il diabete perché aiuta l’intestino nella sua funzione digestiva, togliendo lavoro al pancreas. E’ molto consigliato anche alle donne incinta e a quelle che allattano. Insomma è davvero un integratore unico. Lo si può trovare in tutte le erboristerie, in bustine o compresse. Di solito la modalità di assunzione viene indicata nella confezione, ma nella norma va preso 3 volte al giorno e volendo può essere preso anche quello a dadi, che si vende negli alimentari. Come già accennato, non risulta che il lievito di birra, possa provocare intolleranze, al massimo può causare dei problemi intestinali in quei soggetti che hanno intestini molto sensibili. Per il resto, una dose di lievito di birra al giorno, non può che salvarci da tante patologie.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 20, 2008 by chiara

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La cromoterapia

Curarsi con i colori; dal nome cromoterapia, di origine greca (kromos, colore e teraphia, cura), nasce questa pratica di medicina alternativa, che cercheremo di conoscere un po’ meglio.

La cromoterapia ha origini antichissime, poiché le medicine tradizionali hanno sempre attribuito grande importanza all’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo dell’uomo.
Egizi, Romani e Greci praticavano l’elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi. In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino l’equilibrio dei chakra, i centri di energia sottile che vengono associati alle principali ghiandole del corpo. Anche i Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all’azione delle varie tinte: il colore giallo serviva a rimettere in sesto l’intestino, il violetto ad arginare gli attacchi epilettici. In Cina, addirittura, le finestre della camera del paziente venivano coperte con teli di colore adeguato e il malato doveva indossare indumenti della stessa tinta. Negli ultimi anni la cromoterapia ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi studi scientifici che evidenziano l’influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e metabolico.

L’effetto terapeutico del colore sull’organismo umano è legato alla natura oscillatoria delle nostre cellule: il malessere o la malattia, infatti, non sono altro che una disarmonia del ritmo vibratorio cellulare su cui i colori hanno potere armonizzante (le frequenze dei colori interagiscono con le vibrazioni del nostro organismo riequilibrandole nel caso di malattie o malesseri). Dal punto di vista terapeutico (trattamento di disturbi relativi al nostro organismo), la cromoterapia è considerata una “terapia dolce” in quanto non è invasiva, generalmente non presenta particolari effetti collaterali e fornisce immediatamente un effetto benefico a chi si sottopone ad un trattamento, senza crearne dipendenza. Con poche eccezioni la cromoterapia può essere utile a tutti, anche a livello preventivo. Infatti, vi sono particolari trattamenti che servono a dare la “messa a punto” individuale, in modo da rendersi più forti e preparati per affrontare i disagi quotidiani. La cromoterapia può essere applicata da sola oppure come potenziamento delle altre cure, essendo un “catalizzatore” formidabile per stimolare processi naturali di autoguarigione.
Le persone che soffrono a livello fisico o psicologico possono associare con profitto la cromoterapia a qualsiasi cura (allopatica, omeopatica, fisioterapica, riflessologica, ecc.) perché essa stimola lo smaltimento naturale delle tossine mobilitate dai principi attivi dei prodotti, pulendo e proteggendo tutto l’organismo. Ogni applicazione può essere vista a sé stante, quindi anche una sola volta ogni tanto può fornire un buon giovamento, ovviamente però i risultati migliori si ottengono con una serie di sedute: prima settimanali, poi mensili, infine si hanno i tipici “richiami” ai cambi stagionali.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 20, 2008 by fabiobianchi

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La lombalgia

Quando ci svegliamo e sentiamo forti dolori in fondo alla schiena, oppure alla sera, dopo una faticosa giornata di lavoro, potremmo trovarci davanti ad un problema di salute chiamato lombalgia, quindi vediamo di scoprirne cause e cure.

Per chi svolge un lavoro prevalentemente sedentario il dolore si manifesta dopo essere stati seduti a lungo o nel momento in cui ci si alza dalla sedia. Al contrario per alcuni il dolore si manifesta acutamente dopo uno forzo o un movimento incongruo, con un irrigidimento muscolare che blocca i movementi della schiena.

La lombalgia è un problema molto diffuso tanto da rappresentare una delle più frequenti cause di consultazione medica. La lombalgia inoltre è la principale causa ed è la principale causa di assenteismo dal lavoro. Da recenti statistiche risulta che in Italia il 40% della popolazione soffra di lombalgia.
E’ importante comunque rilevare che generalmente a questi dolori non si associano problemi specifici alla colonna vertebrale.
Ma come fare per curare il problema? Per la lombalgia l’armamentario terapeutico è ampio, ma la scelta della terapia piĂą adeguata è legata alla intensitĂ  delle manifestazioni ed allo scopo terapeutico. Dolori acuti, intensi e violenti, devono essere trattati innanzitutto con i farmaci antinfiammatori. La scelta è piuttosto ampia, ma molti sono gastrolesivi. Quelli piĂą recenti sono meglio tollerati a livello gastrico. Dolori continui e persistenti richiedono un trattamento piĂą complesso e polimodale, a seconda della costituzione e delle condizioni della colonna vertebrale. In genere si associano antinfiammatori non gastrolesivi con la fisioterapia ed un adeguato programma di attivita fisica riabilitativa. Quando sia ben individuabile un danno strutturale (instabilitĂ  delle faccette, stenosi lombare, bulging discale) la chirurgia può essere l’alternativa migliore. Il trattamento fisioterapico della lombalgia include laser-terapia, ionoforesi, stretching, ginnastica posturale e, se non è presente dolore, mobilizzazione attiva e ginnastica (preferibilmente in acqua calda) per il rinforzo dei muscoli e dei legamenti paravertebrali (intorno alla colonna vertebrale).

Infine la prevenzione; il mal di schiena si evita soprattutto mantenendo un buon tono posturale ed osteo-muscolare. Vanno evitati atteggiamenti viziati sul lavoro ed è fondamentale un’attivitĂ  fisica di base in palestra. La menopausa può essere un notevole fattore aggravante e predisponente per via dell’osteoporosi, del decadimento muscolare e della lassitĂ  legamentosa.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 20, 2008 by fabiobianchi

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IL MAL DI GOLA, SAPERLO RICONOSCERE

 

Chi almeno una volta nella vita, non ha mai sofferto di mal di gola? Di certo, è il male più diffuso, che può colpire chiunque a prescindere da età, anche più volte durante l’anno. Spesso basta un colpo d’aria, o prendere freddo, oppure altre volte è causato da delle infiammazioni specifiche che colpiscono una parte della gola. Non sono rari i casi, in cui il mal di gola ci viene attaccato da qualcun’altro che a sua volta l’ha preso da altri, fino a creare un giro infinito. Spesso però, il termine mal di gola, è troppo generico, in realtà vi sono diversi tipi di mal di gola che possono colpire le parti più alte o quelle più basse. E’ molto importante saper riconoscere i tipi di mal di gola per saperli curare in modo adatto. Il più delle volte il mal di gola è sintomo di una serie di disturbi che possono colpire la faringe, la laringe, le tonsille e la trachea. Non sono rari i casi, in cui questo male, è dovuto all’uso esagerato della voce che provoca stress alle corde vocali. La faringite, è di sicuro il tipo di mal di gola più frequente, si tratta di un’infiammazione delle mucose della faringe, il condotto che va alla base del cranio fino al margine inferiore della sesta vertebra cervicale. La faringe, costituisce il tipo di incontro delle vie respiratorie e di quelle che portano il cibo allo stomaco. Di solito la malattia, è dovuta all’attacco di batteri o virus e si manifesta con dolore alla gola, difficoltà a deglutire, febbre e malessere generale. Non di rado, è proprio il dolore alla faringe il campanello di allarme della trachea. La faringite, può presentarsi, anche in forma cronica, cioè il dolore alla gola è quasi sempre presente, questo accade perché il disturbo è causato da ripetuti attacchi di faringite o all’esposizione a sostanze irritanti come il fumo, l’alcool, le polveri, sostanze chimiche ecc. Per curare l’infiammazione della faringite, occorre prima di tutto risalire alle cause primarie che l’hanno determinata e di sicuro buona cosa è assumere degli antinfiammatori. La laringite, è invece l’infiammazione della laringe, il canale semirigido che comunica con la faringe e con la trachea. La laringe, è la sede delle corde vocali, qui si separano le vie respiratorie da quelle che portano all’esofago. L’infiammazione della laringe, oltre al dolore alla gola, procura la raucedine, quest’affezione può essere causata da sostanze irritanti, come il fumo, i gas e le polveri. Non di rado anche l’uso spropositato della voce può portare a raucedine, ad esempio chi urla troppo. La tonsillite, è invece l’infiammazione delle tonsille, che sono delle formazioni ovoidali situate ai lati della gola che servono come barriera per difendere la bocca dai batteri. La tonsillite, si manifesta con l’ingrossamento delle stesse e anche l’arrossamento. Spesso si possono rivestire di macchie giallastre ed è accompagnata da febbre alta, ingrossamento delle ghiandole del collo e dolore accentuato. La tracheite, è invece l’infiammazione della mucose che riveste interamente la trachea, il canale che collega i bronchi alla laringe. I sintomi classici, sono tosse, bruciore, respiro affannoso, catarro, febbre e un malessere diffuso. Spesso la tracheite, è il primo sintomo di un’infezione generale di tutto l’apparato respiratorio come la bronchite e la polmonite. Per guarire dal mal di gola, è necessario rimanere a letto, umidificare gli ambienti, evitare fumo e alcol, assumere bevande fredde e molte vitamine.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 19, 2008 by chiara

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La Sinusite

Spesso viene confusa con il raffreddore, in quanto presenta gli stessi simoli, ma dura l’arco di un giorno e poi sparisce, per ripresentarsi nuovamente dopo qualche giorno o settimana…viene chiamata sinusite, ma vediamo di capire che cos’è e cosa possiamo fare per alleviarne i sintomi.

La sinusite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, che può essere accompagnata spesso da un processo infettivo primario o secondario. In caso di sinusite, la mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e CavitĂ  nasali. Questo dĂ  origine ad un ristagno del muco all’interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavitĂ  nasali o dalla cavitĂ  orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione. Questa patologia può colpire soltanto persone in cui i seni paranasali siano ben sviluppati; per questo motivo i bambini in etĂ  pediatrica, nei quali i seni non si sono ancora formati, non contraggono la malattia.

Ma si puo’ curare la sinusite, e in che modo?

La sinusite non deve essere trascurata perché non guarisce da sola e di conseguenza deve essere trattata adeguatamente. Per risolvere l’infezione il medico procederà alla prescrizione di antibiotici specifici mentre per alleviare la sintomatologia potrà ritenere utile ricorrere all’utilizzazione (per limitati periodi di tempo) di antinfiammatori, di decongestionanti locali somministrati con gocce nasali o mediante aerosol terapia, di corticosteroidi. Per i pazienti affetti da sinusite provocata da fattori allergici può essere rivelarsi utile anche l’assunzione di antistaminici. Per alleviare i disturbi e facilitare la risoluzione del problema è consigliabile evitare gli ambienti molto secchi ed affollati, (l’umidificazione dell’ambiente favorisce il drenaggio nasale), il fumo, le correnti d’aria e le temperature molto rigide. Per risolvere quelle forme di sinusite che non rispondono alla terapia antibiotica può rendersi necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per rimuovere il materiale purulento, ripristinare il drenaggio e migliorare la ventilazione.

Bianchi Fabio

Posted on Maggio 18, 2008 by fabiobianchi

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LO STRESS E LA PERSONALITA’

La personalità, costituisce l’elemento più importante di influenza sulle nostre risposte ad avvenimenti e situazioni particolari. I valori, gli atteggiamenti e i modelli di comportamento che formano la nostra individualità, come persone, sono anche fattori primari, che hanno il potere di determinare in modo maggiore o minore la nostra vulnerabilità allo stress. La componente più profonda della nostra personalità, risiede nel nostro sistema di valori, che a sua volta riflette in modo accentuato i modi in cui vediamo il mondo e lo valutiamo. I valori che ognuno di noi, apprende nei primi anni di vita, che ci vengono insegnati dagli adulti, rispecchiano l’aspetto della personalità che rimarrà costante per tutta la vita. Sono quegli aspetti che difficilmente cambieranno, infatti il comportamento è l’espressione più diretta di certi valori e riflette il nostro più profondo atteggiamento verso noi stessi. Cosi, la maggior parte dello stress personale, è scatenato proprio dalla percezione che ognuno ha di se. Una scarsa stima in se stessi, può portare a determinati problemi che possono provocare lo stress, ad esempio la difficoltà di adattamento, scarse aspettative nei confronti di se, incapacità di affermare il proprio volere. Tutti questi fattori, possono condurre a una limitata capacità di espressione. Emozioni negative come la rabbia, la paura, la collera vengono represse, invece che espresse. Per fortuna, è possibile superare questi ostacoli, è possibile cambiare l’opinione di se, l’importante è saper riconoscere quei modelli di comportamento e le parti della nostra personalità che ci frenano. Secondo gli psicologi, esistono diverse personalità che possono portare allo stress, un tipo, è quello che ha una personalità impaziente, ambiziosa, instancabili nel lavoro e spesso aggressive. Questi tipi di persone hanno un comportamento e una personalità che sono inclini allo stress. Questi individui, sono soliti fissarsi degli obiettivi non solo a se stessi, ma anche agli altri, sono il più delle volte portati a delle emozioni anticipatorie, cioè, iniziano ancora prima dell’evento, ad agitarsi, ciò induce allo stress e all’ansia. Un’altra personalità incline allo stress, hanno invece un profilo del tutto contrario a quello citato sopra, queste persone presentano una calma costante, sono sempre di buon umore, o cosi sembra, sono riflessive, non sono molto ambiziose e sono meno sottoposte al rischio di stress e malattie cardiache. Sicuramente, è difficile appartenere in tutto e per tutto ad un tipo di personalità piuttosto che all’altra, il più delle volte abbiamo un po’ di un tipo e un po’ dell’altro. Raramente, gli individui rappresentano l’equilibrio perfetto di una personalità, piuttosto che di un’altra. Per uscire da quelle situazioni di stress dovuti principalmente alla nostra personalità, dobbiamo lavorare molto su noi stessi. La capacità di riconoscere le situazioni in cui i nostri tratti inclini allo stress tendono ad emergere ci aiuta a proteggerci dallo stesso. L’aiuto di uno psicologo o di un’analista, in questi casi, possono aiutare a combattere quei lati di noi stessi che ci portano a creare situazioni stressanti non solo per noi, ma anche per le persone che ci stanno intorno. Uscire dallo stress è possibile, l’importante è conoscere la nostra personalità.

Chiara Lanari

Posted on Maggio 18, 2008 by chiara

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