LE ERBE CHE CURANO GLI OCCHI

La salute dei nostri occhi, va curata anche con le erbe, in particolare ci sono delle piante adatte per curare gli occhi e le varie patologie ad esse correlate. Il mirtillo nero, è un toccasana per gli occhi, in particolare le bacche che contengono gli antocianosidi, dei principi attivi che secondo vari studi si dividono in ben 15 tipologie. Questi principi attivi, rinforzano il tessuto connettivo, che aiuta i vasi sanguigni aumentando l’elasticità. Essi hanno un azione antiemorragica e proteggono da una dismisura di lipidi nel sangue, ciò porta ad una maggiore tonicità delle vene e calo delle microemorragie nella zona della retina. Il mirtillo nero è anche in grado di intervenire per migliorare la visione, oltre a migliorare la capacità visiva notturna, esse rigenerano e velocizzano la porpora retinica. Le bacche del mirtillo nero, sono dei buonissimi coadiuvanti capaci di migliorare la circolazione venosa, diminuisce la presenza di capillari e qualsiasi disturbo della vista. Combatte anche le emorroidi e la couperose. Altra erba usata per curare e mantenere in salute gli occhi, è il ribes nero. Di questa pianta si usano soprattutto i semi. In questi piccolissimi semi, è possibile isolare oltre 500 tipi di flavonoidi e non solo; cadinene, sabinolo, terpineolo, sono solo alcuni dei principi di questa pianta utilissimi per la nostra salute. Il ribes, aiuta a guarire molte malattie e problemi legati agli occhi, in particolare ha effetti antiradicalici, rigenera la porpora retinica, regolarizza la pressione arteriosa evitando cosi serie malattie oculari. Ha una forte azione infiammatoria, quindi può servire per tutte le infiammazioni degli occhi sia esterne, come irritazione e prurito, sia interne. Protegge i capillari, quindi ha effetti capillariprotettivi, impedisce la lipoperossidazione e non per ultimi ha anche un effetto benefico per mantenere freschi e giovani i nostri occhi. Basta infatti preparare un semplice decotto con i semi di ribes, per ottenere una maschera protettiva da applicare la sera prima di coricarsi. Attualmente molti studi stanno cercando di allargare le applicazioni di questa pianta, per scoprire nuovi effetti terapeutici. Infine, anche il mirtillo rosso è ottimo per curare gli occhi. Anche in questo caso, sono particolarmente usate le bacche, che trovano sbocco sia a livello cosmetico che curativo. Esse hanno delle proprietà, che agiscono a livello oculare e mantengono in salute gli occhi. In particolare i flavonoidi contenuti nelle bacche di mirtillo rosso, hanno degli effetti regolarizzanti per la pressione arteriosa, azione antinfiammatoria, curano le infiammazioni della retina e i capillari arrossati e hanno un effetto di rinnovamento della porpora retinica. Le bacche di mirtillo rosso, non curano solo le malattie legate a gli occhi, ma anche di altre parti del corpo. Esse contengono una sostanza chiamata arbutina che ha un effetto diuretico e disinfettante per tutte le infezioni che coinvolgono le vie urinarie, come le cistiti, le uretriti ecc. Bevendo un infuso di bacche di mirtillo rosso, in seguito eliminato dai reni, si avrà una buona azione disinfettante. Gli occhi, sono una parte molto importante del nostro organismo, oltre che delicati, per questo vanno trattati con molta cura ed è consigliabile seguire dei trattamenti naturali per prevenire le malattie infiammatorie oculari. Il mirtillo nero, il mirtillo rosso e il ribes, sono amici degli occhi. Inoltre tutte e tre queste piante, possono essere usate anche come cosmetico, per tonificare la pelle intorno a gli occhi e molto altro.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 21, 2008 by chiara

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CURARE IL NERVOSISMO CON LE PIANTE

Chi non ha mai sofferto di nervosismo?! Questo stato, che può coinvolgere chiunque anche sporadicamente, può lasciare spesso in uno stato di irritabilità che non fa bene alla nostra psiche ne alla nostra salute. C’è chi soffre di problemi nervosi quasi sempre, per questo si consiglia l’uso della fitoterapia per aiutare a risolvere molte turbe nervose. Per stare più calmi ed evitare quelle situazioni stressanti che spesso ci spingono ad essere nervosi, oppure somatizzano a livello gastrointestinale, si può ricorrere alle piante, che in ogni caso sono un rimedio naturale e senza effetti collaterali. La lavanda, è quella  che ha effetti lassativi maggiori, rispetto a molte altre. È una pianta molto conosciuta, perché non è difficile da trovare, i suoi fiori emanano un profumo buonissimo, ragion per cui è spesso usata anche come deodorante per la casa. La lavanda può essere usata per moltissime cose, in particolare da secoli sono apprezzati i suoi effetti sedativi e antispasmodici. Chi soffre di insonnia, può trovare nella lavanda una valida alleata. Nei casi di problemi gastrointestinali di origine nervosa, come disturbi intestinali legati al nervosismo, meteorismo e dispepsie nervose, essa è molto efficace. Oltre a dare sollievo nei problemi legati al nervosismo, essa è utile per curare problemi e malattie delle vie respiratorie, tossi ed asma. Tra l’altro è anche un ottimo antibatterico e antivirale, onde per cui è adattissima per curare tutte i tipi di infezioni e malattie infettive. Un’altra pianta usata per trattare il nervosismo è il luppolo. Questo contiene due componenti che hanno funzioni chetoniche; l’acido beta-lupinico e l’acido alfa-lupinico. Nel luppolino, cioè le ghiandole dei fiori, sono contenute anche delle sostanze che danno effetti astringenti. Le sua attività più conosciute, sono quelle di scoraggiare il troppo nervosismo e di aiutare la digestione. Tanto per citare, il luppolo è anche adatto per curare delle patologie legate alla salute sessuale dell’uomo. Per quanto riguarda gli usi causati da nervosismo, esso è un ottimo rimedio contro l’insonnia, perché ha delle proprietà tipo sonnifero, aiuta a risolvere problemi gastrici legati al nervosismo e a mitigare l’inquietudine, in particolare nei bambini. Infine la melissa, una pianta che fa parte della vegetazione spontanea del sottobosco. Questa pianta cresce sia nelle dune costiere, sia nelle pianure e nelle valli aride della California. Nel nostro paese si è diffusa in particolare per la semina e per scopi ornamentali.  Essa è composta da diverse sostanze, tutte molto utili per risolvere problemi del nostro organismo; flavonoidi, tannini, essenze, acidi fenolici, vitamine b1 e b2 ed acidi minerali. Questa pianta è particolarmente adatta nella cura di turbe di origine nervosa e per malattie digestive sempre legate al nervosismo e allo stress. Essa ha delle proprietà che svolgono degli effetti antiormonali, antispasmodici e sedativi. Gli acidi fenolici, hanno anche un effetto anti batterico e antivirale. Se presa per lunghi periodi, da ottimi effetti, aiuta a conciliare il sonno e migliora la qualità di esso. Può essere impiegata anche come sedativo ed ipnotico in leggere dosi. Spesso si usa la pianta intera per curare le neuropatie infantili, mentre gli infusi e le polveri della pianta, curano appunto le insonnie nelle sue varie forme: sia quella che impedisce di prendere sonno, sia quelle che nascono durante la notte. La melissa, è un ottimo rimedio anche per l’ansia e l’emotività, i suoi infusi presi ogni giorno la sera, aiutano a riequilibrare il nostro organismo e a renderci più sereni. Chi soffre di problemi di origine nervosa come l’inquietudine, l’ansia, l’insonnia, l’emotività ecc.. troverà in queste tre piante dei rimedi efficaci per guarire senza dover fare uso di medicinali.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 21, 2008 by chiara

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Il pericolo merendine

L’attuale stile di vita della maggior parte degli occidentali, e non solo, porta ad assumere una serie di comportamenti e di abitudini alimentari, quantomeno poco sane; mi riferisco in particolare al fatto che si corre ogni giorno dietro ad una serie di impegni che non lasciano molto spazio da dedicare a cose che ne richiederebbero molto di più, come la preparazione di una buona merenda per i propri bambini; quando poi il tempo ci sarebbe pure, allora per pigrizia o per facilità si preferisce comunque appoggiarsi alle tanto comode merendine, che in due minuti risolvono il problema. Niente di più sbagliato, perchè l’assunzione quotidiana di questi insiemi di coloranti, conservanti, acidi vari, e magari una porzioncina di cioccolata, può portare ad una serie di problemi che purtroppo stanno proliferando da una quindicina di anni a questa parte; il primo tra tutti è il fenomeno dell’obesità, sempre crescente nei nostri bambini e negli adolescenti; sappiamo bene che l’idea di questi alimenti, per così dire sintetizzati, è stata importata da un paese come l’America, patria dell’obesità, che condivide con pochi altri paesi al mondo, il poco invidiabile primato del posto dove si mangia peggio. Alcune merendine, diciamo quelle più famose e costose adottano maggiori cautele, e sono più scrupolose nell’utilizzo della chimica per migliorare il gusto degli snack; in qualche caso c’è anche una buona dose di sostanze naturali come latte, cacao puro ecc. Nulla di tutto ciò, però, è lontanamente paragonabile ad una merenda come quelle che ci preparavano i nostri nonni, ed anche i nostri genitori, se non siamo troppo giovani; pensiamo soltanto all’apporto sano e nutriente che può venire da una buona fetta di pane fresco con un pomodoro altrettanto fresco spalmato sopra, insieme ad un po’ di ottimo olio, dell’origano e ad un pizzico di sale. Saporito e ricco di sostanze così come un bel panino con la marmellata preparata in casa, senza quindi aggiunte di nessun tipo, magari al gusto di castagna, o prugna o mela o albicocca. Se i nostri bambini sono golosi di dolci allora proviamo, un paio di volte a settimana, a preparagli una bella torta al cioccolato, o dei caldi e profumati biscotti; sono abitudini che richiedono un po’ più di tempo, ma nostro figlio sarà il primo ad apprezzarne la differenza, e questo sarà per noi uno stimolo fortissimo per continuare a nutrirlo bene. La merenda, così come gli altri pasti, deve essere vissuta come una ottima occasione per parlare in famiglia, i tempi più lunghi di preparazione, non faranno altro che aiutarci a stare ancor di più insieme, e quando il trillo del forno, o il profumo del pane fresco, richiameranno la nostra e la loro attenzione sul cibo, sarà una gioia condivisa da tutti. Riflettiamo sui benefici che può dare questo stile di vita ai nostri figli, ed utilizziamo le merendine solo ed esclusivamente per i casi in cui non se ne può fare a meno, miglioreremo il nostro corpo dentro e fuori, e daremo una bella spinta positiva alla convivialità del nostro nucleo familiare.

 

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 19, 2008 by michelea

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LA MALVA, IL SAMBUCO E IL TIMO, TRE ERBE PER CURARE

La malva, è un’erba che ha delle grandi proprietà terapeutiche. Ha origini europee ed asiatiche. Per ottenere degli effetti ottimi bisogna raccoglierla in piena fioritura. La malva già da tempi molto antichi, era usata come unguento, preparato con tre parti di malva secca, bollite con quattro pezzetti di burro. Si lascia poi evaporare l’acqua contenuta nella pianta. L’unguento di malva va applicato la sera sul viso ben lavato e asciutto, serve per combattere l’effetto dell’invecchiamento o la pelle molto ruvida. La malva, un toccasana per il nostro organismo, ha numerose proprietà benefiche. Sempre in tema di pelle, se questa è infiammata, ustionata, dolorante a causa di punture di insetti, la malva applicata come decotto ha un effetto miracoloso. Se si ha gli occhi infiammati, se si ha l’ulcera alla bocca, afte o dolori alle gengive, la malva agisce sfiammando le parti doloranti. Il bello di questa pianta, è che ogni sua parte va usata, i fiori, le foglie e la pianta. Basta farla bollire molto in acqua e applicarla come cataplasma nella parti che vanno curate. Chi soffre di tosse, catarro bronchiale, bruciori alle vie urinarie e infiammazioni intestinali, può fare un infuso di malva, basta farla bollire e berla almeno due volte al giorno. Anche la tisana di malva, è utilissima soprattutto per i problemi intestinali, questa ha effetti calmanti ed emollienti. Per prepararla, bisogna far bollire un pugno di malva in acqua con tre cucchiai di zucchero, si fa colare e si spreme aggiungendo poi due cucchiai di succo di limone e un albume di uovo sbattuto a neve. Bevendo questo infuso più volte al giorno, ci si sentirà davvero bene.

Nulla in meno ha il sambuco, ogni parte di questa pianta è medicinale a partire dai fiori, che solitamente si tagliano in basso, si lasciano seccare all’ombra e poi si prendono solo quando sono asciutti. Dopo averli puliti, si mettono dentro ad un barattolo di vetro e si conservano in un luogo scuro. Il sambuco ha notevoli proprietà, per salvaguardare il cuore da un pesante esercizio fisico, basta fare una tisana, mettendo due cucchiaini di questo fiore, si fa bollire in acqua, si addolcisce con miele e si beve la sera prima di coricarsi. Questo stessa tisana è anche molto utile per accrescere il latte delle mamme. Il sambuco ha anche effetti lassativi, basta bollire i fiori in un po’ d’acqua e si ottiene un infuso molto semplice, ma con ottime capacità lassative. La corteccia del sambuco, è adattissima per chi soffre di idropisia, ovvero di una raccolta eccessiva di acqua nel ventre. In proposito è molto utile il vino di sambuco, che si prepara facendo macerare per tre giorni la corteccia di sambuco in un litro di vino bianco, dopo averlo filtrato si beve con effetti sorprendenti. Infine il timo, pianta che cresce nelle zone aride e assolate. Questa pianta è molto profumata, ha dei rami lunghi e sottili, le foglie piccole e ovali, cosi come i fiori di colore bianco. Questa pianta è indicata per le digestioni lente e seguite da gas gastro-intestinali. Basta preparare un infuso con acqua calda e un po’ di timo, berlo dopo i pasti e si riuscirà a digerire meglio. L’infuso di timo, è adatto anche ai bambini che non riescono ad espettorare il catarro e non solo è un toccasana anche per gli adulti, berlo prima di andare a dormire, aiuta a calmare la tosse e la raucedine, mentre fare dei gargarismi con esso, aiuta a pulire le prime vie respiratorie. Il timo essiccato e reso polvere, se mescolato al talco produce un ottimo rimedio contro il sudore dei piedi, esso infatti ha proprietà astringenti e da un contributo nel mitigare la traspirazione dei piedi. Insomma queste tre erbe sono un ottimo rimedio naturale per molti disturbi. -Chiara Lanari -

Posted on Aprile 19, 2008 by chiara

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I geni

Tutte le cellule presenti nel nostro corpo contengono materiale genetico, attraverso catene di acido desossiribonucleico, più semplicemente conosciuto come DNA. Questo insieme è alla base della costituzione dei geni; ne esistono più di 200000, ed assumono una grandissima importanza, visto che l’organismo si sviluppa in base alle informazioni in essi contenute. Ad esempio, le cellule sessuali, rappresentate dallo spermatozoo maschile e dall’ovulo femminile, possiedono un loro patrimonio genetico, e quando si uniscono ne vien fuori un mix di geni che darà vita al miracolo di una nuova vita. In ogni cellula i geni vengono accumulati in 46 piccolissime strutture chiamate cromosomi; ognuna di queste strutture è composta da una striscia di DNA. A sua volta nel DNA ci sono delle sostanze chimiche, e più precisamente la timina, l’adenina, la citosina e la guanina; l’ordine con cui queste sostanze sono disposte, rappresenta il famoso codice genetico, responsabile dello sviluppo e della crescita del nostro corpo, ed anche dei colori dei nostri occhi e dei capelli. Il patrimonio genetico ricevuto dai propri genitori, attribuisce alcuni tratti distintivi di carattere fisico, ma anche , purtroppo, la concreta probabilità di contrarre una serie di malattie ereditarie. Alcuni geni poi, possono risultare alterati, e contenere dei difetti: uno dei tantissimi esempi a disposizione, è rappresentato dall’albinismo, dove la produzione di melanina non avviene correttamente, e quindi a causa di questo problema genetico, la pelle non viene colorata come dovrebbe; gli individui colpiti da questa alterazione hanno infatti i capelli bianchissimi e gli occhi molto chiari, oltre ad una pelle chiara e delicata. Tuttavia ogni individuo è unico, in quanto soggetto ricevente di una combinazione diversa di geni dalla mamma e dal papà; se un’ovaia libera due ovuli ed entrambi vengono fecondati, invece nasceranno dei gemelli; quando l’ovulo è uno solo, e questo si divide formando due embrioni, allora i gemelli saranno identici. Il genoma, di cui tanto si parla in questi ultimi anni, è una sorta di biblioteca dove sono disposti ordinatamente tutti i geni, ognuno nel proprio scaffale e nella sua posizione. La scoperta della mappa di questo genoma, secondo i più autorevoli scienziati dell’era moderna, consentirà alle generazioni future, attraverso la conoscenza della sequenzialità dei geni, la cura di molte alterazioni genetiche, e la soluzione di tantissimi problemi biologici. Forse, in un prossimo futuro, sarà possibile intervenire per tempo, e prevenire una serie di malattie che ad oggi sono di difficile soluzione; senza andare troppo nello specifico, è bene sapere che i 46 cromosomi di cui parlavamo all’inizio, sono in realtà 23 coppie, quindi ogni singolo cromosoma ha una sua copia identica, e l’ultima, la ventitreesima è quella che determina il sesso: quella denominata xx per la femmina, e la xy per il maschio.

 

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 18, 2008 by michelea

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LA DANZATERAPIA, CONOSCERLA PER STAR BENE

La danza, è un importante strumento per esprimere se stessi, espressione della natura umana e della propria armonia. Già da tempi primitivi, la danza era considerata un modo per aumentare il benessere della persona, aiutava ad equilibrare le emozioni e gli stati affettivi. Già da anni, la danza è considerata una vera e propria terapia, che comprende metodi che aiuta il movimento del corpo, in maniera strutturata, secondo obiettivi diversi. La danzaterapia è considerata un modo per favorire la salute mentale e un aiuto psicologico negli individui. I primi approcci della danzaterapia, hanno cercato di individuare attraverso i movimenti del corpo le caratteristiche individuali dei soggetti, come la personalità e gli stati d’animo. Nella danzaterapia, il corpo viene studiato valutando quattro elementi fondamentali, essi sono, il peso, il corpo, lo spazio e il flusso. Oggi, alcune forme di danzaterapia, vengono usate in ospedali, strutture pubbliche e private e sono fondate su alcune interpretazioni teoriche del ballo e delle sue possibilità di appoggio per la mente. Una particolare forma di danzaterapia, è quella diffusa soprattutto in America, che collega i principi del ballo a quelli della psicanalisi junghiana. Questa metodologia, consiste in movimenti del tutto spontanei grazie ai quali si possono esprimere i contenuti del nostro inconscio. Questa tecnica, permette di favorire l’apertura dell’inconscio, esprimendo le proprie emozioni che vengono a loro volta incitate con movimenti ad occhi chiusi e in seguito espressi in modo verbale. La danzaterapia in tutte le sue forme è di grande aiuto anche negli stati depressivi, inoltre favorisce anche l’integrazione sociale negli individui normali ma anche portatori di handicap. C’è anche un tipo di danzaterapia più creativa che mira a creare in modo spontaneo il benessere psico-fisico, senza alcune implicazioni analitiche. Questa modalità, usa il potere liberatorio della danza, per migliorare la comunicazione e soprattutto l’espressione di se. C’è un altra forma di danzaterapia, chiamata expression primitive, che segue un metodo antropologico e si fonda sull’utilizzo di forme primitive di movimento, ovvero dei gesti, o dei rituali che sono uguali in tutte le culture. Grazie a questi movimenti, che hanno il compito di risvegliare aspetti della natura umana nascosta, si viene a contatto con suoni tribali e forme di canto ripetitive, in cui i suoni tribali spesso rappresentano il battito del cuore, che ha il compito di armonizzare il rapporto tra mondo esterno e mondo interno. Questo tipo di danzaterapia, grazie ad un ritmo lento, riporta l’individuo ad uno stato infantile, porta ad un rilassamento profondo e favorisce l’espressione dell’emotività, limitando del tutto la parte razionale. Attraverso la danzaterapia quindi, è possibile raggiungere degli obiettivi precisi. Essa agisce sull’area cognitiva, in cui è possibile migliorare delle competenze specifiche come l’apprendimento,  nell’area emotiva, aiuta ad aumentare la capacità di manifestare dei vissuti emotivi, sorreggendo anche a superare delle paure profonde,nell’area relazionale, aiuta a migliorare le relazioni sociali e i rapporti di coppia e infine in quella psicomotoria, incrementa l’orientamento spaziale. Le malattie per cui spesso viene usata la danzaterapia come cura sono molteplici; si va dalla nevrosi, ai disturbi ossessivi, ai problemi alimentari, alle depressioni e ai disturbi del linguaggio. Anche nel caso in cui si è perfettamente sani, la danza aiuta a rilassarsi ed evitare o curare quelle forme di stress molto comuni. La danza non è solo arte, è anche benessere.  - CHIARA LANARI -

Posted on Aprile 18, 2008 by chiara

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PSICOPOETRY E POESIA-TERAPIA, NUOVI ORIZZONTI PER IL NOSTRO BENESSERE

Tra le innumerevoli forme di terapia che usano manifestazioni artistiche, vi sono anche la poesia e la narrazione. La poesia, rappresenta la più profonda delle narrazioni dell’anima, già da tempi antichi, è utilizzata per esprimere emozioni e per comunicare messaggi che restino nel tempo. La poesia, dopo vari studi è diventata una vera e propria tecnica per aiutare la mente nelle situazioni quotidiane o in presenza di disagi psicologici. Innanzitutto la poesia ha un forte potere liberatorio, da qui sono partiti i presupposti per fondare delle vere e proprie terapie che attraverso questa arte, aiutano il benessere delle persone. La “psicopoetry†e la “poesia-terapiaâ€, sono delle metodologie creative, che mirano a raggiungere degli obiettivi di ordine sociale. Grazie alla lettura e scrittura poetica, si arrivano a conoscere i primi disagi e si possono mitigare alcuni atteggiamenti negativi. Il percorso finale, consiste nella rielaborazione del lavoro fatto, dei risultati ottenuti per arrivare ad una esplorazione poetica auto-valutativa. I modi in cui viene applicata la psicopoetry, è una forma creativa in cui si vieni guidati tramite la poesia a raggiungere degli obiettivi graduali. Innanzitutto viene svolto un colloquio motivazionale, in cui si definiscono anche gli obiettivi della cura, in seguito vengono descritte le tecniche psico-poetiche, che non sempre vengono applicate individualmente, ma a volte anche in gruppo. Sintetizzando un po’, i vari tipi di poesia-tarapia, si suddividono in: scrittura poetica primitiva e poesia follia, che partono da alcuni stimoli di base, che può essere una parola chiave o più parole, che servono a ricostruire in chiave poetica le emozioni attuali, quindi una sorta di narrazione di se, c’è poi il sogno poetico, una maniera di scrivere che vien fuori dopo uno stato di rilassamento indotto. Questo tipo, aiuta a liberare le emozioni correlate a fatti negativi della vita, non elaborati, oppure a conoscere meglio il proprio mondo interno, quando esso ci appare sconosciuto o limitato da atteggiamenti psicologici non consapevoli. C’è poi la poesia simbolica, che aiuta a superare delle delusioni o delle perdite o degli stati di dipendenza affettiva, la poesia immaginativa, che è una tecnica che si basa sulla lettura di poesie che aiuta a creare una rappresentazione di sé o ad affrontare questioni che provocano ansia. Infine ci sono, la cronaca poetica, utile per chi non sa esprimere le proprie emozioni, la poesia biografica che aiuta a ricostruire la propria identità o a migliorare i rapporti tra genitori e figli e la poesia dialogica che attraverso una forma di conversazione poetica con un interlocutore simbolico, aiuta ad esprimere il se. Questa terapia, può essere fondata su vari tipi di programmi, il più comune è il ten-poetry, un percorso diviso in varie fasi, che mirano al miglioramento del benessere individuale. In linea definitiva sia la poesia terapeutica che la psicopoetry, si avvalgono dell’aiuto di altri strumenti, come la musica, le tecniche di rilassamento, la creazione artistica, il canto, la danza, l’uso di rituali e la cromoterapia, tutte con lo scopo di suscitare o sottolineare delle emozioni, per arrivare ad una profonda conoscenza di sé e del proprio inconscio.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 18, 2008 by chiara

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IL MOBBING, UNA PERSECUZIONE PSICOLOGICA

Il termine mobbing, usato da molti anni in altri paesi europei, in Italia si sta diffondendo solo in questi ultimi anni e sta a significare quella situazione, soprattutto in ambiente lavorativo, in cui ci sente aggrediti o perseguitati da qualche collega. Più precisamente, dopo vari studi psicologici, con mobbing ci si riferisce a delle vere e proprie molestie, violenze psicologiche, che nel caso siano effettuate da più colleghi si chiama mobbing orizzontale, mentre nel caso sia praticato da un superiore si chiama mobbing verticale o bossing. Un fenomeno che sta prendendo sempre più piega ultimamente, è un tipo di mobbing, chiamato mobbing organizzativo, usato dalle aziende per mandar via volontariamente i dipendenti o perché il personale è troppo o per motivi legati alla personalità dell’individuo che può dar fastidio. Questo tipo di mobbing, può portare le persone al licenziamento, oppure a veri e propri stati depressivi. Per capire meglio di cosa tratta, descrivo brevemente le varie forme di mobbing; innanzitutto si parte dal demansionamento, situazione in vengono dati lavori e mansioni dequalificate rispetto a quelle stabilite, poi si arriva anche alla dequalificazione, cioè mansioni che offendono la persona che spesso può venir isolata del tutto. Certe volte, il mobbing assume le sembianze di veri e propri attacchi che mirano a colpire la dignità dell’individuo. Perché molte persone nel lavoro praticano questo comportamento squallido? I motivi sono molti, si va dall’invidia, alla rivalità, allo svalutare l’altro per sopravvalutare se stessi, fino al bisogno di sentirsi superiore e tentare in tutti i modi di infastidire l’altro aspettando che questo scoppi andando dalla parte del torto. Secondo degli studi psicologici e ad un test pubblicato anche su internet, il mobbing è un vero e proprio disturbo patologico, per essere confermato tale esso deve manifestarsi per almeno 6 mesi e provocare reazioni psicologiche gravi. Ci sono anche casi di doppio mobbing, questo si verifica quando colui che subisce il mobbing, scarica le sue frustrazioni nell’ambiente familiare, chiudendosi successivamente in se stesso. I centri che curano questo problema sono ormai moltissimi, qui vengono diagnosticate vere patologie ansiose e disturbi dell’adattamento. Oltre ad avere conseguenze sociali gravi, queste sono anche economiche perché oltre a colpire un individuo, le conseguenze del mobbing si riflettono sulla famiglia che oltre a dover rinunciare ad un entrata economica, deve pensare a tutte le spese mediche e legali per curare il loro caro. Insomma il mobbing appare sempre più come un problema di carattere nazionale, che può coinvolgere tutti, per questo sono stati aperti anche degli sportelli anti mobbing, con psicologi a disposizione, oltre ad un numero di informazioni, con lo scopo di creare veri e propri gruppi di aiuto. Ci si chiede cosa scatena questi meccanismi nelle persone che sono i carnefici del mobbing, secondo gli psicologi si sviluppano all’interno del cervello umano meccanismi automatici che fanno in modo che le persone abituate a comandare, abbiano da questa strategia una soddisfazione personale e anche una sicurezza per colmare delle carenze. Chi subisce d’altro canto, cade in stato di ansia e persecuzione che può portare a veri stati depressivi, soprattutto nel caso si è impossibilitati a cercare un altro tipo di lavoro. Purtroppo per ora, non ci sono soluzione complete per questo problema sociale, ci si può solo appoggiare agli specialisti che sapranno come curare gli stati ansiosi provocati da questo problema. Un unico consiglio, se vi capita sul lavoro di essere vittime del mobbing non scoraggiatevi, ma denunciate subito il fatto, se avete ragione, non perderete il lavoro ne tanto meno la dignità.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 18, 2008 by chiara

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La forfora

Altro problema che ci mette in difficolta’ anche spicologica, e’ la presenza di quei piccoli pezzetti bianchi sulla giacca, provenienti da nostro cuoio capelluto, ovvero la forfora.

La definizione precisa di forfora e’ : squame facilmente distaccabili e sottili, di colore grigio-biancastro, a livello del cuoio capelluto e dei capelli. La presenza della forfora e’ segno di numerose affezioni del cuoio capelluto, tra le quali la piu’ frequente e’ la dermatite seborroica.
Non raramente è accompagnata da prurito. La forfora puo’ associarsi ad altri problemi cosmetici dei capelli ad esempio puo’ associarsi ad un capello grasso.
Vi sono due tipi di forfora; la forfora “grassa”, in cui le squame non “cadono sulle spalle”, restano attaccate al cuoio capelluto perche’ trattenute dall’untuosita’ dei capelli. In questo caso si manifestano un prurito elevato e un rossore del cuoio, spesso causa di eccessiva (alopecia androgenetica, cioe’) caduta dei capelli; la forfora viene definita secca “secca”  quando il cuoio capelluto e’ disidratato e le cellule si staccano. Non si manifesta eccessivo prurito, e nemmeno caduta ma sicuramente un effetto antiestetico. Questo tipo di forfora risente in maniera maggiore della stagionalita’, infatti si presenta piu’ accentuato nel periodo invernale e migliora in quello estivo. Lo stress e’ una delle principali cause in quanto influisce sulla digestione e determina questo problema.

Ma cosa fare per cercare di risolvere il prblema? Esistono soluzioni a base di acidi che si presentano pero’ come terapie forti e non sempre tollerate, quindi la soluzione piu’ praticabile e’ l’incremento della frequenza dei lavaggi e l’utilizzo di uno shampoo specifico abbinato ad un olio.

Bianchi Fabio

Posted on Aprile 18, 2008 by fabiobianchi

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Riconoscere un neo da un melanoma

Molte volte ci e’ venuto un dubbio osservando la nostra pelle e vedendo quel punto nero che ci sembra sempre piu’ grosso; ma e’ un neo oppure e’ un melanoma? Vediamo di conoscerne le differenze.

Il neo (o nevo) e’ una alterazione pigmentata della pelle, di diverse dimensioni, piu’ o meno rilevata sul piano cutaneo, di colore variabile (rosa, marrone chiaro e/o scuro, blu, nero). 

Il melanoma invece e’  il tumore che prende origine dalle cellule pigmentarie (melanociti) e puo’ insorgere su cute sana o su neo preesistente; e’ un tumore di particolare gravita’, ma e’ completamente curabile se riconosciuto precocemente. Il melanoma, rarissimo prima della puberta’, e’ piu’ frequente tra i 35 e i 50 anni.

I nei piu’ a rischio sono quelli neri o con colore disomogeneo, piani, con margini irregolari. Tali nei sono definiti atipici o displastici.  Soprattutto i nei congeniti giganti devono essere considerati a rischio.

Importante e’ effettuare l’autoesame, un controllo attento della tua pelle puo’ segnalare precocemente  quando consultare il medico. Va ricordato inoltre che il sole e’ dannoso per la pelle e quindi puo’ favorire l´insorgenza del melanoma, in ogni caso sono da evitare le scottature, specialmente in eta’ pediatrica. Ma e’ pericoloso asportare un neo? Assolutamente no, un neo con caratteristiche a rischio deve essere asportato chirurgicamente. Il conseguente esame istologico, confermera’ la diagnosi e la radicalita’ dell´intervento. L´asportazione chirurgica dei nei e’ una procedura quasi sempre ambulatoriale.

 Bianchi Fabio

Posted on Aprile 18, 2008 by fabiobianchi

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