Footing mattutino

Quante volte ci capita di vedere in mezzo al traffico cittadino gente che corre, cercando di mantenersi in forma nei momenti liberi della giornata; questa abitudine, oltre ad essere pericolosa per la sicurezza propria e degli altri, sarebbe assolutamente da cancellare anche per gli effetti negativi che ha sui nostri polmoni, assetati di aria fresca e sana in virtù dello sforzo profuso, e costretti invece a respirare lo smog esalato dai tubi di scappamento dei veicoli che ci circondano. Andiamo nei parchi a correre di buon mattino, e non di sera, quando le piante smettono di produrre ossigeno, ne otterremo un pieno di energia e di ossigeno allo stato puro, senza agenti inquinanti, e senza l’anidride carbonica rilasciata dagli alberi dal tardo pomeriggio in poi; certo nell’impossibilità di scegliere le prime ore del giorno, per farci la nostra corsetta quotidiana, è senz’altro preferibile la sera al parco piuttosto che la gimcana tra un autobus ed uno scooter. Basta organizzarsi, cercare di non andare a letto tardi la sera, per potersi svegliare la mattina un’ora prima del solito, e trovare un posto ricco di vegetazione il più possibile vicino a casa; correre e fare una buona ginnastica per una buona mezz’ora , avendo cura di respirare profondamente acquisendo tutti i benefici che la natura ci mette a disposizione, ci farà tornare a casa felici del sacrificio sostenuto svegliandoci prima; una veloce doccia ed una abbondante colazione, ci faranno affrontare la giornata lavorativa nel modo migliore; la costanza sarà fondamentale, ma meno dura di quanto crediamo, visto che presto ci renderemo conto che ci peserà sempre meno. Non dovendoci preparare per delle maratone professionistiche, e adottando questo stile di vita solo per stare meglio col nostro corpo, ed avere magari la possibilità di partecipare a qualche corsa dilettantistica senza pretese, non riveste alcuna importanza il fatto di dover spingere fino al raggiungimento dei nostri limiti; anzi diventa importante agire sempre in scioltezza, e rimettersi in macchina dopo l’allenamento mai stanchi ma sempre con una buona dose di energie addosso, che poi verranno ritemprate con la doccia e con la colazione che ci aspettano. E’ fondamentale farlo per almeno tre o quattro giorni a settimana, magari alternati; se poi siamo così bravi da farlo tutti i giorni, anche se al footing alterniamo il jogging, ovvero la camminata svelta, sarà un lavoro ancora più benefico per il nostro stato di forma e di salute. Le cuffiette o altre forme di distrazione sono più indicate per gli allenamenti di un certo tipo, che richiedono tempi lunghi e magari noiosi; per corsette ed esercizi che prendono poco tempo come quelli di cui stiamo parlando, è sicuramente meglio ascoltare la voce della natura e lasciare che i nostri pensieri vengano assorbiti dalla bellezza che essa ci offre; infine ricordiamo, che è ormai sfatata da tempo, la vecchia credenza che diceva di respirare, sotto sforzo, unicamente con il naso, ormai è consolidato il concetto che più aria immettiamo nei nostri polmoni e meglio è; visto poi, che il percorso nasale, oltre ad essere più tortuoso consente di introdurre molta meno aria, respiriamo pure, e a pieni polmoni, sia con la bocca che con il naso.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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Terapie prestagionali per le vie respiratorie

Molto spesso ci troviamo a convivere con dei problemi respiratori, chiaramente non gravi, ma ai quali non riusciamo a porre fine, o per pigrizia nel rivolgersi ad uno specialista, oppure perché si pensa erroneamente ad una cura fai da te che, inesorabilmente, porta quasi sempre al fallimento dell’obiettivo; se questi problemini si concentrano soprattutto nel periodo invernale e nelle ore deputate al sonno notturno, é opportuno eseguire tutti percorsi consigliati in questi casi, come appunto delle prove allergiche, la visita da uno pneumologo, o altri esami specifici, come la spirometria ecc. Se, a valle di tutte queste verifiche, non vengono riscontrate delle patologie particolari, o delle allergie di una certa rilevanza, ma delle lievi ostruzioni respiratorie, e continuiamo ad avere delle difficoltà respiratorie notturne, che ci portano spesso a delle vere e proprie apnee, allora potrebbe essere il caso di intervenire in tempi non sospetti. Le impercettibili ostruzioni, rilevate dallo specialista attraverso l’ausculto dei nostri polmoni, o attraverso lo strumento spirometrico, che misura, tra l’altro, anche la nostra capacità polmonare in base ad alcuni parametri come altezza e peso, possono essere su insindacabile giudizio del dottore, combattute con successo adottando una semplicissima terapia. Innanzitutto, è utile chiarire che se siamo, o siamo stati dei fumatori, questo incide per una grandissima percentuale sulla diagnosi; già, anche se si è smesso di fumare, potrebbero non bastare cinque anni per liberarsi completamente dai residui lasciati da questo pessimo vizio, dieci nei casi più gravi. E’ importante cominciare la terapia prima dell’arrivo dei sintomi, quindi nei mesi autunnali; di solito, ottobre e novembre, sono i preferiti dagli specialisti; in questi sessanta giorni di preparazione all’inverno, si cercherà con dei farmaci non invasivi, a base ad esempio di formoterolo e budesonide, opportunamente assunti con dei modernissimi regolatori di inalazione, di combattere le broncopneumopatie, agendo proprio sulle ostruzioni alle vie respiratorie. Dopo questo ciclo bimestrale, si dovrà tornare dallo pneumologo che provvederà a ripetere l’esame della spirometria per verificare proprio se ci sono stati dei miglioramenti nei valori che determinano la sindrome ostruttiva. In caso positivo, si vedranno i primi benefici effetti, nel corso della stagione invernale ormai alle porte; l’altro consiglio che verrà dal medico sarà quello di bere molto, in base al nostro fisico, minimo 1 litro e mezzo di acqua al giorno, ed in tutte le stagioni. Se lo ritenesse opportuno, quest’ultimo ci farà ripetere la terapia anche per la stagione successiva, altrimenti, come nella maggioranza dei casi, si riterrà risolta la questione. La cosa più importante è rivolgersi sempre ad uno specialista, e non inventarsi dottori solo perché la medesima terapia ha funzionato nei confronti di un amico o di un parente; l’unica cosa che possiamo cominciare a fare autonomamente, e che sicuramente apporterà dei miglioramenti alla nostra situazione respiratoria e non solo, è quella di iniziare da subito a bere molta acqua, e se ancora non lo abbiamo fatto, smettere di fumare.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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GUIDA AL MAL DI TESTA

Chi non ha mai sofferto di mal di testa? Credo nessuno, almeno una volta nella vita. Il mal di testa è sicuramente uno dei disturbi più comuni, ma nonostante tutto spesso è difficile capirne le cause, perché può dipendere da moltissimi fattori. Le cause si possono trovare nelle malattie degli occhi, del naso, delle orecchie, delle strutture che rivestono il cervello ecc. spesso, la cefalea è dovuto allo stress o situazioni in cui l’organismo si trova ad affrontare situazioni emotivamente pesanti. Non è raro che anche l’ereditarietà gioco il suo bel ruolo nella predisposizione del mal di testa. Solitamente i 4 tipi di mal di testa più comuni sono; le cefalee tensive, le cefalee sintomatiche, le cefalee vasomotorie e la nevralgia del trigemino. Distinguere questi tipi di mal di testa l’uno dall’altro è fondamentale per una corretta diagnosi e per la eventuale cura da affrontare. Le cefalee tensive, solitamente sono causate da una tensione muscolare, oppure da difetti di postura. Spesso infatti lo stile di vita sedentario e in particolar modo le posizioni scorrette che si assumono stando seduti possono riflettere sulla testa. Anche l’ansia ha un ruolo in questo tipo di mal di testa. Spesso per curarlo si ricorre alla ginnastica o ai massaggi, anche se il più delle volte esso ha delle origine psicosomatiche. Questo tipo di cefalea, usa spesso dei farmaci che tendono a lenire la tensione muscolare. La cefalea sintomatica, è invece causata da infiammazioni o malattie infettive, in particolar modo la meningite o l’insolazione. Non sono rari i casi, in cui essa è il sintomo di disturbi gravi come l’aneurisma, tumori, cisti e molto altro. In questo caso è dovere rivolgersi ad uno specialista nel caso i dolori siano particolarmente forti. Il medico prescriverà una tac o un elettroencefalogramma. Le cefalee vasomotorie, comprende anche l’emicrania, questi mal di testa sono caratterizzate dalla presenza di dolore forte alternato a momenti di benessere, che si può manifestare in poche ore o in pochi giorni. Il dolore è martellante soprattutto se si muova avanti o dietro la testa, peggiora con il calore e con la luce. Non sono rari i casi in cui questo mal di testa provoca nausea, vomito, sudorazione e macchie rosse nel viso. Questo mal di testa, predilige le donne, ma nel caso della cefalea a grappolo, essa colpisce per di più maschi. Spesso la cefalea vasomotoria, è accompagnata da problemi di natura visiva o deficienze neurologiche. Per prevenire questa fastidiosa cefalea bisognerebbe evitare lo stress, dormire bene e mangiare sano. Le diete eccessive sono uno dei fattori scatenanti di questa cefalea. Ultima è la nevralgia del trigemino, chiamata cosi appunto perché coinvolge questi nervi cranici; il nervo mascellare, il nervo mandibolare e quello oftalmico. Questo tipo di cefalea colpisce soprattutto persone di età avanzata e nei momenti di crisi il paziente è incapace di muoversi, quasi come se ha un tic facciale molto doloroso. Questa cefalea infatti, colpisce la sensibilità facciale e si irradia causando dolore intermittente. Solitamente colpisce solo una parte della faccia, ma può anche colpire entrambi i lati. Di solito inizia da uno dei nervi sopraccitati fino a diffondersi in tutti gli altri. Non sono ancora chiari i motivi di questa cefalea, gli stimoli possono essere anche minimi scatenati dall’aria o da un semplice tocco nelle parti facciali più sensibili. Purtroppo questa cefalea, col tempo peggiora, ecco perché i farmaci non servono molto e spesso bisogna ricorrere alla chirurgia che usa prima delle infiltrazioni e poi si agisce sul nervo. Non sono rari i casi in cui dopo anni la nevralgia del trigemino rifaccia la sua comparsa. Insomma il mal di testa nelle sue varie forme, è un problema cosi comune che è necessario saperne di più per curarlo.

Chiara Lanari  

Posted on Aprile 23, 2008 by chiara

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I POTERI DELL’ORTICA

 

L’ortica è una delle migliori piante medicinali che esistono. Purtroppo molti non sanno quanto è grande il suo potere curativo, basti pensare che questa pianta è medicamentosa dalla radice allo stelo, dalle foglie fino al fiore. Da secoli l’ortica è apprezzata e i motivi sono innumerevoli. Innanzitutto questa pianta è indicata nelle affezioni renali e per gli eczemi. In questo caso, è utilissimo l’infuso di ortica che si prepara facendo bollire dell’acqua e immettendo in essa alcune foglie di ortica. L’ortica è anche la migliore pianta medicinale depuratrice del sangue e anche antianemica. Avendo anche una buona influenza sul pancreas, la tisana di ortica fa calare lo zucchero nel sangue. Ottima anche per le malattie e le infezioni urinarie e per le cure depurative dell’intestino. In quest’ultimo caso, nei mesi primaverili è buona abitudine fare una cura di un mese con i germogli. Bisogna berne una tazza a mattino prima di colazione e poi a sorsi un paio di tazze per il resto della giornata. Dopo un mese, ci si sente rinvigoriti e rafforzati e anche l’intestino purificato, darà un senso di benessere. La medicina popolare, raccomanda di bere la tisana di ortica per alcune settimana anche per altri disturbi, come le affezioni del fegato e della bile, le malattie della milza, i crampi allo stomaco, il catarro bronchiale, nelle ulcere intestinali ecc. per mantenere i preziosi principi attivi, l’ortica va soltanto scottata. Essa è ottima anche solo per le cure preventive, in questo caso basta bere una tisana di ortica una volta al giorno per tutto l’anno. L’ortica è anche una pianta antibatterica, ha delle proprietà che aiutano l’organismo ad eliminare i batteri e le infezioni virali. Nei casi di stanchezza e perdita di energia nella vita quotidiana, l’uso dell’ortica fresca che contiene il ferro, aiuta a recuperare le forze e la volontà. Insomma essa si mostra anche un ottimo rimedio contro i problemi psicologici. Le sue sostanze antianemiche, essa giova a chi soffre di anemia e di altre affezioni del sangue. Chi soffre di allergie di qualsiasi tipo, troverà nell’ortica un’alleata; berne una tazza al giorno, in tisana, per un lungo periodo di tempo aiuta a diminuire gli effetti allergici. Essa si mostra preziosa anche contro i raffreddori e le malattie reumatiche. Bevendo per un po’ di tempo un infuso di ortica, è possibile liberarsi dalla predisposizione al raffreddore. Dal punto di vista esterno, l’ortica aiuta anche a mantenere folti e puliti i capelli. Basta lavarsi i capelli con un infuso di ortica e in seguito con le radici e si noterà come pian piano i capelli tendono a rinfoltirsi. La tintura di ortica, si può usare per ogni tipo di capello. Si friziona ogni giorno il cuoio capelluto con la tintura di ortica, questa aiuta ad eliminare la forfora e rendere i capelli meno grassi. In commercio ci sono molti shampoo all’ortica, questo fa capire come sia un toccasana per i nostri capelli. Nei casi di sciatica, infiammazione dei nervi, lombaggine ecc.. si usa invece l’ortica fresca che va massaggiata nella parte dolorante. Il massaggio va ripetuto almeno 2 volte al giorno e aiuta a mandar via il dolore. Cominciate subito a curarvi con l’ortica, se non è possibile raccoglierla, essa si trova già essiccata in erboristeria, poi seguite questi 3 passi per preparare la vostra cura personalizzata: la tisana di ortica, si prepara facendo scottare un cucchiaino di ortica con un quarto di acqua, si lascia poi riposare per poco tempo. La tintura di ortica, si fa tritando le radici raccolte in primavera e poi messe in una bottiglia, aggiungere poi dell’acquavite e lasciarla riposare per alcuni giorni in luogo caldo. Infine lo shampoo di ortica, nonostante si trovi in commercio, per chi può farlo in casa, basta immettere 10 manciate di ortica in 5 litri di acqua e portarle ad ebollizione. In seguito lasciar riposare il tutto per 5 minuti. Grazie a dei semplici preparati, si può migliorare il proprio benessere, grazie a questa pianta dai mille poteri.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 23, 2008 by chiara

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LA PSORIASI SI PUO’ CURARE CON LE ERBE

La psoriasi, è una malattia della pelle spesso considerata incurabile. Al giorno d’oggi molti ne soffrono ma pochi sanno che alcune erbe possono mitigarla. Di questa malattia, esistono diverse varietà. La cosiddetta psoriasi rossa, che si manifesta con delle chiazze purpuree circoscritte, un’altra tipologia copre la pelle con delle squame e procura un forte prurito che col tempo può causare danni al sistema nervoso. Chi soffre di questa malattia, è spesso rassegnato a doverci convivere per sempre, in quanto non ci sono cure definitive che la eliminano del tutto. Grazie alla dieta e alle erbe disintossicanti e depurative, si può alternare un valido aiuto per curare o mitigare l’effetto di questa patologia. Questa malattia, nasce da una disfunzione del fegato, quindi bisogna accompagnare alla fitoterapia anche una dieta per il fegato, evitare insaccati, carni di maiale, minestre cotte, vino, limone, aceto, arance, mele crude, caffè, cioccolato e cacao. Questo perché questi alimenti producono un acido che il fegato non sopporta. Anche il pesce in scatola o affumicato, legumi vari, come piselli, fagioli e lenticchie andrebbero evitati. I cibi consigliati sono invece, le insalate, la carne di vitello, di pollo, lessata, di manzo e cacciagione, il pesce fresco o surgelato, le verdure leggere, le mele cotte e tutti i cibi che hanno come derivato il latte. Un buon metodo per curare naturalmente la psoriasi, è quello di ungere la pelle con una pomata di celidonia. Si estrae con una centrifuga il succo di celidonia fresca e ben sciacquata per prepararne una pomata. Questa va conservata in frigorifero e in assenza di celidonia si può usare anche la malva. Ottimi anche gli infusi di erba roberta o i bagni completi di malva ed erba cavallina. Si fanno mescolare in parti identiche e poi macerare in acqua fredda. Si usano circa 200 grammi di erbe per ogni bagno, che in media dovrebbe durare circa 20 minuti. Questi bagni fanno diminuire il prurito e aiutano a guarire pian piano dalla psoriasi. Ecco la ricetta per la miscela di erbe per la tisana: servono 20 grammi di fumaria, 10 grammi di corteccia di rovere, 50 grammi di ortica, 30 grammi di calendula, 30 grammi di celidonia, 40 grammi di olearia, 20 grammi di buccia di noce, 30 grammi di corteccia di salice, 30 grammi di veronica e 20 grammi di achillea. Queste erbe si trovano già pronte in quasi tutte le erboristerie. Si mescolano bene tutte insieme, per ogni tazza sbollentarne un cucchiaio da dessert pieno e lasciarlo riposare per almeno 3 minuti. E’ raccomandato l’uso di erbe di erba fresche, ma in ogni caso anche quelle essiccate che si trovano in commercio vanno bene. Una volta pronta la tisana si inizia a berla dal mattino facendo alcuni sorsi fino a sera, l’importante è berne a piccole dosi fino a 2 litri al giorno. Questa tisana va bevuta per un certo periodo di tempo. Basta comunque sapere che essa è molto efficace, in quanto il miscuglio di erbe da un effetto maggiore che viene immediatamente assorbito dal corpo. Molte persone che soffrivano di questo disturbo, si sono affidati alla fitoterapia e dopo un po’ di tempo, hanno sentito un notevole miglioramento del male. Certo le erbe non fanno miracoli, ma se prese rigorosamente per il tempo consigliato, esse danno un aiuto notevole per moltissime malattie, in questo caso anche per la psoriasi, questa patologia molto fastidiosa della pelle, che con dei bagni, una pomata e una tisana di erbe, può guarire.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 23, 2008 by chiara

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Postura

La ginnastica posturale unita ad un corretto modo di camminare e ad un altrettanto giusto modo di sedersi, aiutano la nostra colonna vertebrale a sostenersi bene, e a prevenire dei fastidiosissimi mal di schiena che rischiano, se trascurati, di sfociare in patologie ben peggiori. Sicuramente le cattive abitudini alla quali siamo ormai avvezzi, come l’uso smodato dell’automobile, o le troppe ore passate davanti al computer con la schiena sempre curva, fanno si che anche quando facciamo una passeggiata, il nostro atteggiamento posturale ne risenta negativamente. Per ovviare a tutti questi comportamenti sbagliati, occorrerebbe innanzitutto abituarsi a seguire delle elementari regole che prevedono una sana e semplice ginnastica posturale, che possiamo facilmente eseguire da soli senza bisogno di un aiuto esterno. La cosa più importante è accompagnare tutti i movimenti del nostro corpo in maniera armonica e senza strappi; quando ad esempio solleviamo un peso da terra, ricordiamoci di piegare sempre le ginocchia e di tenere costante la curva della schiena, come se fossimo in piedi; camminiamo sempre a testa alta cercando di tenete una giusta tensione muscolare, ed evitando in tutti i modi di incurvarsi o piegarsi da una parte; il consiglio più importante riguarda quello della seduta, sia essa in automobile o in ufficio: anche fosse a scapito della produttività lavorativa, è assolutamente necessario adottare un cuscino di quelli anatomici da inserire sul sedile dell’auto, se si fa un uso smodato di questo mezzo di locomozione, sgranchirsi appena possibile, evitando così l’atrofia muscolare; per chi invece passa molte ore in ufficio davanti al computer, magari su quelle sedie a rotelle, che saranno sicuramente pratiche per spostarsi da una parte all’altra della stanza, ma che di solito sono dotate di uno schienale molto scarso da un punto di vista anatomico: in questo caso, non bisognerebbe mai appoggiare la schiena se non è presente il cuscino di cui parlavamo prima, e soprattutto tenere una giusta linea che non ci deve mai impegnare troppo nel tenerla eccessivamente diritta o, di contro, curvandola come una gobba. in questo tipo di esercizi riabilitativi o semplicemente educativi, è molto importante la propria percezione del movimento muscolare, infatti le tensioni muscolari che sono alla base dei nostri doloretti, possono spesso essere risolte con gesti dettati dall’istinto; un valido esempio di questo concetto appena espresso è rappresentato da quei movimenti comparativi, che quasi inavvertitamente compiamo quando sentiamo dei fastidi sul lato sinistro del tronco, facendo torsioni verso il lato destro, e viceversa. Un pratico consiglio per le problematiche delle tensioni muscolari relative al tronco, è quello di utilizzare un bastone, afferrarlo con entrambe le mani e porlo dietro la schiena, trovare un riferimento come può essere un quadro appeso ad un muro, e poi, con le gambe divaricate eseguire piegamenti a destra e a sinistra, avendo cura di rispettare il riferimento scelto, sia da un lato che dall’altro. In questo modo possiamo renderci conto se abbiamo le stesse percezioni, oppure se da una parte fatichiamo di più, in tal caso basterà concentrarsi con dei movimenti sul lato opposto a quello dolorante o comunque con dei deficit rispetto all’altro, ricordandoci sempre di respirare profondamente durante gli esercizi; al termine sciogliamo tutte le tensioni accumulate muovendo a piacimento tutto il corpo, gambe e braccia comprese, e sicuramente ci sentiremo meglio.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 23, 2008 by michelea

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CONOSCERE LA MEDICINA NATURALE

La medicina Occidentale, da sempre è considerata leader per la cura delle malattie, spesso però, non si è a conoscenza degli effetti collaterali che certi farmaci associati alle cure, possono dare nei pazienti. La medicina classica, da sempre è attenta a curare la malattia ma ha poca attenzione al paziente, non considera la personalità umana e le sue variabili, rimanendo fedele alle statistiche e alle rigide ricerche in campo medico. Sempre di più quindi le persone, cercano vie alternative per curarsi, ricorrendo alle tante varianti della medicina naturale, un termine che vuole coinvolgere tutti quei tipi di cure alternative, sviluppatesi nel corso dei secoli che cercano di armonizzare la vita umana, l’energia, il benessere e la guarigione in un’unica globalità. Le medicine dette naturali, si dividono in moltissime categorie, tentando di sintetizzare un po’, esse possono suddividersi in medicine naturali antiche, che comprendono quelle egizie, greche e romane. Queste medicine, al giorno d’oggi non hanno lasciato una grande eredità culturale, anche se hanno aiutato lo sviluppo della moderna medicina. Le medicine naturali tradizionali, di cui fanno parte quella cinese, quella araba, tibetana, coreana e kampo, sono invece attive e molto usate nei paesi dove sono nate e dove si sono sviluppate. Le medicine etniche, proprie dell’Africa, della Siberia e degli Indiani d’america, non hanno del tutto una valenza scientifica, ma posseggono delle esperienze molto interessanti ed utili che col tempo potrebbero venir rivalutate. Le più note però, sono certamente le medicine naturali moderne, che vantano nomi conosciuti: l’omeopatia, omotossicologica, fitoterapia, floriterapia, pranoterapia, iridologia, riflessologia e molte altre, che col tempo si sono sviluppate secondo una filosofia naturale ottenendo però dei riconoscimenti medici. Tutte le medicine naturali, fanno uso di sostanze vegetali, minerali ed animali, ma anche di respirazione, movimento e cibo. Ciò che caratterizza di più queste medicine, è che la guarigione si fonda e si centralizza tutta sull’uomo o sull’ambiente circostante. Ecco perché si da molta attenzione alla focalizzazione del pensiero, basti pensare che per i cinesi, la salute è frutto di un’armonia fra i ritmi degli individui e quelli della terra e del cielo. Insomma queste medicine, considerano i fenomeni naturali come fulcro per garantire il benessere attraverso l’energia. Esempi a riguardo possono essere le ginnastiche energetiche come lo yoga, l’agopuntura che è strettamente legata alla cultura delle medicina cinese, giapponese e tibetana, il massaggio energetico come lo shiatsu o il massaggio tailandese. Anche l’uso del cibo o delle erbe è considerato un modo per riequilibrare l’energia. Al giorno d’oggi, le medicine naturali, stanno avendo un grande riscontro, esse non vanno considerate antiscientifiche, l’importante è che vengano messe in pratica secondo i principi dettati. La medicina naturale, non va considerata affatto un’ultima spiaggia nel caso quella convenzionale non faccia il suo dovere. Le medicine alternative, sono degne di tutto il rispetto possibile, ancora oggi non si sa in modo approfondito molto su di loro, nonostante molti ne facciano uso. Quello che si sa, è che queste terapie, considerano le risorse dell’uomo e della natura come fondamentale per la cura di ogni male. Si spera che con il tempo si prenda sempre più coscienza della bellezza di questa medicina e anche nei paesi occidentali divengano sempre più praticate.

Chiara Lanari

Posted on Aprile 22, 2008 by chiara

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LA PSICOSOMATICA

Il benessere fisico, ha una grande influenza nelle emozioni dell’uomo, a loro volta queste hanno effetti positivi o negativi nell’organismo. Il fattore psicologico, è ormai considerato centrale nell’insorgere delle malattie o anche nella cura di esse. La disciplina che studia questi elementi si chiama la psicosomatica ed è una scienza che studia e mette in relazione la mente con il corpo, ovvero le emozioni e il disturbo, per capire cosa suscita l’emozione nel corpo e quali malattie. Fino a qualche anno fa parlare di psicosomatica, voleva dire riferirsi solo a quelle malattie la cui origine sembrava oscura e per esclusione si dava una motivazione psicologica. Oggi le cose sono cambiate e si guarda alla psicosomatica, come una disciplina dove il male si manifesta nell’organismo come sintomo e a livello psicologico come una carenza. Grazie a questa disciplina, si può distinguere la malattia che dipende da fattori biologici o traumatici, e quella che dipende da fattori psico-sociali. Quindi i sintomi vengono studiati da un punto di vista anche psicologico. Esempi pratici, sono quelle di quelle persone che si ammalano in seguito a gravi situazioni ambientali come un lutto, delusioni, perdita del lavoro, oppure di quegli individui che hanno degli incidenti ripetuti ecc… per conoscere bene questa branca, è dovere descriverne i fattori che essa considera fondamentali: innanzitutto i sintomi psicosomatici che si manifestano attraverso il corpo e sono collegati al sistema nervoso, fornendo un richiamo a quelle situazioni stressanti o di disagio psicologico. Le malattie psicosomatiche, sono considerati tali, quando si manifesta un vero e proprio stato di malattia di un organo. Le malattie che più spesso sono riconosciute come psicosomatiche sono l’asma bronchiale, la colite ulcerosa, l’ipertensione arteriosa, l’eczema e l’ulcera. Oggi giorno in seguito allo sviluppo di nuovi disturbi, si è quasi accertato che le malattie psicosomatiche, possono comprendere disturbi dell’alimentazione, in particolare l’anoressia e la bulimia, i mali psicosomatici che comprendono il sistema respiratorio, come il singhiozzo e la dispnea, quelle che coinvolgono il sistema gastrointestinale e malattie come la gastrite cronica, il vomito, la stipsi, il colon irritabile ecc. Anche il sistema cutaneo può comprendere queste malattie, ad esempio la psoriasi, l’eritema pudico, l’acne, la dermatite l’orticaria, la sudorazione profusa ecc. infine anche malattie legate all’apparato cardiovascolare come l’angina pectoris, la cefalea emicranica, l’infarto e quelle dell’apparato urinario e genitale come i dolori mestruali e i disturbi della minzione. Le malattie psicosomatiche, si manifestano soprattutto perché creano dei meccanismi difensivi alla manifestazione diretta del disagio psichico attraverso l’organismo. Le situazioni di stress, l’ansia o sofferenze che non riescono ad essere espresse perché troppo dolorose, si canalizzano attraverso il corpo, creando cosi il disturbo. Solitamente per capire se una persona è o no psicosomatica, a grandi linee ci si basa su alcune caratteristiche di base, come il fatto che queste persona tendono ad esprimere poco le proprie emozioni ma presentano un buon adattamento alla realtà. Le capacità difensive, cercano di allontanare i fattori psichici che non si riesce ad accettare, pur sapendo che cosi si distrugge il corpo. Le persone che non sono in grado di accedere al loro mondo emotivo, non sentono la rabbia o lo stress in certe situazioni. Quindi attenti ai propri sintomi, spesso una malattia può essere semplicemente il prodotto delle nostre emozioni represse. -Chiara Lanari-

Posted on Aprile 22, 2008 by chiara

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Il vino rosso

Le proprietà del vino, e le antichissime origini della sua prima produzione, sono sempre state al centro di studi e dibattiti. Oggi sappiamo che gli antichi egizi sono stati i primi a produrlo, ripresi poi dagli antichi romani, che ne hanno fatto addirittura uno status symbol; pare che ci si sia accorti in maniera accidentale delle potenzialità della vite, una antica leggenda racconta che alcuni grappoli di uva, lasciati per errore fermentare in un cesto, abbiano poi dato il via all’idea di produrre questo inimitabile nettare. Ci occuperemo in particolare del vino rosso e delle sue accertate caratteristiche: innanzitutto, sorseggiare lentamente un buon bicchiere a pasto, regala una leggerissima brezza di euforia che aiuta realmente a stare meglio, anche da un punto di vista psicologico; sempre con le stesse dosi, abbiamo una efficace protezione della mucosa gastrica, e una dura barriera contro i radicali liberi e le loro potenzialità di sviluppo infettivo, come ad esempio l’helicobacter. Più è elevata la qualità delle uve di provenienza, e di conseguenza il processo di lavorazione, maggiormente si evidenzia la prerogativa antiossidante del vino rosso. Di non secondaria importanza risulta poi essere la proprietà vasodilatatoria del vino rosso, unita all’apporto benefico cardiovascolare, antitumorale e antitrombotico. Pensiamo a tutti quei problemi legati alla cattiva circolazione sanguigna, che possono essere prevenuti bevendo un buon bicchiere di vino rosso a pasto; l’eccesso va invece assolutamente evitato, perchè a causa soprattutto dell’alcool presente nella bevanda, può portare ad una serie di patologie, oltre quello della dipendenza, che lentamente corrodono i nostri organi interni, ed invecchia inesorabilmente la nostra pelle; ci rende inoltre stanchi e facilmente irritabili, infatti i nostri neuroni risentono negativamente del troppo alcool, e l’amigdala (responsabile delle nostre emozioni e regolatore del nostro orologio biologico), fa sì che si abbiano frequenti disturbi del sonno, ed aumenti la dipendenza, che spesso sfocia nel vero e proprio alcolismo. Ricordiamo poi che il vino in più, appesantisce l’alito ed ingrassa il fisico, rendendoci poco lucidi nei ragionamenti. Purtroppo i danni che fa il vino assunto in dosi eccessive sono molto maggiori dei benefici apportati da un uso corretto; e allora, se ci rendiamo conto che il gusto del vino, in particolare quello rosso, attrae il nostro palato, facciamoci furbi e consumiamolo in modo giusto, non facciamoci coinvolgere da facili bevute per festeggiare questo o quell’altro evento, ma teniamo ben presente un antico detto che vuole il bicchiere mai pieno e mai vuoto. Un calice di buon rosso sorseggiato di tanto in tanto, durante un pasto a lume di candela, pare anche sia ricco di proprietà afrodisiache, e quindi aiuta anche la coppia in amore a costruire quella magia che rende unica una serata. Infine una menzione particolare va fatta agli antichi romani ed alla loro mitologia, che prevedeva addirittura un Dio del Vino e della vendemmia, Bacco, responsabile anche dei vizi dei comuni mortali; bene, noi abbiamo alcuni millenni di esperienza e conoscenza in più di loro, per stabilire che la felicità regalata dal vino così come dalla vendemmia, intesa come festa di lavoro tra canti e balli, va presa così com’è solo per la prima parte che dona a noi felicità e virtù, avendo l’accortezza di lasciare il vizio fuori dalla porta.

 

Michele Aliberti

Posted on Aprile 22, 2008 by michelea

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La camomilla

Tutti conoscono questa piccola margheritina, in primavera i campi sono pieni di questi fiori, la cui importanza per la nostra salute e’ piuttosto rilevante, ma vediamo di conoscerla meglio.

La camomilla e’ una pianta aromatica, un’erbacea poliennale con fiori bianchi di 2-3 cm di diametro. Vi sono due tipi di camomilla, quella comune (Matricaria chamomilla) e quella romana (Anthemis nobilis). Quest’ultima va preferita alla prima, essendo piu’ aromatica.

La camomilla comune cresce diffusamente in Grecia, dove gia’ in antichita’ veniva considerata per il suo profumo particolare. Alcune scoperte di studiosi greci sono state confermate da esperimenti di laboratorio oggi, a distanza di diciannove secoli. La camomila contiene un olio essenziale, favonoidi, cumarina, alcol, acidi grassi, potassio e vitamina C. E’ indicata soprattutto come antispastico ed antinffiammatorio, nonche’  per favorire le mestruazioni in ritardo. Ma da sempre e’ ricordata il rimedio eccellente per chi ha difficolta’ di prender sonno; bisogna pero’ fare attenzione, perche’ in soggetti predisposti puo’ procurare l’effetto opposto. Poi e’ antispastica, quindi perfetta per i crampi ed i dolori addominali, causati da cattiva digestione, da mestruazioni dolorose oppure da intestino infiammato o da colite; e’ valida come antifebbrile e aiuta molto a liberare le alte vie respiratorie dal muco in eccesso, attraverso dei suffumigi caldi di vapore.

Insomma, un piccolo fiore, ma prezioso per la nostra salute.

Bianchi Fabio

Posted on Aprile 22, 2008 by fabiobianchi

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