Via allo stress e all’ansia!

In questo inizio di primavera lo stress colpisce gran parte della popolazione provocando ansia, insonnia, incubi e risvegli notturni. Se a questo aggiungiamo depressione, irritabilità, disturbi psicosomatici, bhé allora dobbiamo correre ai ripari e velocemente.
Vediamo quali sono le situazioni che possono contribuire ad accentuare lo stress e l’ansia

ď‚§ Lavoro: mole e ritmo di lavoro, ambiente (rapporti conflittuali con il capo o con i colleghi).
ď‚§ Scadenze (bollette, rate del mutuo, tasse).
ď‚§ Preoccupazioni familiari (malattie di parenti, conflitti coniugali, crisi adolescenziali dei figli).
ď‚§ Malattie (spesso piĂą che una causa sono una conseguenza dello stress).
 Inquinamento dell’aria e acustico (la città è notoriamente l’ambiente stressante per antonomasia).
 Cattivo rapporto con sé stessi (frustrazioni, delusioni, scarsa autostima).

Come porvi rimedio? Una lunga vacanza ai Tropici sarebbe consigliabile ma vediamo di scovare metodi più alla portata che ci eviti di aprire un prestito per una vacanza altrimenti impossibile…

 Evitare diete drastiche che non possono che aumentare i livelli di stress e frustrazione, senza contare che nell’80% dei casi il peso perso viene recuperato rapidamente.
 Rilassarsi con lo yoga o per chi ama il fai-da-te, ritagliarsi 20 minuti di tempo, sdraiarsi su un tappeto lasciandosi andare a pensieri che ci invitino alla calma (lunghe distese di prati soleggiati con passerotti cinguettanti a fare da contorno o in alternativa oceani possibilmente non in tempesta); utile è accompagnare semplici esercizi di respirazione (inspirare dal naso gonfiando la pancia e aspirare dalla bocca sgonfiando la pancia). Consiglio la musica new- age indicata per creare un’atmosfera di quiete.
 Fare sport preferendo le attività all’aria aperta come lunghe pedalate in compagnia dell’amica del cuore.
ď‚§ Trovarsi un hobby rilassante come il giardinaggio o semplicemente la lettura (da preferire in momenti cupi sono i libri scritti da comici di cui sono pieni gli scaffali delle librerie).
ď‚§ Trovare il tempo di tanto in tanto per un bagno ristoratore possibilmente con sottofondo musicale e candele.
 Dormire, dormire, dormire! Coricarsi possibilmente alla stessa ora dopo un bagno caldo, una tisana, un pediluvio…

Ci sono tanti modi per allontanare lo stress e l’ansia ma il primo passo è cercare di prendere la vita così come viene, cercando, dove possibile, di sdrammatizzare… perché la vita (e aggiungerei la salute) è una sola…. insomma CARPE DIEM…!

Link:

http://allafermatadeltram.leonardo.it/blog

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Posted on Marzo 29, 2008 by admin

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ALLA SCOPERTA DELL PUNTO G.

Chi di voi non ha mai sentito parlare del punto G?
Stiamo parlando dell’ “interruttore” del piacere femminile. Ebbene, sembra che il leggendario punto possa essere finalmente scovato.
Ricercatori dell’Università dell’Aquila hanno affermato che è situato tra la vagina e l’uretra. Attraverso una semplice ecografia hanno notato che, tra queste due cavità, è situata una parete più o meno spessa formata da tessuto nervoso e dalla parte interna del clitoride, la più sensibile.
Il team ha chiesto a un gruppo di venti donne under 35di descrivere un tipico orgasmo. Per dieci di loro era solo di tipo clitorideo, le altre invece provavano anche quello vaginale. L’ecografia ha mostrato che queste ultime presentavano un ispessimento della parete anteriore della vagina. Trattasi del famoso punto G.
La ricerca ha quindi confermato ciò che si pensava da tempo: alcune donne ce l’hanno, altre no. Ciò, comunque non pregiudica la loro vita sessuale. Le donne in cui non è presente, non devono pensare che siano limitate nel piacere.
Si tratta di una semplice variante anatomica e non servono esami particolarmente costosi per scoprirla, ma una banale ecografia che evidenzi la posizione anatomica e l’ispessimento della suddetta parete.
Questa scoperta potrebbe rivoluzionare la vita di molte donne. Chi, ad esempio, ritiene di aver provato da sempre solo orgasmi clitoridei, scoperto il punto G può iniziare a stimolarlo con le posizioni più giuste. Sono quelle posizioni che consentono una penetrazione meno profonda, ma mirata sulla zona, come nel caso in cui lui è sdraiato dietro di lei.
Attualmente sono in corso studi per capire se è possibile aumentare lo spessore di quel di quel tessuto con la terapia ormonale.
Così, anche le donne che non presentano il famoso punto G, potrebbero sperimentare il piacere di una nuova gioia.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 29, 2008 by admin

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ATTACCHI DI PANICO: UN NEMICO DA COMBATTERE

Il primo attacco di panico solitamente lascia di stucco.
Improvvisamente proviamo una paura inspiegabile, un’ansia incontrollabile, il nostro cuore comincia a battere all’impazzata e il respiro diviene sempre più affannoso. Poi, trascorso qualche minuto, tutto torna come prima.
Ma permane una sensazione di disagio e il timore che possa manifestarsi nuovamente, ciò che viene definita ansia anticipatoria.
La paura di rivivere quelle sensazioni di terrore porta a vivere in uno stato di allerta continua e, spesso, è proprio quest’ansia a determinare i successivi attacchi.
Se, ad esempio, il primo attacco si è manifestato tra la folla o nel traffico, appena ci si ritrova in una situazione analoga, iniziamo a temere di sentirci male. Di conseguenza presteremo attenzione al battito cardiaco, al ritmo del respiro, all’equilibrio, per verificare se abbiamo o no vertigini. Ma è proprio questo meccanismo che fa sì che la nostra ansia aumenti, è proprio questa attenzione esasperata che determina l’aumento del ritmo del nostro cuore e la respirazione affannosa fino a giungere al temuto panico. E’ il controllo eccessivo che, di fatto, ci fa perdere il controllo.
Per combattere questo stato bisogna affrontare la paura con l’irrazionalità, con la tecnica della fantasia peggiore. Per circa una settimana ci isoliamo in casa per mezz’ora e immaginiamo tutto ciò che di terribile ci potrebbe accadere nel tentativo di farsi venire una vera e propria crisi di ansia. Trascorso questo tempo, ci laviamo il viso e riprendiamo le normali attività.
Attraverso questa tecnica non si riesce mai a procurare un vero attacco, ma si comprende che esasperando la paura, questa se ne va. Bisogna usare di nuovo questo espediente nelle situazioni che riteniamo più a rischio. Ad esempio, in mezzo alla folla, concentriamoci per un po’sul nostro cuore e il nostro respiro nel tentativo di procurarci i sintomi. Noteremo che la paura non si manifesta poiché essa si presenta quando la si evita, e non quando la si affronta. Quando proviamo a combatterla svanisce.
Provare per credere.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 28, 2008 by admin

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Quando l’intestino va in vacanza

Con l’arrivo della bella stagione, aumentano anche le persone che decidono di andare in vacanza e prendersi alcuni giorni di meritato riposo, soprattutto dopo i bagordi dell’inverno. Non è raro però che anche durante i giorni di ferie alcuni organi del nostro corpo risentono del cambiamento d’ambiente, i disturbi più comuni sono la diarrea del viaggiatore, che colpisce molte persone durante i soggiorni soprattutto all’estero, oppure la stitichezza che è sempre in agguato anche per pochi giorni. Soprattutto chi decide di andare nei paesi esotici, deve avere un occhio di riguardo per i problemi intestinali, i problemi si trovano un po’ ovunque, il cibo crudo ad esempio sarebbe da evitare perché non si sa mai davvero cosa contenga, c’è anche la possibilità che possa essere scaduto o mal mantenuto, aumentando di molto le possibilità di problemi intestinali. Altro problema di non poco conto, è l’acqua contaminata, ecco perché è sempre bene bere acqua delle bottiglie sigillate ed evitare accuratamente quella dei rubinetti o delle fontanelle. Anche i denti vanno lavati con acqua imbottigliata, perché usando quella corrente si rischia di ingerirne comunque piccole dosi. Non evitando questi problemi, è facile venir colpiti dalla diarrea del viaggiatore, cosi chiamata appunto perché colpisce i vacanzieri. Si presenta con forti dolori addominali, febbre e diarrea. A questo proposito, è dovere anche evitare di mangiare verdure crude, latte freddo, formaggi freschi, gelati e ghiaccio. Se si vuole mangiare la frutta, bisogna sbucciarla molto bene e tutti i tipi di carne, uova e pesce vanno mangiati solo se ben cotti. Prevenire è meglio che curare, per questo è meglio preparare l’intestino al cambio di alimentazione, sia prima della partenza che durante la vacanza. Si consiglia a questo proposito di prendere i fermenti lattici, che aiutano i batteri a svolgere le loro funzioni regolarizzanti, in particolare i fermenti lattici detti probiotici, favoriscono e aumentano la presenza dei batteri positivi. Al contrario di chi soffre della diarrea del viaggiatore, c’è chi invece durante il soggiorno non riesce a defecare, questo problema ben noto come stitichezza, è la difficoltà o la mancanza di stimolo ad evacuare, chi ci riesce lo fa in modo forzato e spesso incompleto. La stitichezza causa gonfiore addominale e anche dolori al basso ventre, dovuto appunto all’accumulo di feci non espulse. Per prevenire e curare la stitichezza, innanzitutto bisogna mangiare in modo calmo, senza fretta in modo da ingerire una quantità adeguata di cibo che aiuti a stimolare la muscolatura interna. Evitare di saltare pranzi o cene, meglio mangiare a piccole dosi masticando bene. E’ consigliato soprattutto mangiare moltissima frutta, verdura, cibi ricchi di fibre, integratori alimentari che spesso e volentieri danno una mano a regolarizzare l’intestino e velocizzare il passaggio delle scorie portando l’intestino al suo naturale equilibrio. E’ anche raccomandabile andare in bagno più o meno alla stessa ora ogni giorno, in modo da mantenere una certa costanza e anche camminare e aiutarsi con lo sport. Un aiuto davvero efficace è l’acqua, berne almeno 2 litri al giorno aiuta a mantenere le feci lisce e soprattutto evita il dolore durante l’evacuazione. Sconsigliato è l’uso dei lassativi che risolvono solo temporaneamente il problema, ma non lo curano, anzi facendone un uso spropositato si rischia di capovolgere il problema dalla stitichezza alla diarrea.

Chiara Lanari

Posted on Marzo 28, 2008 by admin

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Fenomeno allergie

In questo periodo si torna a parlare di allergie e di patologie inerenti l’apparato respiratorio. Recenti studi, provenienti da importanti universitĂ  un po’ in tutto il mondo, affermano con decisione il considerevole aumento di casi di giovani e bambini colpiti da rinite allergica. Le principali cause di questo aumento sono indubbiamente da ascrivere all’inquinamento delle grandi cittĂ , e all’azione di pollini presenti nell’aria che respiriamo anche in stagioni che, sulla carta, non dovrebbero essere a rischio; Il resto, purtroppo, è rappresentato da una componente ereditaria per la quale non si può fare molto. D’altronde la prospettiva di veder peggiorare questa situazione nel corso dei prossimi anni piĂą che una semplice previsione, è una certezza, e questo dovrebbe bastare per cambiare registro. In attesa che che prima o poi si agisca seriamente sulla riduzione dell’inquinamento ambientale attraverso le tanto decantate energie alternative, i maggiori esperti nel settore dell’allergologia sono unanimi nell’elencare una serie di accorgimenti sicuramente adottabili senza grandi sconvolgimenti nelle proprie abitudini, nĂ© eccessivi esborsi economici.
Innanzitutto, una volta conosciuto l’allergene al quale si è sensibili, si deve evitare in ogni modo il contatto con esso: ad esempio, se si è allergici all’acaro della polvere, presente quasi tutto l’anno nei nostri materassi, pelouches, tappeti ecc., bisogna assolutamente provvedere alla pulizia a fondo e costante di tutti questi ricettacoli di polvere, attraverso sterilizzazioni complete. Per quanto possibile, per i soggetti sensibili ai vari tipi di polline, si dovrebbe evitare la frequentazione di quei posti dove, in specifici periodi dell’anno, sono presenti in grandi quantitĂ . Le cure a base di antistaminici, broncodilatatori e cortisonici, ottime per gestire l’emergenza, vanno sicuramente accompagnate da una corretta terapia vaccinale che, ad oggi, rappresenta l’unico strumento in grado di desensibilizzare il nostro organismo nei confronti dell’aggressore per un lungo periodo. Il successo dei vaccini, oggi sempre meno invasivi con l’adozione delle gocce sublinguali, fa si che in casi anche critici, si possano invece riscontrare delle altissime percentuali di raggiungimento dell’obiettivo; inoltre va ricordato che, nel caso dei bambini, prima ci si reca ad una semplice visita di controllo, piĂą possibilitĂ  si ha di allontanare complicazioni e di patologie come ad esempio l’asma bronchiale. Un altro dato da registrare è quello relativo al calo di concentrazione, nello studio come nel lavoro, nei soggetti allergici non curati che, per causa di forza maggiore, debbono occuparsi di starnutire, di soffiare il naso, o semplicemente lacrimano in maniera copiosa togliendo tempo e forza ad attivitĂ  che richiedono entrambe le cose. Il fenomeno delle allergie, vera e propria piaga dell’epoca moderna, si può dunque combattere con pochi semplici passi, che però assicurano un miglioramento della qualitĂ  della vita nei piccoli, come negli adulti.

Posted on Marzo 28, 2008 by admin

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Ulcera molle

Cause
L’ulcera molle è una infezione provocata dal batterio Haemophilus ducrey.
Fortunatamente è presente molto in Africa e poco in Europa.Si contano quasi 10 milioni di casi l’anno, attenzione quindi a tutti voi che viaggiate spesso.
Trasmissione
Rapporti sessuali di ogni tipo: rapporti sessuali anali, orali e vaginali. La malattia potrebbe non dare segni tangibili quindi attenzione.
Sintomi
Se si ha questa infezione si presentano ulcere dolorose ai genitali.Può essere presente anche dolore all’ano, inoltre l’uomo può avere perdite uretrali e la donna perdite vaginali.
Possono formarsi fistole, ovvero piccoli buchi nei tessuti intorno ai genitali, da cui fuoriesce pus o liquido.
Questa infezione aumenta molto il rischio di acquisire l’HIV durante un rapporto non protetto.
Diagnosi e cura
Una diagnosi è complicata perché sempre simile alla sifilide, è possibile l’identificazione con esami delle ulcere.
La cura è a base di antibiotici e si guarisce in circa due settimane.
Prevenzione
Fare sesso sicuro con il preservativo offre un’ottima protezione.

Posted on Marzo 28, 2008 by admin

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Chi protegge noi italiani nel diritto alla salute sessuale?

Chi protegge noi italiani nel diritto alla salute sessuale?
L’AIDASS (Associazione Italiana per il Diritto alla Salute Sessuale) è un’associazione che si prefigge l’obbiettivo di promuovere quelle iniziative culturali e politiche per modificare l’arretratezza scientifica e culturale correlata alla salute sessuale.
Un’associazione senza fini di lucro, nata per fare in modo che questo diritto attualmente negato venga recepito nelle leggi e nei codici, per avere un peso e non essere “trasparenti” rispetto alla classe politica, per diffondere l’informazione scientifica e tradurre in cultura le informazioni scientifiche ormai consolidate.
«La sessualità è un aspetto fondamentale della vita dell’essere umano e avere una sessualità sana e soddisfacente è un diritto universale che va tutelato anche dal punto di vista legislativo
Il nostro obiettivo è promuovere il concetto di una salute sessuale ottimale e una visione affermativa della sessualità nelle donne, negli uomini e nei giovani attraverso iniziative culturali e politiche A livello culturale si scontano ancora gravi ritardi e molteplici tabù, ed a livello politico ancora non si è acquisita la sensibilità per promuovere leggi e mettere a disposizione risorse e strutture affinché la società si faccia carico di questo bisogno a tutte le età, dall’adolescenza alla vecchiaia, e senza discriminazioni di genere o di condizione patologica, come nel caso dei disabili o dei portatori di handicap».
«I cittadini hanno bisogno di assistenza e non sempre sanno a chi rivolgersi per questo motivo è nostra intenzione sollecitare l’opinione pubblica e le istituzioni affinché si faccia un’informazione capillare e allo stesso tempo, vengano messe a disposizione di tutti le strutture sanitarie e le acquisizioni scientifiche».
Queste sono parole del presidente Giuseppe La Pera proferite in uno dei molti convegni da loro organizzati.
Ogni persona può gratuitamente contattarli e loro sapranno sempre consigliare la via migliore.
Nel loro sito web sono presenti numerosi test e questionari oltre ad un ottimo forum seguito dal presidente stesso.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Rischi della salute sessuale maschile: le Infezioni sessualmente trasmissibili

Rischi della salute sessuale maschile: le Infezioni sessualmente trasmissibili.
Essere maschio o femmina condiziona profondamente il comportamento sessuale e la probabilitĂ  di contrarre una Infezione sessualmente trasmissibile.
Per l’uomo infatti esistono alcuni motivi di infezione quali
I motivi biologici come il fatto di non essere circoncisi poiché il prepuzio trattiene più facilmente i batteri e microrganismi.
I motivi culturali quale la raritĂ  di incontri con il medico e la segretezza del loro stato clinico quale la malattia. Molti uomini considerano poco virile preoccuparsi della propria salute e utilizzare i preservativi.
I motivi comportamentali come il fatto di cambiare un numero maggiore di partner e con molta frequenza : questo aumenta la possibilitĂ  di incontrare una persona infetta.
Lo stesso sesso orale, molto frequente, non viene mai protetto da preservativo e ciò non ti protegge da molte infezioni.
L’uomo di per se ha un rischio 10 volte maggiore della donna di incorrere in complicanze infatti le Infezioni sessualmente trasmissibili possono risalire dal pene fino al canale urinario e questo può provocare infiammazioni interne.
Altro problema solamente maschile è rappresentato nei rapporti anali infatti se non si usa il preservativo sono molto frequenti infezioni come la sifilide l’herpes e la gonorrea.
Nel caso di persona che cambia sesso gli organi sessuali ricostruiti sono molto sensibili alle infezioni a causa di cure ormonali.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Introduzione alla salute sessuale

Nel 1974 l’Organizzazione Mondiale della SanitĂ  (OMS) ha stabilito che:
“La salute sessuale risulta dall’integrazione degli aspetti somatici affettivi, intellettivi e sociali dell’essere sessuato che consentono la valorizzazione della personalitĂ , della comunicazione e dell’amore. La salute si compone di tre elementi principali: - essere capace di gioire, avendone la piena padronanza, di un comportamento sessuale e riproduttivo in armonia con un’etica sociale e personale; - essere esenti da sentimenti di odio, di vergogna, di colpevolezza, di false credenze e altri fattori psicologici che inibiscono la risposta sessuale e turbano la relazione sessuale; - essere esenti da turbe, malattie e deficienze organiche che interferiscono con le funzioni sessuali e riproduttive.”
Questa definizione mondialmente accettata ha però nel suo interno dei concetti tradizionalisti e retrogradi , nonostante ciò contiene aspetti innovativi come il considerare oltre all’assenza di disfunzioni anche l’amore e i sentimenti importanti per la salute sessuale.
In questa definizione si utilizza come parametro della salute la procreazione cosa che cancella l’omosessualità e crea per cosi dire un collegamento con la cosiddetta etica sociale.
Ma la salute sessuale può essere solo in presenza di sentimenti?
Può una organizzazione stabilire cosa sia giudicato “sano” o meno?
Io personalmente credo che ognuno debba trovare le proprie risposte e che per avere una sessualitĂ  sana si debba sentirsi sereno e libero di decidere ; sempre.

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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Gambe senza riposo

Vi stendete a letto e avete la necessitĂ  di muovere le gambe? Non riuscite a restar fermi? Vi svegliate per questo durante la notte?
E’allora probabile che soffriate della “sindrome delle gambe senza riposo”. Il paziente affetto da questa patologia, durante la fase in cui si addormenta o durante il sonno, avverte la necessità di muovere le gambe, spesso in maniera incontrollata e violenta. Generalmente le sensazioni sono tre: sorta di scossa elettrica, formicolio, idea che degli insetti corrano lungo le gambe.
Ciò provoca, ovviamente, delle ripercussioni sulla qualità della propria vita. La sindrome peggiora la qualità del sonno notturno, caratterizzato da risvegli veri o microrisvegli che durano solo pochi secondi. Di conseguenza, il paziente è impossibilitato a riposare in modo efficace e al mattino seguente si sentirà stanco, avvertirà sonnolenza diurna, ansia. Spesso si manifestano anche forme di depressione, stanchezza cronica e il forte timore delle ore notturne, ossia quelle in cui il disturbo si manifesta.
Questo problema è avvertibile di notte poiché, in quelle ore, cala il livello di dopamina presente nel cervello. La dopamina è la sostanza che regola i nostri movimenti: un suo calo, in persone predisposte, causa questi movimenti incontrollati e involontari.
La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e su diversi esami. E’necessario un esame del sangue per controllare i livelli di ferritina e di sideremia poiché è possibile che la sindrome sia causata da anemia. E’opportuna, inoltre, una elettromiografia o una neurografia che consentono di comprendere se gli scatti alle gambe sono dovuti a un problema di tipo muscolare o neurologico.
Tra le cure piĂą indicate ci sono soprattutto i cosiddetti farmaci dopaminagonisti, che assicurano la giusta concentrazione di dopamina nel cervello anche di notte, quando tende a produrne una minore quantitĂ . Tali farmaci agiscono velocemente e si rivelano efficaci anche a dosaggi molto bassi, senza causare particolari effetti collaterali. Si possono assumere sia per bocca sia attraverso un cerotto da applicare sulla pelle.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 27, 2008 by admin

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