NOVITA’ A PROPOSITO DI VACCINO.

Presto il melanoma, il più pericoloso tumore della pelle, potrebbe essere curato attraverso un semplicissimo vaccino. Tale notizia è stata comunicata a seguito di uno studio condotto dagli esperti italiani dell’Istituto San Raffaele di Milano apparso sulla famosa rivista Journal of Clinical Investigation.
Per la prima volta è stato realizzato un vaccino che sembra essere utile contro la malattia. Non stiamo parlando di un vaccino capace di prevenire tale tumore, ma di un vaccino che addestra le difese del corpo malato a riconoscere e, di conseguenza, ad attaccare con efficacia il melanoma.
I ricercatori hanno notato che il vaccino finora si è rivelato ottimo nella sperimentazione sugli animali. La sperimentazione sull’uomo, dovrebbe invece essere completata entro la fine di quest’anno. Da allora, probabilmente, l’uomo avrà un’arma in più per combattere questo diffuso tumore.
A proposito di pelle e di vaccini, pare che la pistola utilizzata dagli artisti del tatuaggio per decorare la nostra cute potrebbe diventare uno strumento medico per effettuare le piĂą comuni vaccinazioni.
La sensazionale scoperta è merito degli esperti tedeschi dell’Università di Heidelberg ed è stata pubblicata dalla rivista Genetic Vaccines and Therapy.
Lo staff ha sperimentato la pistola dei tatuaggi come mezzo per iniettare sotto la pelle un farmaco. Per farlo, hanno preparato un vaccino speciale, naturalmente incolore, e lo hanno utilizzato proprio come se fosse un inchiostro per tatuaggi.
Hanno poi iniettato la medesima dose di vaccino con il metodo tradizionale, ossia la siringa. Infine è stata verificata l’efficacia del vaccino tatuato con quella del vaccino iniettato. Ebbene, la risposta del sistema immunitario al primo vaccino, e quindi la sua efficacia, era duecento volte maggiore e con meno emorragie e infiammazioni locali. I ricercatori hanno quindi raccomandato il vaccino tatuato.
Staremo a vedere quali saranno gli ulteriori progressi della scienza.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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UN OTTIMO ALLEATO: LA VITAMINA C.

Le funzioni vitali dell’organismo sono assicurate dalle sostanze contenute nei diversi alimenti. Tutti conosciamo l’efficacia di proteine, carboidrati, grassi, minerali e acqua. Anche le vitamine svolgono un ruolo molto importante. Prendiamone in considerazione una di cui sentiamo spesso parlare: la vitamina C.
La vitamina C è un antinfiammatorio naturale, aumenta le nostre difese proteggendo l’organismo dagli attacchi virali. E’ inoltre fondamentale per il buon funzionamento delle cellule, si comporta come un antivirus per il nostro sistema immunitario e migliora l’assorbimento di Ferro e Calcio.
Svolge una funzione leader nei soggetti di tutte le età, con una maggiore attenzione ai bambini. I più piccoli, infatti, sono maggiormente esposti a infezioni e virus poiché non hanno ancora sviluppato tutti gli anticorpi necessari a difenderli. Sono poi da essa aiutati nell’apporto di calcio, necessario per la loro crescita.
La vitamina C, oltre ad alzare il livello immunitario, è essenziale per la sua azione cicatrizzante. Fornisce un ottimo contributo all’universo femminile. Con l’età fertile, a causa delle perdite ematiche, è facile essere prede dell’anemia. Favorendo un maggiore assorbimento di ferro, tale vitamina ci permette di contrastare questo diffuso disturbo.
Per le sue proprietĂ  acidificanti contrasta le infezioni del tratto urinario e si rivela quindi utile in presenza di frequenti cistiti.
La vitamina C è anche un alleato per la nostra bellezza. Ci aiuta a combattere problemi legati a stanchezza, doppie punte, gengive sanguinanti, capillari rotti, vene varicose, pelle secca e poco elastica.
La possiamo assimilare mangiando cibi come kiwi, agrumi, fragole, peperoni, cavoli, malto, crauti, pomodori, verdure verdi a foglia larga (come la rucola), peperoncini piccanti e uva.
Gran parte della vitamina C che introduciamo nel nostro corpo, viene rapidamente eliminata attraverso le urine e il sudore. Anche l’inquinamento, l’alcool, il fumo, lo stress incidono sul suo maggiore consumo da parte del nostro organismo.
In caso di cattiva alimentazione, diete, sport intenso, gravidanza, convalescenza, è utile assicurare il giusto apporto di tale sostanza attraverso degli integratori da assumere lontano dai pasti per assicurarne il giusto assorbimento.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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LA DISFUNZIONE ERETTILE, TERAPIE E CONSIGLI

La disfunzione erettile, è una malattia che è spesso associata al processo di invecchiamento dell’individuo, si manifesta soprattutto in concomitanza con alcuni cambiamenti fisiologici relativi all’età. Questa malattia, consiste nella dispersione del flusso sanguigno dal pene. Negli uomini tra i 40 e i 70 anni, oltre il 50% ha avvertito dei segnali di questa malattia, spesso chiamata con l’abbreviazione ED. In particolare i più colpiti risultano gli individui tra i 50 e i 59 anni e sembrano ancora più colpiti gli uomini di classe povera. Ci sono poi alcuni fattori come il diabete, le malattie coronarie, l’ipertensione che possono aumentare le possibilità di ED, anche il fumo o alcuni farmaci hanno un ruolo importante nello sviluppo di questo problema. Inoltre sembra esserci una più forte influenza, tra gli uomini che hanno subito operazioni chirurgiche legate al cancro alla prostata. I motivi psicofisiologici di questa malattia, comprendono lo stress e la depressione. Sinteticamente la disfunzione erettile può derivare da varie cause, vascolari, ormonali, chirurgiche ecc. Il diabete e le malattie aterosclerotiche, rappresentano quasi l’80% dei fattori che determinano la disfunzione, soprattutto negli uomini più anziani, questo perché la malattia arteriosa può far diminuire il flusso agli spazi lacunari, con conseguente rigidità. Purtroppo la ED include anche dei disordini di tipo neurologico, come la sclerosi a placche e la neuropatia periferica causata da alcolismo. La terapia migliore per risolvere questo problema, è senz’altro quella con androgeni che può migliorare la funzione erettile, non serve però nel caso i livelli endogeni del testosterone sono normali. Il rapporto medico-paziente aiuta molto a trovare facilmente le cause della ED, serve innanzitutto sapere la storia sessuale e medica dell’individuo per capire se la causa della malattia è organica o psicogena. I motivi organici, sono caratterizzati soprattutto da un cambiamento graduale nella rigidità e nell’ impossibilità a sostenere le erezioni notturne e coitali. Anche una diminuzione del desiderio sessuale può essere un campanello d’allarme per scovare malformazioni al sistema endocrino. C’è anche da dire che la ED, spesso si manifesta in concomitanza con nuove situazioni sessuali, in questo caso il problema ha origini psicogene. In particolare ansia da prestazione, conflitto nel rapporto, inibizione sessuale, perdita di desiderio, timore della gravidanza o di malattie sessualmente trasmissibili. Altri fattori di origine psicogena, sono cambiamenti sociali quali, divorzi, problemi di salute di un coniuge, lutti, difficoltà relazionali e problemi di ordine finanziario. Certamente l’esame fisico, è un componente importante per scoprire il problema, esami approfonditi della tiroide, degli organi genitali esterni e della prostata sono consigliati assolutamente. In sintesi gli esami consigliati, sempre su valutazione medica sono: prove neurologiche, valutazione vascolare, prove diagnostiche psicologiche e studi sulla tumescenza e sulla rigidità del pene notturna. La terapia deve essere mirata e centrata non solo sul problema ma anche sulle cause che l’hanno determinata, ad esempio nei casi in cui la disfunzione sia dovuta a disfunzione endocrinologiche, si interviene solitamente sull’ormone passivo. Nei casi in cui non è possibile trovare la ragione, solitamente si opta per farmaci orali o nei casi più seri con iniezioni al pene, non raramente si ricorre anche alla terapia chirurgica che consiste nel mettere una protesi al pene.
Chiara Lanari

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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Fitoterapia e acne: conosciamo la Bardana

Definizione di acne: affezione della pelle legata a una ritenzione di sebo che forma comedoni (formazioni cutanee caratterizzate dalla presenza di “tappi ” di cheratina che si formano all’interno dell’ostio follicolare della ghiandola sebacea che si presentano sovente come punti neri ) nei quali proliferano i batteri responsabili della formazione delle pustole. In commercio esistono svariati prodotti cosmetici sotto forma di pomate, oli, gel, ecc. ed in particolare la fitoterapia riveste un ruolo importante nella cura dell’acne. La Bardana, molto diffusa in Italia, è una pianta erbacea biennale a foglie basali molto grandi nel primo anno di vegetazione fra le quali, nel secondo anno, spunta il fusto floreale alto fino a 2 m. Per presentare in sintesi le tante proprietĂ  di questa pianta si può dire che svolge azione diuretica, depurativa e favorisce la traspirazione cutanea. E’ utilizzata moltissimo per trattare appunto l’acne ma anche l’eczema, le infezioni cutanee, i foruncoli, gli ascessi e la psoriasi. Il suo maggior principio attivo è l’inulina, un glucide che ha un’azione molto simile alla penicillina, inoltre l’azione antimicotica ed antibatterica è potenziata anche grazie alla presenza di alcuni polieni che hanno proprio delle caratteristiche antisettiche. La sua azione curativa è potenziata da quelle proprietĂ  depurative di cui sopra. Le sostanze responsabili dell’effetto depurante sono gli acidi alcolici che riescono a drenare dall’organismo tutte le tossine che contribuiscono alla comparsa dei foruncoli, agendo sul fegato e sui reni. L’uso di questa modesta e umile pianta è raccomandato in genere per trattare tutti i problemi derivanti dalla pelle grassa.
Per uso esterno si usa un decotto, come impacco o come lozione, preparato facendo bollire 50 gr di radice di bardana in 1 litro d’acqua per 5-10 minuti e lasciando poi macerare a fiamma spenta per 20 minuti.
Un aspetto interessante è l’associazione che si può fare con la viola tricolor (viola del pensiero) nel trattamento dell’acne come potenziamento delle proprietĂ  della bardana. Di solito si può impostare un ciclo di trattamento di ca. 2 o 3 mesi in cui il ragazzo deve assumere 50 gocce di bardana e 50 gocce di viola, insieme o separatamente, tre volte al giorno prima dei pasti.
E’ veramente incredibile come una pianta così comune ed umile nasconda così tante proprietĂ . La bardana viene usata anche in cucina, esistono infatti numerosissime ricette che richiedono la bardana come ingrediente principale.

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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AIDS/HIV

Cause
L’AIDS è un’infezione causata dal virus dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus).
Una volta infettati lo si resta permanentemente, esso si localizza nei linfociti T(cellule del nostro sistema di difesa) e piano piano le distrugge.
Nel corso degli anni, a causa della diminuzione del numero di queste cellule, diminuisce la capacitĂ  del corpo di difendersi contro altre infezioni: compaiono quindi malattie infettive, dette secondarie o “opportunistiche”, dei polmoni, del cervello, dell’intestino o del sangue che portano alla morte.L’AIDS è quindi solo la fase finale dell’infezione Dell’ HIV. L’AIDS è infatti un insieme di malattie originate dalla mancanza di difesa del sistema. L’infezione da HIV in Italia è probabilmente presente oggi in oltre 110-130.000 persone; dall’inizio dell’’epidemia i casi di AIDS conclamata sono stati quasi 60.000. Al mondo si stimano in quasi 40.000.000 il numero delle persone viventi colpite dal virus.
Trasmissione
L’HIV si trasmette attraverso rapporti sessuali vaginali, anali e oro-genitali non protetti da profilattico; in caso di rapporti oro-genitali, è a rischio la persona che mette la bocca a contatto con l’organo genitale del partner.
Si trasmette con il sangue e i suoi derivati, attraverso lo scambio di siringhe contaminate attraverso un contatto diretto tra ferite cutanee profonde, aperte e sanguinanti, attraverso un contatto diretto del sangue con mucose; attraverso le trasfusioni non controllate in laboratorio

L’HIV non si trasmette
attraverso lacrime, sudore, saliva, urina, feci, secrezioni nasali, vomito purchè non contaminati da sangue
la vita in famiglia o in comunitĂ , le strette di mano, i baci “sociali”
l’uso in comune di stoviglie e la preparazione di cibi
l’uso di toilette, piscine, saune e luoghi pubblici
Sintomi
Dopo il contagio passa un breve periodo di aspettativa prima che una persona diventi sieropositiva. A questo punto si possono manifestare sintomi lievi non direttamente collegabili. In seguito, le persone sieropositive possono essere prive di sintomi per molti anni, ma sono portatrici del virus dell’HIV e possono trasmetterlo. Tuttavia ad un certo punto possono comparire una perdita di peso inspiegabile, stanchezza eccessiva, diarrea, ghiandole ingrossate o infiammate, febbre persistente, infezioni vaginali persistenti.
Diagnosi e cura
Al momento non è ancora stata scoperta una cura.Esiste solo una terapia per tenere sotto controllo il progredire dell’infezione.
Attenzione: la terapia non permette di tornare sieronegativi, in quanto il virus rimane nell’organismo, quindi c’è il rischio di trasmetterlo attraverso rapporti sessuali non protetti o di materiali usati per iniettarsi la droga in vena.
Prevenzione
Il preservativo utilizzato nei rapporti vaginali, anali e orali costituisce il mezzo di protezione piĂą efficace contro l’HIV/AIDS. Elenchiamo qui di seguito alcune situazioni in base al rischio (basso, medio e alto) di contrarre l’HIV. Attenzione: il rischio non è eliminabile al 100%.

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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INSONNIA? ECCO COME AFFRONTARLA!

Sono in tanti ad affermare di non riuscire a fare sogni tranquilli. Nel nostro Paese si annoverano ben dodici milioni di persone che non riescono a riposare bene.
Un italiano su quattro fa fatica ad addormentarsi e non riesce a trovare la chiave giusta per risolvere la situazione.
Manca quella che potrebbe essere definita “cultura del riposo”. E ci sono ancora troppi luoghi comuni su come riuscire a dormire bene. Sfatarli è semplicissimo.
Molto spesso chi inizia a dormire male in un periodo di stress crede di essere diventato ormai insonne. In realtà, solo il cinque per cento della popolazione soffre di insonnia cronica, disturbo che ha forti ripercussioni sulla salute e sull’umore.
Nei restanti casi siamo dinanzi a un problema passeggero che ha come cause preoccupazioni e ansia. Per superarlo bisogna non preoccuparsi troppo e fare le mosse giuste ai primi cenni di difficoltĂ .
E’ sbagliato cercare in tutti i modi di dormire, sforzarsi di chiudere gli occhi. Meglio alzarsi, leggere, guardare la tv, insomma fare altro. In questo modo distraiamo la mente dal mancato riposo.
E’ la mossa più errata ricorrere da subito a sonniferi. Servono solo da tappabuchi perché fanno sentire meglio per qualche tempo, ma dopo qualche mese l’effetto svanisce e siamo al punto di partenza.
Impariamo piuttosto una semplice principio: la regolarità. L’ora in cui andiamo a letto e quella in cui ci svegliamo dovrebbero essere sempre le stesse. Ovviamente con un po’di elasticità, in quanto ognuno ha i suoi ritmi e deve trovare quelli più congeniali. Poi bisogna tener conto che basta dormire le prime quattro-cinque ore. Ma se il disturbo continua, nonostante i nostri tentativi vari, è meglio rivolgersi ad uno specialista. Le cause del disturbo notturno potrebbero essere le più svariate.
In genere si dà la colpa alle preoccupazioni, ma nell’ottanta per cento dei casi l’insonnia è legata a un problema fisico, come ad esempio la lombalgia. La si può affrontare scegliendo il cuscino giusto che ci faccia tornare a dormire bene. Ma il mal di schiena non è l’unica causa, nel quarantuno per cento dei casi chi soffre di insonnia ha problemi di respirazione. Tale malessere può essere risolto con i cerotti nasali. Va poi “monitorato” il posto in cui si dorme. Il materasso e i guanciali devono essere abbastanza rigidi e le temperatura non deve mai superare i venti gradi.
Si tratta di piccoli accorgimenti, ma che possono regalarci nuovamente notti serene e tranquille.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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AIUTIAMO GLI ANZIANI A NUTRIRSI BENE.

Molti sono gli anziani che, ricoverati in ospedale, saltano i pasti.
In Inghilterra lo scorso anno sono stati dimessi dagli ospedali circa 140mila pazienti in stato di malnutrizione. Una recente ricerca italiana ha constato che, durante un ricovero, sei persone su dieci digiunano. La causa fondamentale sta nel fatto che in ospedale i menu sono insipidi e ripetitivi. Inoltre anche l’umore negativo tende a chiudere lo stomaco dei pazienti.
Ma una dieta equilibrata è fondamentale per guarire. Altrimenti si rischia di perdere muscoli e forze, rendendo molto più lunga la convalescenza.
Se il soggetto anziano in questione è poi molto magro e fragile, possono comparire le piaghe da decubito. Quindi bisogna insistere affinché gli anziani prendano la forchetta. Spesso non mangiano per il fatto che si sentono trascurati e abbandonati. Il che significa che dobbiamo dedicargli tempo, attenzione e pazienza. Attraverso turni i parenti devono essere sempre presenti durante i pasti, per invogliare il malato a mangiare.
L’anziano non va rimproverato, altrimenti lo si scoraggia. Un trucco per stuzzicare l’appetito è quello di dividere la portata in piccole porzioni disponendole poco alla volta su un piatto grande, già tagliuzzate. In questo modo il cibo sembra poco, non spaventa e dà l’idea che sia meno difficile da mandare giù.
Ogni tanto si può poi viziare la persona cara con qualche piatto portato da casa chiedendo prima al medico cosa può o non può mangiare.
I cibi migliori sono quelli proteici e facilmente digeribili. Salumi magri come la bresaola, frittate, legumi sono l’ideale. Visto che con l’età il senso del gusto si attenua, è meglio condire gli alimenti con prezzemolo, timo, rosmarino, o altre erbe profumate che stimolano l’appetito. Se l’anziano preferisce cibi liquidi, il brodo di pollo è un ottimo ricostituente naturale. E’ un concentrato di proteine che stimola l’appetito. Vanno bene anche dolci morbidi e profumati da consumare come spuntino come la torta di mele, il budino o una crema.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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Sifilide

Cause
La sifilide è causata dal batterio Treponema pallidum. Solo negli ultimi anni probabilmente a causa dell’immigrazione di persone infette è ritornata anche in Italia da dove era sparita.
Trasmissione
Ogni tipo di rapporto sessuale non protetto e con trasfusioni di sangue infetto.
Il periodo di “contagiosità” può arrivare fino ai 2 anni.
Sintomi
La malattia da 4 diversi tipi di sintomi.
Da 10 giorni fino a 3 mesi dopo il contagio iniziano a comparire delle ulcere nella vagina, nel pene, dentro l’ano, in bocca o in gola. In questo periodo si è altamente contagiosi.
Da 2 fino a 7 mesi dopo il contagio sulla pelle compaiono macchie sulle mani, sui piedi, nei genitali e nella bocca. Raramente si può avere una epatite acuta lieve. I sintomi possono scomparire e ricomparire a ondate per diverso tempo, con intensità diversa.In questa fase si è ancora contagiosi.
Dopo la comparsa delle macchia e la loro scomparsa si passa ad un periodo latente dove non si ha nessun sintomo.Attenzione perché nonostante non si abbiano sintomi si è ancora contagiosi.
Pu presentarsi dopo moltissimo tempo(10-20 anni). Se la malattia non viene curata negli stadi precoci, si possono avere danni a tutti gli organi, soprattutto a cuore, cervello, cute, ossa, fegato e arterie. Se questa malattia non viene curata inizialmente può provocare seri danni cerebrali, cecità, paralisi, demenza e anche morte.
Diagnosi e cura
La diagnosi è facilmente effettuabile grazie a dei semplici test sui campioni di sangue.
La cura è composta da 2 cicli di antibiotici .
ATTENZIONE: il corpo non acquisisce la resistenza quindi è probabile ricontrarre la stessa malattia.
Prevenzione
Vale la classica regola del sesso sicuro, il preservativo diminuisce drasticamente il rischio di contrarre questa malattia.Le donne in gravidanza dovrebbero sottoporsi regolarmente al test del sangue.
Altre Informazioni
La madre infetta può trasmettere l’infezione al feto ed al neonato durante la gravidanza e il parto.
Se si contrae la malattia in gravidanza, la sifilide può causare aborti spontanei.

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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TENERE IL FEGATO SOTTO CONTROLLO CON UN TEST

Una semplice analisi del sangue permette di tenere a bada la salute del fegato e di evitare la biopsia, con tutti i disagi che questo esame comporta.
Si tratta di un ottimo vantaggio per chi soffre di epatite C e deve tenere sotto controllo l’evoluzione dell’infezione per verificare che non degeneri in malattie più gravi. Circa un milione e mezzo di persone in Italia hanno questo problema.
Spesso rimane silente per anni, senza dare sintomi.
Ma può causare la cirrosi epatica o, in casi peggiori, il tumore al fegato.
Per questo è davvero importante tenere sotto controllo l’evoluzione dell’epatite, in modo da scovare subito segnali d’allerta. La prima spia è la presenza e l’accumulo di fibrosi nei tessuti che è indice di un’infiammazione in corso.
I tessuti epatici sono legati da una sorta di impalcatura detta matrice, che permette i normali scambi tra le cellule. In un fegato sano la matrice è costituita da una trama molto leggera e delicata. In caso di fibrosi, è molto più indurita, come fosse formata da tante cicatrici. Con lo scorrere del tempo, se la fibrosi si aggrava, il fegato non riesce a portare più avanti le sue normali funzioni.
Finora l’unica via per valutare il problema era la biopsia. Si tratta del prelievo, effettuato con un ago molto sottile e sotto guida ecografica, di un campione di tessuto da far analizzare in laboratorio. Stiamo parlando di un esame invasivo che richiede un giorno di ricovero in ospedale.
Adesso, grazie al nuovo test, è possibile farne a meno. Solo quando il risultato del Fibrotest lascia qualche dubbio bisogna ricorrere alla biopsia per analizzare direttamente i tessuti. In ogni caso l’equipe dell’ospedale di Mestre in collaborazione con l’Università di Padova ha realizzato uno studio che ne garantisce l’efficacia.
Il Fibrotest è semplice. Si esegue un normale prelievo del sangue. I dati ottenuti vengono inseriti dal biologo sul sito internet www.biopredictive.com. Un programma li elabora combinandoli tra loro e fornendo all’istante il risultato.
Il test costa dai settanta ai cento euro e ha un’affidabilità del 95 %.
Ovviamente il riscontro finale è l’analisi dello specialista.

Raffaella Calemme

Posted on Marzo 31, 2008 by admin

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Clamidia

Cause

La  Clamidia è dovuta al batterio Chlamydia trachomatis ed è una infezione diffusissima se non la più diffusa.

Ogni anno si contano quasi 100 milioni di nuovi casi. In Italia in media colpisce il 10% della popolazione attiva sessualmente.

TrasmissioneRapporti sessuali di ogni tipo: rapporti sessuali anali, orali e vaginali.La probabilità di trasmissione è del 25%  e se non curata la durata dell’infettività è in media di 10 mesi.Sintomi

Il 75% delle donne e il 30% degli uomini infettati non hanno nessun sintomo. Nell’uomo si manifesta con bruciori urinari e dolore e gonfiore dei testicoli.Nella donna con perdite vaginali , sanguinamento e disturbi urinari.

 Diagnosi e cura

La Clamidia è identificata grazie a due tipi di test in laboratorio, sia dal prelievo di tessuti infetti che da un campione delle urine.

Data la natura batterica dell’infezione, la Clamidia è trattabile con antibiotici.Prevenzione

Oltre al soggetto interessato, è necessario che anche tutti i partner sessuali vengano testati per la presenza del batterio ed eventualmente trattati. Il rischio di re-infezione in pazienti esposti a soggetti infetti è molto elevato, e aumenta notevolmente la possibilità che le conseguenze dell’infezione siano molto serie. Le persone infette dovrebbero astenersi da qualsiasi attività sessuale ed effettuare un nuovo test tre-quattro mesi dopo la cura. L’uso di preservativi riduce notevolmente il rischio di infezione.

Altre Informazioni

Spesso è trasmessa dalla madre al neonato al momento del parto.
Trasmittibile anche tramite “ oggetti del piacere”.

Nelle donne può provocare danni permanenti all’apparato riproduttivo.

Alcuni scienziati sostengono che la Clamidia sia una delle casa della prostatite.

 

Posted on Marzo 29, 2008 by admin

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