La Sindrome di Stoccolma; cos’e'?

Quasi tutti ne abbiamo sentito parlare, ma pochi sanno di cosa si tratta; si chiama sindrome di Stoccolma.

La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all’innamoramento) nei confronti del proprio rapitore.
Viene talvolta citata anche in riferimento ad altre situazioni simili, quali le violenze sulle donne o gli abusi sui minori e tra i sopravvissuti dei campi di concentramento.
La sindrome deve il suo nome al furto alla “Kreditbanken” di Stoccolm del 1973 durante il quale alcuni dipendenti della banca furono tenuti in ostaggio dai rapinatori per sei giorni. Le vittime provarono una forma di attaccamento emotivo verso i banditi fino a giungere al punto, una volta liberati, di prenderne le difese e richiedere per loro la Clemenza alle autorità. Il termine fu coniato dal criminologo e psicologo Nils Bejerot, il quale aiutò la polizia durante la rapina. Fu usato per la prima volta durante una trasmissione televisiva.
Ma vediamo due casi celebri;
La ricca ereditiera Patty Hearst, dopo essere stata rapita dal Symbionese Liberation Army nel febbraio del 1974, prese parte ad una rapina in banca insieme a due dei suoi rapitori due mesi dopo. Fu arrestata nel settembre del 1975 ma la sua difesa non riuscì a far valere la tesi della mancanza di colpevolezza a causa della manifestazione della sindrome di Stoccolma;
Elizabeth Smart fu rapita e stuprata da un uomo affetto da malattie mentali che la considerava sua moglie: tra il 2002 ed il 2003 la Smart trascorse diversi mesi insieme al suo aguzzino senza alcuna costrizione fisica.

Bianchi Fabio

Posted on Giugno 18, 2008 by fabiobianchi

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QUANDO LA DEPRESSIONE COLPISCE I GIOVANI

 

La depressione, è un problema che può interessare anche giovani e bambini. Non sono rari i casi, in numeri percentuali, di adolescenti e soggetti di giovani età, colpiti da depressione. I dati statistici, riguardanti l’incidenza della malattia, tra giovani e giovanissimi, non vengono considerati attendibili, in quanto spesso i genitori, non riescono a vedere l’atteggiamento del figlio come un dato preoccupante. In sintesi, spesso il disturbo depressivo dei bambini, degli adolescenti e dei ragazzi, non deve venir affatto sottovalutato. Anzi devono venir presi in seria considerazione in quanto potrebbero significare la presenza di un vero e proprio disturbo dell’umore. Nei bambini, la diagnosi di depressione, può essere fatta vedendo se il piccolo soggetto è spesso triste e se la malinconia, si manifesta in modo ripetuto. I dieci segnali più diffusi, sono evidenti manifestazioni di tristezza, lo sguardo spento e un espressione malinconica, una costante irritabilità, una significativa diminuzione dell’interesse per i giochi, e tutte quelle attività che interessano i bambini, peso e altezza al di sotto dei normali parametri, la sonnolenza, il sonno agitato, facile stanchezza, un costante senso di colpa, frasi che esprimono la propria sottovalutazione e la mancanza di desideri o di richieste. Negli adolescenti invece, la diagnosi, si può fare se compaiono almeno 5 dei sintomi caratteristici, compresa la tristezza eccessiva e prolungata. Bisogna comunque stare attenti a non scambiare le crisi adolescenziali, con la depressione. I segnali più evidenti sono: umore depresso ogni giorno per la maggior parte del tempo, facile irritabilità, totale assenza di iniziativa, disinteresse nei confronti degli amici o delle persone care, perdita di interesse per le attività che prima ci entusiasmavano, continui fallimenti nello studio seguiti dal senso di colpa, stanchezza eccessiva, mancanza di desideri, usuali espressioni di autosvalutazione, perdita dell’appetito, alimentazione molto disordinata, possono esserci periodi di abbuffamento, seguiti da un digiuno marcato,  ricorso a bevande alcoliche, indecisione, incapacità di fare scelte e perdita di interesse per l’altro sesso. Gli eventi che possono scatenare la depressione nei giovani, possono essere molte, bisognerebbe conoscerli e saperli aiutare, i motivi più noti, possono essere per i bambini la morte di un genitore o di una persona molto cara, la separazione dei genitori, distacco da un genitore, genitori che a loro volta soffrono di depressione, eccessive e asfissianti aspettative dei genitori, troppa severità di un genitore, madre o padre alcolista o tossicodipendente, eccessivo numero di impegni durante l’anno che impediscono al bambino di svagarsi. Negli adolescenti invece, i motivi sono riconducibili alla morte di una persona cara, di un amico, di un genitore, fallimenti nello studio, divorzio dei genitori, troppe aspettative dei genitori nel campo scolastico o nella vita quotidiana, le delusioni d’amore o nell’amicizia e il troppo controllo dei genitori. In entrambi i casi, è necessario aiutare i bambini o i giovani colpiti, portandoli da uno psicoterapeuta che saprà prescrivere la cura più adatta o una serie di sedute di psicoterapia per arrivare all’origine del problema.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 12, 2008 by chiara

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TUTTI I PROBLEMI DELLA VISTA

Tanti, sono i problemi che possono colpire la nostra vista, uno dei più comuni, è proprio l’astigmatismo. Le persone colpite da questo problema, non sono in grado di mettere a fuoco sia gli oggetti vicini, che quelli lontani. Questo difetto, è dovuto ad una grande rotondità dell’occhio, che non permette la messa a fuoco in un unico punto della retina. Ciò che fa di questo problema un vero cruccio, è che esso è associato alla miopia o all’ipermetropia. L’astigmatismo, è un problema molto diffuso che crea molti problemi alle persone, in Italia colpisce piu del 20 per cento degli individui. Si può correggere, solo portando occhiali, lenti a contatto o con l’intervento chirurgico, ovvero la cheratomia radiale o il laser. L’ipertromia, è l’esatto contrario della miopia, cioè determina una difficoltà a percepire gli oggetti vicini. Anche in questo caso, il difetto può essere dovuto a cause diverse. O il bulbo oculare è piu corto di quanto dovrebbe, oppure cornea e cristallino, hanno un minore potere rifrattivo. Cosi i raggi luminosi, non colpiscono la retina, ma un punto posteriore ad essa, obbligando l’occhio ad un continuo sforzo per mettere a fuoco le immagini. Si può curare con il laser a olmio, cioè l’aumento del curvamento nella parte centrale della cornea, grazie all’utilizzo del laser a olmio, oppure, con il laser a eccimeri e la Lasik, l’obiettivo di queste operazioni è diverso, il chirurgo, anziché appiattire la cornea, tende ad aumentarne la curvatura nella sua parte centrale. La miopia, è la riduzione della capacità visiva da lontano. In pratica gli ofgggetti posti ad una certa distanza vengono visti in modo sfocato. Questo difetto, è dovuto a 2 cause principali, il maggior potere della cornea e del cristallino di far convergere i raggi luminosi, oppure la lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Cosi, i raggi luminosi, non vanno a colpire la retina ma un punto ad essa anteriore, dando origine a immagini sfocate. Colpisce quasi il 30 per cento della popolazione mondiale, cio fa capire la sua incidenza. Gli interventi chirurgici per combattere la miopia, sono la cheratotomia, che consiste in incisioni sulla cornea a forma di raggiera con un bisturi dalla lama diamante, ottenendo cosi un appiattimento della cornea e il miglioramento visivo. Un altro intervento, è il laser a eccimeri, che consiste nell’eliminazione concentrica di strati sottilissimi di tessuto corneale, con bisturi a laser, modificando cosi la curvatura della cornea. L’operazione, dura pochissimo, solo qualche minuto. C’è infine la Lasik, che consiste nell’utilizzo del laser, per prelevare una sottile lamella di tessuto corneale. In questo modo, si può modificare la faccia interna e modificarne lo spessore. In seguito, si ricostituisce l’integrità della cornea. In seguito, bisogna portare per alcuni giorni un guscio trasparente ed applicare dei colliri. Infine, la presbiopia, è un difetto visivo che somiglia molto all’ipermetropia, cioè l’incapacità a vedere bene gli oggetti da vicino. In questo caso però, il difetto compare dopo i 45 anni di età ed è dovuto soprattutto all’invecchiamento naturale del cristallino che perde pian piano la capacità di mettere a fuoco le immagini. Questo problema, viene corretto con l’utilizzo di apposite lenti.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 10, 2008 by chiara

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ALCUNE MALATTIE DEGLI OCCHI DA CONOSCERE: LE ABRASIONI CORNEALI E LA ASTENOPIA

Tante sono le malattie legate agli occhi che bisognerebbe conoscere, noi vogliamo provarci. Tra le tante, le abrasioni corneali, sono un problema sicuramente poco conosciuto, ma che non è da sottovalutare. Esse sono la conseguenza a un trauma contusivo dell’occhio. Possono essere conseguenti a traumi da corpi estranei o colpi d’unghia. Danni all’occhio, si possono avere anche dai raggi ultravioletti, un danno da ultravioletti alla cornea, si può avere anche in caso di esposizione prolungata alla luce del sole. Nel caso in cui il problema, sia causato da un corpo estraneo, è importante identificarlo e rimuoverlo, non è sempre facile, perché questo potrebbe essere posizionato al di sotto della palpebra, in questo caso, deve essere effettuata una manovra di eversione palpebrale che deve essere eseguita dal medico. Il trattamento, consiste nel bendaggio degli occhi con somministrazioni di pomate per prevenire l’infezione batterica, piu altri farmaci per alleviare il dolore. Il bendaggio, va tenuto finche la cicatrice non guarisce del tutto. A volte, succede che la cicatrizzazione non avviene nel migliore dei modi, quindi a distanza di tempo, la persona può avvertire fitte dolorose agli occhi, in questo caso, si parla di abrasione ricorrente. Un problema meno grave, è l’astenopia, che sta ad indicare la stanchezza degli occhi e comprende diversi sintomi che vanno dall’arrossamento, al bruciore fino alla sensazione di tensione. Tutto, è da collegare all’affaticamento dei muscoli oculari, che può essere causato da cattive condizioni di lavoro, di una dieta sbagliata, precarie condizioni di salute ecc. seguendo alcune semplici indicazioni, si può rimediare all’affaticamento oculare. Mentre si guarda la tv, è bene distogliere lo sguardo ogni tanto, durante la lettura, il libro dovrebbe essere illuminato da una fonte di luce posta dietro il lettore, il libro, va tenuto ad una distanza di 45 centimetri, al di sotto del livello degli occhi. La posizione ideale per la lettura, è quella da seduti, bisognerebbe evitare la lettura da sdraiati, se si sente una sorta di tensione agli occhi, è bene tenerli in riposo ed applicare un fazzoletto intriso d’acqua che oltre a rinfrescare gli occhi, da un senso di pulizia. Può capitare, che gli occhi brucino e che il bruciore, derivi dal fumo, dallo smog, dalla polvere, in questo caso, è bene sciacquare gli occhi sempre con acqua fredda e allontanarsi dalla causa del bruciore. Anche una dieta sana ed equilibrata aiuta ad evitare la stanchezza oculare. Pasti equilibrati e un buon esercizio fisico, sono essenziali per mantenere in salute i nostro occhi. E’ importante anche dormire bene e a sufficienza.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 10, 2008 by chiara

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L’ANICE E TUTTI I SUOI USI NELLA MEDICINA NATURALE

Già dall’antichità, ai tempi di Carlo Magno, si parla già di anice e del suo estratto, l’anetolo. Gli antichi, ne avevano già scoperto le sue proprietà ed i suoi effetti benefici, non solo per il palato, ma anche per alcuni problemi di salute, tanto da volerlo importare dall’oriente. Viene dalla famiglia delle Ombrellifere, è un erba che ha origini orientali ma coltivata da molto tempo anche in Italia, dove è naturalizzata. Ha le foglie inferiori arrotondate, dentate e con rami lunghi. Ha fiori bianchi e frutti ovoidei, lunghi circa 4mm e compressi ai lati. I frutti, hanno un sapore dolce e aromatico grazie all’essenza naturale che contengono. Da sempre, l’anice è famoso per i suoi usi in cucina, oppure come liquore. Se in pasticceria e nell’industria dei liquori, esso è molto conosciuto e apprezzato, pochi sanno che l’anice si può usare anche nell’ambito della medicina naturale. L’anice, possiede virtù terapeutiche analoghe a quelle del finocchio selvatico, ma molto più energico, soprattutto se la pianta cresce in paesi caldi. I suoi semi, sono diuretici, eccitanti, carminativi e vengono usati con vantaggio per combattere le debolezze del sistema digestivo, come la dispepsia, ma anche vertigini e dolore al ventre non associato al sistema digestivo. Quante volte, capita di sentirsi pesanti dopo mangiato? Be, basta prendere una tisana a base di anice per sentirsi subito meglio. Preparare l’infuso di semi, è davvero facile, basta usare 15 grammi di semi, 30 grammi di foglie e mettere il tutto in un litro di acqua bollente, l’infuso è consigliato per combattere le indigestioni. Un’ottima tisana digestiva, molto gradevole e rinfrescante si prepara con anice e semi di finocchio selvatico. Molto nota, è anche l’anisetta digestiva, in questo caso, si fanno macerare per 6 settimane 30 grammi di semi di anice, in un litro di acquavite, si uniscono in seguito 15 grammi di coriandolo, 1 grammo di cannella, 500 grammi di zucchero, questa tisana è utilissima contro i gas intestinali. I semi di anice in polvere, servono per calmare il singhiozzo, buon uso, possono farlo anche gli asmatici, respirandone l’aroma. Contro l’acidità di stomaco, la digestione difficile, le flatulenze, le coliche, i crampi al tubo digerente o semplicemente per il mal di testa, è bene utilizzare la tintura di anice, che si prepara con 25 grammi in 100 grammi di alcool, bisogna però lasciarlo in infuso per almeno una decina di giorni. Prendendo almeno 15 gocce al giorno, anche 4 volte al giorno, si noterà un notevole miglioramento nella digestione e chi soffre di gonfiori o bruciori dopo i pasti. Troverà un assoluto miglioramento. Chi soffre di insonnia, o difficoltà nel dormire, può prendere una trentina di gocce di tintura di anice, che regala un senso di torpore e di benessere, ciò aiuta molto il corpo a rilassarsi e quindi a prendere sonno con più facilità. Utile, è anche l’estratto di anice, ottenuto per distillazione dall’infuso di semi, che si usa come correttivo per alcuni preparati farmacologici, ma in questo caso, è meglio utilizzare l’anice che viene dai paesi caldi. Insomma l’anice, è si un gustoso liquore, o un aromatico per tanti dolci sulle nostre tavole, ma è anche un ottimo rimedio per molti problemi che riguardano la digestione e in genere tutto l’apparato digerente. Nei casi di problemi non gravi, è meglio curarsi con le erbe, quindi perché non usare i semi di anice a scopo salutare?

Chiara Lanari

Posted on Giugno 9, 2008 by chiara

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LE EMORROIDI, CONOSCERE I SINTOMI E CURARLE

Con il termine emorroidi, si intende la dilatazione varicosa dei vasi, appartenenti ai cuscinetti artero-venosi situati nella parte terminale del retto. La patologia, è caratterizzata dalla seguenti evidenze: i vasi emorroidali risultano ingrossati, si formano noduli blu e duri, sensazione di dolore, prurito e di corpo estraneo, infiammazione e sanguinamento. A seconda del grado di progressione, le emorroidi si caratterizzano in questi modi: di primo grado, quando i vasi sono debolmente dilatati, non prolassano ma sanguinano, di secondo grado, i vasi dilatati prolassano in seguito a sforzi eccessivi, ritornano poi in modo spontaneo, di terzo grado, i vasi prolassati non ritornano naturalmente, ma possono essere ridotti manualmente, infine di quarto grado, il prolasso non dipende da nessuno sforzo, non è possibile ridurlo e può causare trombosi. Il più delle volte, questa malattia, rimane per mesi silente, alternata a periodi acuti, quindi il soggetto colpito pensa che il problema si sia risolto spontaneamente, mentre non è cosi. C’è da chiedersi perché si formano. Molte volte le emorroidi, sono legate a fattori genetici, all’alimentazione e allo stile di vita. Nei soggetti che sono propensi alle emorroidi, la parete dei vasi del retto, sono talmente fragili che finiscono per assottigliarsi e sanguinare. La prolungata posizione eretta, lo stare troppo seduti, gli sforzi eccessivi, possono solo peggiorare la situazione. Pur essendo un problema che può colpire chiunque, esse colpiscono di più le donne, soprattutto durante i periodi del cambiamento ormonale. Anche sport come l’equitazione, il motociclismo, ciclismo, indeboliscono a lungo andare il canale anale. Per  quanto riguarda la dieta, alimenti come il caffé, cioccolato, carni suine, caricano di super lavoro l’intestino e tutti gli organi addetti alla digestione, limitando quindi l’efficienza circolatoria. Curare le emorroidi, è possibile, sono disponibili farmaci da banco, per il trattamento locale delle emorroidi, supposte o pomate ad azione sintomatica, che contengono cortisonici e antinfiammatori. Spesso però, queste soluzioni, trattano il sintomo senza agire sulla causa, provocando a lungo andare l’aggravamento della patologia. Per evitare le emorroidi, è necessaria un’alimentazione sana, spesso i soggetti che soffrono di stitichezza e coliti, soffrono anche di crisi emorroidali, quindi ciò fa capire come i cibi raffinati e la vita sedentaria siano protagonisti di questa malattia. La soluzione possibile, deve quindi partire dal riequilibrio intestinale attraverso un attenzione particolare alla dieta. Si, ai cibi ricchi di fibre, che contrastano lo sforzo alla defecazione, attenzione ai cibi raffinati e trattati, zucchero bianco, dolci e latte di mucca, dovrebbero essere del tutto eliminati. Bere molta acqua, fare molto movimento, sono solo i consigli basilari per evitare le emorroidi. Un aiuto particolare, può derivare dall’utilizzo di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo, con funzione specifica per il benessere del microcircolo della zona anale. Oltre ad un’assunzione orale, sono previsti anche applicazioni locali sulla zona anale infetta con funzioni sia di alleviare i sintomi, che di coadiuvare l’integrazione dell’integratore, migliorando la tonicità e la resistenza dei vasi. In questo modo, è possibile intervenire sulle emorroidi in modo globale, arrivando alla sua risoluzione definitiva.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 8, 2008 by chiara

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LE PROPRIETA’ DELL’ALLORO

Chi non conosce l’alloro? Esso ha moltissime proprietà benefiche. L’antichità classica, l’aveva assunto a simbolo di gloria e di vittoria. Era consacrato da Apollo. La leggenda dice che in alloro fu trasformata Dafne quando volle fuggire da Apollo. Insomma dall’antichità, l’alloro rappresenta il protagonista di molte leggende e racconti. Ma l’alloro, non è solo un decoro, esso è da sempre usato anche per molti rimedi contro le malattie. Se i racconti, parlano della sua bellezza come elemento decorativo, non bisogna dimenticare tutti i suoi molteplici usi. L’alloro, è il piu conosciuto della famiglia delle lauracee, cresce spontanea in tutta l’aria del mediterraneo ed è caratterizzato per la bellezza delle foglie. E’ anche usato nell’arte culinaria per quell’aroma che comunica ai cibi. In medicina, è molto amato da sempre, perché con le sue foglie, si possono fare moltissime cose e risolvere molti problemi di medicina generale. Le foglie, si raccolgono  a marzo, quando è in piena fioritura, mentre le bacche si raccolgono a maturazione. Possiede spiccate proprietà stomatiche, carminative, stimolanti, risolventi, diuretiche ed eccitanti. Contiene acido laurico, cioè una materia grassa e  l’aurostearina, che ne costituisce il più importante principio attivo. Il popolo applica le foglie peste sulle punture delle api e delle vespe, per mitigarne il dolore. In pochi minuti, il dolore e il gonfiore scompaiono. Dalle drupe mature, si estrae per pressione a caldo, un olio verde, l’olio di lauro, leggermente grasso, è di odore gradevole che oltre a trovare impiego in profumeria, viene utilizzato per frizioni stimolanti e come sedativo nelle malattie nervose. Buon uso, viene anche per le convulsioni, nelle paralisi e per uso esterno, nei dolori, nella debolezza degli arti, nelle otalgie, nei tumori e molto altro. Detto olio, entra anche nella composizione del famoso balsamo di Fioravanti. La polvere delle bacche dissecate, si usa con efficacia contro l’influenza e i raffreddori. L’infuso, fatto con 10 grammi di foglie in un litro d’acqua, si usa come stomatico e digestivo. Il decotto, di bacche schiacciate, usato in pediluvi, è molto efficace contro i sudori abbondanti ai piedi e il conseguente eritema. Il famoso e specifico di Landers, contro l’alopecia, si compone di olio di garofano. Un decotto con spirito di lavanda, foglie di alloro, è molto utile come digestivo. Con le foglie e con le bacche, si possono fare anche bagni aromatici e corroboranti, bastano circa 500 grammi ogni volta. Trovare l’alloro, non è difficile, certo sarebbe meglio prenderlo fresco in modo da poter essiccare le foglie, o usare le bacche lavorate personalmente, ma nel caso non sia possibile raccoglierlo, è semplice trovarlo nelle erboristerie, per uso curativo, mentre nelle profumerie, si possono trovare alcune essenze a base di alloro, che servono soprattutto a scopo estetico. E’ difficile trovare in natura, una pianta che ha tutte queste qualità. L’alloro è bello esteticamente, ha un buon odore, serve per profumarsi, per decorarsi ( almeno anni or sono), in cucina regala quel tocco in più, ma è soprattutto nella medicina che esso trionfa, come rimedio per quelle malattie non gravi, che dall’alloro prendono un valido aiuto.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 7, 2008 by chiara

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TUTTI I BENEFICI DELL’AGLIO

Già dall’antichità, l’aglio presenta delle virtù terapeutiche molto importanti, anche gli egizi lo annoveravano tra le piante sacre. A scopo medicinale, si adoperano soprattutto i bulbi che vengono raccolti nei mesi di giugno e luglio a perfetta maturazione ed essiccati all’aria aperta. Contiene un enzima, l’allisina, e un glucoide solforato, che sono principi attivi, energici stimolanti, sia del sistema digestivo, che circolatorio e respiratorio. E’ anche un potente anti batterico, si somministra alle persone malate in un infuso di vino, oppure bollito nell’acqua o nel latte. Certo, a prima vista non ha un buon sapore, ma ha davvero degli effetti benefici per tutto l’organismo, come antibatterico, si prepara una tintura di alcool da prendere a gocce. Prendendone almeno 20-30 gocce al giorno, si possono combattere i vermi presenti soprattutto nell’intestino. Possiede spiccate proprietà antisettiche, tanto che, già da tempi antichi, veniva usato per combattere gravi malattie infettive. L’aglio, ha anche degli effetti per i reumatismi cronici, in questo caso, si prepara una tintura e la si spalma nella zona dolente, tutto cio deve essere fatto per almeno un mese, dopo di che, si noteranno dei miglioramenti a livello del dolore. Le sue proprietà antisettiche ed eccitanti, lo fanno conoscere come un efficace rimedio per combattere tutte quelle malattie virali o per eliminare batteri. Quante volte, vi sarà capitato di avere il raffreddore e non sapere come fare a curarlo? L’aglio, è un buon rimedio. Basta farlo bollire, uno spicchio, con un po’ di latte, dopo di che sorseggiarlo caldo e in poco tempo, il raffreddore sparisce. Oggi, è di moda anche come cura per l’ipertensione arteriosa e quale regolatore del ritmo cardiaco. Molte sono le specialità in farmacia a base di aglio. Che sicuramente, tolgono quel fastidioso odore, ma solo l’impiego dell’aglio fresco, ha potenti effetti sulla nostra salute. E’ controindicato a chi soffre di problemi di stomaco ed intestinali, a coloro che soffrono di malattie della pelle e alle mamme che allattano. Chi lo usa, può anche eliminare il cattivo odore, masticando qualche fogliolina di prezzemolo. Ad uso esterno, si applicano cataplasmi rubefacienti, fatti di spicchi di aglio pestati, questi si usano per lenire i dolori reumatici, mentre invece pestati e mescolati con l’olio di oliva o di noce, è molto utile per combattere le scottature. Si dice, che abbia effetti per prevenire i tumori. In questi casi, la tradizione dice che masticando uno spicchio d’aglio ogni giorno, non solo aiuta a combattere tutti i batteri presenti nel nostro corpo, ma aiuta anche a prevenire i tumori. Bisogna essere costanti, in quanto solo cosi, l’aglio può dare i suoi frutti. Non bisogna pensare che esso agisca in pochi giorni. Solo una somministrazione costante e prolungata, può essere efficace per curare o prevenire molte malattie. L’aglio, è davvero una pianta dalle mille proprietà, quindi si può ben dire che, uno spicchio d’aglio al giorno, toglie il medico di torno.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 7, 2008 by chiara

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CONOSCERE LA DISIDROSI

La disidrosi, è una dermatite infiammatoria, che di solito si manifesta con vescicole alle mani e ai piedi. Queste vescicole, si diffondono abbastanza rapidamente fino a divenire sparse ovunque. Colpisce il 10 per cento delle persone, uomini e donne indistintamente, l’età più prolifica è tra i 30 e i 50 anni, anche se non rari i casi in cui appare prima o dopo. Non è una malattia contagiosa e guarisce da sola, dopo anche due mesi dalla sua apparizione. Di solito quindi, non deve destare alcuna preoccupazione, ma essendo una patologia diffusa, è bene conoscerla per capirne di più. Di solito, compare 2 volte all’anno, in modo puntuale, quasi fosse un orologio, l’autunno e la primavera, sono le stagioni in cui essa si manifesta di più. E’ una malattia cronica della pelle e non guarisce mai, infatti può non comparire anche per anni, ma prima o poi ritorna sempre in modo periodico. La causa più frequente di questa malattia, è la chiusura delle ghiandole sudoripare, ovvero il sudore invece di uscire, resta bloccato, per questo la pelle si irrita. In altri casi, le vescicole, sono dovute ad un’infezione dermatologica, infatti sembra che gli individui che soffrono del disturbo denominato piede d’atleta, sono più colpite. Ci sono anche casi, in cui la disidrosi, colpisce le persone già predisposte, in questo caso, il contatto con gli agenti allergici, oppure uno stress prolungato, possono provocare questo disturbo. I sintomi iniziali, sono solitamente delle bollicine che ricoprono i bordi laterali delle mani e dei piedi, queste bollicine, sono larghe come una punta di spillo e fanno male, oltre al prurito abbastanza elevato. In seguito, le vescicole si riempiono di un liquido denso e limpido e si uniscono formando tante chiazze molto larghe, che dopo un po’ si rompono. Chiaramente, esistono cure a base di farmaci che vanno dosati a seconda della gravità del disturbo. Di solito, la cura più usata, è quella di fare per 2 settimane, dei bagni disinfettanti sia alle mani, che ai piedi con acqua piena di euclorina o ammonio. In seguito al bagno, si possono applicare alla pelle, delle creme antinfiammatorie e cheratolitiche, queste ultime, servono a favorire il distacco delle cellule della pelle ormai morte, mentre quelle antinfiammatorie, bloccano il progredire del disturbo. Nel caso in cui, le vescicole si infettano, è necessario mettere delle creme antibiotiche, mentre nel caso in cui, il prurito diventi insopportabile, si può applicare la crema antistaminica. Chiaramente, questa malattia si può prevenire, basta farsi vedere da un dermatologo, che con un patch-test, ovvero un’indagine diagnostica che consiste nel mettere sulla pelle un cerotto imbevuto delle sostanze incriminate, mostrerà se questa effettivamente è responsabile dell’affezione. In questo caso infatti, la pelle si irrita. Grazie a questo test molto semplice, si può capire se siamo o meno allergici a qualcosa, si possono anche evitare malattie della pelle come la disidrosi e la dermatite. In ogni modo, se sospettate di avere questo disturbo dal nome poco conosciuto, non esitate a farvi vedere dal dermatologo.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 5, 2008 by chiara

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LA DIETA OMEOPATICA

Quanti di noi, vorrebbero dimagrire quanto basta, senza più aver problemi di peso, rispettando la struttura del nostro organismo e della nostra psiche? Tutto questo, è possibile correlando un regime alimentare equilibrato, che si basi su cibi naturali all’omeopatia. Dimagrire, non vuol dire rinunciare al cibo o perdere peso in modo drastico e rapido. E’ necessario modificare il proprio comportamento alimentare, perché solo cosi, è possibile eliminare i chili di troppo e ristabilire il modo duraturo l’equlibrio dell’organismo. Innanzitutto, bisogna capire cos’è l’omeopatia, essa si basa, sul riequilibrio energetico dell’organismo, partendo dal sunto che quando esiste un disturbo, sia di origine mentale, che fisico, si è anche in presenza di uno squlibrio interiore. Per guarire, bisogna ricorrere ad alcuni rimedi molto precisi, che all’inizio hanno il compito di ingrandire il problema, con lo scopo di incitare l’organismo a far partire le sue difese. L’omeopatia insomma, mette in moto un meccanismo di autoguarigione, dove i sintomi vengono combattuti usando la stessa sostanza che li ha provocati. Chiaramente, per seguire un regime omeopatico, è doveroso eseguire prima una visita medica, questo perché anche se è un rimedio naturale, esso ha effetti diversi a seconda dell’individuo. Innanzitutto quindi, è necessario che ogni persona segua un regime individuale. Ci sono però delle premesse comuni, l’omeopatia, è convinta che ogni persona ha il suo modo di ingrassare, quindi per capire bene quale cura è adatta è necessaria una visita preliminare che studierà le nostre caratteristiche fisiche, psicologiche ed il nostro atteggiamento nei confronti delle situazioni quotidiane. Quindi, insieme ad una dieta appropriata, gli specialisti, prescrivono una cura personalizzata che agisce a livelli diversi sull’organismo, per dimagrire dolcemente senza risentire di effetti secondari. Tra i vari rimedi omeopatici, ne esistono quattro, che in linea generale, corrispondono a dei tipi fisici, che si differenziano tra loro, per avere il peso localizzato in punti diversi del corpo. La Calcara carbonica, estratta dal guscio dell’ostrica serve a ritrovare il proprio equilibrio ponderale, il Sulfur, che regola i sistemi di eliminazione e disintossicazione dell’organismo, la Thuya, il cui ruolo, è riequilibrare i disordini organici causati da stress e ritmi irregolari e il Natrum sulfuricum, solfato di sodio, che ha la capacità di mobilizzare i liquidi organici e di riequilibrare l’energia. Il tipo che corrisponde al Calcarea carbonica, è di taglia media, ben proporzionato e i chili di troppo sono distribuiti in modo uniforme, non ama lo sport ed a tavola predillige tutto ciò che è base di latte, caratterialmente razionali, meticolosi e riflessivi. Il tipo Thuya, ha la parte superiore del corpo snello, i chili di troppo, sono concentrati sulle anche e sulle cosce. Il fisico, rileva la presenza di cellulite, stress e fumo. E’ un tipo ansioso, freddoloso e ossessionato dagli impegni quotidiani. Il tipo Natrum sulfuricum, ha il problema della ritenzione idrica, è spesso gonfia, adora i sapori salati, formaggi, salumi e beve poca acqua. E’ romantica e malinconica. Infine, il tipo Sulfur, è una persona dal corpo atletico, alta, robusta non è grassa, ma appensantita, ama i piatti elaborati, il vino i salumi e i dolci. E’ generosa, intellettuale, brillante e competitiva. Chiaramente, questi tipi, sono solo in linea teorica, servono per stabilire una cura, che di solito, usa alcune sostanze, che aiutano a sopportare meglio il regime dietico con basso apporto di calorie. Ci sono infatti dei granuli, che aiutano a moderare l’appetito, stabilizzare l’umore, contrastare gli attacchi irrefrenabili di gola e combattere le crisi depressive. Un consiglio di massima, bere sempre molta acqua durante il giorno e usare poco sale.

Chiara Lanari

Posted on Giugno 3, 2008 by chiara

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